Delmastro: Pd, violata legge su conflitto di interesse, sottosegretario chiarisca
BONAFÈ E GIANASSI PRESENTANO INTERROGAZIONE SU MANCATE COMUNICAZIONI PATRIMONIALI DELMASTRO
BONAFÈ E GIANASSI PRESENTANO INTERROGAZIONE SU MANCATE COMUNICAZIONI PATRIMONIALI DELMASTRO
Diciamo che non bastava una condanna per rivelazione di segreto d’ufficio, ora arriva anche il coinvolgimento in una società legata alla figlia di un condannato per mafia del deputato ed esponente di Fdi, Andrea Delmastro Delle Vedove.
Non proprio un curriculum irreprensibile per ricoprire l’incarico di sottosegretario alla giustizia e tra i principali promotori della riforma della magistratura.
“Delmastro è un caso da studiare. O è sfortunato o è un avventuriero. In ogni caso va cacciato dal Governo. Meloni non lo farà. Sapeva ma ha taciuto. Forse per paura del referendum. Una bistecca tricolore andata di traverso. Ma soprattutto un’idea proprietaria delle istituzioni”.
Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“L'affare che coinvolge il Sottosegretario alla Giustizia Delmastro, vari esponenti di Fratelli d'Italia in Piemonte, tra cui la Vicepresidente regionale Chiorino, e la figlia di un prestanome del clan Senese è gravissimo e va chiarito, per questo porteremo la vicenda in Commissione Antimafia. Come poteva Delmastro non sapere o non informarsi sul conto del padre di una ragazza di diciotto anni con cui faceva affari? Delmastro ha mai incontrato il padre? E perché non ha dichiarato alla Camera questa società, com’era doveroso fare? E Giorgia Meloni sapeva? E quando ha saputo?
“Perché Meloni non dice nulla su Delmastro? Cosa le impedisce di chiederne le dimissioni?”. Lo chiede il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi che sottolinea: “In nessun Paese al mondo sarebbe tollerata la permanenza al governo di un sottosegretario condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio e che diviene socio di una giovane ragazza, appena maggiorenne e senza precedenti attività imprenditoriali, figlia di persona sotto processo e condannata per agevolazione di associazione mafiosa.
“Meloni era già a conoscenza del caso Delmastro da un mese? È vera questa notizia che sta circolando? La Presidente del Consiglio deve chiarire, così come deve spiegare come sia possibile che Delmastro continui a restare nel suo incarico nonostante la gravità di quanto sta emergendo.
“Destano forte preoccupazione i presunti rapporti del sottosegretario Delmastro con persone legate alla criminalità organizzata:
fatti gravissimi su cui la presidente del Consiglio deve fornire chiarimenti.
“Le dichiarazioni del sottosegretario Delmastro, già condannato per rivelazione di segreto d’ufficio, sono indegne di un rappresentante delle istituzioni. Paragonare un magistrato a un mafioso è un insulto non solo alla magistratura, ma alla legalità e alla dignità dello Stato di diritto. È un attacco a chi ogni giorno lavora con serietà e indipendenza per garantire giustizia nel nostro Paese.
“Come può il ministro Nordio tollerare che Delmastro continui a detenere la delega all’amministrazione penitenziaria dopo quanto emerso nelle motivazioni della sua condanna? Parliamo di un ambito delicatissimo, direttamente connesso alla sicurezza nazionale. Non si può ignorare che il sottosegretario Delmastro abbia agito autonomamente, forzando gli uffici del DAP, violando la riservatezza di atti sensibili e mettendo in pericolo non solo la sicurezza nazionale, ma anche attività delicate per la prevenzione e repressione di gravi reati, nonché le persone impegnate nelle stesse".