Approvata in commissione pdl su agricoltura sociale.
“L’approvato in commissione Agricoltura del testo unificato in materia di agricoltura sociale, è un importante risultato politico atteso da anni. Si tratta della prima volta che le Camere legiferano su questa materia andando nella direzione della multifunzionalità nel settore agricolo”. Lo dicono Stefania Covello, deputata del Pd e relatrice al progetto di legge approvato dalla commissione, e Oliverio Nicodemo, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
“Con questa legge - proseguono Covello e Olivero - esprimiamo l’importanza della agricoltura sociale che ricomprende un insieme di esperienze concrete; quest’ultime affondano le radici in alcuni aspetti tradizionali dell’agricoltura e nel legame tra impresa agricola e cooperative sociali con la famiglia rurale per esaltarne il carattere sociale teso all’integrazione nell’agricoltura di soggetti svantaggiati che avranno la possibilità di un inserimento lavorativo. Con questa proposta di legge si mira anche all’inclusione dei territori periferici e svantaggiati dalla posizione geografica oltre che dalle difficoltà economiche. Tutto ciò rispettando il concetto di sussidiarietà e solidarietà, di rafforzamento del welfare rurale e delle caratteristiche dell’impresa agricola. L’agricoltura sociale è tra i sei punti più importanti degli obiettivi della Politica agricole comunitaria”.
"Esprimo soddisfazione per il varo della commissione di Indagine sulle contraffazioni che oggi ha eletto il suo presidente e tutti gli organi necessari al suo funzionamento". Lo afferma Susanna Cenni, capogruppo Pd all'interno della stessa commissione.
"Sappiamo che il volume d'affari del falso Made in Italy dall'agroalimentare al settore della moda, dall'ecommerce al commercio tradizionale, rappresenta uno dei problemi più grandi per la competitività del nostro tessuto artigianale, agricolo, industriale e terziario. Soprattutto in un momento così difficile, nel quale i provvedimenti del governo e gli sforzi delle stesse imprese sono tutti profusi nel tentativo di uscire dalla crisi senza abbassare il livello della qualità del nostro sistema economico. I componenti e le componenti del Pd nella commissione provengono da varie esperienze, sono portatori di riconosciute competenze indispensabili per svolgere anche in questa legislatura un utile lavoro di indagine, ma anche per consegnare a parlamento e governo proposte utili a fermare un giro d'affari non più sopportabile. Con questo auspicio formuliamo gli auguri di buon lavoro alla commissione di Indagine che abbiamo fortemente voluto, alla sua Presidenza, con la promessa che non mancheranno le nostre proposte e il nostro impegno".
Venerdì 27 giugno ore 9.30, sala della Mercede, Camera dei Deputati.
Domani, venerdì 27 giugno, alle ore 9.30 il Gruppo del Pd alla Camera insieme a Nuova etica pubblica e ad Irpa terranno un Seminario dal titolo “Riforma del Bilancio e della Pubblica Amministrazione”. L’iniziativa si svolgerà presso la Camera dei Deputati, alla Sala della Mercede, Palazzo Marini, piazza della Mercede 55.
Presiederà i lavori Francesco Boccia, Presidente della commissione Bilancio della Camera dei deputati. Alle 9.30 apre il seminario Manin Carabba seguirà l’intervento introduttivo di Marco Causi (Politiche pubbliche di bilancio ed amministrazione di risultato. Proposte di legge Cnel, AS 1266, AC 1999).
Successivamente ci saranno le relazioni di Paolo De Ionna (La nuova legge di bilancio: una opportunità per riaprire il cantiere della riforma della amministrazione), Guido Melis e Nino Zucaro (La riforma amministrativa: storia e prospettive). E’ previsto l’intervento del viceministro dell'Economia Enrico Morando. Interverranno tra gli altri Luigi Fiorentino, Fabio Fiorillo, Giorgio Macciotta, Rita Perez e Giovanni Vetritto
Alle 13.00 sono previste le conclusioni Paolo Guerrieri.
