“Il Ministero dell’Interno ha assicurato che l'intitolazione del Parco ex Idroscalo di Orbetello ad Italo Balbo si trova ancora in una fase preliminare e le successive valutazioni terranno conto anche della attenta valutazione circa i risvolti che una tale scelta avrebbe sul piano dell'ordine pubblico e del rispetto dei valori costituzionali”: è quanto dichiarano il deputato Pd Luca Sani e il deputato Leu Federico Fornaro sulla risposta alla loro interrogazione sulla vicenda discussa oggi a Montecitorio.
“Siamo stati rassicurati dalle parole del Ministero e rimaniamo fermamente convinti che questa dedica, voluta dal sindaco e dalla sua maggioranza, rappresenti una palese violazione della legge che vieta l’apologia del fascismo. Siamo soddisfatti e confidiamo in una valutazione del prefetto coerente con l’orientamento emerso oggi”.
“L’approvazione oggi in commissione Cultura in sede legislativa della legge per dichiarare monumento nazionale l’ex campo di prigionia di Servigliano, nelle Marche, è un fatto che assume in queste giornate drammatiche per la guerra tra Russia e Ucraina un significato particolare. Non più solo il riconoscimento di quanto di terribile avvenne nel ‘900, con i suoi due conflitti mondiali, e testimonianza dell'enorme sofferenza di chi ha vissuto in quel campo di prigionia, ma monito contro quello che non avremmo mai voluto constatare: la guerra di nuovo in Europa, di nuovo l’invasione di un Paese con i carri armati, di nuovo morte, distruzione e sofferenze per uomini, donne e bambini”.
Lo dichiara Flavia Piccoli Nardelli, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, e relatrice del provvedimento sull’ex campo di prigionia di Servigliano.
“Vedere donne e bambini con poche masserizie, file di famiglie e di persone accalcarsi sui treni e affollarsi ai confini dell’Ucraina per scappare dalla guerra, non può non toccarci nel profondo e darci l’impressione di un ritorno al passato. Il nostro comune voto di oggi – conclude Piccoli Nardelli - è dunque anche il rifiuto di accettare che esistano di nuovo situazioni e luoghi che possano giustificare l’esistenza di campi come Servigliano”.
“I dati Inail ci danno ulteriore conferma che a esser più colpite dalla pandemia sono state le lavoratrici. Secondo il Dossier donne 2022 pubblicato in occasione della Giornata internazionale della donna la componente femminile sul totale degli infortuni è aumentata di ben 7 punti nel 2020, passando dal 36% al 43%. Il dato più grave riguarda proprio quello dei contagi professionali: con 144.353 denunce su 211.390, quasi 7 persone su 10 casi erano donne.”
Così la deputata dem Chiara Gribaudo, membro dell’XI Commissione Lavoro.
“Le disparità di genere già molto forti e radicate nel nostro Paese sono state aggravate dall’emergenza sanitaria. Molte donne hanno perso il lavoro e faticano ora ad agganciare una ripresa che rischia di escluderle completamente. La distribuzione del carico familiare che grava quasi interamente su di loro rende difficoltoso un bilanciamento tra vita privata e lavoro, con un conseguente aumento del rischio anche di infortuni per stress o stanchezza. Questi dati ci impongono – conclude Gribaudo – di dover rivedere gli schemi organizzativi del lavoro e di prevedere sforzi ulteriori che tutelino e incoraggino il lavoro femminile”.
