Gaza: Scarpa, rapporto drammatico di Medici senza Frontiere
Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd
Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd
"Questa mattina, insieme ad alcune colleghe e colleghi del Pd abbiamo incontrato una delegazione di Medici Senza Frontiere di ritorno da Gaza. Ci hanno illustrato una situazione medico-sanitaria più che drammatica. Gli ospedali ancora funzionanti sono pochissimi e non c'è spazio dove mettere malati e feriti poiché non ci sono posti sicuri. I medici sono costretti ad operare i feriti a terra, non ci sono medicinali perché i convogli con gli aiuti non riescono a entrare, bloccati ai valichi dall'esercito israeliano.
"Le parole della giudice Joan E. Donoghue, alla Corte di Giustizia internazionale dell'Aja, sono chiare. Secondo Donoghue, alcune delle denunce di violazione dei diritti umani presentate dal Sudafrica nei confronti di Israele a seguito delle azioni militari indiscriminate su Gaza, sono giustificate e, quindi, la richiesta di archiviazione di Tel Aviv è stata respinta.
“La destra dovrà confrontarsi con la proposta avanzata dal Pd per la pace in Medio Oriente. Innanzitutto il cessate il fuoco: serve per liberare gli ostaggi e fermare la carneficina a Gaza. L’unica pace possibile passa per il riconoscimento europeo dello stato di Palestina che conviva in sicurezza con Israele. Si può e si deve far tacere le armi e restituire la parola alla diplomazia. Il governo italiano non faccia la bella statuina”. Così il deputato del gruppo parlamentare del Pd, Capogruppo in commissione lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Ho sottoscritto l'appello, rivolto a parlamentari di tutto il mondo, lanciato da Sevim Dagdelen e Ilhan Omar parlamentari rispettivamente della Germania e degli Usa. L'appello chiede il cessate il fuoco multilaterale immediato a Gaza, il rilascio di tutti gli ostaggi nelle mani di Hamas e l'ingresso di aiuti umanitari sufficienti per sostenere la popolazione civile di Gaza.
Hamza Dahdouh aveva 27 anni e faceva il reporter da Gaza per Al Jazeera, come suo padre. È stato ucciso insieme al collega Mustafa Thuraya durante un raid dell'aviazione israeliana mentre viaggiava su un'auto con la scritta "Press". Prima di lui era già stata sterminata quasi tutta la sua famiglia tranne, appunto, il padre Wael.
"Dopo il terribile attacco di Hamas del 7 ottobre e la reazione indiscriminata del governo di Israele che da quasi 3 mesi continua a bombardare la Striscia di Gaza, con oltre 22 mila morti di cui il 70 per cento donne e bambini, in tante e tanti abbiamo denunciato il rischio di un'escalation.
“Secondo Oxfam il 90% della popolazione di Gaza rischia di morire di fame, per il blocco all’ingresso degli aiuti umanitari imposto dal governo Netanyahu: è un vero e proprio crimine di guerra. Ad oggi sono 20mila i civili uccisi in poco più di due mesi di bombardamenti, di cui 8mila sono bambini.
“La condanna dei Paesi occidentali e delle forze democratiche dell’attacco di Hamas del 7 ottobre è stata unanime, così come il riconoscere allo Stato di Israele il diritto di difendersi da una così feroce aggressione. Lo abbiamo sottolineato anche come Intergruppo parlamentare per la pace tra Palestina e Israele. Si trattava e si tratta di bloccare la mano assassina di Hamas salvaguardando al tempo stesso le popolazioni civili, a cominciare da quelle residenti nella striscia di Gaza, nel rispetto del principio di proporzionalità. Così non è stato.
"Insieme a un gruppo di colleghe e colleghi abbiamo deciso che alla fine di ogni seduta, faremo un intervento perché non cali il silenzio sulla catastrofe umanitaria in corso a Gaza dove il numero dei civili uccisi sale ogni giorno in modo scandaloso. I morti sono ormai quasi 19mila di cui il 70% donne, bambini e ragazzi, quasi 2 milioni di sfollati interni su una popolazione di 2 milioni e 200mila abitanti.
Fino a quando non si porrà fine a questa carneficina non smetteremo di parlare.