“La strada per sostenere cittadini, famiglie e imprese rispetto alle conseguenze di questa sciagurata guerra, innescata da Putin, è quella indicata in queste ore dal segretario Pd Enrico Letta: l’Europa mantenga la sospensione del patto di stabilità, e in tal modo il governo attui quelle politiche di sostegno all’economia reale per sostenere l’aumento delle materie prime e dei costi per l’energia. Esattamente come si è fatto durante la pandemia, bisogna continuare in questa situazione gravissima di guerra. Sarà’ una delle proposte che come Pd faremo, unitamente alla spinta per l’Europa dell’energia che affranchi il nostro paese dalla eccessiva dipendenza dal gas russo”.
Lo ha dichiarato l’on.Enrico Borghi, membro della segreteria e responsabile politiche sicurezza del Pd, intervenendo stamattina al programma “Aria Pulita” su La7Gold
"Abbiamo appena ascoltato la drammatica testimonianza dei parlamentari ucraini in collegamento, che confermano la tragica notizia riguardante il bombardamento di un ospedale nella regione del Donetsk che ha provocato la morte di 4 persone e 10 feriti. Bombardare gli ospedali è contrario alle convenzioni internazionali oltre ad essere un fatto di per sé gravissimo!".
Così, in una nota, l'ex ministro della salute, Beatrice Lorenzin, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
Tassello fondamentale, necessario coinvolgere tutti gli attori
«La Legge sulla Montagna è un tassello fondamentale per le politiche di riequilibrio verso le aree più deboli. In questa prospettiva vanno coinvolti tutti gli attori, politici, istituzionali e territoriali. L’occasione è molto importante, non possiamo permetterci di sprecarla con norme calate dall’alto o, peggio, con regole omogenee che difficilmente si adatterebbero alle singole realtà. Siamo convinti che una Legge sulla Montagna alla cui stesura avranno partecipato attivamente i rappresentanti dei territori possa trovare largo consenso in Parlamento. Tuttavia, i paletti entro cui ricondurre le nuove norme e qualsiasi nuovo provvedimento sulle zone montane saranno la combinazione di risorse economiche adeguate e la necessità di semplificazioni amministrative e burocratiche, sia sul fronte istituzionale, sia per i cittadini e le imprese. L’impulso alla legge, come il ripristino del Fondo Montagna, è stato dato dal lavoro del ministro Boccia e del Pd nel corso del governo Conte 2, con gli Stati generali della Montagna. Ora, però, il poco tempo a disposizione per la legislatura e il calendario dei lavori molto compresso, rendono indispensabile un accordo sia istituzionale che politico, finora mancato, per portare in fondo questa legge per la quale siamo impegnati con determinazione».
Così i deputati del Partito Democratico, Enrico Borghi e Roger De Menech.
L’aggressione militare della Russia ai danni dell’Ucraina segna uno dei momenti più drammatici della recente storia europea. E’ inaccettabile che si pensi di invadere uno Stato, di riscrivere con le armi i confini, di calpestare la libertà di un intero popolo. La reazione non può che essere all’insegna della fermezza e della chiarezza. Bene che Draghi venga alle Camere a riferire, il Parlamento sarà certamente unito nella condanna della Russia e nel dare il massimo supporto al governo.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
“Si fermi questa assurda guerra lo diciamo con forza a nome degli 8 milioni di bambini ucraini. Per i bambini, la guerra è una catastrofe ancora più tragica, perché li obbliga ad abbandonare casa, distrugge le scuole e i centri sanitari, distrugge l’ambiente dove vivono. E i danni della guerra sui bambini si verificano anche anni dopo la fine di un conflitto, con ferite psichiche, cattivo sostentamento e mancanza di prospettive. E il numero di bambini orfani aumenterà con tutte le nefaste conseguenze. Mentre speriamo che gli adulti fermino questa assurda guerra chiediamo che venga attuata ogni misura per tutelare gli 8 milioni di bambini ucraini che non hanno scelto di fare la guerra”.
Così i deputati dem, Paolo Siani, Paolo Lattanzio, Rosa Di Giorgi, Michele Nitti.
Dichiarazione di Vito De Filippo , deputato Pd
“Non è ancora finita, dobbiamo ancora compiere altri passi decisivi per uscire definitivamente dalla pandemia ma possiamo affermare che la situazione nel nostro Paese è in netto miglioramento. Speriamo, a breve, di lasciarci alle spalle questa difficile crisi sanitaria, economica e sociale
ed anche il peso, per molti di noi, di un dibattito che è apparso strumentale e non basato su dati scientifici e mai, come in questa circostanza, non basare il confronto su dati scientifici è apparso clamoroso.” Così il deputato del Pd Vito De Filippo nella dichiarazione di voto favorevole per conto del suo gruppo, sul dl che introduce l'obbligo vaccinale.
