23/03/2026 - 17:16

"Ha vinto il NO.
Ha vinto la Costituzione, che resta il punto fermo della nostra democrazia.
Le cittadine e i cittadini hanno scelto di difenderla, con partecipazione e consapevolezza". Lo scrive su X la deputata Pd Michela Di Biase.

14/03/2026 - 16:28

“Le famiglie dei bambini e delle persone cieche e ipovedenti che si affidano all'Asp Sant’Alessio di Roma non possono essere lasciate sole. La protesta che si è svolta giovedì scorso sotto la Regione Lazio racconta una preoccupazione reale: la riduzione dei servizi e delle attività dedicate ai più fragili rischia di colpire proprio chi ha più bisogno di sostegno e continuità assistenziale”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“Parliamo di una realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento per centinaia di utenti: bambini con disabilità visiva, anziani e famiglie che trovano nel Sant’Alessio servizi educativi, riabilitativi e di supporto indispensabili. In queste settimane sono state segnalate la riduzione di attività e la difficoltà nel garantire la piena operatività dei servizi. È un segnale – prosegue Di Biase – che non può essere ignorato. Alle famiglie e agli operatori che in questi giorni stanno esprimendo la loro preoccupazione voglio dire che non sono soli. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e di intervenire”.
“Per questo – conclude Di Biase – è necessario che la Regione Lazio chiarisca rapidamente la situazione e garantisca con urgenza la piena continuità e il rafforzamento dei servizi destinati alle persone cieche e ipovedenti. Le famiglie hanno bisogno di certezze, non di ulteriori tagli ai servizi di assistenza”.

05/03/2026 - 17:08

“Dove sono le femministe? Qui. A ricordare anche a lei, Presidente, che la violenza contro le donne non è propaganda elettorale. Usarla per fare campagna contro i migranti e per spingere un referendum è indecente. Gli stupri non sono uno slogan. E alimentare odio contro la magistratura sulla pelle delle donne non significa difenderle. Significa solo strumentalizzarle” così sui social la deputata democratica Michela Di Biase che ripubblica il post ‘indecente’ cancellato da Fdi.

05/03/2026 - 17:07

Il 22 e 23 marzo votare per difendere la separazione dei poteri.

"Cominciamo chiamando le cose col nome che hanno. Questo non è una riforma: le riforme sono qualcosa di strutturale. Siamo davanti a un referendum che vuole modificare sette articoli della Costituzione italiana. Questo referendum non riguarda in alcun modo la velocizzazione dei processi né l'aumento delle garanzie per i cittadini. Riguarda invece l'aumento dei costi della giustizia italiana, perché con la duplicazione del CSM e la creazione di un'Alta Corte disciplinare avremo strutture ancora più costose per i contribuenti”. Così la deputata dem Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia, intervistata sui canali social del Gruppo Pd alla Camera.

L'esponente Pd ha poi bocciato senza appello il meccanismo del sorteggio previsto dalla riforma: "È forse la cosa che più ci preoccupa. Un organismo di rilevanza costituzionale i cui membri vengono estratti a sorte. Cosa penseremmo se il medico per un intervento chirurgico venisse scelto con un'estrazione? Non accade per nessuna categoria professionale e di certo non deve accadere nella giustizia, nel momento in cui il cittadino si trova spesso in una condizione di fragilità".

"Questo referendum non serve ai cittadini — ha concluso Di Biase — serve alla destra per modificare la Carta costituzionale e portare avanti il loro obiettivo: indebolire lo stato di diritto e la separazione dei poteri. Per questo dobbiamo andare a votare il 22 e 23 marzo, per difendere la nostra Costituzione e riaffermare che la nostra è una democrazia che non può consentire che la destra metta mano alla Carta".

