È un’ottima notizia l’approvazione, a stragrande maggioranza del Senato, dell’emendamento sulla parità di genere che fissa un principio fondamentale nella nostra Costituzione per la modernizzazione e civiltà del Paese. Un risultato ottenuto grazie all’impegno del Pd, delle senatrici e dei senatori dei diversi schieramenti che hanno sottoscritto e sostenuto l’emendamento a prima firma Fedeli. È il segno che la battaglia delle donne democratiche, dei movimenti e delle associazioni, per la piena valorizzazione della forza femminile nel Paese ha trovato ascolto e riconoscimento nelle aule parlamentari. Questo è un ulteriore avanzamento dell’Italia nel senso indicato dalla Convenzione di Istanbul che entrerà in vigore proprio questa settimana e che indica una strategia di parità tra uomini e donne in tutti gli ambiti della vita, pubblica e privata. Ci aspettiamo che anche sulla legge elettorale si faccia un passo avanti verso la definizione di regole che consentano l’effettiva partecipazione delle donne nelle nostre istituzioni.
"Domani 30 luglio, alle ore 15, la Commissione XIV della Camera ospiterà in videoconferenza il professor Gianfranco Viesti, ordinario di Economia applicata presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bari. L’audizione rientra nell’ambito di un’indagine conoscitiva sull’attuazione e l’efficacia delle Politiche dell’Unione Europea in Italia". E' quanto si legge in una nota diffusa dall'ufficio stampa dell'onorevole Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche dell'Unione Europea.
“La trasformazione della E 45 in autostrada è un’opera fondamentale per superare l’isolamento infrastrutturale di cui soffre l’Umbria, per ridare dignità e sicurezza ad una strada che a tratti sembra essere diventata una mulattiera, per favorire la ripresa dell’economia regionale, ma non possiamo accettare che gli umbri debbano pagare balzelli pesanti, così come si sta profilando, perché significherebbe andare di nuovo a colpire il tessuto produttivo locale”. E’ quanto dichiarato dal deputato Pd Giampiero Giulietti in merito alla questione della E 45.
“E’ prioritario tutelare gli interessi di chi vive in Umbria e percorre quotidianamente la E 45 per motivi di studio o lavoro, magari trovando il modo, in un tavolo istituzionale anche con il Ministero, per non far gravare sui cittadini balzelli troppo pesanti. E’ altrettanto evidente, però, che questo non deve fare venire meno la volontà di realizzare un’infrastruttura moderna e sicura di cui l’Umbria, i cittadini e le imprese necessitano”.
Da Ue serve impegno per tavoli diplomatici e interventi peacekeeping
“Quella attuale è una fase storica delicatissima e satura di eventi. Lo status quo in Medio Oriente e nei paesi del Nord Africa sta diventando insostenibile e mai come ora l’Europa ha l’opportunità di mettersi seriamente in gioco e acquisire quel peso internazionale che tanto cerca”. Lo dichiara Andrea Manciulli, vicepresidente Pd della commissione Esteri della Camera, e presidente della delegazione presso l’assemblea parlamentare della Nato.
“La questione di Gaza – continua Manciulli - si inserisce in un contesto regionale già complesso e deteriorato. Il caso libico ne è la prova. L’Unione Europea deve capire che non può rimanere spettatore inerme dinanzi a un Mediterraneo costellato di nodi”. “Deve essere più unita e presente intorno ai tavoli diplomatici e impegnarsi a programmare seri interventi di mantenimento della pace e rafforzamento dei canali di dialogo tra le parti interne alle aree di crisi e nell’intera regione”, conclude Manciulli.
In dirittura d’arrivo alla Camera il testo di legge che introduce il reato di depistaggio nel nostro codice penale. Lo afferma Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell’Associazione familiari delle vittime della strage di Bologna, il quale aggiunge: “in queste ore stiamo mettendo a punto alcuni nodi tecnici, il lavoro è proficuo e si svolge in un clima di collaborazione. Spero, dunque, che la proposta di legge sarà licenziata quanto prima: sarà così ben chiaro che non ci sarà più possibilità di garantire l’impunità ai funzionari che tradiscono lo Stato”. “E’ un impegno che noi abbiamo assunto e che intendiamo portare a termine con determinazione”, conclude.
Incontro con con Thorsten Schäfer-Gümbel, vice segretario SPD
Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, è intervenuto in Sala Aldo Moro di Montecitorio in occasione dell’incontro sulle “Banche in Europa” con Thorsten Schäfer-Gümbel, vice segretario SPD, organizzato da Laura Garavini, presidente del Gruppo Interparlamentare Italo-Tedesco.
