Ottima notizia il via libera della Ue alla prima rata di 21 miliardi del Recovery Fund. Grazie al lavoro positivo del governo, sostenuto dalle forze di maggioranza e dal Parlamento, l'Italia ha centrato i 51 obiettivi previsti nel Pnrr per il 2021. Le prossime tre rate di pagamenti, da qui a giugno 2023, dovrebbero portare al nostro Paese ulteriori 64,3 miliardi con 127 obiettivi da raggiungere. Per questo, dopo l'avvio positivo del 2021, non possiamo permetterci rallentamenti nella tabella di marcia a tappe serrate degli investimenti e soprattutto delle riforme, ma è necessario continuare a concentrare il massimo degli sforzi, anche in questa fase di grave crisi internazionale, per evitare il rischio di perdere queste risorse fondamentali alla costruzione dell'Italia del futuro.
Lo afferma Piero De Luca, vicecapogruppo del Pd alla Camera.
“Il lavoro sommerso è una ferita non solo per chi è costretto a lavorare al nero, privo di tutele e garanzie, ma per tutto il sistema delle imprese, vulnerato dai costi di una concorrenza sleale che colpisce le imprese che rispettano le regole e i contratti e puntano a vincere la sfida competitiva migliorando la qualità, con investimenti in ricerca e sviluppo, innovando i sistemi di produzione. Per questo, l’annuncio del Ministro Orlando in merito alla istituzione del Tavolo tecnico per l’elaborazione del Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso - che si insedierà fra un paio di giorni - è una buona notizia, un passo avanti da apprezzare e salutare con favore. C’è anzi da augurarsi che anche le Regioni si attivino al più presto per contrastare il fenomeno del sommerso, anche subordinando l’erogazione delle risorse a condizioni acclarate di rispetto delle regole e dei contratti. Non si tratta di invocare un rispetto formale o peggio formalistico delle norme, ma di far diventare cultura condivisa che la sfida competitiva non si vince riducendo il costo del lavoro, ma innalzando la qualità del prodotto. Non vi può essere impresa di qualità, senza qualità del lavoro e rispetto delle dignità di chi lavora.” Così il deputato del PD Antonio Viscomi, capogruppo in Commissione Lavoro alla Camera.
“Non condivido riserve e perplessità circa la scelta fatta dalla ministra Cartabia di indicare come nuovo capo del Dap il magistrato Carlo Renoldi. Si tratta di un magistrato di grande preparazione, in generale e in particolare sul tema della gestione e dell’umanizzazione dell’ordinamento penitenziario. Il rigore inflessibile nel contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata, dentro e fuori dal carcere, non può essere in contrasto con i principi fissati dalla Costituzione. In questo senso stiamo lavorando, per esempio, anche nella riforma dell’ergastolo ostativo. La gestione del Dap da parte di Petralia e Tartaglia è stata seria e positiva. È un peccato che il dottor Petralia abbia scelto di lasciare l’incarico e, per quanto mi riguarda, mi auguro davvero che Roberto Tartaglia possa continuare a svolgere il suo prezioso ruolo anche con il nuovo responsabile Renoldi, in un clima di grande collaborazione con tutte le componenti dell’Ordinamento Penitenziario”.
Così il deputato PD Walter Verini, membro delle Commissioni Giustizia e Antimafia.
“La proposta del segretario del Partito Democratico di continuare a sospendere il Patto di Stabilità dell’Unione Europea finché dura questa crisi è giusta e di buon senso. È ovvio infatti che le dure e condivisibili sanzioni che l’UE sta varando nei confronti della Russia, in risposta alla guerra ingiusta e inaccettabile scatenata contro l’Ucraina da Putin, avranno delle ricadute sul sistema economico e produttivo europeo. La sospensione del Patto di Stabilità permetterebbe all’Italia e agli altri Stati membri di sostenere ed aiutare concretamente in questa fase le famiglie, le imprese e i lavoratori, che rischiano di trovarsi in difficoltà”.
Così il vicepresidente dei deputati del Pd, Piero De Luca.
