“Il discorso della presidente Meloni in occasione della Settimana delle discipline Stem dimentica ancora una volta il divario di genere nell’accesso ai corsi universitari di ambito scientifico. E’ questo il problema principale che riguarda il nostro Paese, ma la premier non ne ha fatto alcun cenno. Tra i laureati nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, registriamo dagli ultimi dati Istat disponibili una percentuale del 34 per cento tra gli uomini e di appena il 16 per cento tra le donne. Se prendiamo solo i numeri dei laureati in ingegneria scopriamo che le donne sono appena il 26 per cento, una su quattro. Sono dati preoccupanti, che hanno conseguenze dirette sul futuro lavorativo delle donne”.
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico, Michela Di Biase.
“Lo studio delle Stem - aggiunge - è un viatico importante per la riduzione del gender gap salariale. Troppi stereotipi e pregiudizi precludono alle donne l'accesso agli studi scientifici. Sulla promozione della parità tra i sessi nell’accesso alla formazione per le discipline Stem c’è una proposta di legge di cui sono prima firmataria che è ferma in Commissione. Mi auguro - conclude - che in occasione della Settimana delle discipline Stem si decida di riprendere i lavori per arrivare ad una veloce approvazione”.
"Ormai è chiaro, i diritti dei minori sono fuori dagli obiettivi del governo Meloni. Quando si tratta di trovare risorse e investimenti tagliano i fondi ed i progetti per l'infanzia. È una vergogna". Così la capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza, Michela Di Biase, commentando lo schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo nazionale Infanzia e Adolescenza.
"Il mese scorso i tagli in finanziaria al fondo per la povertà educativa - ha proseguito la deputata Pd - oggi abbiamo appreso dei tagli sul fondo per l'Infanzia che viene ripartito annualmente alle città metropolitane. Quasi 1,5 milioni di euro di decurtazioni che si abbatteranno sui progetti che i comuni attuano per le politiche di inclusione e sostegno. Questo Governo non si smentisce mai: da una parte nomina commissari per annunciare l'intenzione di volersi occupare di periferie, come hanno fatto con il decreto Pnrr, e poi taglia le risorse per i progetti per i più giovani che vivono proprio in questi territori. Un governo di slogan, nessun atto concreto" ha concluso Di Biase.
"Ancora una volta si ricorre alla decretazione d’urgenza per modifiche normative che avrebbero potuto avere ben altro esito se inserite dentro un vero confronto parlamentare. Un provvedimento che tocca alcuni temi importanti – si pensi al sovraffollamento carcerario – senza individuare soluzioni strutturali. Il 2025 è iniziato in maniera tragica, con già nei primi 20 giorni 8 suicidi in carcere. E’ una situazione insostenibile, un’emergenza a cui non possiamo permetterci di abituarci, che trova origine – come ormai è evidente - nelle condizioni di detenzione. Accanto all’aumento dei suicidi e dei fenomeni di autolesionismo cresce anche il sovraffollamento. Gli ultimi dati di pochi giorni fa del Garante dei detenuti nazionale parlano di percentuali superiori in media al 130 per cento, per arrivare a percentuali del 220 per cento come nel carcere di San Vittore a Milano. In Puglia il sovraffollamento è al 171%, in Lombardia al 151%, nel Lazio al 146%. Ma di concreto per il sovraffollamento non c'è nulla in questo decreto, in cui troviamo solo nuove norme per il commissario delegato all’edilizia penitenziaria. Questo decreto, che pur contiene alcuni correttivi condivisibili, è l’immagine esatta di un esecutivo che rifiuta di entrare nel merito delle questioni strategiche che riguardano la giustizia per inseguire una visione repressiva e punitiva". Lo ha detto la deputata del Pd, Michela Di Biase, intervenendo in Aula in discussione generale sul dl Giustizia.
