“Con la fiducia di oggi in Aula alla Camera un passo importante è stato fatto per la cancellazione dei decreti Salvini e il ripristino di principi di civiltà politica e giuridica. Era un impegno preso alla nascita di questo governo. Pd e maggioranza lo stanno mantenendo. Il capo della lega reagisce minacciando e col sostegno del centrodestra sceglie la via dell’ostruzionismo con oltre 260 ordini del giorno. Si tranquillizzi, supereremo anche quest’ultimo ostacolo. Poi la parola passerà al Senato per il via libero definitivo. Intanto, già da oggi per donne, uomini, bambini mossi dalla disperazione si riapre la porta della speranza.”
Lo dichiara la deputata democratica Barbara Pollastrini, della presidenza del Gruppo Pd.
“Le parole del deputato della Lega, Claudio Borghi, nei riguardi del ministro Roberto Gualtieri non solo solo inaccettabili nei toni e nei contenuti, ma ci dimostrano ancora una volta come i sovranisti di casa nostra sanno solo vivere di propaganda. Borghi dovrebbe ricordarsi che fu il governo al quale partecipava la Lega a sottoscrivere il Trattato del Mes nel 2011 e fu poi l’esecutivo di cui era vicepremier il capitano Salvini, nel 2018, ad avviare la fase di modifica di quell’accordo. Borghi, anziché strepitare contro chi sta cercando di migliorare e con successo quel Trattato, dovrebbe ora ringraziare Gualtieri e l’attuale governo per aver permesso all’Italia di uscire dall’angolo e di essere tornata al posto che merita in Europa. Borghi non perda altro tempo e si scusi con Gualtieri e gli italiani”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo dem in commissione Bilancio alla Camera.
"Sulla sanità condivido le parole di Bonaccini. Giusto ragionare di come rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale ed intervenire in quelle realtà del Paese dove l'assistenza sanitaria è più carente. Non deve essere però messa in alcun modo in discussione la gestione regionale della sanità pubblica in Emilia-Romagna. Una realtà di eccellenza per tutti i cittadini della nostra Regione e per il Paese".
Così Andrea De Maria, deputato PD e Segretario di Presidenza della Camera.
“Il Gruppo del Partito Democratico voterà sì alla questione di fiducia e lo farà in modo convinto per coerenza al programma di governo e per mantenere fede ad un impegno solenne che tra questi banchi ognuno di noi ha assunto anzitutto con la propria coscienza. Voteremo sì per ridare al nostro Paese il suo volto umano e per lasciarci alle spalle un periodo di assurde contrapposizioni tra diritti e valori fondamentali quali quello della vita, della sicurezza e della salute”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Carmelo Miceli, membro della commissione Giustizia della Camera e responsabile sicurezza del Pd, annunciando il sì del Gruppo del Partito Democratico alla fiducia sul decreto Sicurezza.
“Diremo sì - ha proseguito il deputato dem - per superare quelle inaccettabili semplificazioni concettuali che hanno visto diventare, senza alcuna distinzione, bambine, donne e uomini che fuggono da guerre, torture e carestie, pericolosi invasori della nazione, portatori di malattia e delinquenza. Le Ong, tutte indistintamente, definite organizzazioni criminali dedite al traffico di essere umani via mare e il terzo settore una criminale mangiatoia”.
“L'approvazione del provvedimento di oggi - ha concluso Miceli - costituisce solo il primo passo verso il ritorno ad un metodo serio e responsabile di affrontare i flussi migratori non come fenomeno occasionale, ma complesso. Diremo di sì anche per archiviare una stagione di veleni, durante la quale gli scontri tra poteri dello Stato sono stati inscenati unilateralmente da un rappresentante dell'esecutivo che con totale assenza di senso istituzionale non ha avuto remore a definire politiche tutte quelle statuizioni con cui pubblici ministeri, giudici per le indagini preliminari, financo giudici della Corte costituzionale hanno ricordato che al di sopra dei decreti Sicurezza ci sono i diritti dell'individuo, i principi
“Questa mattina abbiamo superato il segno. Abbiamo ascoltato parole forti che riteniamo inaccettabili, con minacce e accuse gravi rivolte al ministro dell’Economia. Un vero e proprio terrorismo psicologico e un allarmismo ingiustificato. Invitiamo l’esponente della Lega, Claudio Borghi, a scusarsi delle sue affermazioni e riportiamo il dibattito al merito e al contenuto concreto. Oggi stiamo semplicemente discutendo della riforma di un trattato, il Mes, che è attualmente già in vigore. Chi si dichiara contrario in via pregiudiziale e ideologica alla sua riforma migliorativa tecnica e procedurale sta affermando che preferisce tenerlo così com’è ora. Parliamo di uno strumento che è stato creato tra il 2011 e il 2012, negoziato dagli stessi esponenti che oggi sono qui a fare gli smemorati e che rivolgono accuse a chi sta modificando un trattato approvato da un esecutivo di centrodestra che vedeva tra i banchi del governo Umberto Bossi, Giorgia Meloni, Ignazio Larussa. Peraltro, questa trattativa per migliorare alcuni aspetti del Mes si è avviata nel 2018, quando il vicepremier era Matteo Salvini, alla guida di un governo che non ha mai detto No al trattato, ma che aveva sostenuto la tesi, da noi condivisa e sostenuta, di inserire questa riforma in quella più complessiva di avanzamento dell’unione economica e monetaria. Un percorso di avanzamento che oggi Gualtieri ci ha assicurato che sta proseguendo”.
