“E’ stata stralciata dalla Legge di Stabilità la norma in materia di rappresentanza militare. La decisione è stata presa dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, in seguito al parere espresso dalla Commissione Bilancio in base al quale, come ha spiegato anche lo stesso Presidente Boccia, quelle disposizioni hanno carattere prettamente ordinamentale e nessun effetto finanziario”.
Lo rende noto Rosa Calipari, Vice Presidente della commissione Difesa della Camera, la quale aggiunge: “Le norme sulla rappresentanza militare saranno comunque esaminate dalla Commissione Difesa: da diversi mesi, infatti abbiamo iniziato l’esame delle varie proposte. Come relatrice del provvedimento auspico tempi più rapidi perché questa riforma è attesa da tempo. Al momento siamo in attesa che Forza Italia depositi la sua proposta, per ora solo annunciata. Potremo così procedere alla stesura di un testo unificato”.
I dati pubblicati dal ministero dell’Istruzione in merito alla consultazione su ‘La Buona Scuola’ indicano che la campagna di ascolto ha avuto e sta avendo ottimi risultati. Sono, infatti, stati superati i 1.000 dibattiti organizzati dal territorio, con oltre 750mila accessi sul sito e più di 88mila partecipanti online e 150mila offline.
Questi numeri dimostrano l'interesse suscitato dal Piano del governo per la riforma della scuola e la grande voglia di partecipazione che ha animato in questi mesi il mondo scolastico. L'obiettivo di realizzare una consultazione aperta e trasparente è stato già raggiunto: i verbali e le conclusioni dei dibattiti sono già in larga parte consultabili all'interno della piattaforma dedicata.
Vorrei, inoltre, segnalare l'impegno e la passione con cui tantissimi parlamentari del Pd stanno affrontando la campagna di ascolto realizzando numerosi incontri sul territorio. In tutti questi anni nessun governo aveva deciso di proporre un patto educativo da condividere con famiglie, docenti, studenti, dirigenti. E dopo anni di tagli lineari e riforme calate dall'alto finalmente torniamo ad investire sulla scuola. La risposta che è arrivata dimostra la forza di questo progetto. Mancano ancora due settimane e credo che ci siano tutte le premesse perché la buona scuola diventi la solida base si cui ricostruire la scuola del futuro.
Lo afferma Simona Malpezzi, deputata del Pd e componente in commissione Cultura della Camera.
“I miei più sinceri auguri di buon lavoro al nuovo ministro degli Affari esteri, Paolo Gentiloni, che saprà rappresentare gli interessi dell’Italia e dell’Unione europea rafforzando la nostra proiezione nel mondo. Con Gentiloni il nostro paese avrà una voce autorevole per affrontare i dossier più scottanti, dal Medio Oriente alla crisi ucraina”. Lo dichiara Lia Quartapelle, deputata Pd della commissione Esteri.
“Lo stralcio da parte della Commissione Bilancio delle norme a sostegno dell'AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica) e dell'INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) ci preoccupa. La scelta di natura tecnica e non politica rappresenta una grave involuzione sulla quale sarà necessario intervenire quanto prima.
In vista della fase conclusiva della consultazione su la “Buona scuola” non è certamente un segnale positivo la cancellazione di una norma che aveva l'obiettivo di sostenere il sistema di valutazione nazionale, tra l'altro, con fondi iscritti nel bilancio del Ministero dell’istruzione. Come è molto grave l'eliminazione delle norma sulla valorizzazione e il potenziamento dell'AFAM”.
Lo dice in una nota la deputata PD della VII commissione Simona Malpezzi.
“I dati Istat resi noti oggi in materia di occupazione sono un importante spiraglio di luce per il Paese. Ovviamente sono dati che vanno usati con la dovuta prudenza, ma la crescita del numero delle persone che hanno un lavoro è una inversione di tendenza che segnala un miglioramento della situazione economica. Inoltre, l’aumento dei disoccupati è un dato da valutare in maniera più approfondita perché significa che si sta restringendo il bacino degli inattivi e quindi si torna a cercare un lavoro perché cresce la fiducia. Il processo di riforme è sicuramente faticoso, ma questi dati dimostrano che il governo è sulla strada giusta e il Pd non perderà l'occasione di cambiare le cose riformando il Paese e dando una opportunità soprattutto ai suoi giovani”.
Lo dice Stefania Covello, deputata del Pd e responsabile nazionale Mezzogiorno e fondi UE.
