"Fa bene il Presidente Draghi ad evitare una enfasi eccessiva sui dati, pur rassicuranti, sulla crescita del PIL italiano e a ricordarci che la ripresa è molto significativa ma è anche dovuta al fatto che l’Italia ha registrato, nella pandemia, dati peggiori di altre nazioni. Un atteggiamento che aiuta a capire come la scommessa resta quella di costruire le condizioni perché la crescita del PIL sia robusta per un periodo lungo, quando non sarà influenzata dal cosiddetto effetto rimbalzo. Perché questo accada è necessario utilizzare al meglio le risorse del PNRR e fare in modo che le scelte abbiano l’obiettivo di spingere verso l’alto i dati della nostra economia. Non è questione che riguarda tanto la velocità ma soprattutto la qualità della spesa. Così come è necessario che la stagione delle riforme incida in modo significativo sulla efficienza del nostro sistema pubblico. L’obiettivo principale resta quello di abbattere le troppe differenze che caratterizzano le diverse aree del Paese e che impediscono una crescita più robusta della nostra economia. E su questo c’è ancora molto lavoro da fare".
Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli.
"L'agenda del governo Draghi è chiarissima ed è sempre la stessa: conclusione con successo della campagna vaccinale, riapertura delle scuole e ripresa economica. Noi la sosteniamo. Salvini da che parte sta? Perché non si può stare al governo e all’opposizione.” Lo scrive su Twitter Alessia Rotta.
“Complimenti alla Guardia di Finanza per l’indagine sul tentativo di acquisizione da parte di ambienti cinesi di materiale militare italiano.”
Lo scrive in una nota il deputato dem, Alberto Losacco.
“Il complesso meccanismo che ne era alla base - prosegue - conferma la bontà della norma sul golden power a tutela delle imprese nazionali che ricoprono un interesse di carattere strategico. Come dimostra l’inchiesta di Pordenone è un rischio molto concreto. Occorre mantenere alta l’attenzione per evitare gravi ripercussioni sull’interesse nazionale.”
Nell’ospedale dell’Aquila a causa delle scelte sbagliate della Regione Abruzzo, i malati oncologici attendono per interventi urgenti che vengono rinviati per assenza di personale. A Pescare è stato costruito un ospedale Covid con 214 posti letto, di cui 40 di terapia intensiva (con ben 13 milioni, di cui 11 della Protezione civile nazionale e 2 di donazione della Banca d’Italia). Tuttavia il personale disponibile è solo per 8 posti letto di terapia intensiva per cui, sulla base di un accordo tra Regione e Asl, quando viene ricoverato un paziente Covid a Pescara, i sanitari devono spostarsi con il malato. Un affronto per la città umiliata e derisa dalla Regione. Intanto donne ed uomini colpiti da neoplasie devono attendere, ben sapendo che ogni giorno che passa può essere fatale. Si riprenda ad operare, subito. Il Direttore dell'Asl e la Regione intervengano immediatamente con altro personale è con una puntuale organizzazione delle sale operatorie. L’allarme lanciato dal professor Di Clemente, responsabile del blocco operatorio dell’Ospedale San Salvatore, chiama tutti a responsabilità .“Prima della pandemia -ha dichiarato il prof Di Clemente - si operava entro 30 giorni, adesso non è più possibile. Oltre alle liste d’attesa della prima fase che dobbiamo ancora smaltire, siamo di fronte a neoplasie avanzate che dovrebbero essere operate subito, ma non riusciamo a farlo. “
Sono parole a cui va dato seguito con atti concreti. Se ripenso al Sindaco dell’Aquila che canta vittoria perché la Regione ha “concesso” di utilizzare l’ospedale Covid di Pescara ma con il personale che segue il paziente, mi vengono i brividi. Ora basta. È così da troppo tempo. Informerò il Ministro Speranza di questa situazione insostenibile.
Lo afferma la deputata abruzzese Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“La validità di dodici mesi del green pass diventa norma primaria, superando l’attuale scadenza di nove. Un passaggio molto importante, che si realizza grazie all’approvazione dell’emendamento presentato in commissione dal Partito democratico che rassicura e offre maggiori certezze ai primissimi vaccinati, a partire dal personale sanitario. Una scelta compiuta sulla base delle valutazioni scientifiche del Cts che confermano l’efficacia della proroga della validità del green pass, comprese le persone guarite e vaccinate con una dose.
Nell’attesa delle decisioni riguardanti l’eventualità della necessità del richiamo con una terza dose, oggi l’imperativo è concludere la campagna vaccinale estendendola a tutti coloro che possono vaccinarsi e, da questo punto di vista, il prolungamento a dodici mesi è certamente un incentivo a garantire la protezione personale e della collettività, a riacquistare maggiori spazi di libertà e a scongiurare il pericolo di nuove chiusure e lock down”.
