“La decisione unilaterale della Rai di trasferire i programmisti multimediali al Polo Regia è l’ennesima forzatura di un’azienda sempre più appiattita sulle logiche del Governo. Nonostante l’interrogazione del Pd in commissione Vigilanza Rai di novembre scorso, nessuna risposta è arrivata. Una scelta che viola il contratto collettivo, ignora il confronto sindacale e colpisce al cuore la filiera creativa del servizio pubblico. Si vuole trasformare la Rai in un contenitore svuotato di pensiero critico, dove si comprano contenuti e si svendono competenze. È in atto un disegno chiaro: indebolire la cultura, controllare l’informazione, marginalizzare chi produce qualità e pluralismo. Lo smantellamento della Rai come presidio democratico è parte della deriva autoritaria di questo Governo, che ignora persino il Media Freedom Act dell’Unione Europea. Altro che media company del futuro: qui si torna al passato. Il PD darà battaglia in Parlamento e nel Paese”.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, dopo un incontro con gli esponenti del circolo Pd Rai.
Si apra tavolo al ministero del Lavoro
“Oggi ho presentato un’interrogazione parlamentare al ministero del Lavoro per fare piena luce sulla situazione occupazionale della società Flexotecnica, appartenente al gruppo industriale tedesco Koenig & Bauer. L’interrogazione nasce a seguito della procedura di licenziamento collettivo avviata per 24 lavoratori dell’unità produttiva di Tavazzano con Villavesco (LO). Durante la discussione, però, non è emersa alcuna proposta concreta da parte del Governo per affrontare questa crisi occupazionale. Una risposta insoddisfacente che non può lasciare indifferenti”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro, Arturo Scotto.
“Per questo motivo, è stata formalmente richiesta da PD e M5S l’audizione delle parti sociali presso la Commissione Lavoro della Camera e l’apertura di un tavolo al Ministero al fine di attenzionare adeguatamente la crisi e aprire un confronto tra istituzioni, azienda e rappresentanze sindacali. Continueremo - conclude - ad affiancare i lavoratori a cui esprimiamo la massima solidarietà in questa difficile situazione, sostenendo ogni azione utile a salvaguardare l’occupazione e la dignità del lavoro”.
“Siamo davanti ad un governo di incapaci. Nel mese di aprile i lavoratori del pubblico impiego si troveranno ancora una volta meno soldi in busta paga per effetto del mancato riconoscimento del cuneo fiscale. Non è un errore tecnico, ma una precisa scelta politica: quella di programmare la riduzione del potere d’acquisto di chi lavora. Cosi come è avvenuto con il contratto delle funzioni centrali della Pubblica Amministrazione dove non è stata riconosciuta l’inflazione perduta. Zangrillo si erge a vittima della Cgil, in realtà è un ministro inadeguato il cui unico obiettivo è smantellare la capacità amministrativa dello Stato e degli enti locali. Ha partorito un decreto P.A. - in questi giorni in discussione alla Camera - che non risolve nessun problema nè il precariato, nè le graduatorie e neppure il salario accessorio per tutti i dipendenti. Si confronti con gli emendamenti presentati da tutte le parti sociali oppure è meglio che cambi mestiere”. Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio.
“La relazione della ragioneria non cambia nulla. Non è scritto da nessuna parte che il disegno di legge sulla riduzione dell’orario di lavoro interviene anche sui lavoratori della Pubblica Amministrazione. Aggiungo che Il riferimento agli oneri non quantificabili è totalmente astratto perché noi prevediamo un fondo con cifre definite a cui potranno ricorrere le imprese che decideranno di aderire alla sperimentazione. La destra non usi queste relazioni per bloccare una proposta che è urgente di fronte alla rivoluzione tecnologica in corso che rischia di bruciare migliaia di posti di lavoro e per sostenere la conciliazione tra tempi di vita e i tempi di lavoro. Chiediamo che la settimana corta vada in aula così come previsto dalla Conferenza dei Capigruppo” così il capogruppo democratico nella commissione lavoro della camera, Arturo Scotto.
Congelare adeguamento automatico età pensionabile
“Abbiamo depositato oggi una proposta di legge che congela definitivamente l’adeguamento automatico dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita. Per il Pd i 67 anni per la pensione di vecchiaia sono un limite invalicabile. Il Governo dovrà confrontarsi finalmente con un testo e smetterla con le promesse fatte in questi due anni e mezzo o fantomatici decreti che introducono misure parziali. Dovevano abolire la Fornero e invece hanno smontato tutti gli istituti della flessibilità in uscita, da opzione donna all’ape sociale. Adesso non sanno come evitare anche l’ingiustizia che colpirà quasi 50mila lavoratori dal 2027 che rischiano di fare la fine degli esodati, senza pensione e senza stipendio. Chiediamo la calendarizzazione immediata della nostra proposta”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“E’ sconcertante che il Governo non muova un dito rispetto alla scelta del ritiro dal tavolo di Federmeccanica e di Assistal sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Fim Fiom e Uilm hanno dichiarato altre otto ore di sciopero generale, ma sembra che per i ministri Urso e Calderone la protesta dei metalmeccanici non conti nulla. A maggior ragione davanti al disastro dei dazi imposti da Trump occorre proteggere il potere d’acquisto dei lavoratori e favorire aumenti salariali. Noi siamo al loro fianco in questa battaglia per la dignità del lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La destra fa decreti sulla sicurezza forzando ogni regola e costruendo allarmismi su basi infondate. Se c’è un’emergenza che meriterebbe invece un decreto è quella delle stragi sul lavoro. Tre morti al giorno. Oltre mille l’anno. Si faccia un decreto per assumere mille ispettori”. Lo scrive su X Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio.