“I lavoratori che vivono gravi momenti di disperazione come quelli che stanno vivendo gli operai dell'AST, vanno ascoltati, non manganellati”. Lo afferma Antonio Boccuzzi, deputato del Partito Democratico e componente in Commissione Lavoro alla Camera.
“Le espressioni di solidarietà sono gradite ma non risolvono la vertenza e soprattutto non attenuano, non cancellano la vergogna di ieri. Mi sarei aspettato dal ministro Alfano una maggiore assunzione di responsabilità o comunque l’ammissione di errori palesi che ieri evidentemente ci sono stati, ma che nelle sue parole, purtroppo sono state completamente derubricati”, conclude il deputato democratico.
“E’ indispensabile riaprire un tavolo nazionale sulla crisi occupazionale del trasporto aereo”. Lo chiedono al governo alcuni deputati del Partito Democratico con una risoluzione presentata oggi e che sarà discussa in commissione Lavoro a Montecitorio.
“In tema di gestione degli esuberi – spiegano i deputati Pd – l'accordo Alitalia-Ethiad non ha infatti generato i risultati sperati, avviando una fase di crisi occupazionale su un comparto cruciale sul quale il Pd pone da sempre massima attenzione. Suscita particolare preoccupazione e rilievo, la vertenza Groundcare, una delle sette società di handling aeroportuale che opera a Fiumicino e Ciampino. Chiediamo per questo al governo si riaprire un tavolo nazionale sul trasporto aereo, sotto l'egida dei ministri competenti – particolare il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti e quello dello Sviluppo Economico – e con il coinvolgimento delle regioni e delle parti sociali interessate che abbia come primo obiettivo quello di discutere ed elaborare soluzioni alla crisi occupazionale del settore”.
“Occorre altresì valutare tutte le misure necessarie volte a garantire la continuità occupazionale del personale in esubero previsto dal piano industriale tra Alitalia-CAI ed Etihad, sia delle società direttamente controllate dal gruppo Alitalia, ma anche e soprattutto delle società come la Groundcare che rappresentano asset strategici per gli aeroporti italiani come, in particolare quello di Fiumicino e Malpensa, individuando sinergie ed esternalizzazioni certe e precisamente quantificate e riattivando le c.d. clausole sociali in uso presso le compagnie aeree e in generale dal CCNL del trasporto aereo”, concludono i deputati Pd.
La risoluzione è stata firmata da Monica Gregori, Stefano Fassina, Andrea Ferro, Marco Miccoli, Renzo Carella, Marietta Tidei, Emiliano Minnucci, Michele Meta, Alessandro Mazzoli, Fabio Melilli, Giovanna Martelli, Roberto Morassut, Patrizia Maestri, Chiara Gribaudo, Luisella Albanella, Maria Amato, Matteo Orfini e Davide Baruffi.
“Vogliamo assolutamente raggiungere l’obiettivo di restituire alle donne il diritto alla pensione che è stato loro negato e quindi cancellare quella che ha tutto l’aspetto di una discriminazione di genere”. Lo ha dichiarato Maria Luisa Gnecchi, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, durante la conferenza stampa di questo pomeriggio a Montecitorio sui problemi legati alla cosiddetta Opzione donna, ovvero sull’effetto di una circolare dell’Inps che, accorciando i termini temporali del periodo sperimentale di maturazione dei requisiti, nega a circa 6000 lavoratrici il diritto di scegliere se andare in pensione, con trattamento contributivo, con 57 anni di età e 35 anni di anzianità, sancito dalla legge Maroni del 2004.
“Una circolare dell’Inps del 2012 impedisce alle donne di utilizzare un diritto attribuito loro dal legislatore. E questo è per noi inaccettabile, dal momento che non solo la legge Maroni, ma anche la riforma Fornero avevano inserito questa possibilità tra le salvaguardie. Per sanare questa ferita abbiamo fatto interrogazioni parlamentari e anche approvato una risoluzione per far correggere la circolare dell’Inps ma la Ragioneria dello Stato ci chiede una copertura, che noi non riconosciamo perché doveva essere già prevista dalla legge Maroni”.
“Non è importante come l’obiettivo verrà raggiunto, se sarà il Parlamento a porre rimedio agli effetti della circolare Inps, oppure le azioni legali promosse dai comitati di Opzione donna. Quel che conta è che le donne si vedano restituito il loro diritto di scegliere. Da parte nostra, noi continueremo a fare tutto quello che è possibile per cancellare una inaccettabile discriminazione di genere”, conclude Gnecchi.