“Donne che hanno perso il lavoro; donne che, nonostante la ripresa, sono rimaste escluse dal recupero dell’occupazione; donne che, sui posti di lavoro, sono state colpite molto più degli uomini dal Covid: delle 211mila denunce presentate all’Inail, dall’inizio dell’emergenza al 31 gennaio, 144mila riguardano lavoratrici, pari a poco meno di sette contagi su dieci. La pandemia ha fortemente acuito gli squilibri di genere nel mondo del lavoro, riproponendo la questione dei condizionamenti dei carichi familiari che pesano sulle donne e la difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro. Anche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, come attestano i dati contenuti nel report dell’Inail, 'Dossier donne 2022', c’è stato un aggravamento della situazione. Tutto questo richiama la necessità di una maggiore attenzione e vigilanza sulle proposte in campo per favorire l’occupazione femminile, come su quelle per assicurare la sicurezza sul lavoro, se davvero si vuole fare della ripresa un’occasione per superare croniche disparità e ingiustizie”.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
L’Italia, insieme all’Unione europea e agli alleati Nato, farà la sua parte per fermare questa guerra. Chi è stato aggredito e lotta per la libertà non ha bisogno solo della nostra solidarietà, ma di aiuti concreti per resistere. Dovremo fare dei sacrifici e pagheremo anche noi un prezzo per le sanzioni, ma sappiamo che se riusciamo a isolarla, la Russia finirà in un vicolo cieco e dovrà negoziare. La via della diplomazia richiede rispetto ed ascolto delle ragioni dell’avversario, quindi l’Ucraina e l’Occidente sapranno ascoltare le richieste della Federazione russa relative alla sua sicurezza, ma la Russia dovrà rispettare il diritto del popolo ucraino di decidere liberamente il proprio futuro. La soluzione di questa sciagurata guerra sarà la negoziazione di una pace, quindi consigliamo al presidente Putin di farlo ora perché costerà a entrambe le parti meno lacrime e meno sangue.
Lo ha detto, intervenendo in Aula, Alberto Pagani capogruppo PD in commissione Difesa della Camera.
“Con quel ‘tutti hanno incontrato Putin’, Salvini come al solito vuole buttarla in caciara, come dicono a Roma. Partecipare a incontri è assolutamente giusto, persino ovvio. Indossare la maglietta con l’immagine del leader russo come un idolo da venerare (solo per fare un esempio oltre alle tante dichiarazioni di enorme stima e ammirazione), è tutt’altra cosa”.
Condividiamo in pieno le parole del presidente Draghi che sosteniamo convintamente. L’Italia, insieme all’Europa ed ai suoi alleati, è schierata a fianco del popolo ucraino condividendo decisioni e azioni che sono state e saranno adottate per porre fine all’aggressione militare ingiustificata ed ingiustificabile della Russia che, come ci mostrano da giorni terribili immagini, sta causando sofferenza, distruzione e morte, immagini che mai avremmo pensato di rivedere a quasi ottant’anni dal secondo conflitto mondiale. Putin non ha dichiarato guerra solo ad uno Stato violando, insieme alla sovranità di questo, il diritto internazionale e tutti i principi su cui si fonda la convivenza ma ha preso le armi anche contro la libertà e la pace. Ha dichiarato guerra alla democrazia. Ma la risposta ferma, comune, determinata delle nazioni e dei popoli sta decretando il fallimento di questo folle disegno. L’Europa, che ha saputo reagire con unità e rapidità, deve accelerare la costruzione di una politica comune di sicurezza e di difesa. Essere accanto e sostenere oggi le donne e gli uomini che nelle città dell’Ucraina resistono all’invasione vuol dire difendere la democrazia, la libertà, la pace.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
Otto figli su 10 in Italia hanno ottenuto qualcosa in più dall’assegno unico rispetto a benefit già esistenti (in media 672€). Lo ha certificato dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio. Significa redistribuire, per avere un paese più giusto e con più speranza.
Lo ha scritto su Twitter Graziano Delrio, deputato del Partito Democratico.
“Voglio ringraziare a nome del Pd, e di tutti coloro che amano gli animali, il ministro Speranza, che sapevo sensibile su questo tema, per la prontezza e la generosità con la quale è intervenuto sulla delicata questione degli animali domestici portati dai profughi ucraini che stanno scappando dalla guerra, i quali rischiavano di dover abbandonare i propri cani e gatti in assenza di passaporto sanitario europeo. Avevamo sollevato la questione con una lettera aperta al ministro, e siamo contenti che abbia accolto le nostre richieste. Le disposizioni inviate dal ministero della Salute di procedere in deroga rispetto alle norme attuali, vista l’eccezionalità della situazione, permettono di evitare ulteriori difficoltà a chi già sta molto soffrendo e ha dimostrato un grande amore verso i propri animali domestici”.
Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata del Partito democratico in commissione Cultura e membro dell’intergruppo animalista.
“Ricercatori e docenti ucraini potranno svolgere le proprie attività presso università, istituzioni per l'alta formazione artistica, musicale e coreutica, ed enti di ricerca italiani. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri che ha istituito un apposito Fondo da 500 mila euro per finanziare la misura. Si tratta di un fatto importantissimo, che rappresenta un segno di grande sensibilità che va valorizzato”.
Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura.
“L’Italia - prosegue l’esponente dem - si dimostra pronta, non solo ad accogliere chi verrà dal martoriato Paese vittima della brutale aggressione da parte della Russia, ma anche a offrire loro delle opportunità di studio e di lavoro. Cosa non banale né scontata. Bene dunque il governo, e in particolare la ministra Messa, che ha approvato in tempo record la misura”.
“Come capogruppo Pd in commissione Cultura mi impegnerò perché questi fondi siano immediatamente disponibili e si possa anche, in futuro, implementarli ulteriormente. Un segno di civiltà - conclude Di Giorgi - che rappresenta una risposta importantissima alla violenza delle armi”.
“È un'ottima notizia l'istituzione di un apposito Fondo di 500.000 euro per finanziare misure di sostegno per studenti, ricercatori e docenti ucraini affinché possano svolgere le proprie attività presso università, istituzioni per l'alta formazione artistica, musicale e coreutica ed enti di ricerca italiani”. Così in una nota il deputato Michele Nitti, del Partito Democratico.
“L'arte, la cultura e il diritto allo studio continuano ad essere i più importanti e preziosi strumenti di pace - afferma il deputato dem - Questo provvedimento, peraltro, si aggiunge all'incremento di 13.000 posti dei
centri straordinari che potranno essere attivati dai Prefetti
(CAS) e ad potenziamento di ulteriori 3.000 posti del sistema di accoglienza e integrazione, ribadendo il pieno sostegno che s'intende dare alla popolazione ucraina con tutti gli strumenti di accoglienza a disposizione” conclude Nitti.
“Il Servizio Civile Universale rappresenta ogni anno per migliaia di giovani un’occasione per fare un’esperienza unica, mettersi alla prova, sviluppare competenze, scoprire nuove vocazioni e costruire opportunità per il futuro. È quindi importante che ci sia confronto e condivisione sul nuovo testo che delegherà al governo la riorganizzazione delle politiche giovanili e del Servizio Civile Universale”.
Così la deputata dem Chiara Gribaudo, responsabile della Missione Giovani per la segreteria nazionale Pd, in un primo confronto con gli enti del Servizio Civile Universale.
“In un tempo di crisi globale generato dalla pandemia prima e da una terribile guerra alle porte dell’Europa, abbiamo bisogno - conclude Gribaudo - che vi sia il pieno coinvolgimento delle generazioni più giovani e del mondo del Terzo Settore per costruire insieme nuovi modelli di comunità che mettano al centro le persone e i valori fondanti di democrazia e pace”.
“Per il popolo ucraino questi sono giorni drammatici, molte persone stanno lasciando le proprie case sotto la minaccia delle bombe dell’invasione russa, e le immagini che ci arrivano ci dicono che in tanti, insieme ai propri figli e a pochi beni essenziali, si stanno portando dietro anche i propri cani e i propri gatti. A testimonianza del profondo legame d’amore che c’è con gli animali domestici. A nome del Partito democratico ho scritto una lettera aperta al ministro Speranza, sottoscritta anche da colleghi di altre forze politiche, chiedendo di adoperarsi per evitare che giungendo in Italia queste persone siano costrette ad abbandonare i propri animali nel caso in cui non abbiano con sé il passaporto sanitario europeo. Sarebbe aggiungere dolore al dolore, e non possiamo permetterlo”.
Così in una nota Patrizia Prestipino, deputata del Partito democratico in commissione Cultura e membro dell’intergruppo animalista.