“Le drammatiche notizie che giungono dal fronte in Ucraina, con centinaia di morti e migliaia di famiglie in fuga, ci impongono di dimostrare con atti concreti la nostra solidarietà e vicinanza al popolo ucraino. Le parole nette del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sulla necessità di aggiungere alle sanzioni già adottate dall'Ue anche l'esclusione della Russia dal sistema internazionale di pagamenti Swift, trovano la nostra totale e unanime condivisione. Insieme ai nostri partner europei e alla comunità internazionale dobbiamo assumere tutte le scelte che mettano Putin dinnanzi alle sue responsabilità. Ce lo chiedono la nostra coscienza, il nostro credere nei valori assoluti della democrazia e della libertà, e la nostra forte volontà di fermare subito l’orrore della guerra”.
Così il vicepresidente dei deputati del Partito democratico, Piero De Luca.
“Ci sembra decisamente inopportuna la comunicazione del console della Federazione Russa a Bari, Michele Bollettieri, che dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno ha annunciato la presenza di Putin per il prossimo Forum Eurasia a Verona. Bene che si crei ogni situazione per parlare di pace e che si lavori incessantemente per la pace, ma la pace senza l'imprescindibile rispetto dei diritti, è semplicemente astrazione e retorica. Putin ha gravemente compromesso la pace internazionale invadendo uno stato libero, democratico e sovrano. Su questo tutti dovrebbero prendere posizione con la massima chiarezza, senza richiamare analisi dei torti o delle ragioni, che allo stato attuale dei fatti, sono del tutto incoerenti. Alla luce delle azioni fortemente sanzionatorie nei confronti di Putin, una sua prossima presenza in Italia, oltre che altamente improbabile, sarebbe oltremodo improvvida e molesta. Putin ritiri immediatamente le forze armate e sospenda le operazioni militari, interrompa immediatamente le violenze, le prevaricazioni e le sofferenze che questa guerra sta causando a uomini e donne, ragazze e ragazzi, bambini e bambine a qualche chilometro dal cuore dell’Europa. Si riparta, insomma, dal rispetto dei diritti”.
Così i deputati pugliesi del Partito Democratico, Paolo Lattanzio e Michele Nitti.
“Mentre da Kiev giungono notizie sempre più drammatiche a causa dell’intensificarsi dell’aggressione armata russa alla resistenza ucraina e le piazze italiane si riempiono al grido ‘No alla guerra di Putin’, ancora in queste ore Salvini è invece impegnato in calcoli economici sul prezzo da pagare per la libertà di un popolo e la democrazia. Le sanzioni, ripete come un mantra, devono essere ‘intelligenti’, mentre mettere Mosca fuori dal sistema bancario Swift, aggiunge, vorrebbe dire provocare un ‘black out’ per l’Italia. Al leader della Lega, che passeggiando sulla Piazza Rossa diceva di sentirsi più a casa a Mosca che a Bruxelles e che avrebbe scambiato due Mattarella per mezzo Putin, chiediamo una volta per tutte: si possono negare i valori di democrazia e libertà per un tornaconto economico? I diritti e l’indipendenza possono essere scambiati per un bonifico bancario? A Salvini chiediamo di fare una scelta di campo definitiva. Queste acrobazie sulle alleanze internazionali, che ricordano quelle politiche nostrane, un po' al governo e un po' all’opposizione, gettano discredito sul ruolo dell’Italia. La realtà è che per affrontare la sfida di Putin occorre farsi carico anche delle conseguenze economiche svantaggiose che ne derivano. Dobbiamo essere sempre pronti alle ipotesi negoziali, ma preparandoci allo stesso tempo anche a un terzo round di sanzioni più dure. Poi affronteremo insieme ai partner europei il come gestirne le ricadute, anche con interventi mirati a tutela delle categorie che ne pagherebbero maggiormente le conseguenze”.
Così la deputata dem, Lia Quartapelle, responsabile Affari internazionali ed Europa nella Segreteria del Pd.
