“Se la maggioranza e il governo non vogliono ascoltare le opposizioni, perché ideologicamente e politicamente rifiutano ogni forma di dialogo, allora ascoltino almeno il Presidente della Repubblica. Le sue parole di oggi sono chiare e inequivocabili: lo stallo sulla presidenza Rai è sconfortante e deve essere superato.”
Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, commentando il monito del Presidente Mattarella durante la cerimonia del ventaglio.
“Il pluralismo dell’informazione e il buon funzionamento del servizio pubblico – prosegue Graziano – non sono materia di scontro politico, ma principi sacrosanti da tutelare. Il Regolamento europeo sulla libertà dei media, che entrerà in vigore l’8 agosto, impone maggiore indipendenza e trasparenza per il servizio pubblico. La Rai non può restare ostaggio di logiche di potere o paralisi istituzionale.
Serve un passo avanti, subito: il pluralismo non si governa, si garantisce.”
“Siamo molto lontani dal Media Freedom act e dalla realtà. Il testo base presentato oggi dalla maggioranza dà di fatto pieni poteri ai partiti di governo, offrendo loro la possibilità di eleggersi da soli tutti i consiglieri di amministrazione e anche il presidente della Rai” così una nota del capogruppo democratico nella commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano.
“Sui dazi la gara tra Von der Leyen e Meloni ormai è sulla ‘cupidigia del servilismo’ come avrebbe detto Vittorio Emanuele Orlando nei confronti di Trump. La prima falsa europeista, la seconda falsa nazionalista: non c’è nulla di cui essere contenti anzi un disastro” così sui social il democratico Stefano Graziano.
“E’ paradossale che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non si esprima sulla tragedia che si sta consumando nella Striscia di Gaza, e che l’Italia a causa di questo immobilismo del governo non sia partecipe dell’operazione umanitaria promossa da Gran Bretagna, Germania e Francia, per portare aiuto con lancio di viveri dagli aerei ad una popolazione ormai ridotta allo stremo. Meloni è ormai praticamente scomparsa da ogni tavolo internazionale, non solo sulla crisi mediorientale, ma anche sulla questione ucraina e sul tema dei dazi di Trump. Questa sua sudditanza ai dettami del presidente degli Stati Uniti ha provocato il nostro isolamento e inconsistenza”.
Così il capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera, Stefano Graziano.
“La situazione della Rai è sempre più critica e lo stallo sulla riforma della governance rischia di costare caro all’Italia, con una multa da oltre 7 milioni di euro se entro l’8 agosto non si interverrà come richiesto dall’Unione europea. Le opposizioni hanno fatto la loro parte: abbiamo messo a punto una proposta unitaria, seria e concreta, ispirata ai principi del regolamento europeo, che chiede maggiore indipendenza, trasparenza e una netta separazione tra politica e servizio pubblico. Ora tocca alla maggioranza dire cosa intende fare”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai.
“Fino ad oggi – prosegue il deputato dem – la maggioranza ha mostrato scarsa volontà di confronto. Se davvero si vuole salvare il servizio pubblico radiotelevisivo, occorre cambiare rotta. Altrimenti saremo di fronte all’ennesimo atto di autolesionismo, con i cittadini che, oltre al canone, si troveranno a pagare la ‘TeleMeloni Tax’ a causa dell’immobilismo del governo”.
“Per il Partito Democratico – conclude Graziano - la Rai deve essere dei governati, non dei governanti. Il servizio pubblico ha una funzione fondamentale in democrazia: garantire un’informazione pluralista, indipendente e accessibile. Ogni giorno perso è un danno per l’Italia e per i suoi cittadini. La destra dimostri di voler davvero modernizzare la Rai e rispettare le regole europee, oppure si assuma la responsabilità di questo fallimento davanti al Paese e all’Europa”.
“Escludere la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli dalla governance dell’America’s Cup rappresenta un atto grave e ingiustificabile. Non si può organizzare un evento di portata mondiale senza coinvolgere le istituzioni che, più di tutte, saranno chiamate a garantire il successo della manifestazione sul territorio”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio.
“Questa non è una scelta tecnica – continua Graziano – ma l’ennesimo atto politico di discriminazione nei confronti del Sud. Perché la Lombardia siede nel comitato organizzatore di Milano-Cortina e la Campania viene esclusa dall’America’s Cup? È evidente: si segue lo schema ormai consolidato della destra, che continua a penalizzare il Mezzogiorno, anche quando si tratta di opportunità internazionali”.
“È sconcertante inoltre – conclude Graziano – il silenzio complice dei parlamentari campani della destra, che accettano senza fiatare una decisione che penalizza la nostra regione e mortifica il ruolo di Napoli. Ma dovranno assumersene la responsabilità davanti ai cittadini, soprattutto in campagna elettorale”
“Le aree interne sono una parte dell’Italia, sono una risorsa per il nostro paese e non dobbiamo assolutamente permettere che vengano abbandonate a loro stesse.
