Domani risponde alla Camera ministro della Salute
“E’ necessario che si arrivi presto in tutti i paese della Ue a un prezzo unico per i farmaci innovativi per curare l’epatite C, i quali hanno dimostrato di essere altamente efficaci, ma anche altrettanto costosi. E’ urgente, inoltre, l’inserimento nel sistema Sanitario nazionale del farmaco Sovaldi atteso in Italia da circa 400 mila malati”.
E’ quanto chiede l’interrogazione a risposta immediata del Gruppo Pd alla Camera alla quale risponderà domani il ministro Lorenzin.
"L'Europa non lasci sola l'Italia di fronte all'emergenza immigrazione che sembra non cessare". Lo dichiara il deputato del Pd Federico Gelli commentando l'inchiesta apparsa oggi su Corriere.it sul respingimento degli immigrati da parte della polizia austriaca al confine fra l'Italia e l'Austria "Al Brennero - continua l'on.Gelli - la polizia italiana ogni giorno deve far fronte al respingimento di decine e decine di immigrati con un investimento importante anche in termini di strutture di accoglienza. L'Unione Europea deve intervenire senza limitarsi, come sembra, a prendere atto dei problemi. Immagini come queste rappresentano un vero e proprio paradosso rispetto allo stesso concetto di 'Unione'. Ne emerge un quadro desolante di persone respinte alle frontiere come pacchi perché di diversa nazionalità. Non è questa L'Europa che vogliamo."
“Il tempo di parola riservato dai due principali gruppi di emittenti televisive a Berlusconi nel periodo giugno-settembre 2009 supera quello riservato al Presidente Renzi nel periodo giugno-settembre 2014. E lo squilibrio è maggiormente rinvenibili nelle reti televisive Mediaset. I dati in tema di pluralismo politico e istituzionale, pubblicati ora e allora da Agcom, parlano chiaro”. Lo scrive il capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai Vinicio Peluffo, in una lettera inviata oggi all’Agcom in risposta all’esposto presentato da Renato Brunetta, relativo ai dati del monitoraggio del pluralismo politico-istituzionale nel periodo compreso tra giugno a settembre 2014.
“Secondo Brunetta – spiega Peluffo - vi sarebbe stata una sovraesposizione di Matteo Renzi come Premier e come Segretario del Partito Democratico. Per questo abbiamo proceduto a un breve confronto tra il periodo citato nell’esposto da Brunetta e un periodo corrispondente nel quale il Premier fosse anche il massimo rappresentante del partito di maggioranza relativa del governo. Il periodo confrontabile, a tal fine, è quello del giugno-settembre 2009, Presidente del Consiglio l’On. Silvio Berlusconi. Peraltro, si tratta di un periodo che, nei due casi, si vede l’avvio di una nuova Commissione Europea e la ‘visibilità’ connessa a tali circostanze”.
“Nel 2009 – prosegue Peluffo - l’Agcom non prese alcuna misura, in tema di par condicio, per riequilibrare la presenza dell’allora Presidente del Consiglio e Presidente PdL, Silvio Berlusconi, nonostante il grave squilibrio osservato sulle reti Mediaset. Siamo pertanto certi che Agcom opererà in coerenza con le sue passate decisioni”.
“Non si ravvisa dunque alcuna anomalia rispetto a situazioni passate comparabili che non hanno visto interventi da parte dell’Autorità. Eventuali incrementi rispetto ad altri periodi vanno ricondotti alla specificità dell’agenda politica e in particolare al Semestre europeo e al dibattito sulla Legge di Stabilità. I numeri, insomma, parlano chiaro. Preghiamo Brunetta di leggerseli con attenzione”, conclude Vinicio Peluffo.
“La riforma della giustizia civile che ci apprestiamo a votare è solo un primo e parziale atto della più vasta riforma della giustizia, ma è una tappa fondamentale di questo percorso. Lo sforzo del governo e del parlamento per rendere più efficiente e vicino ai cittadini il nostro sistema giudiziario si compone di tanti tasselli. Quella di oggi è solo una risposta ai problemi più immediati: basti pensare all’importanza dello snellimento dei processi pendenti tramite il ricorso agli arbitrati e alle negoziazione, una grande novità per la quale è necessaria la collaborazione dell’intera classe forense. Per questo chi si oppone a questo provvedimento lo fa remando contro il Paese: noi invece crediamo che bisogna lavorare tutti insieme per il bene comune”
Lo ha detto in Aula, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al dl sul processo civile, l’on.le Davide Ermini, Partito democratico, Camera dei Deputati.
Oggi, martedì 4 novembre, alle ore 15 presso la Sala Stampa della Camera - Via della Missione, 4 – si terrà una conferenza stampa per presentare una pdl in materia di “Disposizioni concernenti la realizzazione di reparti di terapia intensiva aperta”.