“Oggi è stata una grande emozione partecipare alla cerimonia di inaugurazione della statua in memoria di Willy Monteiro a Colleferro. La morte di Willy ha sconvolto il Paese per l’atrocità con cui è stato ucciso, ma a rimanere nella memoria è stato soprattutto il suo gesto: correre in soccorso di un amico in difficoltà, senza paura, per fare la cosa giusta. Un gesto per il quale il Presidente Mattarella ha voluto riconoscere la medaglia al valore civile alla memoria. Rimarranno nella nostra mente le parole della madre, che questa mattina rivolgendosi agli studenti presenti li ha esortati a non farsi vincere mai dall’odio e dal desiderio di vendetta. Il suo appello alla gentilezza è il modo più giusto per celebrare la Giornata del Rispetto in memoria di Willy e rappresenta un richiamo forte al nostro impegno quotidiano”. Lo ha dichiarato la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza, partecipando a Colleferro all’inaugurazione della statua in memoria di Willy Duarte Monteiro.
"Solidarietà a Roberto Speranza per l'ennesimo attacco vigliacco dei no vax, che hanno imbrattato i muri dello Studio 26 di Roma dove stasera è prevista un'iniziativa. Nel ruolo di Ministro della Salute, Speranza ha saputo guidare con successo la campagna vaccinale contro il Covid, difendendo la scienza contro le teorie complottiste e antiscientifiche. Ancora oggi paga le conseguenze di un lavoro serio e coraggioso, di cui gli siamo grati, per difendere le cittadine e i cittadini italiani nel periodo della pandemia”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“Il decreto del 23 dicembre è un provvedimento che smantella l’ordinamento costituzionale. Si superano le prerogative degli enti locali e dei comuni, commissariando interi quartieri sparsi sul territorio italiano per imporre il “modello” Caivano. Un modello tutt’altro che virtuoso, che ha minato il sistema della giustizia minorile per affermare un approccio securitario e punitivo”. Lo ha detto la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase intervenendo in Aula sulle pregiudiziali al decreto ‘Misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonché per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza’.
“Non viene accennato al criterio con cui sono state scelte queste proprio zone e non altre. Ancora - ha proseguito la deputata Pd - nel decreto non c’è nessun accenno ai criteri né tanto meno ai contenuti del piano straordinario d’intervento che il commissario straordinario dovrà approntare. Sappiamo solo una cosa: al di là delle rassicurazioni formali di dialogo e condivisione, questi quartieri saranno commissariati dal Governo, tolti dalla competenza diretta di Sindaci e presidenti delle municipalità”.
“E’ chiaro l’intento del Governo: per celare l’assenza di una visione complessiva per la soluzione di questi problemi si rifugge verso il modello Caivano, un insieme di repressione e ossessione securitaria come mai visto prima nel nostro Paese. Si sceglie qualche quartiere e si avvia la gran cassa della propaganda di Governo, con il risultato evidente di produrre una ghettizzazione di queste zone e con il rischio concreto – ha evidenziato Di Biase - di produrre effetti peggiori della situazione esistente. Bisogna invece ripartire dai presidi associativi e culturali di queste comunità, dagli amministratori locali, dalle parrocchie e insieme formare un’alleanza che sappia mettere al centro percorsi di assistenza e di riscatto sociale. L’azione preziosissima delle forze dell’ordine – ha concluso - non basta da sola a bonificare territori così complessi, occorre una rigenerazione culturale, sociale ed educativa”.
"Il Governo ha scelto di cancellare i programmi di educazione all'affettività nelle scuole spostando le risorse sui progetti per formare i docenti sull'infertilità e come prevenirla. È una decisione gravissima, un tradimento degli intenti con cui era nato il fondo in legge di Bilancio. È anche la conferma di una maggioranza che insegue i 'pro vita' e lavora contro i diritti delle donne". Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase, capogruppo in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. "La violenza contro le donne può essere contrastata con programmi sull'educazione affettiva e sessuale, ma questo Governo lavora in direzione contraria - evidenzia la deputata Pd-. Nel Paese sono nati centinaia di progetti positivi nelle scuole italiane grazie all'iniziativa di dirigenti scolastici e associazioni studentesche, ma l'Italia è uno dei pochissimi Paesi europei in cui non esiste ancora un programma nazionale di educazione alla sessualità a scuola. Ogni volta si dice che bisogna partire dall'educazione dei più piccoli - prosegue Di Biase - e invece l'unica cosa che questo Governo sa fare, aldilà dei proclami, è tagliare i fondi necessari all'educazione all'affettività, al riconoscimento dell'altro e al rispetto reciproco. E' solo partendo da questi progetti che si potranno porre le basi per una societa' libera dagli stereotipi di genere e dalla violenza contro le donne", conclude la capogruppo Pd in commissione Infanzia.