Così Piero De Luca, capogruppo Dem in commissione Politiche europee alla Camera, a margine dell’audizione del ministro Gualtieri.
“Il Partito Democratico ha presentato un importante emendamento alla Legge di Bilancio al fine di rendere effettiva la sottoscrizione del Patto per l’inclusione sociale. Il Reddito di cittadinanza infatti prevede che, nei casi in cui non sia possibile siglare un Patto per il lavoro, intervengano i servizi sociali. Ma, paradossalmente, mentre sono stati assunti i navigator, i servizi sociali sono rimasti finora quasi con gli stessi organici. Si prevede quindi che si destinino ogni anno cento milioni, presi dal complessivo fondo per il Reddito di cittadinanza, all’assunzione a tempo indeterminato delle professioni a tal fine impiegate”.
Lo dichiara Stefano Lepri, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, primo firmatario dell'emendamento.
“Serve un sacrificio in più per la sicurezza dei nostri cari. Anche a Natale la priorità deve essere, per tutti noi, tutelare la salute pubblica che si traduce in una tutela della nostra società e della nostra economia. Non possiamo fare lo stesso errore commesso ad agosto abbassando la guardia credendo che ormai il peggio fosse passato ed il virus sconfitto. Sarebbe imperdonabile sacrificare gli sforzi fatti fino ad ora da tutti i punti di vista, per ritrovarci a gennaio con una terza ondata più violenta su un tessuto sanitario ed economico già così stressato”. Lo dichiara Beatrice Lorenzin, ex ministro della Salute e responsabile del forum salute del Partito Democratico
“Anche durante le vacanze di Natale - prosegue Lorenzin - deve vigere la prudenza e le parole d'ordine devono essere: consapevolezza e attenzione. Oltre a ciò, ovviamente, utilizziamo questo periodo e le risorse in campo per rafforzare in modo operativo la medicina del territorio, le misure di prevenzione e controllo, prepararsi bene alla riapertura delle scuole anche con la medicina scolastica e alla vaccinazione di massa per il covid. I ristori e le misure economiche in campo servono a dare sollievo a settori duramente colpiti dal virus, una terza ondata non gestita, ci travolgerebbe rendendo più difficile la ripresa e la fiducia”.
"Inopportuna l'idea di una tassazione sui patrimoni, del tutto al di fuori della discussione fatta fin qui in maggioranza che non ha mai considerato una opzione del genere. Abbiamo iniziato con la scorsa Legge di Bilancio la riduzione delle tasse ai lavoratori, per la prima volta da tanti anni. Proseguiamo col taglio del cuneo anche con questa manovra. Questa è la priorità per il Pd: tagliare le tasse ai lavoratori e alle imprese”. Così i deputati dem Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera e Gian Mario Fragomeli, capogruppo Pd in commissione Finanze di Montecitorio.
Cybersecurity: Borghi (Pd), P. Chigi crei percorso condiviso per riforma, Ue si doti di sovranità digitale
“Sulla sicurezza cibernetica non siamo all’anno zero. La creazione del ‘Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica’ con il decreto 105 del settembre 2019, per inciso, uno dei primi atti dopo il nostro ritorno al governo, ha consentito di innalzare la resilienza delle reti, dei sistemi informativi e informatici degli attori nazionali – pubblici o privati che siano - che esercitano una funzione essenziale per lo Stato. In conseguenza di ciò, si è iniziata a strutturare in Italia una attività di prevenzione, preparazione e gestione degli eventi cyber, dando forza a strutture di rilievo come ad esempio il Computer Security Incident Response Team (CSIRT) presso il DIS, chiamato a dare attuazione a quanto prevede la direttiva NIS in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi dell’UE”. Ad affermarlo è il deputato dem Enrico Borghi, membro del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in un’intervista a ‘Geopolitica.info’.
