“Siamo d’accordo con la proposta del governo di avviare centri di accoglienza per i profughi nei paesi di transito, a partire dalla Tunisia e dall’Egitto, al fine di garantire una gestione più attenta alla tutela dei diritti umani, a iniziare dal diritto d’asilo, e, soprattutto, evitare lo sfruttamento delle organizzazioni criminali. Abbiamo anche presentato su questa materia una specifica mozione in Parlamento che ha già trovato consensi tra numerose ONG e dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Sosteniamo dunque la proposta di Alfano lanciata oggi a Parigi che riteniamo concreta e che speriamo sia fatta propria dalla nuova Commissione europea”.
Lo dichiara Khalid Chaouki, deputato del Partito Democratico e responsabile Intergruppo immigrazione.
La vice presidente della Camera e parlamentare umbra: tornare al tavolo del confronto e verificare le novità annunciate sul piano industriale.
“Un passo avanti che finalmente consente di riprendere la trattativa tra le parti e cercare una conclusione positiva alla difficile vertenza dell’Ast di Terni. Il pagamento degli stipendi agli operai, con il contestuale rientro dei dipendenti del settore amministrativo, stempera, come era assolutamente necessario, la tensione di questi mesi. Ora è possibile tornare al tavolo del confronto e verificare le novità annunciate sul piano industriale, in particolare per quanto riguarda il mantenimento dei due forni e la qualità degli investimenti programmati, le misure che riguardano l'occupazione nonché le iniziative di accompagnamento che le istituzioni nazionali e locali sono in grado di mettere in campo. Come era stato detto dal Presidente del Consiglio, il Governo sta seguendo la vertenza con grande attenzione, e tutti dobbiamo lavorare perché ogni soggetto, a cominciare dall'azienda, sappia adoperarsi per giungere ad una conclusione che garantisca una prospettiva ed un futuro alla fabbrica e al territorio”.
Così la vice presidente della Camera e parlamentare umbra, Marina Sereni, al termine dell’Incontro al Ministero dello sviluppo economico tra azienda e sindacati.
I relatori per l'abolizione della pena di morte e sulla situazione in Bielorussia per l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) hanno espresso profonda preoccupazione per le notizie di esecuzione in Bielorussia di Alyaksandr Hrunou, che si ritiene essere il terzo di quest'anno.
Marietta Karamanli (Francia, SOC) e Andrea Rigoni (Italia, ALDE) hanno detto: "La pena di morte è sbagliata, ed è una chiara violazione dei fondamentali valori europei. Il modo in cui viene eseguita in Bielorussia è particolarmente crudele. La madre di Hrunou non è mai stata informata della decisone di procedere all'esecuzione, ha semplicemente ricevuto i vestiti di suo figlio attraverso un pacco postale. Questo è un segnale negativo se la Bielorussia vuole stabilire relazioni più strette con l'Assemblea parlamentare ".
"Finalmente la riforma della giustizia civile è legge: con oggi si é iniziato il percorso che farà del nostro un Paese competitivo e credibile". Lo afferma il deputato del Partito Democratico Mario Tullo, dopo l'approvazione definitiva da parte della Camera del Dl sulla giustizia civile.
"Plaudo al ministro Andrea Orlando - continua Tullo -, che così tenacemente ha voluto la riforma della giustizia civile approvata oggi con così ampia maggioranza, con la quale sono state semplificate le complesse e a volte interminabili procedure per la separazione tra coniugi, sempre nel rispetto dei figli minori o portatori di handicap coinvolti, é stata istituita la negoziazione assistita che, a esclusione dei diritti indisponibili e le cause di lavoro, avrà tempi non superiori ai tre mesi, e semplificate le cause pendenti in tribunale che, su richiesta delle parti, potranno essere trasferite dinanzi ad un collegio arbitrale”.
“Ma questo, solo per parlare di alcune delle novità che ci porteranno a costruire le condizioni per smaltire l’arretrato che tanto affligge la giustizia civile”, conclude Mario Tullo.
“Il Partito democratico vota in modo convinto il decreto sul processo civile, perché consente di far ripartire il Paese incidendo su alcune delle cause della lentezza della giustizia civile ed è coerente con il progetto complessivo di riforma del settore”. Lo ha detto Anna Rossomando, deputata del Pd in commissione Giustizia durante la dichiarazione di voto sul decreto processo civile nell’aula di Montecitorio.
“Finalmente – ha aggiunto Rossomando – mettiamo mano alla riforma della giustizia civile, che è un importante servizio per i cittadini e per le imprese. Il provvedimento consente una semplificazione delle procedure, minori costi, tempi più celeri, efficacia nell’esecuzione delle sentenze. È un modo per rendere effettivi e accessibili i diritti, anche i più personali: per questo è un passo in più contro la disuguaglianza”. Rossomando ha sottolineato che “i tempi lunghi della giustizia sono un costo non solo per le imprese, ma per chi aspetta il soddisfacimento di un diritto: molti non si possono permettere un processo che si prolunga e sono proprio i più deboli”.