Questo governo sta facendo poco e niente per le aree interne e il vero rischio è il totale collasso di una parte importante dell’economia italiana poiché si stanno spopolando intere parti di regioni importanti dell’Italia. I giovani senza servizi adeguati, senza strutture adeguate sono costretti ad andare a studiare lontano dal paese o dalla città in cui vivono, magari perché per andare a scuola o all’università ci mettono due ore e mezza ad andare e due ore e mezza a tornare, poiché il loro territorio non è servito adeguatamente. Noi come Partito Democratico abbiamo presentato una proposta di legge, annunciata dalla segretaria Schlein, che prevede lo stanziamento di 6 miliardi di euro per queste aree interne, per permettere a questi giovani, a queste famiglie che desiderano vivere nelle loro città di poterlo fare. Il governo non può essere sordo e cieco di fronte a tutto questo”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa dí Montecitorio.
"'La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale', mai monito fu più attuale. Paolo Borsellino aveva compreso da tempo che la cultura fosse uno strumento fondamentale per contrastare i sistemi mafiosi e criminali. Ancora oggi, la scuola rappresenta per i giovani la chiave dell'emancipazione sociale, offrendo loro indipendenza, libertà e la capacità di non piegarsi.
Paolo Borsellino, uno dei protagonisti nella lotta antimafia, fu brutalmente assassinato insieme ai cinque agenti della sua scorta, il 19 luglio 1992, in Via D'Amelio. La sua eredità ci spinge a continuare la lotta e a perseguire la cultura come uno strumento fondamentale per contrastare la criminalità organizzata". Lo scrive in un posto social il deputato Stefano Graziano, Capogruppo Pd in Commissione Difesa alla Camera.
Si è tenuto oggi alla Camera dei Deputati, presso la Sala Berlinguer, il tavolo tecnico convocato dalle forze di opposizione per avviare i lavori sulla riforma della governance della RAI, alla vigilia dell’entrata in vigore dell’European Media Freedom Act.
L’incontro, promosso con il coinvolgimento delle principali associazioni impegnate per la libertà e la trasparenza dell’informazione, rappresenta l’apertura ufficiale del “cantiere delle opposizioni” per costruire un nuovo modello di servizio pubblico radiotelevisivo, finalmente autonomo dalla politica e all’altezza degli standard europei.
L’obiettivo dichiarato è giungere in tempi rapidi alla definizione di un testo unitario che faccia sintesi delle diverse proposte già presentate autonomamente dai gruppi parlamentari, da sottoporre al Parlamento per aprire una vera sfida di merito alla maggioranza – che, come dimostra il perdurante stallo sulla nomina del presidente di garanzia della RAI, appare ancora priva di una linea comune e di una visione riformatrice condivisa.
La riforma si pone anche come strumento per evitare che agli italiani venga imposta, per via indiretta, una nuova “TeleMeloni Tax”, ovvero un uso opaco e politicizzato della RAI finanziata con risorse pubbliche. La proposta delle opposizioni intende invece rafforzare il ruolo della RAI come servizio pubblico indipendente, trasparente e pluralista, nel pieno rispetto del diritto dei cittadini a un’informazione libera e corretta, così come sancito dalle nuove direttive europee.
Hanno partecipato all’incontro:
* Stefano Graziano (Partito Democratico)
* Dario Carotenuto (Movimento 5 Stelle)
* Vincenzo Vita (Alleanza Verdi e Sinistra)
* Maria Elena Boschi (Italia Viva)
* Niccolò Scibelli (+Europa)
* Valentina Grippo (Azione)
Associazioni presenti: Articolo 21, MoveOn, NoBavaglio, Libera Informazione, Articolo 5, Giovani Democratici – Unione degli Studenti.
Nei prossimi giorni il gruppo di lavoro proseguirà le consultazioni tecniche e politiche per arrivare alla stesura di una proposta legislativa condivisa.
“A Santa Maria la Fossa, nel casertano, un bene confiscato a uno dei capi della camorra casalese, Francesco Schiavone detto Sandokan, è stato incendiato. Le fiamme sono partite da più punti, segno evidente di un atto doloso. Sono andati distrutti tutti e 7 gli ettari coltivati a cardo, frutto del progetto di riscatto della cooperativa Terra Felix.
Perché? Perché dà fastidio che la terra dei clan diventi terra di legalità. Dà fastidio che da quel terreno oggi non si estragga violenza, ma speranza. Dà fastidio che il cambiamento sia possibile, concreto, visibile.
A chi ha appiccato le fiamme, non abbiamo paura di dire: siete dei vigliacchi. Sappiate però che quel campo lo coltiveranno ancora. E continueranno a restituire dignità alla nostra terra”. Lo dichiarano in una nota congiunta Sandro Ruotolo, responsabile informazione e cultura del PD e Stefano Graziano capo gruppo Pd in commissione Difesa della Camera.