“L’approvazione in commissione Affari sociali del testo unificato sulla dipendenza da gioco d’azzardo è un buon risultato; esso costituisce la dimostrazione inequivocabile, anche per il governo, su quanto sia importante per il Parlamento la lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo. Ritengo si sia trovato un buon punto di equilibrio tra la esigenza di tutela della salute e il rispetto della possibilità di giocare. Abbiamo evitato la deriva talebana dei Cinque stelle che si è manifestata nella volontà di punire anche i giocatori dei gratta e vinci”.
Lo dice Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.
"In questi giorni, a causa del mancato rinnovo dell'accordo con la Asl, i ragazzi disabili di Anzio non potranno più accedere alla spiaggia. Purtroppo oggi non potrò essere lì per partecipare alla loro manifestazione di protesta, ma esprimo la mia massima solidarietà ed il mio impegno per risolvere questa assurda vicenda". Lo dice Monica Gregori, deputata del Pd della provincia di Roma.
"Il centro per disabili ‘La Girandola’ - continua Gregori - vive da tempo situazioni di disagio e ora ci si è messo anche questo provvedimento che impedisce ai ragazzi una delle attività che li fa stare meglio, sia a livello psicologico che a livello fisico. Auspico che le autorità sappiano risolvere a stretto giro questo assurdo disguido, altrimenti mi riservo di intervenire a livello parlamentare e con le autorità competenti”.
«La prossima settimana, finalmente, verrà affrontata alla Camera la proposta di legge del PD che si pone l’obiettivo di risolvere in via definitiva il problema degli esodati, apertosi a seguito della riforma Fornero. Oggi in Commissione chiederemo al Ministro Poletti di reinvestire gli 11 miliardi di euro impegnati con le cinque salvaguardie approvate nei mesi scorsi, ma non spesi, per affrontare in modo definitivo la questione, attraverso una modifica strutturale della legge Fornero che introduca forme di flessibilità in uscita verso la pensione, prevedendo incentivi per chi lavora più a lungo e penalizzazioni per chi sceglie di andare in pensione prima”. Lo dichiarano le deputate del Pd Patrizia Maestri e Antonella Incerti, componenti della commissione Lavoro.
“L’adozione di una nuova salvaguardia - proseguono Maestri e Incerti -, la sesta, non è per noi sufficiente e, in ogni caso, non può precludere l’impegno ad una soluzione alla fonte del problema. Ma le questioni aperte della legge Fornero non si limitano agli esodati: le penalizzazioni previste in merito alla eventuale mancata effettiva prestazione di lavoro, come nel caso di aspettative, a quota 96 dei lavoratori della scuola, all’età pensionabile dei macchinisti delle ferrovie, alla questione ormai urgente dell’innalzamento dell’età pensionabile che crea, ogni giorno, nuovi esodati nei lavoratori in età matura espulsi precocemente dal mercato del lavoro. Si tratta di situazioni che mettono in difficoltà lavoratori e famiglie ma che, se risolte, consentiranno di rilanciare anche l’occupazione in particolare per le giovani generazioni”.
“Convocare entro l’anno la conferenza nazionale sui problemi relativi alle sostanze stupefacenti e provvedere alla nomina del sottosegretario competente del Dipartimento per le politiche sulle droghe e del direttore scientifico dello stesso Dipartimento”. Lo chiedono i deputati del Pd Roberto Rampi (primo firmatario), Valter Verini, capogruppo in commissione Giustizia, Micaela Campana, Fausto Raciti, Giuditta Pini e Fabio Porta in una interrogazione al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in vista della giornata mondiale dedicata alla lotta alle droghe di domani 26 giugno.
