Il presidente del gruppo del Pd alla Camera, on. Roberto Speranza, sarà domani in Calabria, in provincia di Crotone, per una serie di iniziative promosse dal Pd calabro a sostegno della candidatura a governatore di Mario Oliverio.
“Utile e necessario”. Così i capigruppo del Pd, Roberto Speranza e Luigi Zanda definiscono l’incontro che si è svolto stamane alla Camera con una delegazione della Cgil guidata dal segretario generale Susanna Camusso. Un incontro di carattere generale ma che ha toccato anche punti di merito e che avviene in un momento di particolare tensione sociale nel paese mentre il Parlamento è impegnato ad approvare due disegni di legge rilevanti, quali il Jobs act e la legge di stabilità. Seppur permanendo valutazioni non coincidenti, entrambe le delegazioni hanno evidenziato il comune obiettivo di compiere ulteriori passi in avanti nel confronto sui provvedimenti e di lavorare per una proficua ed assidua interlocuzione tra Parlamento e parti sociali.
Il convegno organizzato a Firenze dal Partito Democratico “Giustizia certa e veloce-minori e famiglie una giustizia su misura”, vuole essere l’occasione per fare il punto sulle misure di protezione e tutela legislativa dei minori italiani e stranieri in Italia toccando temi delicati, dall’adozione internazionale e non, alla condizione dei figli di madri detenute, al diritto alla cittadinanza dei bambini stranieri, ecc.
Presenti: David Ermini, Deputato, Responsabile Nazionale Giustizia PD; Alessia Morani, Deputata PD ; Sandro Favi, Coordinatore Dipartimento Giustizia Direzione PD; Enrico Ognibene, Presidente Tribunale di Firenze; Susanna Della Felice , Consigliere Ordine degli avvocati di Firenze; Manuela Cecchi, Presidente AIAF Toscana; Silvia Della Monica, Presidente Commissione Adozioni Internazionali; Laura Laera, Presidente Tribunale per i Minorenni di Firenze; Fernando Prodomo, Magistrato Tribunale Civile di Firenze; Maria Giovanna Ruo, Presidente Associazione CamMiNo; Grazia Sestini, Garante Infanzia e Adolescenza Regione Toscana; Elena Zazzeri, Presidente Camera Minorile di Firenze.
Il convegno si terrà venerdì 21 novembre, ore 15.30-19.00, saloncino delle Murate via dell’Agnolo 1/A.
“Finalmente una buona notizia per la Grifo Latte e per i 18 lavoratori del magazzino che sono stati reimpiegati in azienda”.
E’ quanto affermano l’on. Giampiero Giulietti e la sen. Valeria Cardinali all’indomani dell’accordo raggiunto tra azienda e sindacati che, seppur conferma l’esternalizzazione del magazzino, cancella comunque l’ipotesi licenziamento, prevedendo il reimpiego dei lavoratori del magazzino.
“Il ricollocamento all’interno della Grifo Latte dei 18 lavoratori del magazzino, in sciopero da una settimana, apre le porte ad un nuovo percorso in cui la salvaguardia occupazionale viene messa in primo piano – hanno affermato ancora l’on. Giulietti e la sen. Cardinali – anche se il magazzino verrà comunque esternalizzato, ciò non comporterà alcun licenziamento e senza dubbio questo è un grande risultato raggiunto grazie all’impegno di sindacati e istituzioni”.
“Come parlamentari vicentini intendiamo manifestare la nostra ferma contrarietà alla cancellazione dell’edizione cartacea del Gazzettino di Vicenza e Bassano del Grappa, così come di recente annunciato dalla proprietà.
Riteniamo che la pluralità d’informazione sia un aspetto fondamentale in una società democratica e che in quanto tale vada preservato seppur il periodo di crisi economica possa creare qualche difficoltà all’azienda.
Vicenza dal punto di vista storico, economico, culturale e politico è una provincia di rilievo alla quale non può mancare una fonte d’informazione autorevole, libera, indipendente e storica come quella del Gazzettino. Chiediamo con convinzione all’editore Caltagirone di rivalutare la decisione presa evitando così di ledere fortemente il territorio berico, privandolo di questa voce, e preservando l’occupazione di tutti i collaboratori del giornale, che con il loro costante lavoro e l’alta professionalità hanno reso il Gazzettino un patrimonio di tutti i vicentini.
Ci appelliamo all’editore al fine di salvaguardare l’edizione cartacea del giornale e chiediamo un incontro urgente per porre soluzione alla questione”.