“Le attività che Aisi e Aise compiono nel campo - aggiunge - sono di indubbia qualità. Certo, occorre avere a mente che bisogna strutturarsi sempre più in questa direzione, sia sotto il profilo della competenza delle amministrazioni centrali sia sotto la quello della strutturazione di tutte le articolazioni della pubblica amministrazione, anche quelle più periferiche ma nondimeno strategiche. Occorre pertanto proseguire e intensificare il lavoro”.
A suo dire “non siamo contro la cyber-security” ma “se Palazzo Chigi ritiene che la cyber sia una questione importante, che si lega direttamente con il tema della sicurezza nazionale, la avochi a sé politicamente e crei le condizioni per una condivisione del percorso. Senza fughe in avanti, senza pasticci, senza confusioni. Rispettando pienamente le prerogative del Copasir e creando le condizioni per una larghissima condivisione del percorso, sia all’interno della maggioranza che nei confronti di tutto l’arco parlamentare”.
Sulla riforma dei servizi italiani sostiene che “l’Intelligence è al servizio della Repubblica, e come tale deve essere riformata ricercando le massime ragioni del consenso tra tutte le forze politiche”. E sul tema di acquisizione da parte di soggetti stranieri di campioni nazionali, conclude che “è fondamentale che come europei ci dotiamo della nostra sovranità digitale. Bisogna essere consapevoli che siamo dentro un processo mondiale di trasformazione. E riprendendo Gramsci, quando il vecchio mondo muore e quello nuovo tarda a comparire, nel chiaroscuro si nascondono i mostri”.
“Molto bene l’ipotesi che sta emergendo e che sottolinea oggi il Ministro Amendola, di porre all’attenzione del Parlamento una proposta per la definizione di una struttura che coordini e monitori l’attuazione del Piano di ripresa e resilienza. Il tema della capacità e della velocità di spesa delle risorse europee è stato posto con forza negli indirizzi che il Parlamento ha indicato al Governo e va di pari passo con la necessità di concentrare le risorse ed i progetti sugli assi fondamentali e sulle misure in grado di supportare la ripresa. Come è accaduto per gli indirizzi al Recovery, sono certo che il Parlamento saprà dare un contributo di idee costruttivo e condiviso.” Così il presidente della commissione Bilancio alla Camera Fabio Melilli.
“Chi vede divisioni nel Partito Democratico a proposito dell'utilità del Superbonus del 110% forse si è distratto. Per tutto il Pd, sia tra gli esponenti di Governo, sia tra i rappresentati del Parlamento, questa misura va rinnovata e migliorata. Sull'obiettivo infatti non c'è alcuna divisione. Perché questa misura serve da una parte a rilanciare il settore edile e suoi livelli occupazionali, dall'altra a migliorare le abitazione delle famiglie italiane abbattendone il consumo energetico e aumentandone la sicurezza antisismica”. E' quanto dichiarato da Martina Nardi, presidente della commissione Attività produttive alla Camera, fra i 70 firmatari dell'emendamento depositato ieri per la proroga del Superbunus fino al 2023.
“E' una misura virtuosa, utile a non farci trovare impreparati quando la pandemia sarà superata, che già nei suoi primi mesi di applicazione ha dato buoni risultati pur incontrando difficoltà di ordine tecnico-burocratico segnalate anche dall'Agenzia dell'entrata. Si tratta di problematiche che tutto il Partito Democratico intende superare per rendere quindi l'accesso agli incentivi statali più veloce e quindi più efficace e per questo motivo apriremo un tavolo con il Governo per valutare tutti gli interventi necessarie per migliorare questo provvedimento. Insieme possiamo trovare la soluzione migliore.”