“Sono molteplici - dichiarano i deputati - le fonti che mostrano l'inefficacia e i danni delle politiche proibizioniste. È importante invece parlare di droghe, dare informazioni, agire sulla consapevolezza delle persone. Il proibizionismo genera tabù, impedisce di parlare liberamente ed è causa di tragedie. Non è secondario poi l'effetto drammatico che ha prodotto privando della libertà e sottoponendo a quella vera e propria tortura che sono le carceri italiane, persone che non hanno alcuna ragione di essere detenute: addirittura uno su quattro. Per questo è necessario depenalizzare i reati di lieve entità, per i quali la previsione di una sanzione diversa da quella penale può avere una efficacia di prevenzione generale. Su questo argomento il Parlamento ha iniziato ad invertire la rotta, affrontando questo tema in modo non ideologico, facendo tesoro delle esperienze positive di altri Paesi”.
“In occasione del 26 giugno, giornata mondiale dedicata alla lotta alle droghe, abbiamo chiesto al Governo, attraverso un’interpellanza, un impegno per fare il punto sulla situazione in Italia”. Lo dichiara Roberto Rampi, deputato del Partito Democratico, e primo firmatario dell’interpellanza.
“Una discussione pubblica e non ideologica su questi temi – spiega Rampi - permetterebbe di superare definitivamente le politiche proibizioniste che hanno mostrato la loro inefficacia”.
“È invece necessario agire sulla consapevolezza e sull'informazione. E anche per questo il primo punto e tornare a parlarne, facendo tesoro delle esperienze e delle alternative messe in pratica in altri Paesi”, conclude il parlamentare democratico.
“All’on. Gelmini, che azzarda un’accusa inaccettabile nei confronti del Pd della commissione Affari costituzionali a proposito del voto dei componenti dell’Anac, vorrei dire che siamo molto curiosi di sapere dove si basa la sua assoluta sicurezza nello stabilire il voto segreto dei componenti del suo Gruppo. Per quel che ci riguarda, non c’è alcuna divisione nel Pd ma solo un problema tecnico legato al sovrapporsi di impegni istituzionali di alcuni nostri colleghi. Quindi nessun problema sui nomi, come sarà dimostrato non appena il governo confermerà le candidature e ci sarà data la possibilità di ripetere il nostro voto favorevole”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali, Emanuele Fiano.
“Ha preso il via oggi il ciclo di audizioni della Commissione Bilancio sul tema delle privatizzazioni. L’obiettivo di questi incontri, che termineranno a luglio, è capire se il programma di privatizzazioni relativo ad alcune aziende statali è correlato ad una chiara strategia industriale o è condizionato semplicemente ad esigenze di cassa. Il ministro Padoan indica attorno al 0,7% del Pil all’anno gli introiti delle eventuali vendite, il Parlamento vuole capire cosa ci sia dietro quella cifra: solo soldi o anche politiche di sviluppo.”
È quanto rende noto il Presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, il quale aggiunge: “Oggi abbiamo ascoltato il presidente e l’ad di Sace, Giovanni Castellaneta e Alessandro Castellano. Sace assiste oltre 25 mila imprese italiane impegnate nell’export, mantenendo un alto livello di redditività (345 milioni di utile netto). È pertanto fondamentale prendere atto di quale sarebbe l’impatto della privatizzazione sulle esportazioni del nostro paese, soprattutto verso i paesi emergenti. Il nostro export ha un valore di circa 400 miliardi, contro i 1200 della Germania (rapporto 1 a 3); dall’audizione di oggi emerge che verso la Cina l’Italia tocca appena i 10 miliardi di export contro gli oltre 70 della stessa Germania, con un rapporto che passa da 1 a 3 a 1 a 7. Siamo indietro e abbiamo bisogno di rafforzare il ruolo di Sace: la sua eventuale privatizzazione aiuterà in questo senso le nostre aziende con le economie emergenti? Questa è la domanda alla quale risponderemo, così come per le altre imprese oggetto del piano di privatizzazioni, alla fine del ciclo delle audizioni”.
