A seguito delle informazioni riportate in queste ore dai maggiori quotidiani, il gruppo Pd alla Camera ha presentato un interrogazione a firma Serracchiani- Bonafè per chiedere al Governo di chiarire gli incarichi pubblici affidati alla giornalista Claudia Conte, che secondo la stessa avrebbe una relazione con il Ministro dell’interno. Nell’atto ispettivo si chiede di verificare trasparenza, modalità di selezione, eventuali compensi e possibili conflitti di interesse. Di seguito il testo integrale.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
presentata dall'On. DEBORA SERRACCHIANI il 02/04/2026 18:38
Al Presidente del Consiglio dei ministri - Per sapere - premesso che:
secondo quanto riportato da numerosi organi di stampa nazionali in data 1° aprile 2026, la giornalista e organizzatrice di eventi Claudia Conte avrebbe dichiarato l’esistenza di una relazione personale con il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi; indipendentemente dalle scelte di vita del ministro che non sono soggette al giudizio degli interroganti, le medesime fonti riferiscono che la stessa Claudia Conte è stata nominata, in data 12 febbraio 2026, consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sul degrado delle città e delle periferie, con incarico a titolo gratuito e a tempo parziale; ulteriori notizie di stampa evidenziano che la medesima avrebbe intrattenuto ulteriori rapporti di collaborazione con strutture riconducibili all’amministrazione dell’interno, tra cui attività presso la Scuola di perfezionamento per le forze di polizia, sebbene in parte ricondotte formalmente a moderazione di eventi e tavole rotonde; secondo le stesse fonti, risultano altresì attività professionali e incarichi in ambito pubblico e parapubblico, incluse collaborazioni con la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo (Rai Radio
1) e la partecipazione ad iniziative istituzionali in materia di difesa, sicurezza e legalità; la concomitanza tra rapporti personali dichiarati con il Ministro dell’interno e incarichi o collaborazioni riconducibili a organismi pubblici o collegati allo Stato ha determinato un rilevante dibattito pubblico e politico, con richieste di chiarimento circa la sussistenza di possibili profili di opportunità istituzionale, trasparenza e conflitto di interessi; tutto ciò premesso, si chiede di sapere:
quali siano, in modo puntuale e documentato, tutti gli incarichi, le consulenze, le collaborazioni o i rapporti professionali intercorsi, a qualsiasi titolo, tra la signora Claudia Conte e amministrazioni dello Stato; enti pubblici; società partecipate o controllate dallo Stato; quali siano state le procedure di selezione e di conferimento dei suddetti incarichi, con particolare riferimento alla pubblicità degli avvisi; ai criteri di valutazione dei curricula; alla eventuale comparazione tra candidati; se tali incarichi abbiano comportato compensi, rimborsi o altri benefici economici, anche indiretti, e in quale misura; quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di garantire la piena trasparenza e l’assenza di ogni possibile interferenza e conflitti di interesse tra relazioni personali e conferimento di incarichi pubblici o para-pubblici.
Serracchiani, Bonafe’
Presentatore
On. DEBORA SERRACCHIANI
Data presentazione: 02/04/2026 18:38
“Profondamente addolorato dalla notizia della morte di Roberto Arditti. Ci siamo conosciuti da giovani a Lodi, la città in cui siamo entrambi nati, lui giovane esponente del Partito Repubblicano e io giovane esponente della DC. Ci eravamo un po' persi di vista ma poi ci siamo ritrovati a Roma dove Roberto ha svolto una brillante carriera giornalistica. Ho avuto l'onore di essere chiamato a presentare alcuni suoi libri, sempre interessanti e mai banali. Ho sempre apprezzato in Roberto la capacità di ascoltare, la curiosità per il nuovo, l'originalità del suo ragionare e l'equilibrio nel confrontarsi. Lo ricordo con affetto e desidero esprimere la mia solidarietà alla famiglia. Caro Roberto, che la terra ti sia lieve”. Così sui social il deputato democratico, Lorenzo Guerini.
