25/07/2025 - 19:07

“Uno dei tre operai morti a Napoli aveva 67 anni. A quella età non devi stare su un cantiere. Hai diritto a stare in pensione. Una tragedia nella tragedia. Che ci dice che tanta parte del lavoro è ancora sfruttamento e precarietà. Non è una fatalità, è un sistema che non funziona”.

Così sui canali social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

25/07/2025 - 15:04

“Abbiamo appena depositato una interrogazione parlamentare come gruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera sull’uscita di Carrefour dall’Italia. Crediamo che sia necessaria la convocazione di un tavolo ministeriale permanente - con il coinvolgimento diretto dei sindacati -  innanzitutto per salvaguardare i livelli occupazionali e per capire se ci sono piani industriali coerenti”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

Di seguito

Interrogazione a risposta in Commissione

Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Per sapere - premesso che:

l’italiana NewPrinces (ex Newlat), dopo una serie di acquisizioni di marchi del settore della produzione alimentare realizzate negli ultimi anni, ha recentemente sottoscritto con Carrefour un accordo vincolante per l’acquisizione del 100 per cento del capitale di Carrefour Italia sulla base di una enterprise value pari a circa 1 miliardo;
Carrefour Italia gestisce una rete di 1.188 negozi 1 (tra cui 41 ipermercati, 315 supermercati, 820 minimarket e 12 cash & carry), e ha generato vendite, Iva inclusa, per 4,2 miliardi nel 2024;
il piano di investimenti proposto per l’acquisizione del gruppo commerciale prevede la modernizzazione progressiva dei punti vendita, il rilancio del marchio GS in Italia con un rinnovato posizionamento valoriale e commerciale, l'integrazione operativa con la piattaforma logistica di NewPrinces - che include oltre 600 mezzi refrigerati per la distribuzione di prodotti freschi - e il rafforzamento dei canali home delivery e HoReCa;
in un solo anno la NewPrinces, che sinora non ha mai gestito direttamente una rete commerciale della grande distribuzione, passa così da 750 milioni a 6,9 miliardi di fatturato, diventando il secondo gruppo italiano nel food per fatturato e il primo operatore food in termini occupazionali, passando dai 2.200 occupati nel 2023 ai 13mila operatori diretti in Italia, oltre a ulteriori 11mila persone coinvolte nelle attività accessorie fornite da aziende esterne;
secondo quanto dichiarato dal presidente di NewPrinces Group, Angelo Mastrolia, “L’acquisizione di Carrefour Italia rappresenta una tappa fondamentale nella traiettoria di crescita del nostro gruppo. È il risultato di una strategia costruita con rigore, visione industriale e un impegno costante nel tempo. Con questa operazione, compiamo un passo decisivo verso l’integrazione verticale tra produzione e distribuzione, rafforzando la nostra capacità di generare valore lungo l’intera filiera”;
il Ministro delle Imprese e del Made in Italy ha espresso apprezzamento per l’operazione che, ha detto, “rafforza il Made in Italy”;
le segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno già richiesto incontro al ministero delle imprese e del made in Italy, sollecitando la convocazione di tutte le parti interessate, al fine di verificare il piano di rilancio e la salvaguardia del perimetro occupazionale di tutte le unità produttive di Carrefour Italia, della rete franchising e degli appalti, così come per una valutazione della qualità del piano di rilancio -:
quali urgenti iniziative intendano intraprendere, per quanto di competenza, al fine di verificare, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, anche attraverso la costituzione di un apposito tavolo ministeriale, i contenuti dell’operazione, le prospettive di rilancio della struttura commerciale dei punti vendita Carrefour e il rispetto degli impegni in materia di salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e indiretti.

