28/05/2025 - 11:45

“Siamo profondamente sconvolti dal continuo aumento delle vittime civili nella Striscia di Gaza, dove uomini, donne e bambini innocenti stanno pagando il prezzo più alto di un conflitto che sembra non conoscere limiti umanitari né rispetto per il diritto internazionale. Serve una condanna ferma verso le operazioni militari indiscriminate condotte dal governo israeliano, che hanno colpito ospedali, scuole, abitazioni e luoghi di rifugio. E’ necessario fermare Netanyahu, come chiesto oggi alla Camera dal collega Provenzano. E’ gravissima la scelta di non condividere lo sforzo diplomatico europeo nei confronti di Israele. Il Governo italiano invece è muto davanti a questo orrore, in evidente imbarazzo. E’ tempo di agire, con decisione e responsabilità, per fermare questa spirale di morte. Il silenzio, in questo momento, è complice”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.

28/05/2025 - 11:21

“Provo vergogna di fronte all’inadeguatezza dell’informativa del Ministro Tajani, stamattina, sulla situazione a Gaza. Mancava completamente la politica: abbiamo ascoltato per lunghi minuti un’apologia dell’operato umanitario - assolutamente irrilevante, in proporzione alla crisi che continua anche in questo momento - del governo italiano, senza che mai fosse nemmeno nominato Netanyahu, come se questa situazione fosse generata da una carestia naturale e non dall’operato comunale del governo israeliano. E siamo stati pure costretti a vedere il Ministro Tajani ridacchiare durante gli interventi delle opposizioni che lo richiamavano a fare pressione sul governo di Israele nel rispetto della grande tradizione diplomatica del nostro Paese. Oggi pesano soprattutto le parole che Tajani non ha detto, e le scelte che il governo italiano non ha fatto e continua a non fare. Nulla, nelle parole del Ministro, oltre all’evocazione retorica di un discorso spoglio di qualsiasi iniziativa politica, garanzia e capacità di azione. Come ha ricordato nel suo intervento il collega Provenzano, l’unica operazione umanitaria possibile ora è fermare Netanyahu, e nelle parole pavide di Tajani mancava completamente la volontà politica di agire per non irritare l’alleato Netanyahu” così la deputata democratica, Rachele Scarpa.

28/05/2025 - 11:20

“L'obiettivo di questa guerra è quello di rendere impossibile la vita dei palestinesi sulla loro terra. Che cosa fa il governo italiano per fermare tutto questo? Le parole del ministro Tajani non bastano più: sono parole timide, imbarazzate e imbarazzanti. C'è bisogno di atti, di azioni concrete. Confortare la coscienza, con le parole vaghe e i minuti di silenzio, non servono ai palestinesi che aspettano la condanna a morte collettiva inflitta dal governo di Israele. Gaza ci riguarda, non è solo l'attacco definitivo alla Palestina, è un attacco ai pilastri della nostra civiltà e dell'umanità”. Lo dice il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, in replica al ministro Tajani sull'informativa sullo stato di Gaza.
“Sono gli ultimi giorni di Gaza – ha sottolineato l'esponente dem - le parole del ministro Tajani erano forse buone 19 mesi fa, 50mila morti fa. Tajani parla di aiuti umanitari ma l'unico vero aiuto è fermare Netanyahu. Il governo italiano ha sbagliato completamente la lettura politica di quello che stava avvenendo in Palestina. Ha continuato a parlare fino a ieri di legittima lotta al terrorismo, ma le azioni indiscriminate a Gaza, i bombardamenti di scuole e ospedali, gli assassini di operatori umanitari e di giornalisti, l'operazione 'Nuovo Ordine in Libano' che ha colpito le truppe italiane e l'allargamento del conflitto in Medio Oriente, raccontavano un'altra verità incontrovertibile. Netanyahu deve rispendere dei propri crimini, proprio perché noi non accetteremo mai che si confondano le responsabilità di un governo con un intero popolo. C'è un'altra Israele che prova repulsione, come ha detto Liliana Segre, nei confronti del governo Netanyahu e della sua guerra infinita. E lei non ha avuto nemmeno il coraggio di pronunciare quel nome”.
“Dopo mesi di ignavia, l'Europa prova a fare un passo, ma a mancare è il governo Meloni quando una maggioranza di paesi europei chiede di rivedere l'accordo tra Ue e Israele e il governo italiano vota contro. Dite che quello che fa il governo israeliano è inaccettabile? E allora perché siete contro le sanzioni? Perché non interrompete l’accordo di cooperazione militare con Israele? Se siete per i due stati perché bocciate il riconoscimento dello Stato di Palestina? Non è demagogia, è solo logica e politica. È giustizia”, conclude Provenzano.

