n. 142 - 16 gennaio 2026

 

UCRAINA: NEL GOVERNO TRE LINEE DIVERSE

La Lega fa ancora parte del Governo?

Intervenendo in Aula a seguito delle comunicazioni del Ministro della Difesa Guido Crosetto sulla questione ucraina, abbiamo evidenziato come, nonostante il Ministro abbia tentato in tutti i modi di rimuovere il nodo Trump, il presidente degli Stati Uniti abbia un ruolo tutt’altro che marginale dentro questa partita.

Il macigno Trump - che Meloni corteggia - sta diventando la vera zavorra della nostra politica estera, perché quando viene attaccato il diritto internazionale o ci salviamo insieme o non si salva nessuno.

In politica estera, la maggioranza è divisa e il Governo non ha una linea chiara, come dimostrano le tensioni in Parlamento e le divisioni sulle comunicazioni del ministro Crosetto.

La Lega di Salvini fa ancora parte del governo? Perché, oltre alle freddezze registrate in Aula, i team di Vannacci, che della Lega è Vice Segretario, sono addirittura scesi in piazza per chiedere una revisione della posizione del Governo sull’Ucraina.

Mentre noi ci assumiamo la responsabilità di tener fede agli impegni dell’Italia verso un popolo aggredito e verso il diritto internazionale, un partito di Governo sta irresponsabilmente facendo il megafono delle tesi di Putin. In un Paese normale, un Governo normale prenderebbe atto della profonda crisi politica e della figuraccia internazionale. Con quale credibilità Meloni può andare in missione all’estero per assumere impegni in sede internazionale, mentre un pezzo rilevante della sua maggioranza la sconfessa in piazza?

TEMI DELLA SETTIMANA

TRANSIZIONE 5.0: UN PROVVEDIMENTO PRIVO DI VISIONE E LONTANO DAI BISOGNI DEL PAESE

Manca una visione di politica industriale

Il decreto sulla Transizione 5.0 non affronta le vere emergenze del Paese, il caro energia, l’incertezza normativa, le difficoltà autorizzative, il calo della produzione industriale, e finisce per aumentare confusione e instabilità, in assenza di una chiara strategia energetica e industriale.

Particolarmente grave è il definanziamento del bando Pnrr sulle Comunità energetiche rinnovabili, che penalizza Comuni e territori.

Anche sul fronte degli impianti e delle aree idonee, il decreto complica le procedure mettendo a rischio progetti già avviati.

La misura Transizione 5.0, pilastro del Pnrr, viene ridimensionata e resa incerta, con effetti negativi sulle imprese che avevano già programmato investimenti. Continua a mancare una visione di politica industriale, così come una dimensione sociale della transizione.

Ancora una volta, come spesso accade con questo Governo, a titoli altisonanti non corrispondono contenuti adeguati, capaci di rispondere concretamente alle sfide che il Paese ha di fronte.

 

GIOIA PER LA LIBERAZIONE DI TRENTINI E BURLÒ
Noi sempre contro il regime Maduro

Per prima cosa queste sono ore di gioia per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò.  Vorremmo dire una cosa semplice: grazie Italia! Grazie a tutti coloro che, dentro e fuori le istituzioni, hanno lavorato a questo risultato: la nostra intelligence e la diplomazia. Grazie anche a tutti i mediatori internazionali che hanno spinto il regime a liberare un numero rilevante di prigionieri politici e stranieri.

Non è in discussione il nostro giudizio sul regime di Maduro. Se questo Parlamento si è espresso con condanne unanimi per la violazione sistematica dei diritti umani e con grande solidarietà al popolo venezuelano, lo si deve all'iniziativa del Partito Democratico. Noi abbiamo sempre sostenuto l'opposizione, dialogando con la parte democratica e progressista.

Per noi è in discussione il giudizio del Governo italiano su quanto accaduto, Governo che, unico in Europa, si è affrettato a considerare l'intervento militare legittimo e di natura difensiva. Ma poi il destino si fa sempre beffe degli ignavi, perché poche ore dopo sono arrivate le minacce alla Groenlandia.

