03/02/2026 - 18:45

“Condivido quanto afferma Franco Gabrielli, ex Capo della Polizia: le divise si difendono dai violenti e da chi le usa come propaganda. I problemi complessi richiedono sforzi complessi. Altrimenti i primi ad essere penalizzati sono proprio le ragazze e i ragazzi che quelle divise le indossano” così sui social il deputato democratico Mauro Laus.

03/02/2026 - 18:41

“Stupisce che il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera utilizzi il proprio ruolo istituzionale per diffondere informazioni non veritiere. Sull’emendamento relativo ai fondi per le fusioni tra comuni, il Partito Democratico ha fatto esattamente l’opposto di quanto affermato dal presidente Pagano: anziché bloccare le fusioni, il PD ha presentato un emendamento (art. 4, a firma De Maria, Bonafè e Guerra) che elimina il limite temporale dei dieci anni ai contributi straordinari previsti dall’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo n. 267 del 2000, rendendo strutturali i fondi per le unioni e le fusioni. È grave che, soprattutto da chi presiede la Commissione Affari Costituzionali, si alimenti confusione su un tema così rilevante per gli enti locali, attribuendo al Partito Democratico posizioni che non gli appartengono e che sono smentite dai fatti e dagli atti parlamentari”.

Così una nota dei deputati del Partito Democratico firmatari dell’emendamento Simona Bonafè, Maria Cecilia Guerra, Andrea De Maria.

 

03/02/2026 - 18:22

“Con colpevole ritardo il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha risposto all’interrogazione presentata lo scorso dicembre sulla chiusura dello stabilimento Freudenberg di Rho, annunciata il 5 novembre 2025 con il licenziamento collettivo di tutti i 42 lavoratori”. Lo dichiarano in una nota i deputati Pd Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo e Silvia Roggiani, rispettivamente capogruppo in commissione Attività produttive e componente della commissione Bilancio, commentando la risposta del Governo.

“Una decisione gravissima – sottolineano gli esponenti dem – tanto più incomprensibile perché lo stabilimento di Rho era un sito produttivo di eccellenza, con produzione a pieno regime, ordini in crescita e standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale. La stessa azienda ha motivato la scelta di trasferire le produzioni in Slovacchia e negli Stati Uniti con una ragione esplicita: l’aumento dei costi legato ai dazi introdotti dall’amministrazione Trump. Ancora una volta sono i lavoratori italiani a pagare il prezzo di una guerra commerciale che colpisce la manifattura europea e spinge le multinazionali a delocalizzare per tutelare margini e profitti”.

“Di fronte a questo scenario – concludono Peluffo, Pandolfo e Roggiani – la risposta del governo è disarmante. L’unico strumento richiamato è la cassa integrazione straordinaria per una parte dei lavoratori, una misura tampone che non affronta il nodo politico e industriale della vicenda. Manca del tutto una strategia per difendere i siti produttivi italiani colpiti dai nuovi dazi e dalle tensioni commerciali globali: servono interventi immediati, tavoli di crisi e politiche industriali attive. Continueremo a stare al fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, perché la Freudenberg di Rho non è solo una crisi aziendale, ma un test sulla capacità dello Stato di reagire alla nuova stagione di dazi e delocalizzazioni”.

 

03/02/2026 - 17:40

“Le ombre che emergono dagli ‘Epstein Files’ in merito ai presunti interessi del finanziere americano verso Matteo Salvini e la destra sovranista non possono restare senza una risposta ufficiale. Oggi in Aula abbiamo ribadito la necessità di un'informativa urgente del Governo: la Presidente Meloni e entrambi i Vice premier Tajani e Salvini devono assumersi la responsabilità di fare piena luce su queste interlocuzioni. Non si tratta di un attacco politico alla Lega, ma della doverosa difesa della trasparenza e della credibilità delle nostre istituzioni. I cittadini hanno il diritto di sapere se vi siano stati condizionamenti o interessi opachi al centro di queste conversazioni, specialmente alla luce dell'attuale ruolo di governo ricoperto da Matteo Salvini.”
“Siamo profondamente preoccupati per le possibili ricadute sulla sicurezza nazionale e sulla sovranità e indipendenza tecnologica del Paese. Abbiamo presentato una interrogazione per capire se il governo sia a conoscenza delle indiscrezioni riportate dagli articoli di stampa e quali iniziative intenda prendere, quali verifiche attivare, quali iniziative intenda assumere per garantire la massima trasparenza. È inquietante che queste indiscrezioni emergano proprio mentre dalla stampa internazionale si riapre il dibattito su dossier strategici come le comunicazioni satellitari e l’ipotesi del Governo italiano di deviare dai progetti europei per affidarsi a Starlink. Vogliamo sapere se tali dinamiche possano aver influenzato o influenzino tuttora scelte cruciali. Anche la Commissione Europea sta valutando profili di trasparenza su questa vicenda; l'Italia non può restare in silenzio. Chiediamo al governo di riferire quali verifiche siano state attivate per garantire che le istituzioni italiane siano al riparo da ogni forma di opacità e interferenza esterna.”
Così Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera dei deputati.