“Ispettori del lavoro che devono muoversi con i mezzi pubblici. A primo avviso sembrerebbe una decisa forma di spending review, ma al contrario, a Rovigo, è la foto di una situazione di precarietà e difficoltà che i dipendenti dell’Ispettorato vivono da tempo”. Lo denuncia Diego Crivellari, deputato del Partito Democratico, che ha depositato una interrogazione urgente al Ministro del Lavoro per chiedere un intervento deciso in merito alla mancanza di mezzi e risorse che ha colpito gli ispettori del lavoro, in modo particolare a Rovigo.
“E’ necessario – ha chiarito Crivellari – che si faccia qualcosa perché gli ispettori lamentato un situazione lavorativa con difficoltà tecniche ed operative tali da limitare la loro professionalità e la loro mansione. In questo modo rischia di venire meno quell’azione di contrasto al lavoro nero e alla legalità negli ambienti di lavoro”.
“Esistono una serie di problematicità – spiega il deputato democratico - che minano alla base la capacità di portare a compimento il lavoro degli ispettori. Mi riferisco alla circostanza, di fatto, di doversi spostare a piedi o con mezzi pubblici per svolgere l’attività ispettiva, o alla scarsa disponibilità di mezzi hardware indispensabili per consentire attività di raccolta dati, fondamentale per l’attività ispettiva. L’assenza di mezzi di trasporto non consentirebbe ispezioni in luoghi non raggiungibili dai mezzi pubblici (vedi i settori agricoltura ed edilizia), come la riduzione drastica del numero di aziende ispezionate a causa del maggior tempo impiegato per gli spostamenti o l’impossibilità a svolgere lavoro in orari diversi da quelli quotidiani, esempio verifiche in orario notturno, come per i locali notturni o gli opifici abusivi”.
“Inoltre, i medesimi ispettori – continua Crivellari – hanno in più occasioni avvertito di episodi di aggressione e oltraggio, minacce, danneggiamento delle autovetture, durante lo svolgimento delle loro funzioni istituzionali, che in taluni casi così gravi da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine”.
“Per questo ho chiesto al Ministro – ha concluso il parlamentare democratico - di considerare con urgenza la situazione specifica degli ispettori del lavoro di Rovigo, ma a più largo spettro quella della categoria nazionale, in virtù di una cogente considerazione che senza mezzi idonei è di fatto compromessa tutta l’attività ispettiva e di verifica della piena adozione delle norme di legge in materia negli ambienti di lavoro”.
"Nella giornata di domani il Governo dovrà riferire alla Commissione Lavoro della Camera qual e' la sua proposta sugli 'esodati'. Il tempo ormai e' scaduto perchè altrimenti, come tutti sanno, il prossimo lunedì andrà in Aula il Disegno di legge unitario della Commissione Lavoro che si propone di risolvere definitivamente il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della 'riforma' Fornero, ma che ha seri problemi di copertura finanziaria".
Lo afferma il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano
"Se non ci sarà una risposta tempestiva da parte dell'Esecutivo c'e' il rischio che il tema della previdenza diventi una questione sociale ingestibile. Un problema che dovrebbe essere all'attenzione del Premier Matteo Renzi. Poiché abbiamo verificato, attraverso un approfondito monitoraggio, che non verrà spesa una parte degli 11 miliardi di euro stanziati per la salvaguardia complessiva di 162mila lavoratori, riteniamo che questa disponibilità di risorse debba essere reimpiegata per tutelare altri lavoratori. Inoltre, chiediamo al Governo di rendersi disponibile a due richieste: la prima, prevede che nell'immediato si trovino un po' di risorse fresche per risolvere alcuni problemi annosi (la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione di anzianità e la correzione di veri e propri errori, come nel caso dei macchinisti e degli insegnanti di quota '96); la seconda, prevede che il Governo si impegni, nella prossima Legge di Stabilità, ad inserire una norma, come quella della flessibilità a partire dai 62 anni, che risolva strutturalmente il problema delle pensioni", conclude Damiano.