Lo scrivono in una lettera-appello i deputati veneti Filippo Crimì, Federico Ginato, Alessandra Moretti e Daniela Sbrollini e i senatori del Veneto Giorgio Santini e Rosanna Filippin, tutti parlamentari del Pd.
“Secondo quanto pubblicato oggi da importanti quotidiani economico finanziari, Telecom Italia avrebbe presentato un’offerta per l’acquisizione della maggioranza di Metroweb.
Come ho già sostenuto, se l’acquisizione andasse in porto ci troveremmo di fronte ad una concentrazione pericolosa per quello che, invece, dovrebbe essere un sano sviluppo del mercato delle telecomunicazioni fisse.
Ma la situazione è ancora più grave: Telecom è società quotata in borsa e, stando alle indiscrezioni di stampa, si tratterebbe di un’operazione fuori mercato, fatta in assenza di procedure di gara. Mi chiedo come sia possibile che mercato ed azionisti non siano informati di tutto ciò. E` necessario che Consob ed Antitrust intervengano su questa operazione per evitare che la competizione nelle telecomunicazioni fisse, già a serio rischio, sia completamente azzerata.
Proprio mentre è in fase di presentazione il disegno annuale sulla concorrenza, assistiamo infatti ad un rischio enorme di monopolizzazione della rete in fibra con l’acquisto dell'unico operatore alternativo sulla fibra (in FTTH) da parte dell’attuale monopolista della rete in rame, operazione che soffocherebbe sul nascere il tentativo di uscire dal monopolio infrastrutturale della rete fissa.
Meglio sarebbe riprendere in fretta in mano l’idea di un’operazione di sistema, che non pregiudichi il mercato e, anzi sia di stimolo alla crescita, agli investimenti ed alla concorrenza: una società della rete con i contributi di tutti gli operatori, Telecom inclusa”. Lo ha dichiarato la deputata Pd Cristina Bargero, commissione Attività Produttive.
“Abbiamo seguito con molta attenzione la questione della declassificazione dei documenti relativi alle stragi che hanno insanguinato il nostre Paese e che sono purtroppo rimaste impunite. Continueremo a vigilare affinché questo percorso, molto complicato e che dovrebbe concludersi non prima del giugno 2015, abbia un esito fruttuoso. Bisogna dare atto alla sensibilità politica del presidente Renzi e del sottosegretario Minniti che hanno voluto avviare l’apertura di tutti gli archivi dello Stato ma sulla materia della trasparenza c’è molto da lavorare. Come è noto non stiamo parlando di segreto di Stato: la legge vigente lo impedisce nei casi di stragi. La norma più generale in merito alla ‘copertura’ degli atti della Pubblica Amministrazione, quindi non solo dei Servizi, è contenuta nel Codice dei Beni culturali e del paesaggio e prevede la loro declassificazione non prima di 40 anni se si tratta di provvedimenti di natura penale, di 50 per gli atti di politica estera o interna dello Stato e di ben 70 nel caso di documenti contenenti dati sensibili relativi alle persone. Su questa norma ho più volte sollecitato il governo e il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ad intervenire per renderla coerente con la legge che stabilisce nei trenta anni il termine di decadenza del segreto di Stato perché così come è scritta oggi rappresenta, in effetti, uno strumento poco agile per muoversi tra documenti che la collettività ha finalmente diritto a consultare”.
Lo ha detto Rosa Calipari, vice presidente della Commissione Difesa e componente del Comitato per la Sicurezza della Repubblica.
"Per una corretta diffusione degli strumenti di pagamento elettronici bisogna innanzi tutto incentivare il consumatore, a livello culturale prima di tutto, e anche intervenendo a livello fiscale." Lo ha affermato Sergio Boccadutri, deputato del Pd della Commissione Bilancio intervenendo questa mattina a Carte2014, il convegno organizzato da Abi sui pagamenti elettronici. "Bisogna poi implementare la rete domestica, cioè il Pagobancomat (oggi circolano oltre 30 milioni di carte) che ad oggi non è utilizzabile in modalità contactless e per gli acquisti di e-commerce. Infine", conclude Boccadutri "bisogna lavorare sui micropagamenti, perché sono decisivi nella percezione della sicurezza e nell'aumento della confidenza nello strumento, oltre che essere davvero comodi per i consumatori."