“La domanda che tutti noi dovremmo farci è se questa riforma costituzionale è in grado di rispondere ai tanti problemi, alle tante suggestioni che anche oggi sono emerse in quest'Aula. Occorreva una riforma costituzionale, così come ci viene proposta dal ministro Nordio, per risolvere ed affrontare quelli che sono i problemi della giustizia italiana?
La risposta è no e noi questo dobbiamo dirlo con forza; noi abbiamo ascoltato le varie dichiarazioni che sono state fatte dal Ministro Nordio, in cui addirittura si sostiene come la separazione delle carriere sia consustanziale al processo accusatorio e spesso viene tirato in ballo l'articolo 111 della nostra Costituzione, come se in qualche modo fosse prevista dall'articolo 111 appunto la separazione delle carriere. La nostra Costituzione non vieta che ci sia, ma certo è che le parole di Nordio non corrispondono a verità, quando dice che per applicare in pieno la Carta costituzionale abbiamo bisogno della separazione delle carriere.
In particolare, vorrei soffermarmi sull'aspetto che riguarda la sentenza della Corte costituzionale, n. 37 del 2000, dove si sottolinea come nel nostro Paese esista un unico ordine, un unico Consiglio superiore della magistratura e non esista alcun dettame costituzionale che vieti la separazione delle carriere. Ma quello che state facendo voi, in questo provvedimento non è la separazione delle carriere! Voi state separando la magistratura, che è cosa ben diversa.
È per questo che siamo qui e saltiamo sulla sedia rispetto alle cose che stiamo ascoltando, perché, per separare le carriere, diciamocelo una volta per tutte, non sarebbe stata necessaria una riforma costituzionale. Voi lo avreste potuto fare a Costituzione invariata. Avete avuto la necessità di procedere a una riforma costituzionale, perché quello che state facendo è separare in due la magistratura.
Ed ogni corpo, così come ci viene ricordato dai giuristi - così come accade anche in natura - che viene frazionato, ogni organismo unitario che viene separato, determina generalmente un impoverimento”. Lo ha detto la deputata del Pd, Michela Di Biase, intervenendo in aula sul ddl giustizia.
“Siamo al 9 gennaio e cinque detenuti si sono già tolti la vita. Il 2024 è stato un anno drammatico per il numero di suicidi in carcere, superando ogni record negativo, ma il 2025 sembra iniziato in maniera peggiore. L’ultimo, drammatico caso è avvenuto ieri sera a Roma, nel carcere di Regina Coeli: un detenuto di 25 anni si è tolto la vita impiccandosi in cella. Il Governo ha perso il controllo della situazione delle carceri italiane: non è più un emergenza ma un bollettino di guerra”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.
“Da mesi i nostri appelli al Governo e al Ministro Nordio cadono nel vuoto. Una situazione inaccettabile di fronte a numeri drammatici – sottolinea Di Biase -. Il sovraffollamento carcerario è oltre ogni limite, come mai prima in Italia. La situazione del carcere di Regina Coeli indica con chiarezza il problema: qui il sovraffollamento tocca quota 186 per cento, a fronte di 566 posti disponibili sono presenti 1051 detenuti. Le celle sono luoghi in cui viene meno la dignità dei detenuti”.
“In questi giorni abbiamo ascoltato l’appello di Papa Francesco per la condizione dei detenuti – aggiunge la deputata - ma quelle parole hanno bisogno di essere raccolte e trasformate in azioni concrete per migliorare la condizione in cui si trovano le carceri del nostro Paese. Mancano le risorse per aumentare il personale sanitario e il sostegno neuropsichiatrico. Mancano educatori e formatori e soprattutto – evidenzia –, mancano interventi per forme alternative di detenzione che potrebbero ridurre il numero di detenuti. Il Governo continua a parlare di aumento della capienza delle carceri – conclude Michela Di Biase – ma il piano carceri è fermo da due anni e i tempi di realizzazione di nuove strutture possono essere decennali e con costi non sostenibili per lo Stato. E’ solo un modo per rinviare la questione”.