 

25/02/2026 - 14:15

“I numeri del rapporto Antigone sui minori detenuti sono drammatici e rendono plastiche le responsabilità delle scelte del Governo. Per la prima volta, dopo il decreto Caivano, si registra il sovraffollamento negli Istituti penali per i minorenni: un fatto gravissimo che rompe con la tradizione educativa della giustizia minorile italiana”.

Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase, capogruppo in Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza.

“L’aumento delle presenze negli Ipm è la conseguenza di un approccio che ha privilegiato la repressione alla prevenzione. Quando si restringono le misure alternative e si amplia il ricorso alla detenzione, il risultato è inevitabile" aggiunge la deputata Pd.

“Dobbiamo capovolgere l’impostazione: il carcere non è la soluzione per i minori. Servono investimenti su messa alla prova, scuola, servizi sociali, comunità educative e giustizia riparativa. La sicurezza si costruisce offrendo opportunità, non aumentando le celle”.

 

24/02/2026 - 15:49

“La bocciatura in Commissione Bilancio alla Camera della proposta sul congedo parentale paritario è un atto grave contro le donne, contro il lavoro femminile e contro un sostegno concreto alle famiglie italiane”. Lo dichiara la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia, commentando il parere soppressivo approvato dalla maggioranza.
“Dietro il paravento dei rilievi tecnici sulle coperture – prosegue – si consuma una scelta politica precisa: impedire che il Parlamento discuta e migliori una proposta che punta a redistribuire in modo più equo i carichi di cura e a rafforzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Avevamo chiesto di riaprire i termini, la maggioranza ha invece scelto la strada più semplice e più miope: cancellare tutto”.
“Il congedo paritario non è una bandiera ideologica, ma una misura strutturale per contrastare il divario occupazionale di genere, sostenere la natalità e garantire alle famiglie strumenti reali di conciliazione. Bocciarlo – conclude Di Biase - significa dire alle donne che il loro lavoro può aspettare, che le diseguaglianze di genere continueranno a crescere e che la condivisione delle responsabilità familiari non è una priorità”.

23/02/2026 - 18:39

“La bocciatura del nostro ordine del giorno per il ripristino di Opzione Donna è una scelta grave e incomprensibile, che conferma l’assenza di attenzione della maggioranza verso le condizioni reali delle lavoratrici italiane”. Lo dichiara in Aula la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, dopo l'intervento sull'ordine del giorno a sua prima firma al decreto Milleproroghe.

“Opzione Donna – spiega l’esponente del Partito Democratico – rappresentava, pur con penalizzazioni significative sull’assegno pensionistico, uno strumento concreto di flessibilità in uscita per tante donne con carriere discontinue, salari più bassi e carichi di cura gravosi. Non era un privilegio, ma una risposta a una condizione oggettiva di disuguaglianza”.

Di Biase sottolinea come il Governo continui a rinviare ogni intervento strutturale sul tema: “Nella riformulazione proposta dal Governo si parlava genericamente di ‘valutare’ nuove misure compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica. Dopo anni di promesse, alle donne rispondete ancora con impegni futuri e formule vaghe, mentre le difficoltà sono attuali e concrete. La realtà – conclude – è che il gender pay gap, il part-time involontario e la discontinuità lavorativa producono pensioni più basse e maggiore precarietà. Bocciare un atto che chiedeva di ripristinare l’unica misura esistente significa lasciare sole migliaia di lavoratrici”.

 

 

23/02/2026 - 15:40

“La memoria di Valerio Verbano non può e non deve essere terreno di propaganda politica. Tentare di trasformare una giornata di ricordo in uno scontro ideologico è un errore grave e irrispettoso verso la città e verso una famiglia che da oltre quarant’anni chiede verità e giustizia”. Lo dichiara in una nota Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico.

“Le polemiche sollevate da esponenti di Fratelli d’Italia mistificano la realtà e rischiano di avvelenare un momento che dovrebbe unire, non dividere.