Boccia ha sottolineato come “non sia più tempo di rinviare le decisioni connesse al ruolo delle banche in Europa. È necessaria, subito, l’unione bancaria insieme a quella fiscale, una vera vigilanza bancaria unica e pari condizioni di partenza. Le banche tedesche, tra i 64 miliardi di ricapitalizzazione e gli 80 miliardi di crediti deteriorati, hanno avuto un intervento diretto e indiretto dello Stato superiore a 144 miliardi (pari al 5.5% del Pil tedesco). In Italia, Mps a parte, gli interventi sono stati pari a zero. Ci sono 130 miliardi di sofferenze, per un rapporto tra raccolta (1.724 mld) e impieghi (1.837 mld) sbilanciato su questi ultimi; i crediti deteriorati vanno tolti dai bilanci delle banche, con veri vantaggi fiscali, e tutto questo non deve incidere per le coperture sul patto di stabilità, così come non sono più rinviabili le altre deroghe al patto connesse agli investimenti pubblici.
Come siamo stati rigorosi con le banche sull’anatocismo, tema che deve essere normato in UE nello stesso identico modo, così sottolineo che su questo tema le banche italiane hanno tutto il nostro sostegno. Le nuove TLTRO (Targeted long term refinancing operations) della Bce, per oltre 1.000 mld, devono trovare terreno fertile e banche pronte a girare effettivamente le risorse a famiglie e imprese.
Un appunto finale, invece, alle banche tedesche: non si sono fidate e, dal 2008 a oggi, hanno più che dimezzato la loro esposizione con l’Italia. Questo, anche per i nostri comuni rapporti, è stato un grave errore: devono fidarsi e investire nel nostro Paese, sarebbe il primo passo di una vera stagione nuova”.
Delucidazioni in merito alla data di inizio dei lavori per la strada E 78 Fano- Grosseto e alla disponibilità delle risorse necessarie per la sua realizzazione. Le chiede Il deputato Pd Giampiero Giulietti in un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture Lupi
Spiega Giulietti: “Lo scorso 8 maggio è stato sottoscritto l’accordo tra Ministero delle Infrastrutture, Regioni Umbria, Toscana e Marche e Anas per la costituzione della società pubblica di progetto per la realizzazione della E 78. Recentemente, durante un convegno, il presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha annunciato che nei prossimi giorni verrà costituita formalmente la società “Centralia” e che si sta già lavorando per l'aggiornamento dello studio di fattibilità, oltre a dichiarare che l’inizio dei lavori della superstrada dei Due Mari avverrà entro il 2016. Interrogo quindi il Ministro per avere contezza delle risorse necessarie all'intervento e della loro disponibilità e per avere conferma della data di inizio dei lavori per la realizzazione di un’opera strategica che consentirà di collegare i mari Adriatico e Tirreno e che da troppo tempo aspetta di essere portata a compimento”.
Domani il ministro dello Sviluppo risponderà durante il question time di Montecitorio alla interrogazione del gruppo del Pd sulla vertenza Eni.
Andrea Martella, vice presidente dei deputati Democratici e primo firmatario dell’interrogazione, spiega che “il ministro dovrà spiegare in che modo e con che tempi il governo intenda attivare un tavolo sulla crisi del settore della raffinazione per la valutazione di seri progetti di riconversione industriale tra cui la chimica verde e il biofuel”. “E’ evidente l’urgenza di procedere ad una compiuta valutazione dei progetti industriali del gruppo ENI in Italia - anche in ragione della partecipazione azionaria di Stato al capitale sociale del gruppo petrolifero - a tutela di investimenti, produzione ed occupazione. Oggi è stato indetto un presidio davanti Montecitorio dalle organizzazioni sindacali dell’Eni di Gela, noi siamo preoccupati per il futuro di questo cruciale gruppo industriale e condividiamo l’angoscia delle centinaia di lavoratori e delle loro famiglie, a Gela come a Marghera”, conclude Martella.
La vice presidente della Camera: dal ministro analisi forte ed equilibrata
“Non possiamo che apprezzare profondamente i contenuti ed i toni dell'informativa resa dal Ministro Mogherini all'Aula di Montecitorio sulla drammatica situazione del Medio Oriente. Grande equilibrio, forte partecipazione umana e politica, lucidità e realismo nelle proposte: l'Italia sta svolgendo un ruolo positivo importante, in Europa e a livello internazionale, di fronte ad una situazione purtroppo fortemente deteriorata”.
