25/11/2014 - 14:18

“Il peso che il fenomeno della contraffazione ha dentro la crisi colpisce economia, finanze pubbliche, posti di lavoro. Perfezionare le risposte, affinare strumenti, aggiornare le normative, sono compiti che la commissione si è data. A Prato il fenomeno si intreccia con altre forme di illegalità, e presenta una sua peculiarità attorno al tessile. Istituzioni, forze dell’ordine e organizzazioni imprenditoriali stanno già dando una risposta forte e determinata all’attività illecita della contraffazione e della pirateria commerciale. Comune di Prato, forze di polizia, imprese e lavoratori sono uniti in questa azione. La Regione Toscana ha incrementato fortemente risorse e personale per i controlli. Le audizioni svolte, le visite, il confronto, ci dicono che si sta lavorando nella giusta direzione, ma che occorre snellire procedure amministrative, integrare meglio banche dati, modificare alcune norme penali, e continuare a lavorare affinché in Europa si licenzino norme sul Made in Italy adeguate a tutelare la qualità del nostro prodotto”. Con queste parole Susanna Cenni, deputata toscana e capogruppo Pd nella commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria commerciale è intervenuta ieri a Prato, dove si trovava in missione con una delegazione di parlamentari, tra cui il presidente della Commissione, Mario Catania. La deputata è relatrice per l'indagine sul distretto pratese”.

 

25/11/2014 - 14:16

“I lavoratori della cultura e dello spettacolo, occupati in quelli che sono settori strategici per il Paese, hanno oggi riconosciuto dal Parlamento e dal Governo un ruolo e specifiche caratteristiche in ambito lavorativo e previdenziale”.

- Lo dichiara Roberto Rampi, deputato Pd della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati, dopo l’approvazione di un Ordine del giorno di cui è primo firmatario -

“I lavoratori di queste categorie hanno caratteristiche di stabile discontinuità lavorativa e intermittenza, che li rendono una forma peculiare tra lavoro autonomo e lavoro subordinato e piccola impresa. Per loro – spiega il deputato Pd - sono esistite zone grigie in campo di ammortizzatori sociali, previdenziale e tributario a causa della difficoltà ad adattare i regimi fiscali e societari tradizionali a questo tipo di lavoro”.

“L’impegno del Governo, nell’ambito della delega sul lavoro, a individuare forme specifiche di welfare, fiscali, previdenziali ed organizzative è un passo avanti significativo per il riconoscimento della loro funzione, che ben si concilia con quanto già espresso dai Ministri Poletti e Franceschini di voler individuare modalità specifiche di semplificazione, aggiornamento delle normative pensate per queste categorie di lavoratori.

“Oggi – conclude Rampi - abbiamo fatto un passo concreto perché cultura e spettacolo divengano sempre più settori determinanti per lo sviluppo nazionale”.

 

25/11/2014 - 13:50

La vice presidente della Camera al convegno di Amnesty International: la Convenzione di Istanbul è stata adottata, ma le parole di Erdogan...

“Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne non sia una commemorazione ma un’occasione per fare un bilancio, per capire quanto è stato fatto e quanto ancora bisogna fare. Tanto, tantissimo, perché la violenza contro le donne resta un fenomeno gravissimo e profondo, in Italia e a livello internazionale”.

Lo ha detto la vice presidente della Camera Marina Sereni, ricevendo le oltre 20.000 firme raccolte da Amnesty International sulla petizione "Fermiamo la violenza contro le donne!" e intervenendo all'incontro: “La violenza sulle donne in Italia. Obblighi internazionali e sviluppi nazionali”.

“A giugno del 2013, a pochi mesi dall’avvio di questa XVII legislatura, il Parlamento italiano ha ratificato la Convenzione di Istanbul che impegna i governi a prevenire e contrastare la violenza femminile anche in ambito domestico. Il 15 ottobre dello stesso anno - ha ricordato Sereni - abbiamo approvato la legge 119 che attua nell'ordinamento italiano molti degli impegni previsti in quella Convenzione internazionale. Con la legge di stabilità 2014, infine, si sono aumentati i fondi per le politiche di contrasto alla violenza, raggiungendo la cifra di circa 18 milioni di euro, finanziamento che si ripete nel Bilancio dello Stato per il 2015. In questo caso possiamo dire che il Parlamento, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione, ha fatto la sua parte, assumendo questo tema come una priorità, lavorando in un rapporto proficuo con la società civile nelle sue diverse articolazioni. E l’ha fatta, sono sicura, perché questo è il Parlamento più femminile dalla nascita della Repubblica”.