28/05/2025 - 11:13

"L'informativa del ministro Tajani su Gaza, oggi nell'aula di Montecitorio, lascia davvero senza parole. Nessuna visione politica, nessuna iniziativa concreta per fermare lo sterminio, parole pavide sulla sospensione dell'accordo Ue-Israele, niente sul progetto criminale di cacciare tutti i palestinesi dalla Striscia né sulle occupazioni illegali in Cisgiordania. Tajani viene in aula a fare l'elenco di irrilevanti operazioni umanitarie come se fossero risolutive per il popolo palestinese. Sbandiera ancora "Food for Gaza" con 110 tonnellate di aiuti umanitari, quando il governo di Israele ne ha tenuti bloccati ai valichi per 80 giorni ben 116mila tonnellate. Si è vantato di 133 bambini di Gaza curati negli ospedali italiani, a fronte dei 3.738 feriti solo dal 18 marzo ad oggi secondo l'Unicef. Un qualsiasi funzionario dell’Agenzia della cooperazione avrebbe detto meglio di lui.
Ha fatto bene il collega Provenzano a ricordargli che l'unica azione umanitaria è fermare Netanyahu, e che nella sua informativa manca del tutto la politica. Tajani non ha neanche nominato il premier israeliano nel suo intervento, per il terrore di irritarlo. Ha paura perfino a farne il nome. L’Italia, per la sua tradizione diplomatica, non merita questo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

28/05/2025 - 10:46

La solidarietà è uno strumento fondamentale, è quello che distingue la civiltà dalla barbarie. Ma nel conflitto in Medio Oriente non basta e non può bastare. Dopo la morte di migliaia e migliaia di civili, bambini, operatori umanitari, di fronte al piano criminale di Netanyahu che vuole annientare il popolo palestinese. Per questo chiediamo al governo italiano di essere all’altezza della sua tradizione diplomatica e di farsi promotore di azioni concrete, già in ritardo, per il cessate il fuoco e la costituzione di due Stati a cui garantire pace e sicurezza. Per questo le parole del Ministro Tajani oggi in Aula sono apparse insufficienti, imbarazzate e imbarazzanti. Perché l’Italia ha mancato tutte le occasioni per agire: dal riconoscimento dello stato di Palestina come hanno fatto Francia e Spagna, al voto contrario alla sospensione dell’accordo di cooperazione tra Ue e Israele. L’inerzia e le mezze parole non possono bastare, noi non ne saremo complici.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

27/05/2025 - 20:38

“L’ok del governo all’ordine del giorno della Lega per istituire un tavolo tecnico sulla castrazione chimica rappresenta un grave scivolamento verso pratiche che richiamano pene corporali, in palese contrasto con la Costituzione e i principi dello Stato di diritto” — così in una nota congiunta i capigruppo democratici delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, Simona Bonafè e Federico Gianassi, insieme al responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, Matteo Mauri. “È particolarmente allarmante” — proseguono — “che anche forze storicamente garantiste della maggioranza, come Forza Italia, sostengano oggi senza alcun imbarazzo questa deriva giustizialista, del tutto scollegata da un’efficace strategia di prevenzione della violenza. Il nostro ordinamento non può cedere a scorciatoie punitive di stampo medievale. Invitiamo il governo e la maggioranza a riflettere seriamente sulle implicazioni di questa proposta e a ritirare il sostegno a misure che minano i fondamenti del nostro ordinamento giuridico” — concludono i democratici.

 

27/05/2025 - 19:12

Siamo qui, e ci prepariamo alla seduta notturna, per opporci ai tentativi della destra di trasformare il paese in uno stato di polizia. Niente sarà più come prima. Il decreto sicurezza è come la legge truffa, come il salva ladri, come il porcellum. Ci opporremo con tutti gli strumenti a disposizione delle opposizioni a un provvedimento frutto delle forzature di una destra arrogante e pericolosa.

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

27/05/2025 - 18:55

“La maggioranza chiede la fiducia su questo decreto che insiste a chiamare Sicurezza, ma la verità è che questo governo non merita nessuna fiducia. Sia per quello che c’è scritto in questo decreto, ma anche per quello che non c’è scritto. Il governo pensa di risolvere i problemi del Paese aumentando le pene o inventandosi nuovi reati. Viene posto il tema dell'urgenza su un provvedimento che è andato il consiglio dei ministri a novembre del 2023. Poi lo lasciano per un anno e mezzo in Parlamento e quando è nella fase conclusiva al Senato viene stoppato e il Governo vara un decreto identico solo perché la Lega voleva rivendicare a sé il tema della sicurezza durante il congresso e Salvini voleva sventolare una bandierina. Con buona pace di Forza Italia che dimostra ancora una volta di non contare niente".

