“Lo diciamo chiaro al sottosegretario Durigon: nessuna fregatura su aumento di tre mesi dell’età pensionabile. Non serve un congelamento di un anno per poi scavallare le elezioni politiche. Avevano detto che avrebbero abolito la riforma Fornero, ora si limitano a qualche pannicello caldo per giustificare la permanenza della Lega al governo. Serve una legge che dia una risposta strutturale. Abbiamo avanzato una proposta, che dice che va eliminata l’aspettativa di vita come criterio principale per l’età pensionabile. Costa poco ed elimina qualsiasi incertezza. Siamo pronti a sedersi, ma non accettiamo operazioni propagandistiche”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro in merito a un’intervista del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon sul congelamento del requisito dell’età pensionabile che aumenterebbe dal 2027.
"Il ministro Salvini raccomanda agli allenatori di fare gli allenatori e agli ambasciatori di fare gli ambasciatori. Lo sostiene sia a proposito della proposta di escludere la partecipazione di Israele dalle competizioni sportive internazionali, come fu fatto con il Sudafrica dell’apartheid e sia sul sostegno di decine di diplomatici al riconoscimento dello Stato di Palestina. Non si capisce, tuttavia, perché Salvini non chieda mai a se stesso di fare il ministro di un Paese fondatore della Corte penale internazionale, visto che pochi mesi fa è andato a fare il baciamano a Benjamin Netanyahu destinatario di un mandato di cattura internazionale da parte de l’Aja. Anche i ministri dovrebbero i ministri soprattutto davanti a 60 mila persone morte a Gaza". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro,
"Oggi su Il Foglio il ministro Lollobrigida spiega che 'il pensiero scientifico dominante non è sempre quello giusto'. Ennesima perla di saggezza. Per Lollobrigida i poveri mangiano meglio dei ricchi, l’acqua può far male e l’etnia italiana va tutelata. Il sospetto è legittimo: aspira al Nobel". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro, sui suoi canali social.
"Il tribunale di Milano ha condannato Glovo a triplicare le risorse dovute ai rider che lavorano negli orari più esposti a temperature estreme. Qualche mese fa avevamo depositato una interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire sui risibili quanto scandalosi aumenti di pochi centesimi accordati ai lavoratori costretti a fare turni tra i 30 e i 40 gradi per portare il cibo nelle case e negli uffici. Il Governo non ha mosso un dito, non convocando nemmeno un tavolo. E’ intervenuta invece la magistratura su denuncia del sindacato per arginare ancora una volta queste forme di sfruttamento. Non è un paese normale quello che delega ai giudici interventi per risolvere ingiustizie palesi. Tocca al Parlamento intervenire attraverso la legge. Chiediamo al governo di aprire a settembre un grande dibattito sul lavoro povero che è la causa principale dell’arretratezza del nostro sistema produttivo". Lo dichiara in una nota il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.
Politica economica e’ un fallimento
“Schlein ha messo il dito nella piaga: la politica economica del governo è un fallimento e la perdita di potere d’acquisto è un dato oggettivo. I salari crescono meno dei prezzi e questo nelle tasche degli italiani si sente. Perché si riducono le possibilità di scelta sulla spesa da fare, sui vestiti da acquistare, sui libri per la scuola e l’università, per non parlare delle vacanze. Davanti a uno scenario così complesso un Governo, anziché autocelebrarsi per la durata di giorni al potere, dovrebbe convocare un tavolo con le opposizioni per discutere del caro vita. E provare a discutere sulle soluzioni, anziché affossare le proposte altrui come sul salario minimo. Ma questo non accade. Al contrario, quando parla la segretaria del Pd, partono in simultanea gli attacchi, se non addirittura le accuse di scarso patriottismo. Hanno paura della verità e dunque replicano facendo le vittime. E’ il solito disco rotto di una classe dirigente di incapaci e prepotenti”.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Esattamente due anni fa la presidente Meloni convocava a Palazzo Chigi le opposizioni per discutere della proposta unitaria sul salario minimo. Ovviamente da parte del Governo non è mai arrivata nessuna risposta. Se non una delega sui salari - che ha sostituito la legge sul salario minimo - che è ancora ferma al Senato. Nel frattempo i salari sono mangiati dall’inflazione, un italiano su tre non fa nemmeno un giorno di vacanza, sei milioni di lavoratori aspettano il rinnovo del contratto. E un ragazzo di venti anni è costretto a raccontare sui social l’umiliazione di essere pagato tre euro all’ora per fare l’animatore a Rimini. Due anni letteralmente buttati per fare un dispetto alle opposizioni che chiedevano una norma di civiltà presente in 22 Paesi su 27 dell’Ue. Quello di Giorgia Meloni sarà anche il quarto governo più longevo di sempre, ma il fumo ha sovrastato di gran lunga l’arrosto”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La Farnesina chieda spiegazioni sull’espulsione a don Nandino Capovilla, prete veneziano, che ha ricevuto un decreto di espulsione da Israele. Don Nandino era a Tel Aviv insieme a una delegazione di Pax Christi per un pellegrinaggio in Terrasanta. Non è accettabile che persino le autorità religiose che predicano pace e giustizia siano destinatari di provvedimenti di questo genere in un momento così delicato alla vigilia dell’occupazione totale di Gaza condannata dall’intera comunità internazionale”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Se il 30 per cento degli italiani non fa nemmeno un giorno di vacanza non è colpa del destino cinico e baro. La responsabilità è anche di chi in questi tre anni di governo non ha fatto alcuna politica salariale. Hanno fatto tanta filosofia sulla nostra proposta di salario minimo spiegando che non era la soluzione. Ma non hanno mai proposto nient’altro. Forse non è chiaro: con i dazi in campo o c’è uno scudo su salari e occupazione oppure andiamo incontro a un autunno difficilissimo. Ormai siamo alla negazione della realtà come metodo di governo". Così in una nota il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.