“L’annuncio del ministro Lorenzin per una rapida chiusura del Patto per la salute, atteso da tempo, è molto positivo. Il Pd ha sollecitato attenzione sulla entrata in vigore dei nuovi Lea e sulla necessità di tempi certi per l’approvazione dello stesso Patto che dovrà poi essere monitorato in modo continuo nella sua attuazione. Sono necessari nuovi strumenti più incisivi che permettano al ministero di verificare l’effettiva esecuzione dei piani di rientro delle Regioni insieme alla necessità di monitorare e verificare il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza in quelle stesse Regioni”.
Lo dichiarano Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, e Federico Gelli, deputato democratico nella medesima commissione, commentando l’audizione del ministro della Salute in commissione Affari sociali.
“Se la notizia della presenza di una classe differenziale in una scuola della provincia di Napoli fosse confermata, ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo per il quale si renderebbe necessario l'immediato intervento della Ministro Giannini”. Lo dichiara la deputata del PD Laura Coccia, componente della commissione Cultura.
“A quanto riportano notizie di stampa - prosegue Coccia - una scuola primaria di Brusciano, ospita in una classe dell’Istituto comprensivo De Ruggiero, composta da 22 alunni, ben quattro bimbi disabili. Per uno di essi la disabilità motoria è aggravata anche dall’assenza di un ascensore funzionante nella scuola. Quando venne immaginata la scuola dell’inclusione per i disabili si riteneva che essa fosse realizzabile con classi formate al massimo da un alunno con disabilità su venti. Spostare, anzi, deportare 4 bambini con un'unica insegnante in una classe non solo sconfessa la legislazione vigente e anni di politiche a sostegno dell'inclusione ma rappresenta un inaccettabile precedente. Credo sia arrivato il momento di dire basta all'idea per cui i bambini disabili sono semplicemente numeri o alunni da parcheggiare in attesa del suono della campanella. Invece di andare avanti, facciamo ogni giorno un passo indietro in più. Mi riservo di intervenire con tutti gli strumenti che ho a disposizione per fare luce ed eventualmente risolvere l'ennesimo abuso a danno dei bambini disabili”.
“Siamo molto soddisfatti per il via libera alla legge sulle professioni dei beni culturali che era attesa dal 2008 e con la quale lo Stato riconosce il ruolo fondamentale dei professionisti a cui affidiamo la tutela, la salvaguardia e la conservazione del nostro patrimonio culturale. L’Esecutivo Berlusconi non volle mai prenderla in considerazione mentre i governi Letta e Renzi, finalmente, si sono adoperati per giungere all’approvazione. Se prima qualcuno pensava che con la cultura non si mangia, ora finalmente ribadiamo che la cultura fa crescere il Paese”. Lo dicono Manuela Ghizzoni del Pd, vicepresidente della commissione Cultura, e Matteo Orfini, presidente del Pd e componente della medesima commissione.
“Il primo progetto di legge a firma Madia-Ghizzoni-Orfini – proseguono i deputati democratici - fu presentato nel 2008. Un lungo elenco di professioni antichissime, come quelle dei bibliotecari e archivisti, e nuovissime, come gli esperti di diagnostica e di scienze e tecnologie applicate ai beni culturali sono ora parte integrante del Codice dei beni culturali. Le altre professioni dei beni culturali ora riconosciute sono archeologi, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori dei beni culturali e collaboratori restauratori dei beni culturali, esperti di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell’arte. La legge sulle professioni dei beni culturali è nata in modo partecipato, frutto del confronto con i rappresentanti del settore e delle istituzioni coinvolte. Il tema è di stretta attualità; in queste ore, infatti, si discute il decreto Franceschini che conferma il ruolo centrale che per il nuovo Esecutivo ha la cultura nel rilancio del Paese. Tra le tante novità, infatti, c’è anche la misura che consente agli enti pubblici l’assunzione a tempo determinato dei professionisti della cultura, anche in deroga ai limiti previsti”.