“Questa mattina, durante i lavori del congresso Uila, abbiamo presentato una proposta di legge contro il lavoro nero in agricoltura condivisa con le organizzazioni sindacali”. Lo rende noto la deputata del Partito Democratico Colomba Mongiello, firmataria assieme ad altri settanta parlamentari di diverse forze politiche della proposta di legge.
“I dati forniti da Eurispes - spiega Mongiello - con un aumento del 32% di sommerso in agricoltura, devono farci riflettere su eventuali ipotesi di interventi da mettere in campo per sconfiggere sacche di lavoro nero ed impedire fenomeni di sfruttamento e caporalato”.
“Per questo la nostra proposta – spiega Mongiello – si concentra sul creare una rete di qualità a burocrazia zero per favorire un migliore e più trasparente incontro tra domanda e offerta, al fine di contrastare l'intermediazione illecita e l'impiego illegale della manodopera in agricoltura. Alla rete si iscrivono sia i lavoratori che cercano lavoro, sia le aziende che assumono manodopera e che rispettano i contratti di lavoro”.
“La rete – prosegue Mongiello – è istituita da organizzazioni datoriali che firmano i contratti di lavoro d'intesa con I'Inps che mette a disposizione la propria tecnologia informatica. La proposta comprende anche un meccanismo premiale per incoraggiare le imprese, introducendo un credito d'imposta pari a 1€ per ogni giorno di lavoro dichiarato”, conclude Mongiello.
“Nella scelta delle aree dove estrarre idrocarburi si dovranno utilizzare criteri pubblici e considerare la vicinanza dei centri abitati, la presenza di falde acquifere e di bacini imbriferi, di fragilità geologiche e fenomeni di subsidenza, così come la compatibilità con le altre attività economiche, agricole e turistiche dei territori coinvolti e una effettiva possibilità di ripristinare lo stato dei luoghi precedente all'attività estrattiva, con una valutazione delle linee di base e quindi una cautela particolare per il golfo di Taranto. Un ordine del giorno al decreto “Sblocca Italia” approvato ieri impegna il governo in questa direzione". Lo dichiarano i deputati del Partito democratico Stella Bianchi, prima firmataria dell'atto, Luigi Famiglietti e Valentina Paris.
"La ricerca e l’estrazione di idrocarburi sono attività altamente invasive che possono compromettere in maniera irreversibile gli equilibri ambientali dei territori e la loro economia. Devono essere realizzate con una programmazione attenta che segua criteri precisi e pubblici e solo nelle aree che saranno individuate con un decreto del ministero dello Sviluppo economico, sentito il ministero dell'Ambiente, come previsto da un nostro emendamento. Criticità ambientali e vocazioni produttive dei territori diventano principi centrali per l'individuazione delle aree nelle quali estrarre idrocarburi".
“Ci sono cose che in un paese democratico non devono accadere, punto. Ciò che è accaduto ieri, le manganellate agli operai, i feriti e gli scontri, non deve più accadere, non può più accadere, punto. Il PD è vicino a tutti i lavoratori italiani, a quelli che lavorano, a quelli che il lavoro non lo hanno più, a quelli che lo stanno perdendo. Per questo esprimiamo forte la nostra solidarietà ai manifestanti feriti ieri e l’augurio di una pronta guarigione”. Così Emanuele Fiano, deputato e responsabile Sicurezza della segreteria nazionale del Partito democratico dopo l’informativa del ministro Alfano sugli incidenti di ieri a Roma. “Conosciamo bene il sentimento di attaccamento alle istituzioni democratiche delle nostre forze dell’ordine, e anche le loro condizioni di lavoro oggettivamente difficili, sul cui miglioramento noi siamo impegnati dopo anni di continui tagli. Senza dubbio e come sempre la nostra solidarietà va anche agli agenti feriti. Ma deve essere chiaro che la situazione economica determinerà tensione sociale alle quali le nostre forze dell’ordine devono sapere rispondere senza che si arrivi allo scontro – ieri le ipotesi informative indicavano la possibilità di uno spostamento verso la Stazione Termine, proprio in queste situazioni serve calma e sangue freddo che i nostri agenti hanno, evitando sempre lo scontro fisico. Su questo chiediamo certezza di applicazione delle direttive e delle regole d’ingaggio. Tra chi difende il proprio posto di lavoro e chi per professione difende la pace sociale e la sicurezza serve trovare sempre un confronto ed un dialogo; a noi politici, a noi governo il compito che il confronto sociale e la manifestazione del dissenso o dell'esasperazione avvengano sempre senza l’uso della violenza”.