03/02/2026 - 17:39

 “Garantire piena autonomia e indipendenza alla magistratura è una condizione essenziale per rendere efficace il contrasto alle mafie”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico, a margine dell’iniziativa per i 50 anni della presentazione della relazione di minoranza in Antimafia redatta da Pio la Torre insieme al giudice Cesare Terranova. “Ogni scelta che riduce i controlli o delegittima il ruolo della giurisdizione finisce per favorire la criminalità organizzata - sottolinea Serracchiani - la lotta alle mafie non è solo una questione repressiva, ma una battaglia di legalità e di democrazia. Anche per questo voteremo con convinzione ‘No’ al prossimo referendum costituzionale” conclude.

03/02/2026 - 17:38

"Una relazione che rappresenta una pietra miliare nella lotta alla mafia, una relazione oggi attuale più che mai a distanza di 50 anni. La Sicilia oggi vive una connivenza preoccupante della criminalità organizzata negli enti locali, nelle stazioni appaltanti con una evidente capacità della mafia ora come allora di infiltrarsi nei centri di potere che garantiscono la distribuzione delle risorse. Oggi assistiamo ad un calo preoccupante delle denunce rispetto al passato e rileggere quella relazione ci fa riflettere e continuare ad andare avanti, a combattere. Pio La Torre e Cesare Terranova avrebbero avuto tante cose da dire sulle vicende scandalose che ancora oggi accadono in Sicilia. Un sistema che ancora è messo in discussione e il Pd ha il dovere di intervenire e di costruire un percorso che coinvolga le giovani generazioni per continuare a contrastare tutti i fenomeni mafiosi". Lo ha detto Anthony Barbagallo, deputato e segretario Pd Sicilia, nel corso della conferenza stampa del Pd per ricordare i 50 anni dalla relazione di minoranza in commissione antimafia di Pio La Torre e Cesare Terranova.

 

03/02/2026 - 17:37

“Potevamo essere i primi in Europa: l’Italia aveva tutte le carte in regola per guidare l’Unione europea nella regolazione dei social media a tutela della salute dei bambini e dei ragazzi, grazie a un lavoro serio e bipartisan portato avanti in Parlamento. Invece, se arriviamo, arriveremo dopo”. Così Marianna Madia, deputata del Partito Democratico e prima firmataria alla Camera della proposta di legge bipartisan sull’accesso dei minori alle piattaforme social. “Prima la Francia e ora anche la Spagna - aggiunge Madia - hanno anticipato il nostro Paese su misure concrete di protezione dei minori nello spazio digitale. Almeno il podio, Presidente Meloni non perda l’occasione di far fare un salto avanti al paese a difesa della salute dei bambini e degli adolescenti. Oppure vuole che l’Italia resti la zona franca degli interessi delle grandi piattaforme digitali, lasciando sole le famiglie davanti a fenomeni sempre più invasivi? Serve una scelta politica chiara e immediata: la tutela dei minori deve venire prima degli interessi economici delle piattaforme” conclude Madia.

03/02/2026 - 17:36

“Chiediamo alla presidente Floridia di convocare l’ufficio di presidenza e chiediamo al centrodestra di non disertare in modo da convocare e di poter ascoltare l’Ad Rai Rossi in merito al piano industriale della Rai e il futuro dell’azienda e il blocco da oltre un anno e mezzo della commissione di Vigilanza.
Viceversa il presidente del Senato La Russa faccia esprime la giunta per il Regolamento che sblocchi la convocazione da parte della presidente Floridia”. Lo scrivono in una nota i parlamentari Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai alla luce delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’ad stesso Rossi.

03/02/2026 - 17:35

Oggi presentiamo la Relazione di minoranza del 1976, redatta da Pio La Torre insieme al giudice Cesare Terranova. Questo documento, riconosciuto per il suo valore storico, politico e giudiziario, denunciava il rapporto tra sistema mafioso e apparato statale e politico, criticando le omissioni della Relazione di maggioranza.

La relazione conteneva anche le premesse della proposta di legge sul reato di associazione mafiosa, approvata nel 1982 come Legge Rognoni-La Torre, pietra miliare dell’antimafia italiana, modello anche per legislazioni straniere.