“Il parere negativo dell’Anci sulle pre-intese per l’autonomia differenziata è un segnale istituzionale chiarissimo, che il governo sta provando a ignorare. L’Anci evidenzia criticità profonde sia nel metodo sia nel merito: le pre-intese si basano su atti regionali risalenti al 2017 e al 2018, adottati da consigli non più in carica. Un’impostazione che contraddice lo spirito della legge e le indicazioni della Corte costituzionale, che richiedono iniziative attuali e pienamente legittimate. Le considerazioni di Anci sono di merito e provengono da un soggetto che ha sempre dimostrato grande autorevolezza ed equilibrio" Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico.
“Si tratta di un punto decisivo – prosegue l’esponente dem – perché non si può costruire una riforma così delicata su basi superate e senza un reale coinvolgimento delle autonomie locali. Nonostante questo, il ministro Calderoli rivendica un avanzamento del percorso, ignorando le preoccupazioni espresse dai Comuni e da una parte rilevante del Paese. È un errore politico grave, perché si continua a procedere senza un confronto vero e senza affrontare le conseguenze di questa riforma. L’autonomia differenziata rischia di spaccare l’Italia, aumentando divari e disuguaglianze e mettendo in discussione il principio di uguaglianza tra cittadini”.
“Una prospettiva - conclude Mauri - che contrasta con la Costituzione e con l’idea stessa di coesione nazionale. Il governo sceglie di andare avanti comunque, più preoccupato di sventolare una bandiera ideologica che di confrontarsi sul merito. Il Partito Democratico continuerà a opporsi a questo disegno per difendere l’unità del Paese, la coesione sociale e i diritti uguali per tutti i cittadini”.
“L’allarme che viene dalle organizzazioni e associazioni che rappresentano agenti di commercio e consulenti finanziari - Fnaarc - Fiarc – Usarci – Anasf – Fisascat – Federagenti Cisal - Uiltucs - Ugl-Terziario - non può rimanere inascoltato.
Agenti di commercio e consulenti finanziari sono infatti particolarmente colpiti dall’incremento dei prezzi dei carburanti. Come essi stessi hanno rappresentato nella lettera inviata alla Presidente Meloni e al ministro dei trasporti Salvini, il loro lavoro richiede una continua mobilità, con consumi di carburante molto rilevanti. L’andamento dei prezzi che si sta determinando a seguito della guerra nel Golfo rischia di mettere a rischio la sostenibilità economica della loro attività.
È quindi importante che queste categorie non vengano lasciate indietro, rispetto ad altre già destinatarie di interventi di sostegno adottati dal governo o a cui il governo sta pensando.
Per queste ragioni presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire con urgenza, per ricomprendere agenti di commercio e consulenti finanziari fra i soggetti destinatari di interventi di sostegno, riconoscendo il loro ruolo alla stabilità del tessuto economico nazionale in questa fase particolarmente critica”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera e Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera.
“È un diritto minimo non rischiare la vita e la salute per il lavoro. Eppure le inchieste giudiziarie e le notizie di cronaca ci parlano di una condizione, quella dei rider, molto grave. Questa iniziativa nasce proprio dallo sgomento che abbiamo provato su quanto emerso su alcune aziende del food delivery e per dare una risposta a un tema fondamentale”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, aprendo i lavori del convegno "Il caso dei riders tra direttiva europea, norme nazionali e rapporti reali - Il caporalato nel capitalismo delle piattaforme - Verso gli stati generali della salute e sicurezza sul lavoro”.
"Più di un anno fa ho presentato la proposta di legge Griseri Prisco che chiede che in condizioni climatiche critiche, piogge torrenziali, caldo estremo, i lavoratori delle consegne non debbano uscire in strada e possano avere un indennizzo, una sorta di Cassa integrazione, che siano dipendenti, collaboratori o autonomi - ha proseguito la deputata - Abbiamo presentato la proposta di legge, abbiamo provato ad inserirle come emendamenti nelle leggi di bilancio e nel Decreto ILVA, ne abbiamo fatto ordini del giorno, ma abbiamo trovato solo porte chiuse da questo Governo”.