“In questi due anni – ha proseguito De Filippo- governo e parlamento hanno lavorato con grande serietà e diligenza. E se ora possiamo pensare a una road map graduale come è stata indicata proprio ieri del premier Draghi, con la cessazione al 31 marzo dello stato di emergenza e le riaperture, del resto già iniziate con il dl n. 5 inserito proprio in questo provvedimento , questo si è reso possibile perchè hanno funzionato quelle misure prese da questo parlamento. Aver esteso l'obbligo vaccinale agli over 50enni, al personale universitario, delle istituzione per l'alta formazione artistica, aver previsto l'estensione del green pass per i servizi alla persona , per gli uffici pubblici, per i servizi postali, bancari e finanziari e per le attività commerciali ha consentito di contenere i contagi, i ricoveri, i decessi.
Tutto ciò che si è schierato contro questa ipotesi - ha affermato il deputato dem- è stato fatto senza avere elementi scientifici. Il più delle volte sono apparse posizioni frutto di propaganda e senza nessuna sostanza.
Se oggi – ha concluso De Filippo- possiamo guardare al futuro con maggiore serenità lo dobbiamo sicuramente alla massiccia campagna vaccinale, Fino ad oggi sono state somministrate oltre 133 milioni di dosi di vaccino, il 91% della popolazione al di sopra dei 12 ani ha ricevuto almeno una dose di vaccino , l'89% della popolazione al di sopra dei 12 anni ha completato il ciclo vaccinale mentre sono state ben 37 milioni le dosi booster somministrate, pari all'84% . Ed è proprio grazie a questo lavoro enorme che adesso possiamo pensare ad un ritorno veloce alla normalità, come ha opportunamente auspicato anche il presidente Draghi.
L'attacco russo all'Ucraina è un atto grave ed inammissibile da condannare con fermezza e in modo unanime, da parte di tutti i partiti politici, in particolare da parte di forze come la Lega che non hanno pronunciato finora parole chiare di censura netta delle azioni di Putin. Non sono consentite ambiguità sul punto, l'Italia è più forte se è unita nella condanna all'aggressione russa, che è un attacco alla democrazia, alla libertà, ai valori universali della convivenza umana, e richiede una risposta forte dell'Europa, della NATO e dell'intera comunità internazionale.
Lo afferma Piero De Luca, vicecapogruppo del PD alla Camera.
“Fermiamo la guerra che porta solo odio e distruzione. L’Europa faccia sentire la sua voce. E il Parlamento italiano condanni senza esitazioni l’invasione russa in Ucraina”.
Lo ha scritto su Twitter Andrea De Maria, deputato Pd e Segretario d’Aula della Camera.
Un attacco ingiustificato che colpisce soprattutto chi più indifeso. La comunità internazionale si ritrovi unita nella condanna e faccia il possibile per fermare la guerra. Anche in Italia nessuna ambiguità: la pace si costruisce nella giustizia.
Lo ha scritto su Twitter Graziano Delrio, deputato Pd, Commissione Esteri.
"L'aggressione militare della Russia all'Ucraina è un atto senza precedenti, gravissimo, ingiustificabile. La reazione non può che essere netta così come la condanna nei riguardi della Russia. Salvini quindi esca dal l'ambiguità ed usi senza incertezze parole chiare contro l'invasione russa".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
Non é certo questo il momento di condanne generiche. Forse qualcuno non si rende bene conto della gravità di quanto sta accadendo in Ucraina. Bisogna condannare senza se e senza ma l’aggressione decisa da Putin. Una volta tanto anche Salvini dovrebbe essere chiaro e netto su questo senza tentennamenti.
Lo dichiara il deputato democratico Emanuele Fiano.
"I professionisti e lavoratori autonomi non sono figli di un dio minore - ha dichiarato la deputata dem Gribaudo nella relazione introduttiva dell’Agorà democratica“Il lavoro autonomo: professioni e partite iva, quali nuovi diritti?-. Occorre superare il dualismo tra lavoro subordinato e autonomo. Il format delle Agorà nasce proprio come un momento di ascolto per fare emergere istanze, necessità e osservazioni della categoria". Argomenti che non sono mancati tra gli ospiti che hanno parlato di problemi e storture a carico di quasi 5 milioni di lavoratori, aggravati dalla pandemia. Tra i temi sollevati la doppia tassazione sulle Casse, la proroga degli adempimenti fiscali in caso di malattia o inabilità al lavoro e la normativa dell'equo compenso che "va rivista così com'è impostata rischia di penalizzare i professionisti, soprattutto se giovani".