Domani al question time della Camera risponde il ministro Padoan
“La difformità nella legislazione fiscale fra i diversi Stati europei porta a forme di elusione ed evasione fiscale, in particolare nel settore dell’economia digitale. E’ necessario quindi muovere il passo verso l’armonizzazione fiscale per aumentare la trasparenza delle transazioni finanziarie. Abbiamo chiesto al governo in che modo intenda sollecitare l’Europa in questa direzione”.
E’ quanto chiede l’interrogazione del Gruppo del Partito Democratico alla Camera alla quale risponderà domani il ministro dell’Economia Padoan durante il question time.
"La volontà del Governo di allentare il Patto di Stabilità per i territori colpiti dall'emergenza maltempo è una buona notizia per cittadini e comuni: l'importante ora è fare in fretta". Lo ha dichiarato Federico Gelli deputato PD commentando le dichiarazioni del sottosegretario Graziano Delrio. "Finalmente abbiamo un esecutivo che con coraggio e mettendo in campo risorse concrete – ha aggiunto Gelli – punta ad uscire dalla logica emergenziale. Il piano contro il dissesto idrogeologico e la norma del Decreto Sblocca Italia che impedisce il blocco dei lavori anche in presenza di ricorsi sono due provvedimenti fondamentali per la messa in sicurezza del territorio".
“Chiediamo al governo quali azioni abbia intrapreso per garantire il contributo italiano al fondo perpetuo della Fondazione Auschwitz-Birkenau per preservare un luogo fondamentale per la memoria collettiva. Assurto storicamente a simbolo dell'Olocausto, attraverso i viaggi della Memoria che coinvolgono migliaia di giovani ragazze e ragazzi, ha conosciuto una nuova vita, grazie al generoso sacrificio dei sopravvissuti”. Lo affermano i deputati del Pd Walter Verini, Emanuele Fiano, Roberto Rampi, Lia Quartapelle che hanno presentato un’interrogazione al governo.
“Per salvare il complesso dal rischio chiusura – spiegano i deputati - Wladyslaw Bartoszewski, sopravvissuto e responsabile del Consiglio internazionale di Auschwitz, ha lanciato una raccolta fondi internazionale per raggiungere la cifra di 120 milioni di euro. Finora il fondo è stato alimentato da 31 Paesi e sono stati raccolti 102 milioni di euro. Il maggior contributore è stata la Germania con la metà (60 milioni) di quanto richiesto; l'Unione europea ha versato 4 milioni, la città di Parigi 310 mila euro: all'appello, ad oggi, tra i grandi Paesi dell'UE manca ancora l'Italia.
“Considerato che il prossimo 27 gennaio ricorrerà il 70esimo anniversario della liberazione del lager e prendendo atto del fatto che un emendamento in questo senso presentato in sede di legge di Stabilità è stato purtroppo dichiarato inammissibile dalla commissione Bilancio della Camera, confidiamo nella sensibilità che il governo ha mostrato e mostra nei confronti della tutela della Memoria e della difesa di valori che stanno alla base della convivenza civile e democratica”.
Il Presidente dell’Intergruppo per lo Sviluppo della Montagna il deputato Pd Enrico Borghi scrive ai ministri degli Affari Esteri, Gentiloni, e dell’Ambiente, Galletti, e al sottosegretario Delrio perché si facciano portavoce, durante la Conferenza degli Stakeholder, organizzata a Milano il primo e il 2 dicembre, e alla quale rappresenteranno il Governo italiano, delle istanze emerse nel corso del seminario organizzato alla Camera il 12 novembre scorso dall’Intergruppo in collaborazione con il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del MEF.
Contestualmente, sono stati informati di quanto discusso nel corso della serata anche i ministri degli Affari Sociali, Lanzetta, e il Presidente della Regione Piemonte Chiamparino. “La questione che maggiormente preoccupa i parlamentari - spiega Borghi - è quella delle risorse. Le strategie macroregionali sono sostenute dagli stanziamenti regionali degli Stati membri a valere sulla politica di coesione. La riforma della politica di coesione per il 2014-2020 promuove l’approccio macroregionale e semplifica l'interazione di diversi fondi europei tra diversi paesi e nell'ambito di diversi progetti.
Tale meccanismo, di certo virtuoso nell’agevolare la cooperazione, pone una serie di questioni relative al ruolo delle Regioni e alla loro capacità di utilizzare autonomamente quelle risorse. Preoccupa inoltre il rischio di creare una situazione disomogenea sul territorio. Altro punto dirimente sul quale la questione è ancora aperta riguarda la perimetrazione dei confini della strategia macroregionale alpina”.
