n. 61 -  15 marzo 2024

SUL PNRR GRAVI RITARDI E NESSUNA TRASPARENZA DAL GOVERNO

Il Fondo di Sviluppo e Coesione usato come bancomat a danno del Sud

 

Il governo Meloni nasconde da mesi la verità sui dati e progetti del Pnrr. Lo dicono tutti, dalle forze di opposizione alle testate giornalistiche, fino all’Ufficio Parlamentare di Bilancio: sul Piano non c’è più un briciolo di trasparenza e persino alle commissioni parlamentari non è concesso di sapere nulla. 

 

Né l’ultima Relazione, né l’intervento del ministro Fitto alla Camera ci fanno fare un passo avanti. Il provvedimento presentato qualche giorno fa non rifinanzia tutte le misure tagliate. E laddove le rifinanzia, lo fa a scapito di altri investimenti pubblici e di altri fondi a danno dei territori e di interi ambiti di spesa che restano inevitabilmente mutilati.

 

Questo decreto alimenta soltanto la grandissima confusione che c’è intorno al Piano. L’unico dato certo è che il Fondo di Sviluppo e Coesione torna ad essere il Bancomat preferito del governo, a grave danno del Mezzogiorno. Al netto dei toni trionfalistici, i ritardi nell’attuazione del Piano sono purtroppo un fatto accertato. Basta leggere ciò che scrive la Corte dei Conti nell’ultima relazione, ossia che il ritardo sugli investimenti è evidente e che avrà un impatto sulla crescita. 

TEMI DELLA SETTIMANA

SUL NUOVO CODICE DELLA STRADA IL GOVERNO SI FERMI

Comandano le macchine e la velocità e non si rispettano gli utenti più fragili

 

Il giudizio del Partito Democratico sul nuovo codice della strada è chiaro e netto: parla al secolo scorso, non tiene conto delle nuove tecnologie e distrugge gli sforzi fatti negli ultimi anni sulla mobilità sostenibile. 

 

Basterebbero le mobilitazioni che stiamo vedendo in questi giorni nelle piazze italiane, basterebbe l'appello degli amministratori locali, di chi conosce il territorio e sa come si muovono le persone nelle nostre città, per fermarsi un attimo e rendere questo codice della strada innanzitutto contemporaneo, perché poggia sulla regola del più forte. Sulle strade italiane abbiamo nove morti al giorno, più di 3.000 ogni anno, a causa della velocità, a causa della distrazione, del mancato rispetto delle precedenze.

 

Le strade e le città sono spazi che devono essere inclusivi, democratici, e devono rispettare tutti. Per queste ragioni abbiamo chiesto al governo e alla maggioranza di aprirsi all’ascolto, per fare al meglio un lavoro insieme e invece la risposta è stata l’ennesimo no. Chi si sentiva insicuro prima, chi cammina per strada, chi va in bicicletta, le persone con disabilità continueranno a sentirsi insicuri perché non si punisce la velocità e c’è leggerezza sul tema dell’utilizzo dello smartphone alla guida.

 

EX ILVA: DECRETO MIOPE E INSUFFICIENTE

Situazione drammatica, migliaia in cassa integrazione

Questo decreto avrebbe dovuto affrontare la condizione drammatica in cui si trovano le Acciaierie d’Italia e in particolare lo stabilimento dell’ex Ilva di Taranto. In realtà, pur contenendo alcune misure necessarie, è un provvedimento insufficiente, che non riesce a rispondere a una situazione che è precipitata fino al punto di arrivare al recente commissariamento e all’amministrazione straordinaria. Una scelta drastica, delicatissima e densa di incognite, alla quale si è approdati dopo una lunga serie di errori, ritardi e inadempienze che nell’ultimo anno e mezzo sono stati ancora più evidenti che in passato.

Da parte del governo c’è solo la produzione di decreti di corto respiro, miopi e incapaci di affrontare le problematiche di natura produttiva, ambientale, sanitaria e occupazionale che riguardano le Acciaierie d'Italia.

E di qui la drammatica situazione attuale, con la produzione caduta ai minimi termini (meno di 3 milioni di tonnellate di acciaio, a fronte dei 5-6 milioni previsti dai piani industriali), con migliaia di dipendenti in cassa integrazione, con la totale assenza di liquidità e lo stato di insolvenza dichiarato dalla sezione fallimentare del Tribunale di Milano, nonostante le ingenti risorse pubbliche stanziate solo nell’ultimo anno.

 

SU AUTOMOTIVE AZIONE DEL GOVERNO DEBOLE E AMBIGUA

Serve radicale inversione di rotta

In Aula abbiamo presentato una mozione sull’Automotive, per chiedere l’impegno del governo ad adoperarsi affinché Stellantis mantenga in Italia non solo la produzione, ma anche i settori della progettazione dal momento che il design italiano è riconosciuto come elemento di grande valore in tutto il mondo. Ma purtroppo la maggioranza di destra l’ha bocciato.

Abbiamo invitato il governo Meloni a procedere a una radicale inversione della sua azione sin qui debole e ambigua. È necessario che l’esecutivo si attivi nelle sedi istituzionali europee per sostenere e valorizzare il ruolo strategico dell’intero settore perché sia adeguatamente supportato nei prossimi anni, con politiche, strumenti e risorse aggiuntive per la riconversione delle imprese e la riqualificazione dei lavoratori.

Desolante constatare che siamo di fronte a un esecutivo privo di idee e di iniziative sia sul caso Stellantis, che per quanto riguarda la transizione ecologica e la riconversione industriale.

 

QUESTION TIME

CONGEDO PATERNITÀ SIA PARITARIO, UNIVERSALE, RETRIBUITO

Durante il question time, abbiamo evidenziato la necessità di un congedo che sia paritario, universale, retribuito e obbligatorio per favorire un vero e proprio passaggio culturale. Solo così si può avanzare a un'idea di genitorialità condivisa. Serve un progetto sulla natalità e la genitorialità.

Per questo salto culturale, però, servono risorse adeguate. Servono scelte politiche utili alle donne e alle famiglie. Le misure introdotte da questo governo, invece, come ad esempio il bonus mamme, rischiano di essere totalmente controproducenti perché pensano solo alle donne che hanno più di due figli. Quando la media figli delle donne italiane è di 1,2.

Se si vuole veramente intraprendere questa nuova strada, noi ci siamo. Siamo a disposizione per lavorare a un congedo paritario, universale, retribuito e obbligatorio: questo è ciò che serve alle donne e alle famiglie italiane.

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IN AULA LA PROSSIMA SETTIMANA

Consultazioni elettorali
Da martedì, discussione del disegno di legge recante disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali dell'anno 2024 e in materia di revisione delle anagrafi della popolazione residente e di determinazione della popolazione.

Prodotti agroalimentari
Lunedì, esame e votazioni sul provvedimento riguardante i contratti di cessione dei prodotti agroalimentari, e delega al governo per la disciplina delle filiere di qualità.

Teatri italiani
Lunedì, esame e votazioni sulla proposta di legge sulla Dichiarazione di monumento nazionale dei Teatri italiani.

Consiglio europeo del 21 e 22 marzo
Mercoledì alle ore 9,30, comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 21 e 22 marzo 2024.

Terzo Settore
Da lunedì 18, esame e votazioni sul provvedimento in materia di disposizioni in materia di politiche sociali e di enti del Terzo settore.

Codice della strada
Da martedì, seguito delle votazioni sul disegno di legge riguardante gli interventi in materia di sicurezza stradale e delega al governo per la revisione del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.