“Per quanto riguarda la difesa e l’acquisto di armi e materiale bellico, non dobbiamo ridurre la trasparenza. Abbiamo la corte dei conti che già svolge un egregio lavoro capillare di controllo, quindi non vedo l’esigenza di creare un altro organo appositamente per questo. Se la questione riguarda i tempi, c’è da sottolineare che la trasparenza sicuramente non rallenta le procedure, ma grazie alla digitalizzazione semmai le accelera. Diciamo quindi che la creazione di una commissione ad hoc è una tesi poco convincente e che va a creare una grande confusione a discapito della trasparenza. Ci auguriamo quindi che il governo e il ministro Crosetto riflettano su questi punti e facciano retromarcia definitivamente, tenendo conto non solo delle forze di opposizione ma anche di esperti del settore”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, a proposito delle indiscrezioni apparse sui quotidiani di un emendamento del governo al dl Infrastrutture sulle procedure di acquisto di materiale bellico e militare.
“Sono profondamente addolorato per la morte del generale Del Vecchio, un grandissimo uomo non solo di esperienza ma anche molto umano. Ho avuto l’onore di conoscerlo e di essere suo collega in parlamento. Vorrei anche stringere tutta la sua famiglia in un affettuoso abbraccio”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di difesa di Montecitorio.
Presentata mozione in Parlamento con le forze d’opposizione
“La Commissione di Vigilanza Rai, di cui sono capogruppo per il Partito Democratico, è purtroppo bloccata da mesi. La maggioranza ha scelto di paralizzare di fatto un organo di garanzia fondamentale per il pluralismo e la trasparenza. Questo stallo è aggravato dal mancato rinnovo dei vertici aziendali della Rai, che riflette una volontà politica di mantenere il controllo sulla governance del servizio pubblico. È inaccettabile che, mentre l’Europa ci chiede più indipendenza e trasparenza, il governo italiano continui a occupare la Rai invece di occuparsene.
Per questo motivo, insieme ad altri colleghi delle opposizioni, ho promosso una mozione parlamentare che impegna il Governo a rispettare le scadenze previste dall’European Media Freedom Act (EMFA), entrato in vigore nel 2024 e pienamente applicabile in Italia dall’agosto 2025. Il regolamento europeo impone standard chiari: nomine trasparenti, indipendenza editoriale, finanziamenti pubblici non condizionati dal potere politico. La nostra mozione chiede l’avvio immediato dell’iter legislativo per adeguare la governance della Rai a questi principi, restituendo centralità al pluralismo dell’informazione e alla libertà di espressione.
Oggi la Rai rischia seriamente di non essere più un servizio pubblico, ma un megafono del governo di turno (TeleMeloni). Il canone pagato dai cittadini non può finanziare una televisione piegata alla propaganda. Per questo serve una riforma vera, coraggiosa, che garantisca autonomia e indipendenza, come previsto dalla Costituzione e ora anche dall’EMFA. Senza un cambiamento strutturale, ogni altro discorso è secondario. La Rai deve tornare a essere uno spazio di confronto libero, pluralista, al servizio della democrazia.
Il tempo delle ambiguità è finito. O si sceglie la trasparenza e l’indipendenza, o si tradisce la missione del servizio pubblico. Io ho scelto da che parte stare”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai nel corso del suo intervento presso la Summer School “Tutta un’altra Europa” del Parlamento Europeo.
“Penso che sia arrivato il tempo di velocizzare prima di tutto sul programma e sulla coalizione e indicare il candidato presidente per la CAMPANIA. L’avversario del PD e del centro sinistra è il governo Meloni e il centrodestra. Il mio augurio è che tutti abbiano come avversario il centrodestra che sta di fatto massacrando il mezzogiorno. Le elezioni regionali saranno l’ultimo banco di prova per le prossime elezioni politiche.
A mio avviso, la proposta unitaria va fatta sul programma e sui temi che toccano la vita delle persone come la sanità pubblica, lo sviluppo sostenibile, la scuola pubblica e le politiche sociali. Dobbiamo mettere al centro le nuove generazioni e le aree interne. Su questi principi si può costruire una coalizione intelligente, innovativa, inclusiva e di cambiamento. Poi il perimetro della coalizione si definirà naturalmente e mi auguro sia il più largo possibile e la sintesi di tutto ciò dovrà essere il candidato presidente. Il modello Napoli è stato un modello vincente perché Gaetano MANFREDI incarna la sintesi del progetto”. Lo ha detto Stefano Graziano, deputato campano e capogruppo pd in commissione difesa di Montecitorio in una intervista al Mattino.
“Mentre Meloni tenta di mostrarsi come una leader forte e unitaria, i banchi semivuoti della Lega sono il segno di una freddezza evidente all’interno della maggioranza. Le divisioni sul piano europeo si fanno sempre più profonde” — così il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano, che aggiunge: “Il continuo attacco al multilateralismo sta indebolendo l’Unione Europea. L’Italia non può assecondare questa deriva, che rappresenta un tradimento della nostra migliore tradizione diplomatica. Basta subalternità, il governo cambi passo”.