“Ancora una volta il Governo usa il criterio dell’emergenza per intervenire nelle zone vulnerabili del Paese. Interventi spot senza alcuna programmazione e senza che il Sindaco e l’amministrazione comunale siano stati coinvolti; Dopo il decreto Caivano, il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi un nuovo decreto che affida al commissario straordinario nominato per la città campana la redazione di un piano di interventi in sei quartieri a rischio: Rozzano, Roma Quartiere Alessandrino-Quarticciolo, Napoli Quartiere Scampia-Secondigliano, Orta Nova, Rosarno-San Ferdinando, Catania Quartiere San Cristoforo, Palermo Borgonuovo. Un altro decreto, come abbiamo appreso dalla stampa, che somma questioni diverse tra loro senza nessuna strategia chiara per favorire l’inclusione sociale, ridurre la criminalità, sostenere l’amministrazione comunale rispetto al tema dell’emergenza abitativa e contrastare il disagio, che colpisce molte delle periferie urbane”. Lo afferma la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“Presenterò un’interrogazione per chiedere quali concreti strumenti il Governo intenda attivare per le sei aree, quali siano stati i criteri e i parametri oggettivi con i quali sono state individuate queste zone, caratterizzate da un aumento dei fenomeni criminosi al pari di molte altre in Italia, e che ora vengono indicati all’opinione pubblica nazionale come i luoghi della massima emergenza’ al pari di Caivano, con le inevitabili conseguenze in termini di immagine e ghettizzazione. E poi chiediamo – prosegue la deputata Pd - di essere messi a conoscenza degli interventi che si adotteranno per fronteggiare la situazione. Nel caso dei quartieri romani di Quarticciolo e Alessandrino c’era anche una giusta richiesta del Presidente di Municipio per istituire una cabina di regia che coinvolgesse tutti i livelli istituzionali, in primis ovviamente il Comune di Roma. Si è scelto invece di affidare tutto nelle mani di un commissario che viene da Caivano. Una scelta incomprensibile” conclude Michela Di Biase.
“Un altro suicidio in carcere a Viterbo ed uno sventato solo grazie all’intervento della polizia penitenziaria nel carcere di Modena. Il 2024 sarà ricordato come l’anno orribile per le carceri italiane: 87 suicidi tra i detenuti ed i numeri del sovraffollamento che superano il 133 per cento”. Lo afferma la deputata del partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.
“Come sottolineato anche dal Garante dei detenuti del Lazio, nelle carceri mancano operatori, personale sanitario e psicologi – prosegue la deputata Pd -. Davanti a questo quadro drammatico il Governo invece di approntare misure strutturali ha approvato un decreto vuoto, senza norme e senza risorse per ridurre il sovraffollamento, e si nasconde dietro slogan vuoti. Servono invece provvedimenti che incidano nell’immediato sui numeri generali della detenzione e sulla qualità della vita nelle carceri italiane, sia a garanzia della vita e dell’integrità psico-fisica delle persone recluse, che dello staff carcerario. Il numero dei suicidi è un bollettino di guerra – conclude Di Biase – il Governo non può continuare a nascondere questa drammatica emergenza”.
“L’approvazione del nostro emendamento alla finanziaria per il sostegno psicologico delle studentesse e degli studenti a scuola è una buona notizia. Finalmente un passo in avanti nella nostra battaglia per costruire strumenti di supporto al disagio giovanile. Abbiamo iniziato questa battaglia nei mesi scorsi in Parlamento, ascoltando anche le rivendicazioni su questo delle associazioni studentesche. Investire sul benessere psicologico dei più giovani significa assicurare loro una crescita serena. Grazie alla proposta del partito Democratico approvata in commissione Bilancio sarà creato un fondo apposito che prevede che in via sperimentale saranno attivati presìdi territoriali di esperti psicologi a supporto delle istituzioni scolastiche per far fronte alle fragilità delle ragazze e dei ragazzi”. Lo afferma la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
Calendario Dap 2025 non rispecchia Costituzione
“Ministro Nordio, ciò che oggi lei non ha citato è l’articolo 27, comma 3, della Costituzione italiana. Lei invece doveva partire da quello, che rappresenta il significato che la pena ha nel nostro Paese. Noi le chiediamo di ritirare immediatamente il calendario della Polizia penitenziaria 2025 e faccia anche un favore al Parlamento ritirando le deleghe al sottosegretario Delmastro Delle Vedove”.