Così il deputato dem, Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Pd, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo sulla fiducia al Dl Sicurezza.
“Un decreto - aggiunge - con norme inumane, liberticide e inutili. Un modo sbagliato di governare e un’idea sbagliata di società, dove prevale la logica securitaria: agli operai e agli studenti che protestano viene detto ‘statevene a casa o vi arrestiamo’. Alla domanda di protezione e alle paure dei cittadini, spesso alimentate da certa politica, si risponde solamente con l'ordine e la sicurezza. Una risposta sbagliata e inefficace perché la sicurezza si costruisce su due pilastri: uno è quello della repressione, ma l'altro è quello della prevenzione. La destra in realtà non vuole rispondere a paure e ansie, ma solo cavalcarle. L’accusa rivolta alla sinistra di essere ‘complice morale dei delinquenti’ è disgustosa e vergognosa. Chi ha dimostrato una vicinanza verso criminali certificati è la destra che ha rimandato il Libia un torturatore e trafficante di uomini arrestato dalla polizia. Noi - conclude - siamo di fronte a un pericolo reale, vi è il rischio che l'idea che ha la destra di società possa tramutarsi in realtà. Ma non ci riuscirà”.

 

27/05/2025 - 18:31

“Non è bastato metterlo al riparo di Raisport dopo i danni che ha inflitto a Rainews. E così Raisport ha bocciato a larga maggioranza il piano editoriale di Paolo Petrecca, con 51 voti contrari e 36 favorevoli. Il noto gaffeur, che nel curriculum vanta il solo titolo di affezionatissimo meloniano, non ha così la fiducia della sua nuova redazione, che ha capito subito che fine avrebbe fatto (vedi il crollo degli ascolti di Rainews). Per rispetto del lavoro dei giornalisti, del servizio pubblico e della dignità dell’informazione sportiva, Paolo Petrecca deve rassegnare le dimissioni. Un’altra battuta a vuoto di TeleMeloni che non azzecca una scelta che sia una, in quello che è ormai solo diventato un nominificio monocolore. In spregio degli ascoltatori” così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.

27/05/2025 - 18:30

"Quasi sedici anni dopo la strage di Viareggio, ci troviamo ancora a fare i conti con una ferita aperta. Oggi, la Corte di Appello di Firenze ha riconfermato la pena massima di cinque anni per l’ex amministratore delegato di FS e RFI, Mauro Moretti, insieme alle condanne per gli altri undici imputati, da quattro a sei anni di reclusione. È una giustizia parziale, perché nessuna pena può riportare in vita le 32 vittime e risarcire le famiglie che hanno pagato il prezzo più alto di questa negligenza e dei tagli alla sicurezza ferroviaria. Eppure, seppur dopo così tanto tempo, riconoscere responsabilità così chiare è un passo fondamentale per evitare che simili tragedie si ripetano. Un abbraccio commosso alle famiglie delle vittime, che non hanno mai smesso di chiedere verità. La loro forza ci ricorda che la memoria non è mai passiva, ma impegno concreto. La vittoria di oggi è amara, ma chiara: per cambiare davvero serve mantenere alta l’attenzione sulle questioni di sicurezza e prevenzione. Continueremo a lavorare in Parlamento affinché ogni sacrificio non sia stato vano e affinché l’Italia sia un Paese più sicuro e responsabile". Così Marco Furfaro, deputato toscano e membro della segreteria del Partito Democratico, sulla sentenza della Strage di Viareggio.

27/05/2025 - 18:12

"Vogliono reprimere il dissenso, vogliono reprimere la protesta, vogliono perfino criminalizzare la resistenza passiva e lo sciopero della fame. Vogliono mettere in carcere anche i bambini, oppure separarli dalle madri.
E vogliono reprimere pure il dibattito parlamentare mettendo la fiducia su quello che dovremmo chiamare "decreto repressione" non decreto sicurezza, perché non ha nulla a che fare con la sicurezza. Ben 14 nuovi reati e 9 aggravanti e niente, nessuna misura che affronti la povertà, la carenza degli alloggi, la lentezza della giustizia, il sovraffollamento delle carceri. Solo carcere, carcere, carcere.
Contro tutto questo continueremo a fare opposizione ferma. Abbiamo presentato decine e decine di ordini del giorno, l'unico strumento che abbiamo a disposizione. Siamo in aula a dire tutti i nostri "no" a questo provvedimento liberticida e che mette l'Italia sulla strada dello stato di polizia. Lo faremo per tutta la notte e ancora domani, fino all'ultimo minuto a disposizione perché non è con il carcere e con la repressione delle libertà che si risolvono i problemi del Paese. In questo modo si distrugge la democrazia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui  diritti umani nel mondo.