Lo dice la vice presidente della Camera, Marina Sereni, commentando le parole del ministro degli Esteri
“I cinque punti elencati dalla titolare della Farnesina sono stati largamente condivisi, seppur con sottolineature e accenti diversi, dall'Aula e ciò non può che rafforzare la nostra azione politica e diplomatica – ha continuato Sereni, che poi ha elencato i punti - Migliorare le condizioni di vita dei palestinesi, sia nella Striscia di Gaza sia in Cisgiordania; rafforzare la capacità e gli strumenti di governo dell’Autorità Palestinese; offrire a Israele garanzie di sicurezza, nell’immediato sulla distruzione di razzi e di tunnel, nel breve periodo sul controllo delle frontiere; indicare una cornice regionale, ed internazionale, a garanzia di questo percorso, a partire dal piano della Lega Araba del 2002; favorire uno scatto interno ed esterno per raggiungere una soluzione giusta e definitiva alla situazione del popolo palestinese”.
“L’unica soluzione possibile del conflitto in Israele e nella striscia di Gaza è quella politica, l’unica che consentirebbe una via d’uscita per stabilizzare tutto il Medio Oriente. Condividiamo pienamente i cinque punti presentati dal ministro Mogherini alla Camera per fermare il conflitto”. Lo ha detto Vincenzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri, durante il dibattito sull’informativa del ministro Mogherini sulla situazione in Medio Oriente che si è tenuto oggi alla Camera.
“Profondo è l’orrore – ha proseguito Amendola – per la escalation bellica del lancio di razzi dalla Striscia di Gaza e per l’onda d’urto israeliana sproporzionata. E’ necessaria da subito una tregua. L’Unione europea deve essere capace di intervenire in un momento in cui sembra che nessuno possa fermare gli eventi tragici; ma non c’è via d’uscita se non c’è mediazione politica e un pieno superamento dei veti incrociati. Ci sembra molto positiva la convocazione della Conferenza dei donatori in modo da dare un futuro a quella terra martoriata. Ma fare di tutto oggi per fermare le ostilità significa anche tentare strade inedite come una forza di interposizione che permetta di evitare il lancio di razzi su Israele e ai palestinesi di vivere di stenti sotto il ricatto di gruppi estremisti. Si tratterebbe di un forte presidio della comunità internazionale e delle Nazioni Unite a Gaza che consentirebbe la prosecuzione, il completamento e il mantenimento del disarmo della striscia, senza costringere Israele ad una nuova, lunga fase di occupazione, e renderebbe praticabili le richieste palestinesi di riapertura dei valichi di frontiera. Insomma una strada seria e concreta per arrivare al più presto alla pacifica convivenza di due popoli in due Stati”
“Abbiamo raccolto più di 10.000 firme in meno di 24 ore e stanno arrivando numerosissime adesioni per la petizione #TavecchioRitirati lanciata sul sito Change.org, un successo straordinario che dimostra quanto gli italiani siano sensibili sui temi del razzismo e delle discriminazioni”. Così Khalid Chaouki, deputato PD e coordinatore dell’intergruppo immigrazione che ieri ha lanciato una petizione popolare , firmata tra gli altri dal Presidente Pd Matteo Orfini, per chiedere a Carlo Tavecchio di ritirare la sua candidatura alla presidenza della FIGC .
“L’Italia – spiega Chaouki - non può rassegnarsi, dopo tante battaglie, a farsi rappresentare da una persona che esprime giudizi che non esitiamo a chiamare razzisti e altamente offensivi, crediamo che il miglior modo per scusarsi dopo questa frase vergognosa, che oltraggia milioni di italiani e ‘nuovi italiani’, sia quello di ritirare la propria candidatura alla presidenza della FIGC per preservare la nostra dignità in Europa e nel mondo.
Andremo avanti in questa campagna -conclude Chaouki- anche per difendere il lavoro di migliaia di insegnanti, allenatori, educatori e tifosi che in questi anni hanno lavorato duramente per sradicare il razzismo nelle aule scolastiche e nei campi di calcio. La dirigenza sportiva è chiamata a dare buoni esempi a differenza della gravissima affermazione razzista di Carlo Tavecchio".