“Per Meloni i dazi sono sbagliati, ma non una catastrofe. L’opposto di quanto dicono imprese e sindacati. Che chiedono protezione immediata. A partire dalla tutela del potere d’acquisto. Finora la destra ha detto no al salario minimo. Oggi è più chiaro perché è urgente introdurlo”. Lo scrive su X Arturo Scotto capogruppo PD in commissione lavoro di Montecitorio.
Calderone riferisca in Parlamento
“I dati degli infortuni sul lavoro con esito mortale dell’inizio del 2025 confermano una cosa: questo governo ha preso sottogamba una delle principali emergenze nazionali. Più 33 per cento rispetto al 2024 sono state le denunce fatte. Significa che tutte le misure messe in campo in questi mesi non hanno avuto nessuna efficacia. Precarietà, liberalizzazione dei subappalti, pochi controlli sono la radice del problema delle stragi sul lavoro. È una patente a crediti che è stata una presa per i fondelli. Chiediamo che la ministra Calderone relazioni, come è suo dovere e come prevede tra l’altro la legge voluta dal Pd, in Parlamento subito. Occorrono risposte non ordinarie, che vadano oltre una retorica che rendono insopportabile questa mattanza”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Zangrillo afferma stamattina che il suo obiettivo è allineare gli stipendi delle diverse amministrazioni pubbliche già nel decreto P.A. in discussione alla Camera. Siamo pronti a discutere perché è uno scandalo il divario tra enti locali e il resto delle funzioni centrali. Tutte le audizioni da Anci ai sindacati hanno segnalato la necessità di togliere il tetto al salario accessorio in maniera definitiva. Il ministro lo faccia. Siamo stanchi degli annunci: vogliamo fatti concreti”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Trump ha lanciato una sfida esistenziale all’Ue. L’America sceglie la strada isolazionista con i dazi: quando gli imperi declinano diventano pericolosi per sè e per gli altri. La reazione unitaria dell’Ue è necessaria e urgente. Occorre evitare che a pagare il prezzo siano i lavoratori e le imprese. Bisogna rilanciare la domanda interna a partire da una politica salariale in controtendenza rispetto agli ultimi decenni, un nuovo next Generation Eu per investimenti pubblici di qualità e misure a protezione della nostra manifattura per evitare che si moltiplichino le delocalizzazioni. Il governo Meloni non ha mosso un dito per evitare la fuga di giovani cervelli dal nostro Paese, laureati in particolare, continuando a negare misure di contrasto alla precarietà e il salario minimo. Non si può reagire all’aggressività dell’Amministrazione repubblicana con le politiche economiche di sempre. Occorre una svolta. Servono statisti, non zerbini di Trump”. Cosí il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Durigon ha promesso che il Governo bloccherà l’aumento dell’età pensionabile. Come e quando? Qui ci sono 50mila persone a rischio esodati? Serve una risposta immediata. Hanno fatto tanti decreti inutili in questi due anni e mezzo, forse questa volta sarebbe opportuno promuoverlo. Ci facciano capire come vogliono procedere. Altrimenti queste dichiarazioni appaiono solo un altro capitolo del congresso della Lega in corso”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
" Vergognosa immobilità governo"
Già a gennaio scorso avevamo raccolto la denuncia della Cgil che annunciava che il ricalcolo sull’età pensionabile avrebbe prodotto migliaia di esodati. E abbiamo chiesto con forza una norma per evitare che circa cinquantamila persone uscite dal ciclo produttivo si trovino senza stipendio e senza pensione. E’ una vergogna che il Governo non sia ancora corso ai ripari nonostante gli annunci. Si faccia subito un decreto per evitare questa ingiustizia. Hanno preso i voti dicendo che abolivano la legge Fornero. L’hanno invece peggiorata.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
“Mi duole smentire la ministra Bernini: in Parlamento al Calderone è venuta a rispondere a un question time delle opposizioni. Non ha fatto un’informativa. Si è limitata a fare la vittima: il suo mestiere preferito. L’informativa l’abbiamo chiesta invece a lei, in quanto ministra dell’Università, dopo che dai suoi uffici era stato scritto nero su bianco che quella laurea non era registrata presso l’anagrafe nazionale dei laureati. La smettano di fare il gioco delle tre carte e vengano a spiegare in Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La Lega ammette il disastro combinato sul cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e prova a correre ai ripari con un emendamento al decreto Pa. Migliaia di lavoratori e lavoratrici si sono trovati beffati con buste paga svuotate dai pasticci del governo. Siamo curiosi di capire se è intenzione di tutta la maggioranza approvare quell’emendamento o se si tratta di una semplice iniziativa propagandistica dei leghisti per acquisire un po’ più di visibilità. Nel frattempo, il governo si svegli e faccia di tutto per riaprire il tavolo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici che oggi hanno scioperato. E’ una vergogna il silenzio dei ministri Calderone e Urso di fronte alla tracotanza di Federmeccanica”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, a margine della manifestazione dei metalmeccanici a Roma.