“Tutto fatto? Assolutamente no. E' emblematico che proprio in una giornata come questa le pagine dei giornali riportino le parole gravi del Presidente turco Erdogan. Proprio da Istanbul, la città dov’è stata firmata la Convenzione, sentiamo argomenti che negano alla radice le pari opportunità e la parità tra uomini e donne. D'altro canto, le cifre della cronaca ci dicono che anche qui, in Italia, le donne sono quotidianamente sottoposte a violenze e soprusi, il più delle volte per mano di mariti o ex, vicino o dentro le mura domestiche. Ora per il Parlamento la priorità non è, a mio avviso, fare nuove leggi quanto spingere perché si attuino le politiche che servono sul piano della prevenzione, del sostegno alle vittime, dell'educazione e dell'informazione. I fondi ci sono – conclude - se ci sono stati ritardi da parte del Governo o delle Regioni vanno recuperati, affinché non solo i Centri antiviolenza ma tutti i soggetti che agiscono sul territorio, come la scuola e le forze dell'ordine, possano lavorare e realizzare azioni concrete”.

 

25/11/2014 - 13:35

"Ieri il caso ha voluto che un clochard, rovistando tra i rifiuti, si imbattesse in una sacca con una neonata. Ma mi chiedo: se non fosse andata così, senza questa coincidenza, cosa sarebbe successo? E quanti potrebbero essere i casi simili che purtroppo non vengono scoperti?". È l'allarme che lancia Magda Culotta, deputata del Pd e Sindaco di Pollina, commentando la notizia della neonata gettata dalla madre in un cassonetto dell'immondizia a Palermo.

"È una tragedia che ha scosso tutti - continua Magda Culotta - e che impone una seria riflessione sulla necessità di far conoscere, garantire e, se serve, ripristinare le culle per la vita. Le donne che non vogliono tenere il bambino dopo il parto devono sapere che esiste la possibilità di lasciare, in totale anonimato, i neonati in ospedale. Queste strutture garantiscono riservatezza a chi compie un atto così disperato e, soprattutto, la sicurezza e la sopravvivenza stessa del neonato. Bisogna lavorare sul territorio e anche a livello nazionale - conclude la deputata del Pd - per divulgare capillarmente la presenza di queste culle, anche con campagne multilingue, com'era già stato fatto in passato, perché casi del genere non accadano più".

 

25/11/2014 - 13:13

Nel nostro Paese e in tutto il mondo, la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani che ostacola lo sviluppo e limita la libertà degli individui. In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, insieme alle colleghe e ai colleghi Marina Sereni, Maria Chiara Carrozza, Laura Garavini, Pia Locatelli, Fucsia Nissoli, Sandra Zampa, Marco Fedi, Michele Nicoletti e Fabio Porta abbiamo presentato una risoluzione parlamentare, affinché il governo si impegni a garantire il massimo livello d’attenzione per le realtà più atroci che vivono le donne nei teatri di guerra, a partire dalla Siria.

Lo stupro, eseguito in modo sistematico e di massa su donne, ragazze, bambine e bambini, così come la schiavitù sessuale e la tratta di esseri umani, insieme ad altre forme di violenza, sono ancora usati come armi, forme di controllo e di sopraffazione. Ciò avviene costantemente nelle zone di conflitto in tutto il mondo e, come attestano i rapporti delle Nazioni Uniti e delle ONG, assume un ruolo di primo piano nel conflitto siriano.

Le atroci violenze messe in atto in Siria tanto dall’esercito di Assad quanto dall’ISIS ci richiamano, come Paese e come membri della comunità internazionale, ad una piena assunzione di responsabilità. Dobbiamo continuare ad utilizzare tutti gli strumenti d’azione diplomatica per sostenere gli sforzi internazionali e regionali volti a una soluzione della crisi, ad assicurare il rispetto del diritto internazionale umanitario e del diritto bellico e ad ottenere l’individuazione e la condanna di fronte alla Corte penale internazionale di chi li ha violati. Inoltre, il drammatico destino delle vittime della guerra vuole che le fuggiasche non trovino sicurezza neanche una volta varcati i confini della Siria. Dobbiamo certamente fare di più per garantire più protezione e migliore assistenza alle donne e ai minori rifugiati.