Dichiarazione di Arturo Scotto, capogruppo pd commissione Lavoro
Il Governo rifletta rispetto agli allarmi lanciati sulla stagione turistica e sui cosiddetti ombrelloni vuoti. E’ una crisi di presenze che è la diretta conseguenza di una politica a sostegno della domanda interna totalmente assente. A partire dall’emergenza salari, dai contratti che non vengono rinnovati, dal rifiuto del salario minimo, dalla scelta di alimentare la precarietà del lavoro. Si assumano le loro responsabilità.
“Ottima notizia il voto on line del M5S sull’alleanza con il centrosinistra in Toscana. L’obiettivo è costruire un capo progressista competitivo e aperto per battere le destre in tutto il paese. A partire dalle sette regioni che votano. Insieme, si può fare” così sui social, il democratico Arturo Scotto.
Governo intervenga su polo museale statale fiorentino
“Nel polo museale statale fiorentino, in particolare nel complesso delle Gallerie degli Uffizi, tra i più importanti d’Italia per qualità dell’offerta culturale e per numero di accessi giornalieri, e nella prestigiosa Biblioteca Nazionale, si stanno riappaltando servizi al massimo ribasso, riducendo salari e diritti di lavoratrici e lavoratori. I sindacati denunciano che la società appaltante farebbe anche ampio uso di agenzie interinali e di contratti a tempo determinato reiterati per larga parte delle maestranze, alimentando così la precarietà e riducendo significativamente diritti e tutele del lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Ho presentato un’interrogazione ai ministri della Cultura e del Lavoro - ha aggiunto - per chiedere di intervenire. Purtroppo il governo sembra respingere qualsiasi proposta di buon senso, come dimostrato ieri impugnando la legge della Regione Toscana per l'introduzione del salario minimo nelle gare pubbliche. Queste scelte non possono essere difese appellandosi alla legittimità normativa. Si dice cultura, ma si pratica sfruttamento. Si colpisce la dignità del lavoro, di fatto favorendo lavoro dequalificato e irregolare e il neolatifondismo della rendita. Chiediamo - ha concluso - che i lavoratori degli Uffizi siano tutelati”.
“Giorgia Meloni, impugnando la legge toscana sul Salario minimo, attacca i diritti di 4 milioni di lavoratori poveri. Sotto i 9 euro non è lavoro, ma sfruttamento. E chi blocca una legge di civiltà è complice degli sfruttatori. Porteremo il salario minimo nelle piazze e in Parlamento”. Così il capogruppo del Pd in commissione lavoro della Camera, Arturo Scotto.
“Durigon oggi spiega che l’abolizione dell’aumento dell’età pensionabile di tre mesi avverrà nel 2029. Ovvero - guarda caso - dopo le elezioni politiche del 2027. Nel frattempo, cercheranno i soldi per sospendere l’incremento nella prossima manovra di bilancio. Una toppa, non una riforma strutturale. Nei fatti la Lega firma un assegno postdatato ai lavoratori che hanno diritto di andare in pensione a 67 anni impegnando i prossimi governi e non il suo. Basta con la propaganda elettorale sulla pelle dei lavoratori: votino la nostra proposta di legge che elimina definitivamente lo scatto dei tre mesi in base all’aspettativa di vita, senza andare avanti di deroga in deroga”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“E’ molto grave la scelta del governo di impugnare la legge sul salario minimo della Regione Toscana. Meloni deve spiegare perché continua a ostinarsi a bloccare una legge che in 22 Paesi europei su 27 ha consentito la tenuta dei salari per milioni di lavoratori. Il governo dopo aver abbattuto la proposta unitaria delle opposizioni, mette in discussione anche l’autonomia delle regioni. Qui si fa ostruzionismo contro la parte di società che pagherà il prezzo più alto della scelta scellerata dei dazi voluti da Trump”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Governo italiano non sia complice crimini governo israeliano
"Di fronte all’annuncio dell’occupazione totale di Gaza da parte del governo Netanyahu non si comprende cosa aspetti il governo italiano a fare i passi necessari per unirsi ai tanti Paesi che hanno deciso di riconoscere lo Stato di Palestina. Questa leva va esercitata con grande forza da chiunque abbia a cuore la fine di questa immensa tragedia umanitaria. l’Italia, per la sua storia e persino per la sua collocazione geografica, non può essere in alcun modo complice dei crimini del governo di Israele".
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.