 

CRANS MONTANA: VOGLIAMO GIUSTIZIA

Lavoriamo insieme affinché queste tragedie non si ripetano più

Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo e Sofia non ci sono più. Erano a festeggiare la fine dell’anno come milioni di ragazzi della loro età in un locale, inconsapevoli che sarebbe stata l’ultima volta

È evidente che la gestione sia stata profondamente inadeguata. Siamo dinanzi a delle colpe o di fronte a del dolo? Non spetta a noi stabilirlo, ma certamente non faremo mancare l’attenzione sulla vicenda, perché le famiglie innanzitutto, e il Paese, chiedendo di conoscere la verità, chiedono che sia fatta giustizia

Più di ogni altra cosa, non hanno funzionato i controlli. Ci saremmo aspettati delle scuse da parte del sindaco, così come le sue dimissioni. È bene chiarirlo: le responsabilità sono personali.

In Aula abbiamo ringraziato le istituzioni per la vicinanza e il corpo diplomatico per il supporto. Un ringraziamento speciale è andato anche a medici e operatori sanitari, in particolare del Niguarda di Milano.

 

HANNOUN: NO A CALUNNIE E PROPAGANDA

La destra cerca solo di strumentalizzare

È inaccettabile ascoltare in Aula accuse e calunnie senza fondamento e strumentalizzare temi così importanti per fare propaganda. Quando si parla di terrorismo la politica ha un dovere assoluto: non alimentare polemiche e divisioni, ma favorire l’unità delle forze politiche

È quanto abbiamo ribadito alla Camera replicando a FdI nel corso dell’informativa del Ministro Piantedosi. 

Il Partito Democratico ha condannato immediatamente i fatti del 7 ottobre, Hamas e ogni forma di sostegno, diretto o indiretto, ad organizzazioni terroristiche. Senza ambiguità. E abbiamo espresso la piena fiducia nella magistratura e nella sua capacità di valutazioni approfondite.

Certo non accettiamo lezioni né patenti sulla lotta al terrorismo da questa destra, che prova a piegare un’indagine giudiziaria a una logica di propaganda e calunnia, per intimidire e delegittimare il dissenso e le migliaia di italiani scesi in piazza per chiedere la fine del genocidio in Palestina.

 

PERCHÉ MELONI FORZA SULLA DATA DEL REFERENDUM?

Abbiamo chiesto un’informativa urgente del Governo

Insieme ad Avs e M5s abbiamo chiesto un'informativa urgente per chiedere se la presidente del Consiglio intenda rinviare le date in cui si terranno le consultazioni referendarie a una data successiva.

Il Governo ha fissato anticipatamente le date, contro la prassi costituzionale, dimostrando la paura di Meloni che i cittadini siano compiutamente informati.

La notizia è che si sono raggiunte 500 mila sottoscrizioni per la promozione del NO. Questo esercizio di democrazia dimostra che i cittadini non accettano l'arroganza al potere, e lo dimostrano votando no.

Quella raccolta non è inutile, dimostra che di fronte all'arroganza e alla forzatura c'è una democrazia che fa argine. Nei quattro precedenti si è sempre detto sì alla prassi costituzionalmente orientata. Noi siamo dalla parte giusta della storia, che ci ha dato questa costituzione. Diciamo no a questa riforma per difendere la Costituzione, la democrazia e la giustizia giusta.

 

PROPOSTA PD SU CONGEDO PARITARIO: 5 MESI UGUALI PER MADRI E PADRI

Finalmente inizia l’iter in commissione Lavoro

Una proposta semplice ma necessaria: garantire le stesse condizioni a sostegno della genitorialità per mamme e papà.

È questo, in estrema sintesi, il contenuto della proposta di legge del Partito democratico sul congedo paritario, che inizia il suo iter in commissione Lavoro della Camera.

 Il testo prevede cinque mesi uguali per la mamma e per il papà, retribuiti al 100 per cento e non trasferibili, superando una disuguaglianza che oggi vede le madri con cinque mesi di congedo e i padri limitati a dieci giorni, come se la maternità fosse una responsabilità solo delle donne.