L’Italia ha offerto un grande impegno nelle campagne internazionali per la protezione dei diritti delle bambine e delle donne (mutilazione genitale femminile, matrimoni forzati) e ha svolto un ruolo importante per l’adozione della Convenzione di Istanbul. Certamente dobbiamo ancora impegnarci affinché essa trovi piena attuazione attraverso un piano che contenga linee guida e standard di prevenzione, accoglienza e contrasto alla violenza su tutto il territorio nazionale. Ciò senza distogliere lo sguardo dal vero obiettivo di questa Giornata internazionale: tutelare in tutto il mondo i diritti delle donne come patrimonio dei diritti universali in cui si riconoscono le società democratiche. 

 

25/11/2014 - 12:56

“Il lavoro è il primo vero diritto di cittadinanza e la riforma del governo mira proprio a salvaguardare, rafforzare ed estendere questo diritto, creando nuove opportunità d'ingresso nel mondo del lavoro, assicurando tutele uniformi in tema di ammortizzatori sociali e superando le varie forme di precariato”. Lo afferma Giampiero Giulietti deputato del Pd.

“Con questa riforma – continua Giulietti – intendiamo riscrivere il vocabolario del lavoro, garantendo un legame tra politiche attive e politiche passive ed estendendo ad una platea sempre più ampia il diritto reale al lavoro. Grazie al contributo del Partito Democratico, abbiamo rimesso al centro del lavoro il contratto a tempo indeterminato rendendolo più conveniente rispetto ad altri tipi di contratto; abbiamo introdotto la tutela economica in caso di cambiamento di mansioni, abbiamo cancellato il costo del lavoro riferito ai soli lavoratori a tempo indeterminato dalla base imponibile Irap, così come abbiamo azzerato per tre anni i contributi previdenziali per gli assunti a tempo indeterminato. Ed ancora, il Pd, in quanto partito che affonda le proprie radici nel lavoro, ha fatto sì che venissero superate le tante forme di lavoro precario che penalizzano i nostri giovani e ha favorito l’introduzione della garanzia del reintegro in caso di licenziamenti discriminatori, nulli e disciplinari per i nuovi assunti. Tutto questo è il frutto di un grande lavoro svolto con serietà e rigore nell’esclusivo interesse dei cittadini e il Parlamento ha avuto un ruolo prezioso nell’apportare i migliorativi di cui la riforma necessitava. Sappiamo che il Jobs Act non potrà da solo risolvere il problema del lavoro e che per ripartire è necessario tornare a fare investimenti; ma di certo dopo vent’anni di governo Berlusconi, il lavoro finalmente è tornato al centro dell’azione di Governo e, nonostante le poche risorse a disposizione e il clima di forte disagio economico e sociale, abbiamo intrapreso un importante processo di riforme che, una volta portato a compimento, potrà cambiare per davvero il Paese. Il Partito Democratico si è assunto la responsabilità di provare a stare in questo percorso, sapendo che proprio sulla questione del lavoro la sinistra è stata segnata nel corso della storia da lunghe e laceranti divisioni tra diverse strategie, ma anche che è proprio dal lavoro che il nostro Paese può e deve ripartire”. 

 

25/11/2014 - 12:15

“Stabilire il limite massimo di THC,uno dei più noti e maggiori principi attivi della cannabis, presente negli alimenti prodotti con derivati della canapa industriale, al fine di consentire il superamento dell’erroneo preconcetto di illiceità della canapa industriale”. Lo chiede in un’interrogazione al ministro dell’Agricoltura Martina il deputato Pd Giorgo Zanin, commissione Agricoltura, che spiega: “La coltivazione della canapa a uso industriale, come noto, sta tornando nuovamente ad interessare il mondo economico e produttivo del nostro paese ed in particolare il mondo agricolo.

In tutto il Paese si stanno muovendo investitori italiani e stranieri per valutare le capacità produttive delle campagne e si sta cercando di comprendere come reimpiantare una filiera fortemente penalizzata dallo storico abbandono della coltura, con conseguente deindustrializzazione del processo di trasformazione della canapa, a motivo dell'errato convincimento di molti che la pianta di canapa industriale sia uguale alla pianta di canapa utilizzata per fini illeciti.

La canapa industriale e i suoi derivati, nonostante contengano tracce di THC, non presentano un quantitativo di principio attivo tale da provocare effetti stupefacenti e/o psicotropi, come peraltro già affermato da anni dagli stessi ISS e Ministero della Salute.