“Questo convegno ha affrontato con avvocati e avvocate, parti sociali, docenti e il pm di Milano Storari,la questione in maniera giuridica: è emerso un confronto stimolante, da cui sono emersi problemi e criticità delle condizioni di sfruttamento di questi lavoratori. Manteniamo alta l’attenzione, in attesa di poter procedere con il nostro compito legislativo” ha concluso Gribaudo.
“A oltre dieci mesi dalla nostra prima richiesta, reiterata più volte attraverso interrogazioni, question time e una lettera indirizzata al Presidente della Camera Lorenzo Fontana, abbiamo finalmente ricevuto la relazione degli ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’operato dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Un’attesa ingiustificata che conferma quanto fosse necessario fare chiarezza”, dichiarano i deputati PD Valentina Ghio, Luca Pastorino e Alberto Pandolfo, che hanno ricevuto oggi la risposta del MIT dopo oltre dieci mesi dalla richiesta.
“Il documento consegnato oggi - proseguono - contiene elementi che non possono essere sottovalutati e che aprono interrogativi rilevanti sulle modalità di gestione adottate, in particolare per quanto riguarda i rapporti concessori e il rilascio delle licenze. Gli stessi ispettori parlano di “molteplici elementi documentali” che rendono opportuna una revisione prudenziale degli atti, a partire dalla verifica di eventuali conflitti di interesse nei procedimenti concessori più rilevanti. Significativa è la valutazione finale degli ispettori, che invitano a verificare la sussistenza dei presupposti per la costituzione di parte civile nei procedimenti penali in corso, anche alla luce della vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Una possibilità che l’Autorità portuale, pur potendola esercitare a tutela dei propri interessi economici e reputazionali, non risulta aver intrapreso”.
“Resta infine una questione politica e istituzionale che non può essere elusa: per oltre dieci mesi non è stato dato seguito alle prerogative dei Parlamentari della Repubblica, che avevano formalmente richiesto accesso a documenti rilevanti senza ricevere risposte nei tempi dovuti. Un comportamento che rappresenta un vulnus nel rapporto tra istituzioni e Parlamento. Per queste ragioni continueremo a monitorare con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda e a incalzare il Governo affinché si faccia piena luce su quanto emerso, garantendo trasparenza, legalità e corretto funzionamento di un’infrastruttura strategica per il Paese”, concludono.
I componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai chiedono all’azienda di fare piena chiarezza sui dettagli delle collaborazioni e dei contratti con la signora Conte. “Pur non entrando nel merito di vicende personali che riguardano un ministro in carica - si legge nella nota - riteniamo necessario escludere qualsiasi possibile collegamento tra le relazioni con un ministro in carica pro tempore e le scelte editoriali e contrattuali del servizio pubblico. Per questo chiediamo trasparenza sui criteri e sulle modalità di assegnazione degli spazi, affinché sia garantita la massima correttezza e chiarezza nei confronti dei cittadini. Chiediamo risposte puntuali e presenteremo un’interrogazione parlamentare a riguardo” conclude la nota.
MACCHIA INDELEBILE PER ITALIA
"Il deferimento dell'Italia all'Assemblea degli Stati parte della Corte Penale Internazionale è un atto politico e diplomatico di gravità eccezionale, che conferma ciò che avevamo denunciato fin dal primo giorno: la gravità della condotta del governo Meloni che ha scelto deliberatamente di non rispettare i propri obblighi internazionali, rimpatriando in Libia con volo di Stato Almasri, un assassino, torturatore e trafficante di esseri umani ricercato dalla CPI. Avevamo chiesto alla Presidente Meloni di riferire immediatamente in Parlamento per spiegare chi avesse autorizzato quella grave decisione e perché l'Italia avesse scelto di voltare le spalle alla giustizia internazionale. Non è mai arrivata una risposta seria. Oggi arriva invece la risposta della Corte dell'Aia: l'Italia viene deferito per inadempimento ad una richiesta di cooperazione e dunque per violazione dello Statuto di Roma. L'Italia, che ha ospitato la firma di questo Statuto, rischia dunque una condanna formale che sarebbe una macchia indelebile sulla reputazione internazionale del nostro Paese. Il governo Meloni si assumerà anche questa grave responsabilità di fronte alla storia." Lo dichiara Piero De Luca, deputato del Partito Democratico e capogruppo in commissione politiche europee.