“Nessuna strozzatura della discussione, ma semplicemente la razionalizzazione dei tempi per l’esame di un decreto legge che lunedì deve essere in aula”. Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, commenta così l’abbandono dei lavori da parte di 5 stelle, Sel e Lega mentre erano in corso nella seduta pomeridiana le votazioni sugli emendamenti al decreto sul processo civile. Ferranti respinge le critiche delle forze politiche di opposizione: “Secondo i tempi decisi – spiega l’esponente del Pd – avrebbero avuto ancora sei ore per intervenire segnalando gli emendamenti più importanti su cui concentrare la discussione, avremmo chiuso questa sera, con la piena disponibilità dei gruppi di maggioranza a proseguire in notturna”. Peraltro, ricorda la presidente della commissione Giustizia, “è da lunedì che stiamo esaminando il decreto, le opposizioni hanno e avrebbero ancora avuto tutto il tempo per lasciare traccia, nonostante il già espresso parere contrario di governo e relatore su tutti gli emendamenti, delle criticità del provvedimento, alcune delle quali potrebbero trovare soluzione nel disegno di legge di riforma del processo civile che il governo ha già approvato e presenterà a breve in Parlamento”.
“E’ importante che l’Alto Rappresentante della Politica Estera e della Sicurezza europea, Federica Mogherini, abbia oggi dato un segnale preciso alle autorità israeliane contro la loro decisione di costruire oltre 1000 nuove abitazioni a Gerusalemme Est”. Lo dichiara Marietta Tidei , deputata del Partito Democratico e membro dell’intergruppo parlamentare per la pace. “La nota diffusa oggi dalla Farnesina mette in rilievo due aspetti fondamentali: l’illegalità di questa scelta nell’ambito del diritto internazionale e l’effettiva intenzione del Governo Netanyahu di arrivare ad una soluzione del contenzioso israelo-palestinese secondo la formula dei due Stati. Ci auguriamo, conclude la deputata, che su questa linea politica si attesti in futuro l’Unione europea con azioni efficaci”.
“Dopo i deliri di Grillo, continuano le sceneggiate dei Cinquestelle che oggi, trolley alla mano, hanno abbandonato i lavori della commissione Giustizia con pretestuose motivazioni, ripetute nella dichiarazione del capogruppo Bonafede. Si discuteva di processo civile, che andrà in Aula lunedì. La presidente della commissione, Ferranti, aveva proposto stamane di poter andare avanti anche fino alle 12 di domani. La maggioranza dei gruppi era dell’opinione di concentrare il dibattito, senza strozzature, anche in notturna. Così i Cinquestelle, per esempio, avrebbero avuto oltre tre ore di tempo per illustrare i propri emendamenti. Hanno preferito la sceneggiata. Quando viene meno il loro inconcludente ostruzionismo, al confronto stringente preferiscono il teatrino dell’abbandono dell’Aula”.
Così Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia di Montecitorio.
Accolto un odg per varo di provvedimenti come quelli per il terremoto in Emilia
“Adottare provvedimenti legislativi speciali per i territori genovesi alluvionati, ricalcando quanto fatto per il terremoto in Emilia Romagna, così come richiesto dagli Enti locali”.
Lo chiede Lorenzo Basso, deputato del Pd componente della commissione Attività produttive, primo firmatario dell’ordine del giorno allo “Sblocca Italia” sottoscritto da tutti i parlamentari liguri del Pd, accolto dal governo.
“Nell’ordine del giorno - prosegue Basso - si chiede al governo di escludere i Comuni genovesi dal ‘Patto di Stabilità’ per le spese effettuate per gli interventi di somma urgenza e di ripristino delle aree colpite dagli eventi alluvionali oltre all’esenzione dalla contribuzione al fondo di solidarietà comunale 2015, oggi obbligatoria per legge attraverso una quota dell'Imu. Il governo ha preso anche l‘impegno di valutare l'ipotesi di esentare dall'Iva le opere di ripristino nei Comuni colpiti dall'alluvione”.