“La problematica principale che gli operatori del settore si trovano ad affrontare – prosegue - è il vuoto normativo in materia di canapa industriale che determini con certezza i limiti entro cui è possibile operare per la trasformazione della filiera alimentare. Ciò comporta per altro delle disparità sia sul territorio nazionale che a livello di commercio europeo e internazionale”.

“In attesa dell'apposita legge che sto discutendo anche nel comitato ristretto in Commissione Agricoltura alla Camera – conclude il deputato Pd - occorre che il Governo e il Ministero dell’Agricoltura adottino una normativa, che riconosca che tutti i prodotti derivati dalla canapa industriale non sono da considerarsi stupefacenti. Tale scelta permetterebbe l'immissione sul mercato di prodotti derivanti da canapa industriale certificata e tracciata, con l’immediato effetto di mettere fine alle incertezze sulla natura del prodotto e di creare un nuovo settore di mercato con benefici per l’economia nazionale”.

 

25/11/2014 - 12:06

La deputata interviene in Aula contro la pregiudiziale di costituzionalità opposta dal M5S sul Decreto di rinvio delle elezioni Comites

“Usciamo da un decennio buio per gli italiani all’estero. Anni in cui i Governi della destra si sono rifiutati di indire le elezioni per ben tre volte. Il che significa che per la bellezza di dieci anni non c'è stata nessuna elezione, nessun confronto dell'elettorato all’estero con il rinnovo dei propri organi di rappresentanza territoriali, i Comites. È chiaro che in questo modo, in un certo senso, si è ucciso l’interesse della gente per i Comites. Altrimenti non si spiegherebbe il perché, oltre al numero di elettori che si sono iscritti per votare, anche il numero delle liste presentate sia bassissimo e questo nonostante il fatto che i tempi e le modalità per la presentazione delle liste fossero sempre gli stessi”. Lo ha affermato Laura Garavini, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo PD alla Camera, intervenendo in Aula a nome del Gruppo contro l’ordine del giorno del Movimento 5 Stelle, in cui si ipotizza che il Decreto Legge di rinvio all’aprile 2015 delle elezioni dei Comites sia incostituzionale.

La parlamentare PD ha precisato: “Altro che Decreto incostituzionale. Non costruiamo pretesti ad hoc solo per sabotare ancora una volta questo importante appuntamento elettorale. Il Decreto contestato è proprio lo strumento attraverso il quale si possono salvare le elezioni dei Comites, rinviandole di qualche mese. Adesso si tratta di dare velocemente la parola agli elettori, che aspettano da sin troppo tempo”.

 

25/11/2014 - 10:45

Il ripetersi con frequenza di fenomeni delittuosi che hanno come vittime le donne così come è avvenuto, di recente, anche nel territorio della provincia di Agrigento, dimostra che siamo ancora di fronte ad una escalation di violenza inaccettabile.” Lo ha dichiarato la deputata Pd Maria Iacono che aggiunge: “Dobbiamo partire da una nuova cultura del rispetto e in questo il ruolo della scuola è fondamentale per incidere anche sull’atteggiamento degli uomini, che spesso si traduce in possesso, violenza domestica, violenza psicologica; la sfida è quella di partire proprio dai bambini, e fare della scuola il più bel centro di prevenzione alla violenza di genere. In parlamento abbiamo di recente depositato una proposta di legge per l’introduzione dell’insegnamento della non violenza e del rispetto della parità.

“Nonostante gli sforzi di questi anni – spiega la deputata Pd - ci troviamo al centro di una emergenza costituita dalla diffusione della violenza contro le donne. Siamo stati tra i primi a sottoscrivere la Convenzione di Istanbul, tuttavia il nostro paese resta, tra i grandi europei, uno di quelli con gli indicatori peggiori per la condizione delle donne. Dietro questa violenza vi è disagio e sofferenza ma anche un modo di concepire la donna in contraddizione con il principio del rispetto della dignità umana e del rispetto della parità tra i sessi.