"La solidarietà al popolo ucraino vittima del folle progetto militare di Putin non deve limitarsi alle parole. Contro un'aggressione senza precedenti alla libertà, alla democrazia e alla pace, non c'è che la risposta ferma, unitaria, immediata della comunità internazionale. Appoggiamo convintamente il governo italiano nella decisione delle sanzioni e condividiamo la linea dell'esclusione della Russia dal sistema Swift. Non è il momento delle titubanze".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
“I diritti alla libertà, alla democrazia e alla vita non si misurano in metri cubi di gas o in numeri di bonifici. Di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, con il ritorno dei mostri del nazionalismo imperialista che pretendono di imporre con le armi e con il sangue le logiche del dominio e della sopraffazione, non c’è spazio per terzismi ma c’è l’esigenza di andare ai fondamentali dei valori e dei principi. Se non difendiamo la libertà e la democrazia, non ci sarà più economia. E chi pensa cinicamente che si possa trattare con Putin, una volta che avrà bevuto lo champagne a Kiev, sembra uno di quei sonnambuli di inizio Novecento descritti da Christopher Clark. Questo, per dirla con Aldo Moro, è il tempo dell’intelligenza degli avvenimenti, e il Pd è il partito essenziale per il Paese e per l’Europa, per avere un’Italia all’altezza delle drammatiche sfide di questi tempi complessi. Nei quali si capisce fino in fondo che la guerra è il frutto finale ed evoluto del sovranismo”.
Lo ha detto il deputato del Pd, Enrico Borghi, membro della segreteria nazionale e responsabile delle politiche della sicurezza Dem, intervenendo al congresso provinciale del Pd di Benevento, in corso a Molinara (Bn).
L'equilibrio individuato dal governo sulle concessioni balneari è un punto di partenza che consente di avviare finalmente il confronto in Parlamento, per giungere ad una riforma organica della disciplina in linea con la normativa europea. La proposta dell’esecutivo mira ad aprire una fase nuova di riorganizzazione del settore, assicurando un equilibrio ragionevole tra le nuove procedure di evidenza pubblica e la tutela da assicurare, da un lato, al patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale delle nostre coste, dall'altro, agli investimenti fatti, al valore dei relativi beni materiali e immateriali dell’azienda, alla professionalità acquisita, nonché ad obiettivi di politica occupazionale, attraverso una apposita clausola sociale, che eviti di lasciare senza alcuna garanzia migliaia di piccole e medie imprese e migliaia di lavoratori. Sul tema degli indennizzi da riconoscere ai concessionari uscenti che non dovessero risultare assegnatari a seguito delle nuove procedure, il Parlamento avrà la possibilità di apportare ulteriori precisazioni che rafforzino le garanzie rispetto alla determinazione del valore aziendale, pur nel quadro dei princìpi comunitari e costituzionali nazionali. Ci auguriamo che il dibattito tra le forze politiche prosegua in modo costruttivo e responsabile per migliorare una riforma che consentirà di risolvere le criticità dando certezza ad un settore ormai sfiduciato e disorientato, che è strategico per l'economia e la crescita del Paese.
Lo dichiara il vicecapogruppo del PD alla Camera Piero De Luca.
Dichiarazione on. Umberto Buratti, deputato Pd
“Esprimo il mio personale rammarico per la scelta compiuta dal Governo con l’emendamento depositato al dl concorrenza in materia di concessioni demaniali marittime. So bene che il momento è assai drammatico a causa dell’invasione della Russia in Ucraina con tutte le conseguenze drammatiche che ha e avrà nella vita di tante persone, sulla sicurezza e l’economia globale. Tuttavia, non posso evitare di segnalare che in riferimento alla riforma del demanio marittimo è necessario riconoscere i legittimi diritti dei concessionari attualmente operanti con la salvaguardia del valore aziendale e degli investimenti fatti.
Prendo atto del comunicato di Sib e Fiba che considero condivisibile nel merito; eliminando dal testo il riferimento al valore dell’azienda si rischia di mettere in ginocchio un intero settore, costituito da migliaia di persone e di famiglie oltre che compromettere la ripresa economica già messa in pericolo dalla crisi. Il diritto europeo prevede la concorrenza ma anche la tutela dei diritti fondamentali. Mi auguro che nel corso del suo iter parlamentare il testo sia modificato altrimenti ci saranno solo contenziosi infiniti.
Sono il primo a credere che sia necessaria una riforma organica del settore ma quello che sta accadendo rischia solo di affossare un comparto strategico per la nostra economia.