Si tratta di un intervento non più rinviabile, anche alla luce del calo demografico: oggi in Italia nascono circa 370 mila bambini, dieci anni fa erano oltre 500 mila. Serve rimettere al centro la natalità, il sostegno alla maternità e la condivisione della cura, che continua a gravare soprattutto sulle donne. Una situazione che si riflette anche sul lavoro. Le donne guadagnano in media il 30 per cento in meno, hanno una maggiore incidenza di contratti part time e circa la metà di loro lavora a tempo parziale, spesso costretta a scegliere tra essere madre o lavoratrice. È una rinuncia che il Paese non può più permettersi.

 

LA PARALISI DELLA VIGILANZA RAI È UNA FERITA PER LA DEMOCRAZIA

Appello ai presidenti di Camera e Senato

La paralisi della vigilanza non può continuare: è un vero e proprio vulnus alla democrazia. E non può essere solo un problema delle opposizioni che da tempo denunciano l’utilizzo della RAI per la propaganda di governo e si battono per un servizio pubblico pluralista.

Ci rivolgiamo ai presidenti di Camera e Senato perché sono in gioco strumenti del confronto democratico e si usa il servizio pubblico che appartiene a tutti solo per interessi di parte. Il tutto aggravato dall’avvicinarsi di appuntamenti elettorali che incidono profondamente sul nostro sistema. È un appello che non possono non accogliere nell’interesse di tutti i cittadini: è un caso senza precedenti che un’azienda pubblica di tale rilevanza non abbia una guida solida e riconosciuta e la commissione di vigilanza non possa svolgere la funzione di verifica.

 

 

ACCADE ALLA CAMERA

 
A cura del Gruppo Parlamentare del Partito democratico

 

QUESTION TIME

SICUREZZA: SERVONO SCELTE STRUTTURALI, NON PROPAGANDA

Sulla sicurezza siamo di fronte ad un clamoroso fallimento del governo Meloni, nonostante la raffica dei decreti a firma Piantedosi. La sicurezza è competenza dello Stato ma su questo punto il governo è campione di propaganda, incapace di garantirla persone attraverso la prevenzione, le politiche sociali, il contrasto alla marginalità e la presenza effettiva delle forze dell'ordine sul territorio

Le assunzioni nelle forze dell’ordine compensano solo in parte il turn over e nel 2025 la Polizia di Stato ha perso 1.500 unità. Le risorse destinate alla sicurezza restano insufficienti.

In Aula abbiamo chiesto al Ministro Piantedosi quali misure concrete intenda adottare ma la risposta si è confermata l’ennesima operazione di propaganda. Non servono aggravanti simboliche, servono investimenti reali, più personale e una strategia di prevenzione credibile per garantire la sicurezza dei cittadini.

  • Intervista a Matteo Mauri - video
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IN AULA LA PROSSIMA SETTIMANA

Stabilimenti Ex Ilva
Da martedì esame e votazioni sul  disegno di legge recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA.

Comunicazioni del Ministro della giustizia 
Mercoledì 21 alle ore 9.30 avranno luogo le Comunicazioni del Ministro della giustizia sull’amministrazione della giustizia.

Attività subacquee
Martedì esame e votazioni sul disegno di legge inerente le disposizioni in materia di sicurezza delle attività subacquee.

Diritto allo studio
All'esame dell'aula anche il provvedimento riguardante le disposizioni per il diritto allo studio e la prevenzione della dispersione scolastica.

Cammini d'Italia
Esame e votazioni sulla proposta di legge per la valorizzazione dei cammini d'Italia.

Attività ricreative non formali
Esame e votazioni sulla delega al governo per il sostegno delle attività educative ricreative non formali.

Giorno del ricordo strage di Gorla
All'esame dell'Aula la proposta di legge per istituire il Giorno del ricordo dei piccoli martiri della strage di Gorla e delle piccole vittime di tutte le guerre

Piccole e medie imprese   
Esame e votazioni sul disegno di legge riguardante la Legge annuale sulle piccole e medie imprese.

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