“In vista dell'incontro che si terrà giovedì tra Giovanni Malagò e i candidati alla presidenza della FIGC chiediamo che il Presidente del Coni si faccia interprete del diffuso clima di opinione che, nelle ultime ore, ha stigmatizzato e commentato assai criticamente le misere e incomprensibili parole pronunciate da Carlo Tavecchio. Chiediamo, dunque, che il Presidente dello sport nazionale si faccia portavoce della richiesta di un doveroso passo indietro da parte del candidato alla presidenza della FIGC, cosa che, in un paese normale, sarebbe già dovuta avvenire soprattutto dopo l'intervento della FIFA”. Lo dicono i deputati Pd Laura Coccia, Umberto D'ottavio, Antonio Boccuzzi, Emiliano Minnucci, Fabrizia Giuliani, Antonio Misiani, Antonino Moscatt, Michele Bordo, Giovanna Sanna, Magda Culotta, Anna Rossomando, Valeria Valente, Emma Petitti, Khalid Chauki, Valentina Paris, Miriam Cominelli, Chiara Gribaudo, Franco Ribaudo
“Il mondo del calcio – proseguono i deputati democratici - ha estrema necessità di agganciare il treno del rinnovamento che sta percorrendo il nostro paese e che anche Giovanni Malagò sta portando avanti nel mondo dello sport italiano. Tale rinnovamento a nostro avviso non può essere rappresentato in alcun modo da Carlo Tavecchio che ha dimostrato di non essere più credibile nella indispensabile lotta al razzismo che dilaga nei nostri stadi. Ci chiediamo con quale credibilità possa sostenere eventuali future sanzioni nei confronti di queste frange delle tifoserie”.
“Sono innegabili i passi in avanti compiuti in I Commissione sul dl 90/2014 di riforma della Pubblica amministrazione. Anzitutto la previsione di un maggior coinvolgimento dei lavoratori e del sindacato inizialmente tagliati fuori, in particolare nell’applicazione dei due istituti della mobilità e del demansionamento, su cui si riaprono spazi di confronto e contrattazione. Anche in tema di ricambio generazionale ci sono passi in avanti, come l’allentamento dei vincoli alle assunzioni dei comuni e la risoluzione di due questioni annose relative al regime previdenziale quali "penalizzazioni" e insegnanti "quota 96". Decisamente più critico il giudizio verso i tagli alle prerogative sindacali: non tanto per l’obiettivo di risparmio in sé - condivisibile ma assai modesto - quanto per le modalità utilizzate, il mancato confronto e l’approssimazione stessa con cui la norma è stata scritta. Non tranquillizzano abbastanza le pur apprezzabili rassicurazioni fornite dal Governo perché su questo punto la norma resta scritta male e bisognava correggere e chiarire. Infine occorre sbloccare immediatamente la contrattazione collettiva, ferma da anni, perché non c’è ammodernamento della pubblica amministrazione senza il coinvolgimento dei lavoratori. Se, come probabile, il Governo porrà la fiducia la voteremo senz’altro per il giudizio che diamo complessivamente positivo. Ciò non toglie che i problemi indicati attendono soluzioni, alcune delle quali sarebbero a costo zero”.
Così i deputati democratici Davide Baruffi e Anna Giacobbe.
''La lettera del Premier Matteo Renzi agli alleati è molto positiva perchè ipotizza alcune correzioni che potrebbero sbloccare questa complessa situazione. Se il Presidente del Consiglio trova lo spazio per un compromesso politico che risolva i temi delle preferenze e delle soglie di sbarramento, si potrà sicuramente concludere il cammino delle riforme costituzionali. Chiuso questo capitolo il Governo ed il Parlamento potranno finalmente dedicarsi ai temi dell'economia e dell'occupazione'': così Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera.
"E’ singolare che il Presidente Caldoro addossi all’Autorità Portuale di Napoli la responsabilità sui ritardi nell’avvio delle procedure di gara dei progetti sul Porto, dato che soltanto in queste ore sono stati sbloccati dalla Regione i fondi disponibili. Questi ritardi sono poi stati dovuti anche, e molto, dal mancato accordo tra Comune, Regione e Governo nazionale nell’individuare a tempo una persona con riconosciute competenze, in grado di governare un grande porto come quello di Napoli. In questo quadro di continue difficoltà e rimpalli di responsabilità, è motivo di fiducia il lavoro che sta svolgendo con grande professionalità l’attuale Commissario, Prof. Karrer".
Lo ha dichiarato Anna Maria Carloni, componente della Commissione Trasporti.