La violazione dell'integrità territoriale di uno Stato non è accettabile. Dalla Russia un atto sconsiderato che ha aperto una crisi gravissima. Si deve fare di tutto per fermare il riaccendersi tragico della guerra nel cuore dell’Europa. La nostra risposta non può che essere netta e inequivocabile. E sulle sanzioni nessuna ambiguità perché non può essere accettato il fatto che chi aggredisce un altro Stato, chi viola il diritto internazionale, chi si arroga il diritto di ridisegnare con le armi i confini possa agire senza subire le conseguenze. E’ giusto non sottovalutare l’impatto delle sanzioni sull’economia italiana ma occorre ricordare che dal 2014 chi ha subito le conseguenze maggiori è la Russia, visto che l'Europa è il primo partner del Paese.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
"Il futuro nel Lazio è finalmente #Stem! Grazie alla proposta di legge presentata da Michela Di Biase, approvata oggi dal Consiglio, la Regione guidata da Nicola Zingaretti stanzia 800 mila euro per i prossimi 2 anni e diventa locomotiva d'Italia nella battaglia per il contrasto della discriminazione di genere, per la promozione della parità nell’apprendimento, nella formazione e nel lavoro nelle discipline STEM. Una battaglia politica fondamentale, che deve vedere in prima linea anche noi uomini perché liberare l'energia e il talento delle donne nella scienza può costruire oltre covid 19 un mondo migliore per tutti e per tutte."
Così in una nota Andrea Casu, deputato e segretario PD Roma.
“Stiamo affrontando una crisi dei prezzi dell’energia grave e pericolosa che nel nostro Paese minaccia l’esistenza di molte filiere industriali e crea la possibilità di raffreddamento del Pil. Condividiamo la risposta urgente del governo tesa a mitigare i rincari, anche riducendo il carico fiscale e parafiscale sulle bollette, per famiglie, Pmi e imprese energivore. I 15 miliardi sino ad ora investiti ci dicono però che non sarà possibile continuare così per molto tempo. Oltre a una non più rinviabile pulizia della bolletta, per rimuovere tutti gli oneri impropri, occorrono anche misure strutturali per aiutare il nostro sistema energetico - basato su rinnovabili e gas - ad operare nelle condizioni migliori. Da questo punto di vista, occorre procedere con vigore nella penetrazione delle Fer-E e in parallelo interrompere il circuito per cui il prezzo dell’energia elettrica verde è ‘incollato’ ai prezzi di quella prodotta dal termoelettrico sui mercati all’ingrosso. Dobbiamo istallare le Fer-E previste dal Pniec e accompagnarle con contratti di acquisto dell’energia prodotta a medio lungo termine, così da esaltare il vantaggio dei costi di produzione contenuti per questa tecnologia riversandoli sui consumatori domestici e industriali. In questo senso, velocizzare le attività della nuova Commissione Via e definire al più presto le aree di installazione idonee sono due punti importanti”.
Così il capogruppo dem in commissione Attività produttive, Gianluca Benamati, intervenendo in Aula per l’informativa urgente del ministro Cingolani sull’incremento dei costi dell’energia.
“Anche le misure messe in campo nel nuovo decreto sul gas - ha aggiunto - vanno nella direzione da noi auspicata, perché si inizia a parlare di autonomia energetica dell’Italia grazie al rafforzamento delle acquisizioni da Paesi affidabili, come ci consente la geografia rispetto al Nord Europa. Non si erra quando si afferma che incrementare di alcuni miliardi di metri cubi la produzione nazionale, raddoppiare la Tap e implementare i nostri sistemi di rigassificazione, ci permetterà di dimezzare e poi ridurre al minimo la dipendenza dalla Russia. L’azione di acquisto e vendita, a prezzi coerenti con i costi di produzione, del gas nazionale da parte del Gse, l’uso più dinamico degli stoccaggi già previsti nel nuovo decreto, il rafforzamento degli sforzi verso un aumento dell’efficienza energetica e l’ampliamento del tema delle comunità energetiche, indicano che si può compiere un buon lavoro. Tutto questo ci fa capire, però, che mentre cerchiamo di risolvere le presenti difficoltà dobbiamo anche pensare - ha concluso - a cosa avverrà dopo il 2030, investendo su ricerca e sviluppo per nuove soluzioni energetiche, così da garantire un benessere sufficiente ai nostri figli e la tenuta di questo Paese”.