Così Elena Carnevali, capogruppo dem in commissione Affari sociali alla Camera e prima firmata dell’emendamento che proroga la validità del green pass.
“Nella fase più decisiva di contrasto al covid in cui servirebbe un invito unanime a vaccinarsi da parte della politica, Salvini e la Lega decidono di inseguire le sirene NoVax per racimolare qualche voto in più. La contrarietà al Green Pass in Commissione è un gesto di un’irresponsabilità senza precedenti, che va contro il bene degli italiani ed è utile solo ad alimentare pericolosi equivoci. Salvini chiarisca da che parte sta e smetta di alternare i giorni al governo con altri all’opposizione. Non si gioca con la vita delle persone.”
Lo dichiara Marco Lacarra, deputato e Segretario del PD pugliese.
Con il varo della ‘squadra’ che l’accompagnerà nel suo mandato, la rettrice Petrucci ha assunto la pienezza del proprio incarico. Da oggi comincia un lavoro importante, fatto di grandi e stimolanti sfide, a partire dal reclutamento, con la nuova legge, dalle lauree abilitanti, fino al contributo fondamentale che il sapere accademico, ed in particolare quello scientifico, è chiamato a dare nei prossimi anni, sui fondi che verranno stanziati con il PNRR.
Un lavoro complesso che Petrucci svolgerà con passione, diligenza e competenza, consolidando e rilanciando il prestigio dell’ateneo fiorentino.
Da parte mia, anche in qualità di capogruppo Pd nella Commissione Cultura, voglio rassicurare la Rettrice che troverà sempre una sponda attenta e disponibile, per realizzare i progetti e le sviluppare le idee che, ne sono certa, nei prossimi anni l’Università di Firenze saprà produrre sul terreno dell’innovazione e del progresso scientifico di cui è sempre stata grande promotrice ed interprete.
Nella speranza che l’elezione di Petrucci sia un viatico per l’ulteriore affermazione delle donne anche nelle funzioni apicali del nostro mondo accademico, in cui, purtroppo, la presenza femminile è ancora, colpevolmente, troppo risicata.
"A Milano succede che il candidato della Lega alle prossime elezioni amministrative Massimiliano Bastoni dichiari pubblicamente e candidamente che per essere eletto voglia ottenere i voti dell'ultradestra neofascista. Bastoni sostiene anche, come d'altra parte aveva già fatto il candidato sindaco Luca Bernardo, che non c'è differenza tra fascismo e antifascismo; insiste anche sul fatto che la scelta di non concedere spazi pubblici elettorali a formazioni che non rispettano i valori costituzionali sia sbagliata". Lo dichiara il deputato dem milanese Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo Pd. "La verità - continua Fiano - è che questo signore, con l'avvallo del suo partito, ha superato ogni limite: stiamo parlando di un movimento come Lealtà e Azione, a cui fa riferimento il candidato leghista, che si ispira a Léon Degrelleè cioé alla ideologia nazista e violenta della Seconda Guerra Mondiale. Esiste un limite che dovrebbe essere invalicabile nella difesa dei principi della nostra Costituzione antifascista e sono assolutamente gravi la disinvoltura e la modalità con i quali esponenti di un partito di governo come la Lega se ne fanno beffa".
“La Lega ha scelto di rivolgersi ad una minoranza urlante e chiassosa, pettinando la tigre della protesta per il verso del pelo. Noi del Pd stiamo dalla parte dei milioni di italiani che si sono vaccinati, hanno scaricato il green pass e chiedono che i loro diritti non vengano conculcati. È grave che vi sia una forza di governo che dà legittimità politica alle proteste no-vax. Questa azione ambigua della Lega che sta con un piede al governo e con un altro all’opposizione colpisce direttamente il Presidente del Consiglio. La dissociazione della Lega non è avvenuta su un tema marginale dell’azione di governo: l’emergenza sanitaria è, insieme con quella economico-sociale, il cuore della identità del governo Draghi. Nel giorno in cui il Presidente del Consiglio incontra Macron per impostare la risposta europea alla crisi afghana e la gestione dei profughi a livello comunitario, la Lega ne colpisce l’azione. In questa ansia di competizione con la Meloni, la Lega ha dato prova ancora una volta di ambiguità e il Pd ancora una volta si dimostra coerente ed essenziale per la salvaguardia dell’azione di governo”
Lo ha detto stamani nel corso della trasmissione Omnibus su La7 il il deputato dem Enrico Borghi, responsabile sicurezza Pd.
“Che fosse la linea del partito non avevamo certo bisogno di conferme. Ma la posizione assunta dalla Lega alla Camera è incompatibile per una forza politica che sta in questa maggioranza. Tutti i partiti hanno presentato emendamenti al Dl Green pass, ma nessuno dei quali può essere demolitivo delle scelte assunte dal governo. La Lega ponga fine a questa sceneggiata. I cittadini italiani pretendono serietà e responsabilità da chi li rappresenta in Parlamento e coerenza con coloro che siedono al Governo”.