I parlamentari dell’Intergruppo concordano con la “Risoluzione Berlinghieri” approvata all’unanimità dalla Camera lo scorso 22 ottobre, sottoscritta anche dal Presidente Borghi, e che impegna il Governo ad includere in via principale i territori alpini italiani, come delimitati dalla Convenzione delle Alpi del 1991, in coerenza con l'articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Le lettere, oltre ad impegnare i rappresentanti del Governo e delle Regioni, si concludono con la richiesta di una specifica audizione presso l’Intergruppo.
“E’ stata positiva la scelta del governo Renzi di declassificare i documenti sulle stragi ma il rischio è che alcuni apparati stiano lavorando per tentare di svuotarla del suo valore e del suo contenuto depositando “pacchi vuoti” di documenti sulle stragi”. Lo afferma in una nota Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione 2 agosto ’80, commentando quanto anticipato dalla stampa sull’inconsistenza dei faldoni inviato all’Archivio di Stato.
“Da mesi, come associazioni, abbiamo chiesto un incontro con il presidente del Consiglio Renzi sulla necessità di un effettivo controllo sulle operazioni di declassificazione di ministeri e Servizi segreti. Chi declassifica e deposita la documentazione è lo stesso organismo che fino ad oggi, con le sue valutazioni, l’ha coperta. Quali garanzie possiamo avere che il materiale depositato sia la totalità dei documenti? Come sarà possibile controllare? Il “versamento vuoto” del ministero della Difesa, denunciato dalla stampa, ci conferma che abbiamo ragione nel chiedere maggiori garanzie di trasparenza e controllo, soprattutto da parte dei ministri interessati dalla Direttiva. Credo che questa strategia depistatoria del “pacco vuoto” sia utilizzata da quegli apparati che vogliono far fallire la direttiva Renzi e coprire ancora esecutori e mandanti delle stragi. Per questo il cambiamento verso un sistema democraticamente trasparente, che il presidente del Consiglio ha avviato, deve essere fatto alla radice, anche attraverso una rivoluzione culturale che porti ad un ricambio radicale degli uomini che siedono ai vertici delle strutture originatrici e detentrici di quei documenti”.
“Si è conclusa oggi l’audizione, avviata la scorsa settimana, dell’ex presidente della Commissione Stragi, Giovanni Pellegrino, il quale ha dato il suo autorevole contributo al nostro lavoro. Pellegrino si è detto convinto che durante i 55 giorni fu avviata una sotterranea trattativa tra pezzi dello Stato e le Br dalla quale gli apparati coinvolti conclusero che fosse più ‘conveniente’ la morte di Moro piuttosto che la sua liberazione. Mario Moretti, dice Pellegrino, forse non fu il referente di questo dialogo: Moretti era un capo militare ed è molto più convincente l’ipotesi che accanto a lui ci fosse una personalità del calibro di Giovanni Senzani. E’ evidente che gli interrogativi del presidente Pellegrino confermano scenari inquietanti sui quali dovremo cercare di dare un contributo di chiarezza”.
Lo afferma il vicepresidente dei Deputati del Pd, Gero Grassi, il quale aggiunge che il prossimo giovedì la Commissione d’inchiesta sul delitto Moro ascolterà il giudice Luciano Infelisi il primo ad occuparsi della strage di via Fani.
"Esprimiamo grande soddisfazione per l'accoglimento, nella legge delega al lavoro in discussione attualmente in Commissione, dei contenuti del testo di legge uscito dalla Camera sul tema delle dimissioni in bianco”. Lo dichiarano Antonella Incerti, Patrizia Maestri, Floriana Casellato, Anna Giacobbe, deputati del Partito Democratico e componenti della Commissione Lavoro alla Camera.
“Nonostante la contrarietà esplicitamente manifestata da Ncd durante il dibattimento della stessa Legge al Senato – spiegano i deputati Pd - il governo ha recepito pienamente la richiesta di contrastare un fenomeno discriminatorio che colpisce le lavoratrici e i lavoratori soprattutto nei momenti di maggiore vulnerabilità come la maternità o la malattia”.
“Era un obiettivo che ci eravamo fortemente posti e, dopo un lavoro di squadra, possiamo dichiarare che finalmente si fa un concreto passo in avanti verso la tutela della dignità dei lavoratori”, concludono Antonella Incerti, Patrizia Maestri, Floriana Casellato, Anna Giacobbe.