 

25/07/2025 - 14:05

“Tre operai morti sul lavoro a Napoli, precipitati da un montacarichi al sesto piano. Una nuova strage, questa volta al quartiere Vomero, che si aggiunge alle troppe già viste. È una guerra silenziosa che colpisce ancora il mondo dell’edilizia, con lavoratori spesso avanti con l’età, esposti a rischi enormi e tutele troppo fragili. Morire così, nel 2025, è indegno di un Paese civile. Abbiamo bisogno di un cambio di rotta radicale, e le risposte al momento sono insufficienti. Sicuramente servono più controlli e più ispettori. Ma occorre soprattutto una rivoluzione nel sistema degli appalti, attraverso la responsabilità dell’azienda appaltatrice lungo tutta la catena della produzione e soprattutto il superamento di qualsiasi forma di precarietà che è uno dei maggiori fattori di insicurezza.
La sicurezza deve essere vista come un investimento, non come un costo. Non si può morire sul posto di lavoro”.

Così i parlamentari democratici, Marco Sarracino, Sandro Ruotolo e Arturo Scotto.

 

24/07/2025 - 11:56

“La sentenza della Corte Costituzionale è una vittoria della giustizia e della democrazia. Ha dichiarato incostituzionale il tetto alle sei mensilità per i risarcimenti da licenziamento nelle piccole imprese, riconoscendo nei fatti la fondatezza del referendum promosso dalla CGIL sul lavoro. Quei 13 milioni di cittadine e cittadini che si sono recati alle urne avevano ragione: i diritti non possono essere legati alla dimensione aziendale”. Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, in un video pubblicato sui social dei deputati dem.

“In un Paese come l’Italia – sottolinea l’esponente Pd - dove la maggioranza della struttura produttiva è composta da piccole e medie imprese con meno di 15 dipendenti, è inaccettabile che lavoratori e lavoratrici abbiano meno tutele rispetto a chi è impiegato in realtà più grandi. Questa sentenza ristabilisce un principio di equità fondamentale. Ora il governo deve spiegare come intende procedere. Il Partito Democratico continuerà a battersi per un lavoro dignitoso, stabile e tutelato: dove non si può essere licenziati senza giusta causa, dove i contratti sono rispettati e i salari adeguati”.

“Servono – conclude Scotto - un salario minimo legale, una legge sulla rappresentanza per contrastare i contratti pirata e il ripristino del contratto a tempo indeterminato come forma prevalente, come ha fatto la Spagna. Occorre intervenire anche sul part-time involontario, che colpisce soprattutto donne e giovani. Altro che un milione di posti di lavoro: quelli creati sono in larga parte precari, a basso valore aggiunto. L’Italia sta esportando competenze e importando manodopera sottopagata. Serve un cambio di passo vero, che investa nella qualità del lavoro. È questo che il governo Meloni non sta facendo”.

 

22/07/2025 - 15:15

“Oggi, come ieri e come una settimana fa, l'IDF ha aperto il fuoco contro i civili in fila per un pugno di riso e per una bottiglia d'acqua potabile. Qualche giorno fa l'attacco alla Chiesa della Sacra Famiglia, violazione di un luogo religioso e chiaro messaggio che 'qui nessuno è al sicuro'. Sono stanco di chi si appella all'intervento della comunità internazionale. È una formula ambigua e vuota. Cosa vuole fare l'Italia difronte all'orrore quotidiano a Gaza? Il governo venga in Aula a riferire e non si limiti alle sole parole 'cessate il fuoco'". Lo dichiara il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.
“È troppo tempo che le opposizioni chiedono di agire - sottolinea il parlamentare dem - ma non è arrivata dal governo alcuna sanzione verso Israele, nessun embargo sulle armi, nessuna sospensione del memorandum militare, né del trattato con l'UE. Di doppia morale un Paese può morire e, sicuramente, è condannato al declino”. “Oggi la doppia morale è entrata alla Camera con il vicepremier Salvini che ritira il premio Italia-Israele. In questo luogo dove il diritto dovrebbe prevalere sulla prepotenza, la ragione sulla follia delle armi, la coesione di una nuova coesistenza pacifica sulla logica della geopolitica del caos. Oggi la Camera è stata violata”, conclude Scotto.