Resta per noi fonte di ispirazione non solo per promuovere iniziative legislative di contrasto alla mafia, ma anche per richiamare il Governo alle sue responsabilità, di fronte a un contesto in cui controlli e strumenti di prevenzione rischiano di essere indeboliti.

Il nostro impegno parlamentare e amministrativo mira a garantire a tutte e a tutti le libertà fondamentali, a rendere il Paese più giusto, sicuro e libero dallo sfruttamento, specialmente nelle aree di maggiore fragilità dove le mafie cercano di sostituirsi allo Stato. La lezione di Pio La Torre rimane oggi più viva e necessaria che mai.

 

03/02/2026 - 15:45

“Il governo sta colpevolmente bloccando un intero comparto economico lasciando nel caos Comuni e operatori del commercio ambulante- Sono passati oltre due anni dall’approvazione della norma e ancora mancano indicazioni operative indispensabili per bandire i posteggi e garantire certezza giuridica. Il risultato è un mercato fermo che coinvolge 183 mila imprese, il 22 per cento del commercio nazionale, e oltre 11 miliardi di fatturato lasciati nell’incertezza”. E’ quanto dichiarano i deputati Dem Marco Simiani, Alberto Pandolfo, Andrea Gnassi e Vinicio Peluffo dopo la discussione in aula della loro interrogazione.

“Non bastano annunci e tavoli di confronto tardivi: servono atti immediati e tempi certi - osservano i deputati Dem- che aggiungono: “i Comuni non possono programmare, le imprese non possono investire e i nuovi operatori sono esclusi. È una responsabilità politica grave, che ricade interamente sul governo, incapace di dare stabilità a un settore fatto di piccole e piccolissime imprese fondamentali per l’economia locale e per la tenuta sociale dei territori.”.     “Il Pd - concludono - continuerà a incalzare l’esecutivo affinché si sblocchi subito questa situazione e si restituiscano regole chiare e funzionanti al commercio su aree pubbliche”.

 

03/02/2026 - 15:37

“L’attacco hacker che ha paralizzato l’Università La Sapienza, con il ricatto di un ransomware e la potenziale perdita di dati sensibili di migliaia di studenti e docenti, è l'ennesimo segnale d'allarme di una vulnerabilità nazionale non più tollerabile. Mentre le nostre infrastrutture critiche sono sotto scacco di crew criminali, spesso legate a dinamiche geopolitiche filorusse, il Governo continua a mostrare una preoccupante disattenzione, limitandosi a rincorrere le emergenze senza una visione d'insieme. Abbiamo depositato un'interrogazione urgente al Ministro dell'Interno per sapere come intenda affrontare questa crisi specifica e quali misure intenda finalmente attivare per proteggere il patrimonio digitale del Paese.”

“Non possiamo permettere che la sicurezza nazionale sia lasciata al caso o alla tempestività dei tecnici dell’ACN e della Polizia Postale, ai quali va il nostro ringraziamento. Il Gruppo Pd ha indicato da tempo la strada con la proposta di legge AC 2318 per una strategia nazionale di contrasto agli attacchi estorsivi, ma il silenzio dell’Esecutivo su questo fronte è assordante. È tempo che la maggioranza smetta di ignorare le nostre proposte e investa seriamente nella prevenzione e nella resilienza cibernetica: proteggere i dati della più grande università d'Europa significa proteggere la libertà e la privacy di tutti i cittadini.”

Così Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e vice presidente della Commissione Trasporti e Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.  

 

03/02/2026 - 15:15

"Ho sperato fino all'ultimo di sentire dal ministro Piantedosi parole di responsabilità, ma quello che abbiamo ascoltato è solo propaganda. La maggioranza è già in campagna elettorale e strumentalizza un fatto gravissimo da condannare. Un fatto che nulla ha a che vedere con quei 20 mila manifestanti scesi in piazza per manifestare in modo pacifico, così come previsto dall'articolo 17 della nostra Costituzione. E voglio esprimere in quest'Aula tutta la mia vicinanza e solidarietà a quegli uomini e donne in divisa che si sono sacrificati per far rispettare quelle libertà fondamentali, quel diritto, il diritto al dissenso, in sicurezza. E sì, dissenso anche a questo Governo. Diritti che questo governo mette in dubbio ogni giorno. Il ministro oggi in quest'Aula ha disegnato tutte quelle 20 mila persone come se fossero dei delinquenti, tutti raccontati come fossero criminali. Lì c'erano decine e centinaia di persone normali che lottavano per le proprie idee. Il governo vuole strumentalizzare le manifestazioni indette in modo pacifico e questo non lo accettiamo". Lo ha detto in Aula Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Pd, a proposito dell’informativa alla Camera del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

 