Voglio esprimere piena solidarietà a Paolo Marchionne, presidente del Municipio III, per il lavoro serio e responsabile che sta svolgendo. Marchionne ha operato con equilibrio e correttezza, nel solco dei valori democratici e della memoria condivisa. Questo momento di ricordo merita rispetto, non polemiche costruite ad arte”, conclude Di Biase.

 

15/02/2026 - 11:47

"Oggi saremo in piazza per dire no al ddl Bongiorno, un testo che rischia di peggiorare la legge esistente e di riportare indietro di trent’anni le conquiste delle donne nel nostro Paese”. Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase. “Nel giorno in cui ricordiamo l’anniversario della legge che ha finalmente riconosciuto la violenza sessuale come reato contro la persona, non possiamo accettare passi indietro. La battaglia di allora fu chiara: affermare la centralità della libertà e dell’autodeterminazione delle donne. Oggi quella centralità va rafforzata, non indebolita” aggiunge la deputata.
“Chiediamo alla presidente del Consiglio Meloni di tornare sui suoi passi e di introdurre nell’ordinamento il principio del consenso libero e attuale, quel testo su cui avevamo trovato un accordo alla Camera. Senza consenso è violenza. È questo il punto fermo che deve guidare ogni riforma, senza ambiguità e senza arretramenti” conclude Di Biase, che sulla proposta è stata relatrice a Montecitorio.

12/02/2026 - 12:04

"L’assoluzione di Francesco D’Ausilio con formula piena, perché il fatto non sussiste, è una notizia che rende giustizia e verità a distanza di anni. In tutti gli incarichi pubblici che ha ricoperto, Francesco ha sempre agito con rettitudine e senso delle istituzioni. Lo sa bene chi ha lavorato con lui, io sono sempre stata orgogliosa di averlo avuto come capogruppo in Assemblea Capitolina. Oggi una decisione che ristabilisce la piena verità, ma è anche la vittoria di un amico". Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase commentando la sentenza di assoluzione.

 

11/02/2026 - 11:59

“I numeri dicono una cosa chiarissima: l’Italia resta indietro rispetto all’Europa e il gender gap nel lavoro continua a pesare come un macigno sulle donne. Il divario di genere nell’occupazione nel nostro Paese è quasi doppio rispetto alla media UE: 19,4% contro 10%. E dopo la nascita di un figlio quasi 7 dimissioni su 10 sono femminili. Non è un’emergenza episodica: è un problema strutturale, che il governo continua a non affrontare con interventi all’altezza”.

Lo dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico, commentando il rapporto "Tra nidi, part-time e vertici: perché la parità sul lavoro è ancora un miraggio?" della Rome Business School.

“Non bastano misure spot: serve una strategia, subito. A partire da un punto decisivo: il congedo paritario, perché la genitorialità non può essere una penalizzazione per una sola parte. Bisogna mettere in campo ogni strumento possibile per sostenere la continuità delle carriere femminili, ridurre il ricorso al part-time involontario, contrastare l’uscita dal lavoro dopo un figlio e chiudere il divario che ci separa dall’Europa”.

“Abbiamo già indicato la strada con due proposte di legge per sostenere il carico di lavoro femminile e aiutare concretamente le famiglie – aggiunge la deputata, prima firmataria delle proposte -: tra le misure, un bonus annuale per contribuire al costo dei centri estivi, che oggi è una delle voci più pesanti per chi lavora e ha figli. Oggi è la Giornata delle ragazze nella scienza e da tre anni è ferma una mia proposta di legge per incentivare lo studio femminile delle materie STEM, che significa aprire alle ragazze opportunità reali, perché le competenze STEM garantiscono condizioni migliori di occupazione, salari e possibilità di carriera”.

“Se davvero si vuole ridurre il gender gap – conclude – bisogna smettere di raccontare l’aumento dell’occupazione femminile come un successo sufficiente. Il punto è trattenere le donne nel lavoro e farle crescere professionalmente. Il governo esca dall’inerzia: servono interventi strutturali, e servono adesso.”