Così Elena Carnevali, capogruppo dem in commissione Affari sociali alla Camera, in replica alla nota della Lega di conferma che quella di Borghi sul Green pass è la posizione ufficiale del partito.
“Il voto contrario al GreenPass della Lega oggi in commissione alla Camera, nella giornata in cui il movimento NoVax aveva annunciato blocchi ferroviari, poi falliti miseramente, ma dopo giorni di violenze e minacce contro giornalisti, medici e politici, partoriti proprio in seno a quel movimento contrario al GreenPass, mostra il preciso disegno politico della Lega Di Salvini di porsi fuori dalle decisioni del Consiglio dei Ministri dove ha approvato esattamente questo decreto, quando può essere più lucroso politicamente fare da sponda populista del facile consenso di piazza. Tutto ciò è grave ed è contro il governo, serve un chiarimento”. Lo dichiara il deputato dem Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo.
"Il voto della Lega in Commissione contro il Green pass è un atto di inaudita gravità contro il governo. Non è ammissibile che una forza della maggioranza e del governo voti a favore in Consiglio dei ministri e, successivamente, in Parlamento agisca per cancellare quelle stesse misure. Ci vuole responsabilità e senso delle istituzioni. Inoltre è inconcepibile, proprio in queste ore, mandare segnali di ambiguità sulle misure di contrasto al Covid. Se Salvini intende fiaccare il governo sappia che il Pd non lo consentirà".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
Interrogazione ai ministri della Giustizia, dell’Interno, dello Sviluppo Economico
“Nelle ultime settimane, su alcuni tra i principali siti di e-commerce, sono stati messi in vendita capi di abbigliamento e gadget inneggianti a note organizzazioni criminali di stampo mafioso, con citazioni di sanguinari esponenti di clan della malavita organizzata. Ritengo che la commercializzazione di tali articoli rappresenti una pericolosa e preoccupante banalizzazione del ruolo e dell’azione della criminalità organizzata nella società. Oltre ad essere un fenomeno di, speriamo inconsapevole, propaganda criminale, è senza dubbio un grave insulto alla memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie. Per questi motivi ho presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia, alla ministra dell’Interno e al ministro dello Sviluppo Economico per sapere se siano a conoscenza di questo fenomeno e quali iniziative intendano adottare per contrastare la vendita di materiale inneggiante la criminalità organizzata di stampo mafioso”.
Lo dichiara Walter Verini, deputato del Partito democratico e componente della commissione Giustizia e della commissione Antimafia della Camera.
“Con il voto in commissione, annunciato e sostenuto a nome del suo partito, dal Deputato leghista Claudio Borghi per la soppressione del Green Pass, si conferma la solita incoerenza e ambiguità della Lega sui vaccini e sulle misure di contrasto al Covid. Votare a favore con i propri ministri in Cdm e opporsi alla Camera è l’atteggiamento intollerabile di chi vuole tenere i piedi in due staffe e così facendo indebolisce il governo Draghi in una delle sue iniziative prioritarie per la tutela della salute e il supporto alla ripresa economica. Nessun riscontro in tal senso derivava peraltro da alcuna risoluzione del Consiglio d'Europa o né dai regolamenti UE, richiamati in modo sbagliato dal neo europeista a giorni alterni Borghi. È evidente che la posizione assunta alla Camera dalla Lega non è ciò che serve al Paese nella delicata fase di rilancio che dovremmo promuovere tutti insieme e mentre assistiamo purtroppo a episodi di odio e violenza contro medici, giornalisti e politici colpevoli solo di sostenere le scelte di maggioranza e governo su vaccini e Green Pass. Ma la Lega antepone ancora una volta la sua propaganda agli interessi dell'Italia e dei nostri cittadini”.
Così il vice capogruppo dem alla Camera Piero De Luca.
“Con il voto di Claudio Borghi in favore della soppressione del green pass prosegue l’ambiguità della Lega nel contrasto alla diffusione della pandemia da Covid. Una posizione grave, quella dell’autorevole esponente leghista, che così facendo boccia anche le determinazioni assunte dal suo partito in Consiglio dei ministri. Il green pass è ad oggi il migliore strumento che abbiamo a disposizione per tornare a una vita normale. Anche tenendo conto del pericoloso clima che vi è nel Paese, con aggressioni non più solo verbali a giornalisti e medici, sarebbe ora che il partito di Salvini si assumesse fino in fondo le proprie responsabilità dinanzi agli italiani”.
Così la capogruppo dem in commissione Affari sociali alla Camera, Elena Carnevali.