Ora il Parlamento dovrà far sentire la sua voce”. Lo dichiara in una nota il deputato del Pd, Umberto Buratti
Oggi il Parlamento italiano ha dato in maniera unitaria pieno sostegno al governo nell’azione, concordata con gli alleati e l’Europa, per reagire all’ingiustificata e ingiustificabile aggressione armata della Russia alla nazione ed al popolo ucraino. Unità, fermezza, determinazione sono le condizioni per cancellare il disegno di Putin che mira a riscrivere con le armi e la violenza i confini degli Stati per ricreare spazi di influenza fuori dalla storia. Sono in gioco, dopo questo tragico 24 febbraio segnato dall’invasione russa di uno Stato libero e democratico, i più fondamentali valori della convivenza e della civiltà. La risposta di tutti i Paesi che amano la libertà, la democrazia e la pace non può che essere decisa e compatta, senza tentennamenti: diversamente la nostra solidarietà e vicinanza all’Ucraina saranno solo parole. Per questo le sanzioni contro la Russia devono essere durissime, naturalmente senza sottovalutare l’impatto sulle nostre attività produttive prevendendo interventi come la continuazione della sospensione del patto di stabilità che diano forza alla nostra economia.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
“Non posso che provare, come tanti europei in questo momento, sgomento e preoccupazione per la sorte della popolazione civile ucraina e per le migliaia di persone in fuga che hanno diritto alla protezione sia nei paesi limitrofi che nella Ue. Per questo condivido e rilancio l’appello promosso dal Tavolo Asilo Immigrazione con ActionAid Italia, A Buon Diritto, CAF ACLI, Amnesty International - Italia, Arci nazionale, Asgi, Caritas, Centro Astalli, CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro, CIR, CNCA, EMERGENCY, Europasilo, FCEI, FOCUS-Casa Dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Intersos, Legambiente Onlus, Medici del Mondo Italia, Movimento italiani senza cittadinanza, Oxfam, Refugees Welcome Italia, Save the Children Italia, SIMM- Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, UIL - Unione Italiana del Lavoro, UNIRE. Mi impegnerò direttamente per fare pressioni al nostro Governo affinché le persone costrette a fuggire trovino subito le frontiere europee aperte e accessibili affinché Draghi si impegni a predisporre con i suoi omologhi un piano europeo di accoglienza con una suddivisione equa tra i Paesi membri. Va da sé che l’Ucraina debba essere cancellata dall’elenco dei c.d. Paesi di origine sicuri. Come ha detto il segretario Letta c’è da rimanere basiti per il fatto che il Consiglio Europeo, nella sua riunione di ieri, non abbia inserito l’accoglienza dei profughi tra i propri impegni. Noi del Pd invece chiediamo esplicitamente al nostro governo di essere in prima fila nella creazione di corridoi umanitari, per difendere, prima di ogni cosa, le persone e i principi di pace e democrazia.”
Lo dice il deputato del Partito Democratico Paolo Lattanzio, capogruppo Pd in Commissione Infanzia.
“Migliaia in piazza nelle maggiori città russe per dire NO ALLA GUERRA. Sosteniamo e diamo forza alla Russia pacifista con grandi manifestazioni in tutte le città europee e in Italia. Si convochi una grande manifestazione a Roma contro la guerra e per la pace, contro l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Aiutiamo chi nella Russia di Putin vuole far sentire la propria voce! Parlino i popoli e non solo le armi”. Così il vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Roberto Morassut.
"Il Presidente del Consiglio Draghi ha riferito oggi alla Camera sulla drammatica situazione internazionale. Un intervento forte e importante. Ferma condanna della invasione russa, una guerra terribile che sta provocando tante vittime innocenti. Piena consapevolezza della fase nuova e piena di pericoli che si è aperta in Europa. E poi l' impegno a riaprire una prospettiva di pace e di dialogo, nella chiarezza della più ferma condanna della aggressione messa in atto dalla Russia. Tutte le forze politiche ora mostrino il massimo di unità, senza ambiguità. Il Paese sia unito nei giorni difficili che ci aspettano.
Oggi pomeriggio sarò nella mia città, Bologna, alla fiaccolata per la Pace. Importante che le nostre comunità si mobilitano. In nome del valori costituzionali di Pace e Democrazia che sono il fondamento della nostra identità nazionale".
Così Andrea De Maria, deputato PD e Segretario di Presidenza della Camera