“È noto – ha detto ancora la deputata dem – che il sistema giudiziario italiano è tra i più produttivi in Europa; e che i disservizi dipendono anche dall’eccesso di domanda. Perciò dobbiamo differenziare le risposte affinché siano efficaci”.
“Qualcuno forse, anche fuori da qui, si sente orfano di una stagione che noi vogliamo archiviare. Noi – ha concluso Rossomando – non abbiamo alcuna nostalgia per l’insanabile conflitto tra i poteri dello Stato, che è stato il comodissimo alibi per non toccare mai nulla. Noi mettiamo mano ai problemi del Paese e diciamo basta con gli alibi”.
“Con le misure approvate oggi alla Camera riguardanti le modifiche del processo civile si è fatto un importante passo per il Paese e sulla strada della riforma della Giustizia proposta dal Governo Renzi, sulla quale con tenacia sta lavorando il ministro Andrea Orlando. Misure volte a smaltire i processi civili in attesa di giudizio, velocizzare quelli futuri e favorire il rilancio economico dell’Italia, dando tempi certi ed “europei” a chiunque decida di intraprendere un procedimento civile e ai tanti investitori esteri, che da sempre denunciano la lentezza della giustizia italiana come uno dei dissuasori principali del nostro Paese.
Interventi che toccano sensibilmente anche il terreno dei diritti, semplificando le procedure di separazione e di divorzio, che saranno rese più rapide e facili dal punto di vista burocratico, portando anche in questo campo l’Italia ai livelli dei principali Paesi europei. Inoltre non posso che esprimere grande soddisfazione sul ripristino degli uffici dei giudici di Pace di Ostia e Barra, che avevamo richiesto con forza e sul quale abbiamo lavorato intensamente nelle scorse settimane.
La strada per completare la necessaria riforma della Giustizia proposta dal Governo è ancora lunga, ma oggi dopo tanti anni di immobilismo e promesse si è finalmente raggiunto un primo importante risultato. Una Giustizia più veloce ed efficiente è innanzitutto una Riforma nell’interesse del Paese.” Così la deputata del Partito Democratico, Fabrizia Giuliani, è intervenuta sul voto che oggi ha convertito in legge il Decreto “recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile” .
La vice presidente della Camera: intesa con chi ha condiviso la proposta iniziale, senza escludere la possibilità di coinvolgere altri gruppi
“Vorrei dire al Presidente Brunetta che Renzi non ha posto e non pone ricatti sulla legge elettorale. Semplicemente vogliamo rispettare un calendario di impegni che più di una volta il presidente del Consiglio ha illustrato in Parlamento e che ancora qualche giorno fa ha ribadito di fronte ai deputati e senatori del Pd. L'incontro di ieri con Berlusconi conferma la volontà del Pd di riscrivere le regole andando anche oltre i confini della maggioranza di governo. Le modifiche che abbiamo proposto non contraddicono l'impianto della legge uscita dalla Camera, ma raccolgono preoccupazioni e idee emerse nel corso del confronto di queste settimane, che semmai rafforzano il sistema sia sul piano della governabilità sia sul terreno del rapporto tra eletti ed elettori”
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.
“Nell'agenda discussa in Parlamento più volte avevamo previsto l'approvazione della riforma elettorale entro la fine del 2014 – continua - Dobbiamo dunque far ripartire il confronto e l'esame della riforma elettorale, ricercando l'intesa innanzi tutto tra le forze che hanno condiviso la proposta iniziale, senza con questo precludere la possibilità di coinvolgere anche altri gruppi. Non è con i retroscena che questo Paese ripartirà, vogliamo governare per cambiare l'Italia. È interesse innanzi tutto del Presidente del Consiglio e del Pd concludere la legislatura nel 2018 e realizzare le riforme che servono al Paese – conclude - ma non possiamo aspettare il 2017 per cambiare la legge elettorale, tanto più dopo la sentenza della Consulta da cui il Parlamento deve necessariamente partire”.
“Esprimo tutta la solidarietà alla ministra Marianna Madia, offesa da un vergognoso servizio del settimanale Chi”. Lo dichiara Roberta Agostini, deputata del Partito Democratico, e coordinatrice delle Donne Pd.
“Una comunicazione tanto incivile e volgare – continua Agostini – non può passare sotto silenzio. Essa colpisce tutte noi perché nega in radice la dignità del ruolo che delle donne impegnate in politica. Chiediamo rispetto per le persone, per il lavoro che ciascuna di noi svolge”.
“Non consentiamo a nessuno di trascendere livelli civili di confronto, usando il sessismo più bieco e retrivo”, conclude Roberta Agostini.
“Il servizio di ‘Chi’ su Marianna Madia non è una bravata o uno scherzo, è pura spazzatura, frutto di una mentalità maschilista e sessista che purtroppo è ancora largamente diffusa”. Lo dice Anna Rossomando, deputata del Pd e componente l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati.
“Ci sta la polemica politica anche aspra, ma questo tipo di allusioni nei confronti di una ministra, sono davvero inqualificabili. Purtroppo, ancora oggi, funziona così: si pensa – conclude Rossomando - che dileggiare le donne con allusioni sessuali per vendere qualche copia in più non sia grave, o peggio ancora sia spiritoso. Che tristezza”.