Il piano Nazionale antiviolenza, previsto dalla Legge sul femminicidio, non ancora approvato, sarebbe uno strumento per costruire, con i centri antiviolenze e le case rifugio, una seria politica di contrasto al fenomeno, sul piano degli aiuti materiali per le donne vittime e soprattutto in termini di diffusione di una cultura fondata sul rispetto e sulla parità. Ma vi sono ancora ritardi che vanno colmati. Potenziare il lavoro dei centri antiviolenza è imprescindibile. Abbiamo compiuto diversi passi in avanti sul piano normativo e sul piano culturale e il proliferare, in molti centri anche della Provincia di Agrigento, come Agrigento, Favara, Canicatti, Grotte, Ribera, San Giovanni Gemini, Licata, Menfi, ecc di molte iniziative organizzate dalle associazioni, centri donna e scuole rappresenta la nascita di una nuova coscienza civile in grado di fermare quest’ondata di violenza.

 

24/11/2014 - 19:45

“La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne non deve essere una mera ricorrenza ma un importante momento di riflessione sulla condizione della donna e una ferma denuncia nei confronti di qualsiasi forma di violenza”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Giampiero Giulietti, in vista del 25 novembre, Giornata mondiale della violenza contro le donne.

“Ancora oggi – spiega Gulietti - la donna è oggetto di sottomissione e violenza, e questo accade non soltanto in Paesi lontani , sia geograficamente che culturalmente, ma anche nella nostra civile Italia. Troppo spesso la cronaca racconta dell’ennesimo femminicidio, dell’ennesima vita spezzata, spesso all’interno delle mura domestiche, in quello che dovrebbe essere luogo di affetti e protezione”.

“Celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne significa quindi riflettere su come affrontare il problema, prima di tutto culturale e sociale, che vede ancora molte donne vittime loro malgrado dei propri compagni, mariti e fidanzati, e condannare fermamente la violenza di genere”, conclude Giulietti.

 

24/11/2014 - 19:29

Dopo misure approvate, andare avanti verso riforma per rendere la pena una rieducazione

"Il Pd sta provando a cambiare l’Italia e anche il sistema giudiziario e le nostre carceri. La sfida è irrinunciabile, se vogliamo migliorare il nostro Paese". Lo ha detto Walter Verini al convegno che si è tenuto oggi sul tema "Carcere. Una pena civile in un sistema giusto ed efficiente", durante il quale sono intervenuti, oltre a Sandro Favi responsabile Pd delle carceri, molti operatori dei penitenziari tra cui Stefano Anastasia e Francesco Cascini, vice capo del Dap che ha "apprezzato lo sforzo fatto dal Parlamento in questi mesi per affrontare la drammatica piaga del sovraffollamento carcerario ( i detenuti sono passati da 60 a 54 mila) e ci invita a ripensare le basi del nostro sistema carcerario nato in altri tempi e con altre esigenze”.

“Particolarmente significativo – sottolinea Verini - l’intervento dell’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti che ha spiegato con parole semplici ma di grande efficacia come i detenuti siano invisibili, per questo occorre andare loro incontro e ha esortato la politica ad abolire la pena dell’ergastolo definito una pena di morte coperta. Nel complesso, il convegno è stato molto importante per riflettere sulle azioni da intraprendere nel prossimo futuro: a cominciare da una attenta attuazione dei decreti relativi alla depenalizzazione dei reati minori e alle pene alternative. Inoltre ci impegneremo per invertire il rapporto tra pene detentive e esecuzione penale esterna: per dare una speranza ai detenuti e trasformare la pena in rieducazione e tutela così di più e meglio la sicurezza di tutti".

 

24/11/2014 - 19:29

“La richiesta di archiviazione della procura di Roma fa chiarezza dell’assurdità delle accuse nei confronti del ministro Pinotti. Non è con la politica della denigrazione personale che si fa avanzare il Paese. Ora i professionisti dell’insulto e degli attacchi strumentali dovrebbero finirla. E comunque sappiano che noi siamo e saremo a fianco del ministro nella sua azione di riforma delle forze armate con l’ambizioso programma del libro bianco”.

Lo afferma Andrea Manciulli, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Difesa della Camera.

 

24/11/2014 - 18:55

“Abbiamo letto con grandissimo dolore quanto accaduto oggi alla neonata abbandonata a Palermo, poche ore di vita con il pianto sempre più flebile, un destino tragico inaccettabile nel nostro paese. Vogliamo ribadire con forza che esiste, in Italia, la possibilità del parto in anonimato in ogni ospedale e che in molte parti del nostro territorio le amministrazioni locali hanno rafforzato questa tutela con servizi a garanzia della madre e del nascituro. Queste sono informazioni essenziali che devono essere note a tutti, anche con campagne informative che possano raggiungere chi vive in condizioni di particolare disagio, che richiedono un sostegno specifico da definire con un piano di contrasto alla povertà estrema. Ci sentiamo pienamente impegnate ad assicurare l'esercizio effettivo dei diritti e delle tutele che le nostre leggi riconoscono per evitare che accadano di nuovo fatti così tragici”.