 

07/02/2026 - 17:25

«Le parole di Galeazzo Bignami sono gravi e inaccettabili. Attaccare la Corte di Cassazione e metterne in discussione la legittimità significa colpire un organo di garanzia fondamentale dello Stato e minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni». Lo dichiara la deputata del Partito democratico Michela Di Biase.

«È questo il vero volto della maggioranza – prosegue –: delegittimare la magistratura ogni volta che non si piega alle esigenze politiche del momento. Un atteggiamento pericoloso, che rappresenta un attacco diretto alla Costituzione e all’equilibrio tra i poteri».

«Sul terreno delicato del referendum – conclude Di Biase – la Cassazione ha riconosciuto legittima l'istanza di chi ha fatto ricorso e avviato una raccolta firme nel Paese, non sono accettabili strumentalizzazioni. Questo clima non può e non deve essere normalizzato».

 

03/02/2026 - 14:54

«Quella del ministro Piantedosi non è stata un’informativa sui fatti di Torino, ma una strumentalizzazione politica di episodi gravissimi, usata con un solo obiettivo: giustificare le misure liberticide che il Governo intende inserire nel nuovo decreto sicurezza». Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.

«Le parole del ministro sono preoccupanti perché alimentano un clima di odio nel Paese e finiscono per mettere a rischio, in prima istanza, proprio le forze dell’ordine», prosegue Di Biase.

«Non si può confondere chi manifestava pacificamente con chi ha aggredito gli agenti di polizia. Ed è ancora più inaccettabile usare episodi di violenza per legittimare scelte gravi e sbagliate, come quelle ribadite oggi in Aula, a partire dall’introduzione del fermo preventivo».

 

27/01/2026 - 16:24

“Si tratta di una grande occasione persa, che farà compiere un grave passo indietro al nostro ordinamento”, dichiara Michela Di Biase (PD), relatrice del testo approvato all’unanimità a Montecitorio. “La Presidente della Commissione Giustizia del Senato, senatrice Giulia Bongiorno, ha presentato e anche votato — aspetto questo che non può passare inosservato — un emendamento che compromette totalmente la proposta di legge sul consenso, già approvata all’unanimità alla Camera e che, recependo la Convenzione di Istanbul, avrebbe rappresentato un salto in avanti per la legislazione italiana, adeguandola a quella di numerosi altri Paesi che lo hanno già fatto”.
“Il testo dell’emendamento è stato scritto da una donna ma dettato dal patriarcato”, aggiunge Di Biase, “lo giudico retrogrado e pericoloso, perché si allontana dal solco tracciato dalle sentenze della Corte di Cassazione, che riconoscono il consenso come elemento centrale. Con questo emendamento, il consenso scompare dall’ordinamento, rappresentando un arretramento inaccettabile per la tutela delle donne”.

 

22/01/2026 - 14:33

“La proposta della senatrice Bongiorno è retrograda e pericolosa. Non solo annulla il lavoro fatto con impegno alla Camera, ma rappresenta un passo indietro rispetto all’inserimento nel nostro ordinamento del consenso libero e attuale, in linea con la Convenzione di Istanbul e con quanto già fatto da molti Paesi europei e già oggi riconosciuto dalle sentenze della Corte di Cassazione. Introdurre il concetto di dissenso peggiora la tutela prevista dal nostro ordinamento, indebolendo la protezione delle donne vittime di violenza. Sul piano politico, non possiamo non sottolineare che Bongiorno tradisce un impegno unanimemente preso da tutte le forze presenti in parlamento. Con quale faccia la maggioranza può accettare un testo che arretra gli impegni presi a tutela delle vittime? Inoltre, spiace che un testo così retrogrado arrivi proprio da chi ha professionalmente trattato questi temi.”. Così dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico e relatrice del provvedimento alla Camera che conclude dicendo “È evidente che non siamo davanti ad un aggiustamento tecnico ma a una cinica scelta politica”.

 

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