Dl flussi: Serracchiani, Nordio riferisca su impatto nuove norme su corti d’appello
Per colpire magistratura governo mette a rischio anche Pnrr
Per colpire magistratura governo mette a rischio anche Pnrr
“Apprendiamo dagli organi di stampa che il governo abbia avviato un'interlocuzione con la Commissione europea per nuove modifiche sostanziali al Pnrr. Non sarebbe la prima volta visto che l'esecutivo aveva provveduto con rimodulazioni e stralci già nel luglio e nel dicembre 2023. L'Ufficio di Bilancio ci conferma che la spesa per il piano registra forti ritardi, anche la Banca d'Italia e l'Anac certificano tali ritardi sugli appalti, l’attivazione e la realizzazione delle opere pubbliche. Quindi ci chiediamo cosa stiano veramente facendo il governo e soprattutto cosa stia nascondendo”.
“L'attacco di Musk ai giudici italiani è un'intollerabile ingerenza. È fondamentale un intervento della presidente Meloni per dire se è dalla parte della sovranità nazionale e dell'autonomia degli organi giudiziari o se accetta in silenzio quelle parole”. Così Andrea Casu, Segretario d'Aula intervenendo alla Camera.
“Il bando sugli studentati previsto dal Pnrr è stato scritto davvero male: vengono stabiliti solo 10mila posti di cui il 98% delle richieste viene da costruttori privati. Non si dà garanzia a quel 30% previsto del bando per gli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi – come dice la Costituzione – ad avere un posto letto. I privati hanno convenzioni con l'operatore pubblico che riescono ad aggirare aggiungendo dei servizi obbligatori che aumentano i prezzi finali per gli studenti fino a 1000€. Questo è il vero punto a cui il governo non vuole dare risposta”.
“Dopo la prima rimodulazione che ha cancellato miliardi di euro per investimenti su una decina di capitoli di interventi, eliminando tra l'altro 500 case ed ospedali di comunità oltre a 100 mila posti in asili nido, pare che ci si debba preparare ad un nuovo drammatico colpo di scena per il nostro Piano di Ripresa e Resilienza”.
“Il governo continua a non fare chiarezza su Starlink e conferma molti dubbi sulla procedura individuata per includere la società di Elon Musk nei progetti PNRR,” dichiara in una nota il democratico Andrea Casu, Vicepresidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera e primo firmatario dell’interrogazione parlamentare sul tema a cui oggi ha risposto il MIMIT.
“Le conseguenze del cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti e siamo di fronte ad un escalation impressionante di eventi estremi che provocano danni rilevanti. Parliamo di piogge che in poco più di 24 mesi hanno colpito Marche, Ischia, Emilia-Romagna e Toscana con frane, smottamenti, alluvioni, fenomeni che rappresentano uno spartiacque tra passato e futuro nel settore della difesa idraulica e idrogeologica del territorio”. Così la deputata dem Ilenia Malavasi durante il Question time al ministro Ciriani sulle criticità legate al maltempo in Italia.
Dopo la Corte dei Conti europea anche l'Ufficio parlamentare di bilancio certifica quello che denunciamo ormai da molti mesi: il governo non è in grado di mettere a terra i progetti previsti dal PNRR e c'è un problema enorme di stato di avanzamento della spesa. Per tenere il passo del cronoprogramma 2024 l'Italia dovrebbe spendere 43,96 miliardi, ma finora le uscite si fermano a 8,93 mld, il 20,3% del budget. Un risultato a dir poco disastroso ed estremamente preoccupante.
Sui dati sull’occupazione pubblicati dall’INPS Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del PD dichiara:
“Se l’occupazione cresce è solo perché il PNRR funziona. Significa che chi ci ha pensato, chi ha lottato e continua a sostenere debito e investimenti comuni europei aveva ed ha ragione. Solo investimenti e innovazione, infatti, creano rapporti di lavoro stabili, non certo la difesa corporativa di interessi particolari che, oltre a creare poco valore aggiunto, finiscono anche per offrire poche posizioni, e precarie.
Lo stop ai fondi del Pnrr previsti per la gigafactory di Termoli, annunciato oggi dal ministro Urso, è una pessima notizia, che è il risultato dell’incertezza del governo sulle politiche industriali legate all’automotive. È necessario invece procedere senza esitazione alla realizzazione della gigafactory, per questo chiediamo a Stellantis di rafforzare l’attuale produzione di motori e al governo di mantenere a disposizione di Termoli i fondi indispensabili al rilancio di un nuovo progetto industriale per rilanciare lo stabilimento e salvaguardare l'occupazione.