Stella Bianchi, Roberta Agostini, Barbara Pollastrini, Micaela Campana, Silvia Fregolent, Donata Lenzi, Maria Coscia, Anna Rossomando, Caterina Pes, Manuela Ghizzoni, Lorenza Bonaccorsi, Alessia Rotta, Valeria Valente, Sandra Zampa, Valentina Paris, Fabrizia Giuliani, Daniela Gasparini.

 

24/11/2014 - 18:11

La deputata a Stoccarda per un seminario sulle mafie con il Ministro dell’Interno regionale, Gall

“Parlare del pericolo rappresentato dalle mafie in Europa non significa parlare male dell'Italia. Al contrario significa illustrare ed esportare la migliore italianità: l'antimafia" Lo ha detto Laura Garavini, presidente del Comitato antimafia per il semestre europeo, partecipando come relatrice all’evento.

“Per un’Europa migliore. La lotta ai fenomeni di tipo mafioso” organizzata dall’Istituto italiano di cultura a Stoccarda, nella prestigiosa sala del Comune del capoluogo del Baden Württemberg.Sono molto contenta del fatto che qui a Stoccarda l'esperienza italiana abbia fatto scuola", ha proseguito la parlamentare PD, che è anche fondatrice e Presidente onoraria dell’Associazione Mafia? Nein, Danke!, aggiungendo: "Il numero verde antimafia recentemente istituito dall’Ufficio anticrimine (LKA) della Regione Baden-Wuerttemberg, è prezioso. Ricalca l'esperienza promossa con successo nel 2007 da Mafia? Nein, Danke!. Fu proprio grazie alle segnalazioni giunte al numero telefonico da noi messo a disposizione che riuscimmo a mettere fine alle minacce e alle estorsioni di due camorristi a danno di ristoratori italiani a Berlino”.

L’iniziativa, promossa dall'Istituto italiano di Stoccarda, è stata moderata dal corrispondente della Stuttgarter Zeitung, Paul Kreiner. Vi hanno partecipato anche il Ministro dell’Interno della Regione Baden-Wuerttemberg, Reinhold Gall (SPD), il Presidente della locale unità anticrimine, Dieter Schneider, oltre che il dirigente di Europol, Christian Jechoutek. "Mi auguro che la comunità italiana sappia apprezzare il valore di questa iniziativa e si rivolga al numero verde predisposto dall’Ufficio anticrimine della Regione Baden-Wuerttemberg per segnalare fenomeni sospetti ed eventuali estorsioni di stampo mafioso", ha concluso la deputata, precisando: "Il numero è: 0711-54012446 ed è attivo tutti i giorni dalle ore 8,00 alle ore 18,00. E` opportuno rendere nota l'iniziativa, anche attraverso la divulgazione del volantino prodotto dalla LKA di Stoccarda, disponibile al seguente link http://www.polizei-bw.de/Dienststellen/LKA/Dokumente/02_Flyer2-Mafia.pdf

 

24/11/2014 - 17:04

“Le affermazioni del Pd e del centrosinistra alle elezioni regionali di Emilia Romagna e Calabria ci indicano che siamo sulla strada giusta”. La deputata Pd e molisana Laura Venittelli commenta così le vittorie dei candidati Oliverio e Bonaccini, incoronati nella notte nuovi presidente delle rispettive giunte regionali calabrese ed emiliana.

“Come rimarcato dal nostro Premier e segretario Matteo Renzi – continua - ora l’attenzione si deve spostare sul necessario recupero della credibilità della politica e delle istituzioni, ancora troppo lontane dalla gente. L’astensionismo è un virus per la democrazia. Ma siamo coscienti e consapevoli di come il nostro programma di riforme concrete e attuali possa accorciare la distanza con i cittadini.

La scarsa affluenza alle urne, al di sotto e non di poco della soglia psicologica del 50% , crediamo possa essere più il risultato negativo di chi oggi preferisce sbraitare piuttosto che approcciare e risolvere i problemi reali del Paese”.

 

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