“L'impegno da parte del Governo per garantire l'accesso di tutti i malati di epatite C al nuovo farmaco salvavita è una buona notizia. Le nostre preoccupazioni riguardano però i tempi di applicazione di questo Piano nazionale, i numeri e soprattutto le modalità con cui sarà attuato”. Lo ha dichiarato oggi nell’Aula di Montecitorio Federico Gelli, deputato del Pd e membro della Commissione Affari Sociali, durante la sua replica in merito all’interrogazione a risposta immediata, rivolta da un gruppo di deputati PD prima firma Miotto, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin sul tema dell’introduzione anche in Italia del nuovo farmaco salvavita contro l’epatite C.
“Il tema delle risorse – ha aggiunto Gelli - lo sappiamo bene, è l'elemento fondamentale, ma non può essere l'unico argomento per il quale blocchiamo la nostra azione e la nostra risposta rispetto alle centinaia di migliaia di persone malate. Si tratta di spendere diverse centinaia di milioni ma i risparmi si possono misurare in miliardi, visto che l’epatite C in Italia uccide ogni giorno 20 – 25 persone mentre sono circa 400 mila i casi conclamati con costi sociali e sanitari altissimi perché è una malattia che può sfociare in patologie gravissime. Basti pensare ai costi per la cirrosi, per i tumori al fegato, soprattutto per il trapianto. Oggi abbiamo un intervento salvavita, l'unico disponibile, che è quello del trapianto di fegato che costa alla collettività più di 80 mila euro. Risorse che potrebbero essere tranquillamente risparmiate, se usate verso una sana e corretta prevenzione”.
“Ora è importante - ha concluso Gelli - che il ministero prosegua la trattativa con la casa farmaceutica americana che produce il principio attivo ‘sofosbuvir’ perché, a causa del suo costo altissimo, solo con l’intervento del Fondo Sanitario Nazionale si può assicurare la concreta possibilità a tutti i pazienti di accedere a queste terapie”.
“Un servizio becero e sessista, che offende tutte le donne. Davvero inqualificabile”. Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, esprime “solidarietà” al ministro Marianna Madia per quanto pubblicato sul settimanale ‘Chi’ diretto da Alfonso Signorini: “Che l’informazione politica o sui politici si colori spesso di gossip anche malizioso è purtroppo constatazione innegabile, ma qui siamo al puro giornalismo trash. Credo che un intervento da parte dell’Ordine dei giornalisti sarebbe opportuno”.
“Siamo soddisfatti per aver sollevato in Parlamento l’emergenza dei malati affetti da Epatite C (in Italia sono 400 mila, più i molti altri infetti). La ministra della Salute Lorenzin si è impegnata a varare il Piano Nazionale per l’eradicazione delle epatiti virali. Sollecitiamo naturalmente la massima urgenza. Inoltre siamo certi che il ministero garantirà la trasparenza dei criteri di accesso alle cure”.
Lo ha dichiarato Paola Bragantini deputata del Partito Democratico durante il question time di oggi a Montecitorio.
“Congratulazioni ad Andrea Manciulli per l’importante incarico internazionale che la Nato gli ha assegnato. È un riconoscimento del ruolo strategico che l’Italia ha sempre giocato nel Mediterraneo e del suo impegno nella lotta al terrorismo internazionale. Sarà un compito molto delicato che sono sicuro Manciulli porterà avanti con competenza e determinazione nell’interesse del nostro Paese e dell’Alleanza atlantica”. Così Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera e responsabile Esteri del Partito democratico, commenta la nomina di Andrea Manciulli alla direzione del rapporto su “Il ruolo dei Paesi del Golfo nella crisi del Mediterraneo e nella lotta al terrorismo internazionale”.
Il concorso per reclutare 340 nuovi magistrati firmato oggi dal ministro Andrea Orlando “è un’ottima notizia, significa dare concretamente avvio al ricambio generazionale promosso dal decreto sulla pubblica amministrazione che ha riportato a 70 anni l’età della pensione per i magistrati”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, dando atto al “governo di mantenere gli impegni. Il nuovo bando, che rinforza il concorso a 365 posti già in fase di correzione delle prove scritte, consentirà di evitare rischiose scoperture di organico”.
“Esprimo la mia più totale solidarietà alla ministra Marianna Madia per la vergognosa pagina pubblicata dal settimanale Chi”. Lo dichiara Giovanna Martelli, deputata del Partito Democratico, e consigliere per le Pari Opportunità di Palazzo Chigi.
“Ancora una volta – spiega Martelli – ci troviamo di fronte a una informazione che discrimina le donne, dando un’immagine di un Paese arretrato sul tema del riconoscimento delle donne nella vita pubblica”.
“L’azione del governo va nella direzione del protagonismo della donna nella società che si manifesta anche nello stigmatizzare comportamenti e informazioni lesivi della dignità delle donne”, conclude Giovanna Martelli.