27/05/2025 - 17:19

Piantedosi e Meloni facciano subito chiarezza

“Alla luce delle gravi rivelazioni emerse dall’inchiesta giornalistica di Fanpage, che denuncia l’attività sotto copertura di un agente di Polizia all’interno di una formazione politica per diversi mesi, chiediamo al Ministero dell’Interno e alla Presidenza del Consiglio di fornire immediati chiarimenti. Se confermato si tratterebbe di un fatto inaudito, incompatibile con i principi democratici sanciti dalla Costituzione.
Abbiamo depositato un'interrogazione urgente perché servono precisi chiarimenti a partire da chi avrebbe autorizzato una tale operazione e per quali finalità. In un contesto in cui il Governo impone nuove misure restrittive in materia di sicurezza, episodi di questo tipo alimentano forti preoccupazioni sullo stato delle libertà democratiche nel nostro Paese. È in gioco la tenuta dello Stato di diritto e la libertà di esprimere il proprio dissenso individualmente e attraverso i partiti politici. Non si può scherzare con la democrazia". Così il responsabile nazionale sicurezza del Pd, il democratico Matteo Mauri.

 

27/05/2025 - 16:35

"La revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini è un atto doveroso per una città, quella di Anzio, medaglia d'oro per le sofferenze subite durante la seconda guerra mondiale. Voglio congratularmi con il Sindaco Aurelio Lo Fazio e con i consiglieri comunali che hanno scelto di scrivere una pagina nuova. È un gesto che unisce tutta la città nel segno della nostra Costituzione e su quei valori di libertà e democrazia che abbiamo conquistato con la Liberazione e la caduta del fascismo". Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.

27/05/2025 - 16:34

Parteciperanno il mondo sindacale e delle imprese

Si terrà domani mercoledì 28 maggio, alle ore 16 presso la Sala Stampa di Montecitorio, la conferenza stampa in tema di digitalizzazione e semplificazione del sistema-Paese, organizzata dall’On. Marco Lacarra in collaborazione con SEI Confimpresa, organizzazione sindacale fondata da un gruppo di imprenditori italiani con il compito di tutelare le imprese in ambito sindacale, economico-finanziario e tecnologico.

All’iniziativa, moderata da Sasha Mauro De Giovanni, interverranno Marco Lacarra, Marco Simiani, Ubaldo Pagano e Claudio Stefanazzi, deputati del Partito Democratico, Rino De Martino, Presidente Nazionale SEI Confimpresa, Claudio Capodieci, Segretario nazionale FAILM, Claudio Armeni, Segretario Generale Confederazione S.E.L.P., Laura Castelli, già Viceministra dell’Economia e delle Finanze, Luigi Troiani, Professore di Relazioni Internazionali e Storia e Politiche delle istituzioni europee alla Pontificia Università San Tommaso d'Aquino di Roma.

Per accrediti inviare mail a fabio.mancini@camera.it

 

27/05/2025 - 16:16

"Quali iniziative intenda adottare il governo per tutelare l’occupazione e garantire la continuità produttiva dello stabilimento Liberty Magona di Piombino e per favorire il rilancio complessivo del polo siderurgico territoriale": è quanto chiedono i deputati Pd Marco Simiani, Laura Boldrini ed Emiliano Fossi con una interrogazione depositata a Montecitorio sulla crisi dell'azienda che impegna attualmente circa 500 lavoratori.

"Nel contesto del polo siderurgico di Piombino, già duramente colpito dalla crisi delle acciaierie ex-Lucchini e dalle incertezze legate ai progetti di rilancio (tra cui l’accordo con JSW Steel), la crisi della Liberty Magona rischia di compromettere definitivamente la prospettiva di reindustrializzazione dell’area e la tenuta sociale del territorio. E' necessario che il governo si attivi subito per affrontare il rilancio del polo siderurgico in modo sistemico, tenendo conto quindi delle attuali realtà produttive presenti, compresa Liberty Magona, e promuovendo realmente una strategia industriale nazionale per il settore siderurgico, in grado di coniugare competitività, sostenibilità e tutela occupazionale": conclude la nota dei deputati Dem.

 

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