22/07/2025 - 13:27

“Il ritiro dell’emendamento Pogliese è una vittoria delle opposizioni. Volevano con una furbizia travolgere il diritto del lavoro e imbracare la magistratura sulle sentenze che restituivano il giusto salario ai lavoratori. Hanno dovuto fare un passo indietro, nonostante sostengano che lo presenteranno in un altro provvedimento. Troveranno un muro da parte nostra: l’articolo 36 della Costituzione non può essere aggirato”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

21/07/2025 - 15:07

“La Corte costituzionale certifica le ragioni dei promotori e dei 13 milioni di cittadini che hanno votato il referendum per rimuovere il tetto di 6 mensilità alle indennità per licenziamenti illegittimi nelle imprese con meno di 15 dipendenti. Erano dalla parte giusta. La Corte  lo ha fatto usando le stesse motivazioni per cui quel referendum era stato promosso: la forbice fra 0 e 6 mesi non permette al giudice di tenere conto delle circostanze in modo adeguato, e il numero dei dipendenti non è indicatore corretto della forza economica dell’impresa. La Corte sollecita un intervento normativo che dia seguito alla pronuncia di incostituzionalità. Solleciteremo il governo a rispondere a questa richiesta della Corte anche presentando nei prossimi giorni una proposta di legge sul tema”.

Così la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra, e il capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

21/07/2025 - 14:21

“Il disegno di legge Schlein per il rilancio delle aree interne finalmente mette al centro la grande questione della Pubblica Amministrazione, della sua modernizzazione e del suo rafforzamento. Anche in termini di personale. Sono anni che ci battiamo per un piano straordinario di assunzioni nel pubblico impiego per garantire servizi essenziali e welfare per i cittadini, a partire dalle aree più svantaggiate. Chiediamo che questa proposta venga subito discussa in Parlamento“.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

20/07/2025 - 17:37

"Con l’emendamento Pogliese al Decreto Ilva in Senato sta andando in scena uno degli atti piu cinico della destra dall’inizio della legislatura. Una vendetta nei confronti dei lavoratori ed un avviso di sfratto alla magistratura attraverso un sotterfugio parlamentare. Se tu vuoi ricorrere contro gravi violazioni contrattuali lo puoi fare se in costanza di rapporto di lavoro: in sostanza si chiede agli operai mobbizzati o sottopagati di fare gli eroi, togliendogli qualsiasi forma di garanzia ed eliminando qualsiasi responsabilità in capo ai datori di lavoro. E allo stesso tempo si dice alla magistratura che non può esagerare con le sentenze in cui si prova a ripristinare per i lavoratori i diritti violati. Solo se sono ritenuti /atti con “grave inadeguatezza”. Ma chi stabilisce se una violazione è grave o meno? Se io ti devo pagare 9 euro l’ora per contratto e te ne riconosco sette è grave o non è grave? Si rischia la legge della giungla. Siamo davanti a una vergogna assoluta, pensata e costruita da Fratelli d’Italia che da un lato chiede la collaborazione tra impresa e lavoro dividendo il sindacato in buoni e cattivi e dall’altro lascia mano libera a chi vuole sfruttare. Ci domandiamo quale sia la manina che ha prodotto questo colpo di spugna peraltro totalmente estraneo alla materia trattata nel decreto Ilva. Ne chiediamo il ritiro". Lo dichiara il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.

19/07/2025 - 16:01

"Apprendiamo da un quotidiano nazionale la possibilità della cessione di 1200 punti vendita in Italia da parte di Carrefour. Non è chiaro ancora chi sarà l’acquirente. E’ una scelta enorme visto che parliamo di oltre 18000 dipendenti. Vanno salvaguardati tutti i livelli occupazionali perché ci troviamo davanti a numeri enormi. Il Governo non faccia finta di niente". Lo dichiara in una nota il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.