Parteciperanno, oltre a medici esperti del settore, Maria Antezza, deputata del Pd e prima firmataria della proposta di legge, Daniela Sbrollini, del Pd e vice presidente della commissione Affari Sociali e Vito De Filippo, sottosegretario al ministero della Salute.
In Italia la presenza dei familiari nei reparti di TI è soggetta a molte restrizioni. La proposta di legge vuol portare il malato al centro del sistema in quanto persona e non solo come un corpo da curare.
“Particolarmente grave è ciò che è accaduto nelle prove nazionali per l'accesso a Medicina e alle Specializzazioni mediche, soprattutto agli occhi delle giovani generazioni impegnate in una prova così fondamentale per il loro futuro professionale. Comprendiamo la rabbia dei medici, per questo, chiediamo al governo di fare tutto ciò che è in suo potere per venire il più possibile incontro alle esigenze dei concorrenti e di rimediare al grave errore verificatosi in modo da evitare che l'intera prova nazionale possa essere inficiata da ulteriori errori organizzativi, formali e sostanziali. Da parte nostra, riteniamo che il metodo di selezione non debba essere cambiato perché garantisce meritocrazia ma c’è bisogno di più controlli da parte del Miur”.
Lo dichiara il deputato del Partito Democratico, Filippo Crimì.
“Sono parole importanti quelle del Procuratore Pignatone che rappresenta uno Stato che non può essere insensibile davanti alla ferita aperta dal caso Cucchi. La rilettura di tutte le carte dell'inchiesta con riferimento alle posizioni che non sono state oggetto di indagine darà un contributo alla domanda di verità e giustizia che da anni attende risposta e che la sentenza di secondo grado ha lasciato ancora più acuta”.
Così Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia di Montecitorio.
Lettera a Renzi e Padoan
"I Patronati sono un fiore all’occhiello del sistema sociale italiano. Non compromettiamone l'efficienza". Così dichiara la deputata, Laura Garavini componente dell'Ufficio di Presidenza del Pd alla Camera, che insieme a più di 70 colleghi, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio ed al Ministro all'Economia, chiedendo di rivedere i tagli ai Patronati previsti in Legge di stabilità
"I Patronati-continua la deputata- sono un'istituzione moderna, versatile, più efficiente della stessa Amministrazione Pubblica. L’Europa ce li invidia. Sbrigano molti servizi che in altri Paesi vengono offerti a pagamento, da privati. Negli anni hanno sviluppato la capacità di rispondere in modo qualificato anche alle nuove esigenze del Paese. Ad esempio favoriscono la telematizzazione del disbrigo di pratiche amministrative: sono i patronati che curano il 90% delle pratiche Inps trattate per via telematica".
"Con i tagli ai Patronati previsti nella legge di stabilità, pari a 150 milioni di euro, cioè a un terzo delle risorse a loro disposizione, si rischia di comprometterne l'efficienza-conclude Garavini. Peraltro si pongono questioni di legittimità sui tagli introdotti, dal momento che il ‘Fondo patronati’, da cui traggono risorse, non viene alimentato da finanziamenti pubblici generici, bensì da una ritenuta d’acconto sui contributi previdenziali dei lavoratori. In caso di diversa utilizzazione di queste risorse si porrebbero vizi di forma, soggetti a eventuali ricorsi di natura giudiziaria. Alla luce dell'importante funzione che essi svolgono chiediamo che in sede di Legge di stabilità non si proceda con i tagli ai Patronati previsti."
La vice presidente della Camera: Jobs act, legge di Stabilità, spending review e lotta all’evasione: non possiamo permetterci di far scattare aumento Iva
“I dati sull’economia italiana resi noti oggi dall’Istat dovrebbero consigliare a tutti di evitare letture strumentali: non permettono commenti entusiastici, perché confermano che il 2014 si chiuderà con un segno meno davanti al Pil, ma non consentono neppure titoli polemici contro le scelte dell'Esecutivo, poiché anzi proprio quelle previsioni rafforzano l'impostazione seguita dal Governo. L'Istat ci dice infatti che nel 2015 possiamo finalmente uscire, seppure lentamente, dalla recessione, che finalmente aumenta, seppure di poco, la propensione al consumo delle famiglie, che la disoccupazione non sta ancora diminuendo quanto sarebbe auspicabile anche se sembra rallentare la caduta”.
Lo dice la vice presidente della Camera, Marina Sereni, commentando i dati Istat.