“Si tratta di animali domestici, che vivevano in casa fino a pochi giorni fa, e dunque i rischi per la salute sarebbero minimi a fronte dell’immenso amore che li lega ai propri padroni. Chiediamo con forza al ministro Speranza, che già tanta sensibilità ha mostrato verso gli animali, di adottare tutte le iniziative utili per far fronte all’eccezionalità della situazione. Evitiamo - conclude Prestipino - che coloro i quali, in momenti tanto concitati, hanno avuto il pensiero e il cuore di portarsi dietro i propri animali vedano tale legame spezzarsi nel momento di entrare in Italia, dove giusto qualche settimana fa è entrata in Costituzione proprio la tutela degli animali”.
“Parlare di cultura e patrimonio nel bel mezzo di una guerra e in un contesto ancora fortemente compromesso dalla pandemia non rappresenta una scollamento dal mondo reale e dalle problematiche più attuali e cogenti, anzi ci ricorda l'assoluta necessità di tutelare e proteggere il patrimonio culturale e artistico che, anche a livello globale, è sempre più oggetto di deturpazioni e atti di vandalismo ed è severamente esposto a numerose categorie di rischi”. Così in una nota il deputato Michele Nitti, del Partito Democratico.
“La proposta di legge Orlando-Franceschini - spiega Nitti - supera l'attuale frammentazione del quadro normativo, uniforma la disciplina e conferisce al quadro sanzionatorio un profilo unitario e coerente, anche terminologicamente. Oltre all'introduzione di nuove figure di reato, di circostanze aggravanti e di nuove fattispecie penali improntate a una maggiore severità è altresì importante che, a partire da questo provvedimento che assegna alla tutela penale del patrimonio un rilievo "preminente e differenziato", si continui a lavorare sul processo di consapevolizzazione e responsabilizzazione dei cittadini verso il valore comune del nostro patrimonio” continua Nitti.
“La consapevolezza precede il rispetto, e si configura come l'alleato più prezioso della tutela” conclude il deputato dem.
Dichiarazione di Antonio Viscomi, deputato PD eletto in Calabria, capogruppo in Commissione Lavoro.
La denuncia odierna del segretario generale della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti (FISMU), Franco Esposito, e il suo invito a non ripetere in Calabria gli errori del passato, meritano una attenta considerazione non solo da parte dei decisori politici e istituzionali, ma anche – e direi soprattutto – da parte di tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati a rendere efficace ed efficiente, nell’interesse dei cittadini, il sistema sanitario regionale. E’ necessario evitare che parole come “prossimità”, “territorio”, “resilienza” si trasformino, nel settore della sanità, in gusci vuoti buoni per ogni evenienza e in fondo destinati a nascondere l’assenza di risposte effettive ai bisogni di salute e di sanità dei cittadini. Abbiamo bisogno di partire dai dati perché solo così possiamo avere consapevolezza piena dei bisogni effettivi dei cittadini ai quali è urgente e necessario dare risposta. E la prima delle risposte deve essere data – come segnalato esattamente da Fismu - dai servizi di emergenza-urgenza. La prima ma non l’unica. Basti pensare, tanto per fare qualche esempio: alle ragioni del mancato adeguamento della medicina generale alle innovazioni organizzative che da anni, fin dalle Uccp ed Aft del “decreto Balduzzi”, attendono ancora di essere realizzate nella nostra regione; alla irrisolta questione della mobilità sanitaria e del controllo dei relativi costi, che già qualche anno fa erano emersi come non correttamente controllati e addebitati; agli annosi problemi del rapporto pubblico privato che chiede di essere ricondotto nel perimetro di una leale e corretta cooperazione nell’interesse esclusivo dei cittadini. Per questo, la riorganizzazione del sistema sanitario può costituire il banco di prova di un nuovo modo di fare politica nella nostra regione se e quando legittimata da un patto sociale forte tra tutti i portatori di interesse, professionali e istituzionali, capace di trovare nella casa comune dei calabresi, cioè nel Consiglio Regionale, la sede pertinente per l’elaborazione di una visione condivisa che guardi al futuro ma che sia anche in grado di dare risposte immediate ai bisogni di sanità dei cittadini. Bisogni diversi, è vero, ma tutti accomunati da un’unica caratteristica: non possono più essere rinviati di anno in anno.