Così la deputata democratica della commissione Giustizia, Michela Di Biase, replicando in Aula al ministro Carlo Nordio nel Question time sull’iniziativa ‘Il nuovo volto della Polizia penitenziaria 2025’.
“Mi chiedo - ha aggiunto - come lei non sia stremato. Sono due anni che viene in Parlamento a fare l’avvocato difensore del sottosegretario. Lei che è impegnato nella battaglia per la separazione delle carriere ha tramutato la sua figura nell’unicità delle carriere. E’ riuscito per 40 anni a svolgere la professione di magistrato e negli ultimi due, invece di svolgere la funzione di ministro, ha scelto di essere il difensore di Delmastro, addirittura paragonandolo a Churchill. Noi pensiamo che tutto questo sia gravissimo, perché è chiaro qual è lo sceneggiatore che sta dando questa immagine della polizia penitenziaria che non corrisponde al vero. L’immagine violenta che voi volete descrivere non è nelle corde di questi agenti, che invece si prendono cura dei detenuti. State dando questa immagine distorta anche non mettendo risorse adeguate per assumere il personale che serve all’interno degli istituti di pena. Lo fate mortificando ogni giorno quel corpo, anche respingendo ogni tentativo del Partito Democratico per maggiori risorse finanziarie e umane. La smetta di venire in Parlamento a difendere Delmastro - ha concluso - che abbiamo capito essere soltanto un provocatore e provate a compiere qualche scelta che serva all’interno delle carceri italiane: perché oggi il dato dei suicidi è allarmante”.
“Chiediamo al Governo di ritirare immediatamente il nuovo calendario della polizia penitenziaria e di interrompere una campagna di comunicazione che tradisce i principi costituzionali di umanità e la funzione rieducativa della pena sanciti dalla Costituzione.
La rappresentazione delle carceri come esclusivo teatro di conflitto e violenza rischia di legittimare approcci repressivi, in netto contrasto con il ruolo che il sistema penitenziario dovrebbe svolgere: favorire il reinserimento sociale delle persone detenute e garantire il rispetto della loro dignità.
Invitiamo il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a cui chiediamo se ha visto e condiviso il video e il calendario prima della loro pubblicazione, a riferire con urgenza in Parlamento sulle recenti scelte comunicative e operative del suo dicastero e del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Abbiamo depositato una interrogazione parlamentare a riguardo e chiederemo che anche il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria riferisca in commissione giustizia su questa vicenda.
Riteniamo che le istituzioni abbiano il dovere di promuovere un modello di giustizia che sia equilibrato, rispettoso dei diritti umani e orientato alla rieducazione. Qualsiasi altra direzione e rappresentazione rappresenta un pericoloso passo indietro per lo Stato di diritto. Auspichiamo che una presa di posizione come da noi indicata, venga assunta anche dal Garante nazionale dei detenuti”. Così il gruppo parlamentare del Pd annuncia l’interrogazione a prima firma della deputata Michela Di Biase e sottoscritta dalla responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani.
“Negli istituti penali minorili è fondamentale la formazione del personale. Ma dalle dichiarazioni in audizione del capo dipartimento Sangermano e di quelle del sottosegretario alla Cultura Mazzi, che stranamente e con mio rammarico viene a rispondere alla mia interrogazione, la divisa all'interno dei DPM viene impartita per questioni di autorevolezza percepita creando distanza tra personale e i ragazzi. Così invece di formare il personale, il governo preferisce eludere il problema e dare risposte burocratiche che nulla hanno a che fare con la funzione rieducativa”. Così la deputata dem Michela Di Biase in replica all'interrogazione al ministro di Giustizia sulla circolare delle divise nei carceri minorili.
“In due anni di legislatura, questo governo ha reso gli istituti penali minorili sempre più simili ai carceri degli adulti, smantellando e sminuendo il sistema della messa alla prova e creando un sovraffollamento che prima del decreto Caivano era inesistente”, conclude Di Biase.