“In sostanza l'Istituto di statistica nazionale avverte che dalla crisi non si esce facilmente e che l'Italia deve affrontare problemi di fondo, per rilanciare gli investimenti, creare lavoro, sostenere le famiglie. Esattamente gli obiettivi che il Governo Renzi ha messo al centro del programma di riforme, a partire dal Jobs act e dalla legge di Stabilità. In particolare è evidente che spending review e lotta all'evasione sono indispensabili perché, se vogliamo confermare la scelta della riduzione delle tasse su lavoratori e imprese, non possiamo permetterci di far scattare l'aumento dell'Iva previsto come clausola di salvaguardia per il 2016”.
“La strada da percorrere è stretta e in salita, l'eredità del passato è pesante – conclude - Per questo solo una forte volontà di cambiare comportamenti e consuetudini da parte di tutti possono concretizzare e consolidare la via della ripresa”.
“Il dato reso noto quest’oggi dall’Istat di un aumento, su base mensile, di 130mila occupati, è senza dubbio positivo e incoraggiante”. Lo dichiara Gianluca Benamati, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive alla Camera.
“Si tratta di un dato molto importante – spiega Benamati – per più motivi. Non solo perché esso può essere interpretato come il segno che le politiche messe in atto dal governo sono riuscite a intaccare l’area dell’inattività lavorativa, con un conseguente aumento della partecipazione al mercato del lavoro - e in questo senso è significativo il dato riguardante il calo della disoccupazione tra i giovani. L’elemento, tuttavia, ancora più importante è che nei dati dell’Istat si possono intravedere i primi segnali di un’inversione di tendenza dell’economia”.
“Per far sì che essi si rafforzino fino a diventare strutturali, è necessario continuare con una politica di sostegno alle imprese e alla produzione, finalizzata prima di tutto a migliorare la competitività del sistema produttivo italiano. E anche proseguire sulla via delle riforme”, conclude Gianluca Benamati.
"Auguri al nuovo ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Sono certo che farà un ottimo lavoro per il nostro Paese". Lo afferma Andrea Manciulli, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Esteri della Camera.
“Con la legge 67/2014 che ha depenalizzato il reato di clandestinità, il Parlamento ha espresso in modo chiaro la sua volontà: ora il governo emani i necessari decreti per attuarla”. E’ quanto chiede Paolo Beni, deputato del Partito Democratico, il quale aggiunge: “per fortuna, il reato di clandestinità, stabilito dalla legge Maroni del 2011, è oggi depenalizzato e trasformato in violazione amministrativa. Come ben sappiamo, quella legge è stata inutile dal punto di vista della sicurezza pubblica e lesiva dei diritti umani. Il governo dia corso rapidamente alle nuove norme”.
“La sentenza sul ‘caso Cucchi’ lascia l'amaro in bocca. In questo momento siamo vicini ai familiari e a tutti coloro che si sono sempre battuti per la veritá e la giustizia sulla morte di Stefano. Le sentenze vanno rispettate, anche quando non contribuiscono a dare risposte alle domande sulle responsabilitá che la terribile fine di un ragazzo porta con sé. In questo caso i pesantissimi interrogativi sulla morte di Stefano rimangono tutti interi. Le risposte dovranno arrivare. È lo Stato che le deve esigere”.
Così il capogruppo Pd nella commissione Giustizia, Walter Verini.
Ora rivedere Dublino III
“L’Europa metta al primo posto non la difesa delle frontiere ma la salvaguardia della vita umana”. E’ quanto auspica Paolo Beni, deputato del Partito Democratico, alla vigilia dell’avvio di Triton, “operazione da salutare con favore – aggiunge - perché coinvolge finalmente gli Stati europei che fino ad ora hanno guardato con distacco agli sforzi fatti dall’Italia con la missione Mare nostrum , che è stata un grande esempio di civiltà. I ministri Alfano e Pinotti hanno giustamente ricordato che il nostro Paese rispetterà le leggi del mare. Spero vivamente che questo basti ad evitare episodi drammatici come quello di Lampedusa. Ora il problema più urgente, ma non semplice come abbiamo visto, è la modifica del Regolamento di Dublino III: il problema del flusso migratorio nel Mar Mediterraneo deve essere affrontato in modo nuovo e collegiale da tutta l’Europa”.
“Oggi il Governo ha finalmente approvato il regolamento per l'utilizzo dell'8 per mille per l'edilizia scolastica”. Lo rende noto il deputato del Partito Democratico Umberto d’Ottavio.
“Un provvedimento molto atteso dai Comuni – spiega D’Ottavio – e che nasce da una iniziativa del Partito Democratico. I progetti dovranno essere presentati entro il 30 novembre e saranno finanziati con la dichiarazione dei redditi del 2015. Si prevede un importo di circa 50 milioni di euro”. “I progetti dovranno essere destinati alla ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico”, conclude il deputato democratico.