“A distanza di poche ore dalla scadenza della presentazione degli emendamenti alla legge di Bilancio, siamo in grado di dare informazioni in merito al numero ed alla suddivisione degli emendamenti per gruppo di appartenenza. Ciò è possibile grazie alla proposta, avanzata all’unanimità dall’ufficio di Presidenza della Commissione Bilancio e fatta propria dal Presidente della Camera e dai gruppi, di consentire la presentazione degli emendamenti esclusivamente in via telematica sul sistema informatico della Camera. Ciò era possibile anche nel passato ma per la prima volta si è esclusa la possibilità di presentazione sul cartaceo. Ringrazio il servizio informatica ed i suoi dipendenti che, insieme agli uffici della commissione, hanno svolto in questi giorni uno straordinario lavoro.” E' quanto dichiarato da Fabio Melilli, presidente della commissione Bilancio della Camera dei Deputati che annuncia la presentazione di 6.999 emendamenti al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.
“Oggi, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, è importante parlare dell'aggressione dei rifiuti alle nostre montagne: oltre 25 kg di plastica cadono sopra i nostri monti ogni anno a causa della presenza nell'aria delle microplastiche. Se mai ve ne fosse bisogno questa è la ulteriore prova che nella battaglia per la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti non abbiamo più un minuto da perdere”, così la presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, lancia il proprio appello nel corso dell’evento “Nevica plastica” di Courmayeur.
“Serve aumentare il recupero e il riuso dei rifiuti – dice la presidente Rotta - e nello stesso tempo ridurne la produzione. Servono quindi sia impianti di trattamento e smaltimento sia una battaglia culturale tra le famiglie e le imprese facendo diventare “popolare” la causa della riduzione dei rifiuti”.
“Nell’ultimo anno e mezzo, in Italia – spiega la Presidente Rotta - abbiamo registrato un aumento della produzione di rifiuti, una riduzione degli impianti e di conseguenza una crescita dell’export e della movimentazione fuori Regione con un aumento (più 40%) dei costi. Questo rende impellente definire compiutamente una strategia nazionale per la gestione rifiuti per non fallire la sfida europea della Circular economy che fissa come obiettivi: 65% di riciclo e 10% in discarica al 2035 per i rifiuti urbani,. Concretamente significa che come sistema Italia dobbiamo portare la raccolta differenziata fino all’80% e aumentare la capacità di riciclo, limitando i conferimenti in discarica, innalzando al 25% la percentuale di valorizzazione energetica dei rifiuti al fine di chiudere il ciclo. E lo possiamo fare perché avremo a disposizione sia i nuovi fondi europei, sia gli stanziamenti previsti dal Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti”.
“Dobbiamo riuscire a chiudere il cerchio dell’economia circolare – aggiunge la Presidente della Commissione Ambiente della Camera - dato che oggi paghiamo il conto salato di avere una risorsa e di sprecarla, anzi di renderla dannosa sia economicamente che ambientalmente gettandola in discarica. Come spiegano i dati di REF Ricerche, infatti, l'Italia ha un passivo di 2,1 milioni di tonnellate di rifiuti da avviare a recupero energetico o smaltimento tra rifiuti urbani e speciali e ben 14 regioni in deficit, costrette ad esportare al di fuori dei propri confini rifiuti urbani destinati a smaltimento. Serve quindi che il Programma Nazionale dettagli precisamente gli obiettivi, ma anche i meccanismi di incentivo/penalità per la Regioni. Questo vuol dire avere attività di monitoraggio e poteri sostitutivi con tempi certi nei confronti degli enti inerti o inadempienti, ma anche disporre di una apposita struttura di missione, con competenze mutuate da ISPRA, da mettere a disposizione di quelle Regioni che hanno carenza di competenze tecniche e organizzative”.
“In Italia stanno crescendo i rifiuti e stanno diminuendo gli impianti di trattamento, le microplastiche oramai si trovano anche sulle montagne, per cui mi pare evidente che il tempo sta scadendo e come sistema Paese dobbiamo darci una mossa all'interno di una strategia Ue chiara, che ci indica linee guida di azione non più rinviabili” conclude Rotta.
La situazione rifiuti in Italia secondo i dati FISE:
• è aumentata la produzione di rifiuti:
+2% (+590mila ton) di rifiuti urbani rispetto al 2018,
+3,3% (+4,6 mln/ton) di rifiuti speciali;
• sono diminuiti gli impianti di gestione: -396 impianti totali per gli speciali (meno impianti di incenerimento e di digestione anaerobica);
• sono aumentati i deficit regionali (a 2,2 mln/ton), quindi la movimentazione di rifiuti a recupero energetico/smaltimento;
• è cresciuto l’export di rifiuti: +31% (+110mila ton) per gli urbani, +14% (+420mila ton) per gli speciali;
• sono aumentati i costi di smaltimento: + 40%