18/07/2025 - 18:53

“E’ chiarissimo il motivo per cui hanno bocciato la nostra mozione sul lavoro povero due giorni fa alla Camera. Perché stavano preparando il colpo di spugna sui salari attraverso l’emendamento al decreto Ilva che metterà la museruola alla magistratura in caso di gravi violazioni degli obblighi contrattuali. La loro idea è sempre la stessa: pensano di competere su salari bassi e compressione dei diritti. Chiediamo al governo di far ritirare l’emendamento Pogliese. Non si possono fare operazioni così spregiudicate attraverso emendamenti che non hanno alcuna attinenza con il provvedimento in corso”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

17/07/2025 - 17:41

“Il protocollo firmato dalle parti sociali sugli ammortizzatori per il caldo verrà recepito con un emendamento al decreto Ilva. Interviene sui laboratori più esposti al rischio di temperature elevate e purtroppo  arriva con colpevole ritardo. E soprattutto senza risorse nuove: i trentatré milioni sono presi dal fondo sociale per l’occupazione e la formazione. Non c’è un euro in più. Come sempre il governo fa il gioco delle tre carte”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

17/07/2025 - 11:30

“L’emendamento del senatore di Fratelli d’Italia, Pogliese, al Dl Ilva e’ un vero e proprio colpo di spugna al diritto del lavoro e un attacco alla magistratura che in questi mesi sta facendo rispettare il dettato dell’articolo 36 della Costituzione sulle retribuzioni eque. Si conferma ancora una volta che la loro paura principale e’ il salario minimo. Ieri hanno bocciato la nostra mozione per contrastare la povertà lavorativa, oggi presentano questa schifezza. Stupisce il silenzio della Ministra Calderone. E’ il mandante oppure ancora una volta là passacarte di decisioni prese altrove? Faremo di tutto per impedire questo ennesimo attacco al mondo del lavoro”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

16/07/2025 - 19:39

“Siamo tornati a rapporti di lavoro servili dove contratti pirata, appalti selvaggi e caporalato, sembrano scandire più i tempi di una giungla che di una economia moderna e solidale. Mille giorni di deregulation, questa è l’eredità del governo Meloni. Voucher, somministrazione, eliminazione delle causali sui contratti a termine, subappalti a cascata: ecco le misure che confermano che i salari bassi e la precarietà diffusa sono figli della stessa politica. Noi continuiamo a pensare, a costo di apparire ripetitivi, che i contratti a termine debbano costare di più di quelli stabili”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, intervenendo in Aula per annunciare il voto favorevole del Gruppo alla mozione Pd, M5S e Avs sul lavoro povero.

“Riguardo i dazi di Trump - ha aggiunto - servirebbe uno scudo d’acciaio per salvaguardare l’occupazione di qualità. Invece assistiamo al silenzio stampa di Palazzo Chigi. Destino cinico e baro quello della Meloni: da ‘underdog’, capace di ribaltare i pronostici della vita, a ‘little dog’ della Casa Bianca. Con una visione politica così claustrofobica che il ministro degli Esteri è riuscito addirittura ad affermare che il salario minimo lo adottano solo i Paesi non democratici. Forse Tajani ritiene Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, delle dittature. Propongo una moratoria nel dibattito pubblico italiano per favorire un miglior collegamento tra lingua e cervello quando si discute della vita di chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. La verità è che il salario minimo fa paura alla destra perché tra sfruttati e sfruttatori, l’inchiesta Loro Piana è emblematica, fa fatica a schierarsi. Noi - ha concluso - chiediamo il salario minimo perché premia sviluppo responsabile, qualità, innovazione e disincentiva la rincorsa verso produzioni a basso valore aggiunto”.

 

15/07/2025 - 17:28

“I dazi di Trump determineranno dei contraccolpi pesantissimi sul piano occupazionale. I numeri dei posti di lavoro a rischio sono impressionanti e come al solito a pagare il prezzo più grande saranno i più deboli. Serve uno scudo per salvare l’occupazione, altrimenti saranno mesi difficili. Domani andrà al voto la mozione sulla povertà lavorativa presentata da Pd, M5S e Avs: chiediamo al governo per una volta di aprire un confronto autentico con le nostre proposte contro la precarietà, per rafforzare la contrattazione collettiva fino al salario minimo”.

Così i capigruppo in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto (Pd), Dario Carotenuto (M5S) e Franco Mari (Avs).

 

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