03/02/2026 - 15:05

Dichiarazione on. Nicola Care’ deputato Pd
In occasione dell’Australia Day, si sono svolte a Roma le celebrazioni ufficiali presso l’Ambasciata d’Australia, alla presenza di rappresentanti istituzionali italiani e stranieri. All’evento ha partecipato Nicola Carè, deputato eletto all’estero che ha rivolto un ringraziamento all’Ambasciatrice d’Australia in Italia Julianne Cowley per l’accoglienza e per l’impegno nel rafforzare i rapporti bilaterali tra Italia e Australia. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come le relazioni tra i due Paesi si fondino su una collaborazione solida e su valori condivisi di dialogo, apertura e cooperazione, anche grazie al contributo determinante della comunità italiana in Australia, riconosciuta come ponte umano, culturale e professionale tra le due nazioni. Presenti alle celebrazioni anche l’Ambasciatrice della Nuova Zelanda in Italia Jackie Frizelle, l’Ambasciatore Paolo Crudele, alcuni parlamentari e il Viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini. “Italia e Australia – ha ribadito Carè- condividono una lunga storia di amicizia e una visione comune orientata al futuro, nel segno di relazioni sempre più strette sul piano politico, economico e culturale”.

 

03/02/2026 - 14:54

«Quella del ministro Piantedosi non è stata un’informativa sui fatti di Torino, ma una strumentalizzazione politica di episodi gravissimi, usata con un solo obiettivo: giustificare le misure liberticide che il Governo intende inserire nel nuovo decreto sicurezza». Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.

«Le parole del ministro sono preoccupanti perché alimentano un clima di odio nel Paese e finiscono per mettere a rischio, in prima istanza, proprio le forze dell’ordine», prosegue Di Biase.

«Non si può confondere chi manifestava pacificamente con chi ha aggredito gli agenti di polizia. Ed è ancora più inaccettabile usare episodi di violenza per legittimare scelte gravi e sbagliate, come quelle ribadite oggi in Aula, a partire dall’introduzione del fermo preventivo».

 

03/02/2026 - 14:48

“La vicenda processuale che mi ha vista coinvolta, come parte offesa, si è conclusa ieri in secondo grado confermando pienamente la prima sentenza. La Corte ha ribadito ciò che il Tribunale aveva già sancito: gli insulti sessisti e la diffusione di messaggi di odio non sono semplici opinioni, ma atti che diffamano, feriscono, umiliano e mettono in pericolo la dignità di chiunque, e in particolare, delle donne che si espongono pubblicamente nella sfera politica.

Questa azione legale non è stata solo personale. È stata una battaglia per tutte le donne, per tutte coloro che ogni giorno si trovano ad affrontare commenti beceri, stereotipi degradanti e comportamenti discriminatori solo perché donne e impegnate pubblicamente. È stato un atto di resistenza contro la mentalità maschilista e patriarcale, contro chi pensa ancora di poter sminuire il ruolo di una donna con parole violente e sessiste.

Per il positivo esito della vicenda processuale e per avermi accompagnata in questi lunghi anni, devo ringraziare il mio legale, Giuseppe Barba, che anche in questa circostanza, ha dimostrato competenza e professionalità e mostrato umanità e determinazione non comuni a molti.

La conferma della sentenza di secondo grado dimostra che la giustizia c’è, e che quando si ha il coraggio di denunciare, di non chinare la testa, le istituzioni rappresentano uno strumento reale di tutela. Questa sentenza è importante non soltanto per me, ma perché manda un messaggio chiaro. Le parole hanno un peso, e chi le usa per colpire e discriminare deve assumersene la responsabilità.

Ed è proprio per questo che lancio un appello a tutte le donne: non lasciatevi intimidire. Non accettate come normale ciò che normale non è. Siate libere di partecipare alla vita pubblica, di costruire, di cambiare, di difendere valori e diritti. Non dobbiamo permettere a nessuno di sminuire il nostro impegno con insulti, stereotipi o discorsi carichi di odio.

La strada verso una società più equa è ancora lunga, e per questo continuerò a battermi in Parlamento. Perché la dignità delle donne e il rispetto reciproco sono valori che devono prevalere sempre, dentro e fuori dalla politica”.

Lo dichiara la deputata del Pd, Giovanna Iacono, a proposito della vicenda che l’aveva vista coinvolta e per la quale era stato già condannato in primo grado per diffamazione aggravata il consigliere comunale e assessore di Santa Elisabetta, in provincia di Agrigento, Salvatore Antonio Gaziano. La Corte di Appello di Palermo ha confermato la sentenza di primo grado per Salvatore Antonio Gaziano, difeso dagli avvocati Antonino Gaziano e Gerlando Aldo Virone.

 

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