“Tutti i provvedimenti varati dal governo per affrontare il caro energia si stanno dimostrando deboli e inefficaci. Sono solo dei tentativi per tappare un buco che sta diventando una voragine. Oggi apprendiamo dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente che a marzo il solo prezzo del gas per i clienti vulnerabili è cresciuto del 19,2% rispetto a febbraio. E visto che è proprio il gas a determinare il prezzo dell’elettricità e delle altre fonti rinnovabili, il suo continuo aumento provocherà l’ennesimo shock energetico che rende del tutto inutile il nuovo Dl Bollette. Il gas resta il nodo centrale: se il governo continua a porlo al centro del sistema energetico senza agire sulle cause strutturali, non riuscirà ad affrontare nessuna crisi. Ma una cosa è altrettanto certa, l’incompetente governo Meloni ha perso la narrazione fantasiosa del ‘tutto va bene’ e versa in completo stato confusionale”. Lo dichiara in una nota il deputato PD e vicepresidente della Commissione Attività produttive, Vinicio Peluffo.
"L'ufficio di Presidenza della Camera avrebbe dovuto ringraziarci per non aver consentito uno sfregio ai danni dell’istituzione. Invece ci ha sanzionati lanciando un messaggio tanto chiaro quanto pericoloso. Ha detto alla galassia neofascista e neonazista che alla Camera sono i benvenuti e che nessuno si deve permettere di bloccarli. Di questa decisione il presidente Fontana se ne assume la responsabilità politica. E infatti, dopo questa decisione oscena, gli stessi che volevano venire a fare la loro conferenza stampa lo scorso 30 gennaio, hanno esultato e hanno dichiarato che torneranno. Ci troveranno lì perché non permetteremo che chi si dichiara fascista e nazista entri nelle istituzioni della Repubblica". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Quello che è accaduto ieri nell'Ufficio di Presidenza della Camera segna un punto di non ritorno che non possiamo accettare in silenzio. Colleghe e colleghi che hanno scelto di presidiare pacificamente un'aula parlamentare per impedire che un esponente di un movimento condannato in sede giudiziaria per ricostituzione nei metodi del fascismo potesse tenervi una conferenza, si sono visti comminare una sanzione formale. È un atto che rovescia la logica stessa delle istituzioni democratiche, punendo chi le protegge e difendendo chi ne nega le legittimità e i presupposti”.
Lo dichiara il deputato del Partito Democratico, Claudio Stefanazzi.
“La Camera dei Deputati - aggiunge - non è uno spazio neutro: è il luogo fisico in cui le cittadine e i cittadini italiani esercitano la propria sovranità, ed è fondata su valori che non sono negoziabili né disponibili. Tra questi, il ripudio del fascismo non è un'opinione: è un pilastro costituzionale. Consentire che quei valori vengano calpestati proprio dentro Montecitorio, e poi punire chi li ha difesi, significa confondere il rispetto delle regole con l'indifferenza ai principi che ne costituiscono il fondamento. Esprimo la mia solidarietà piena e convinta alle deputate e ai deputati colpiti dal provvedimento. Hanno fatto esattamente quello che il mandato parlamentare richiede: tenere alta la guardia sulla tenuta democratica del Paese. Per questo - conclude - meritano riconoscimento, non una censura”.
"Se il rigassificatore rimane a Piombino e non sono state finanziate e realizzate le opere di compensazione c'è soltanto un responsabile: il Governo Meloni con la destra in Parlamento che lo ha sostenuto. Anche nei giorni scorsi proprio alla Camera, Fdi, Lega e Forza Italia hanno affossato un emendamento al Decreto Bollette che avrebbe dovuto, prima di ogni nuova concessione, stanziare 870 milioni di euro per il territorio. Questi sono i fatti. Anche al Senato Ylenia Zambito del Partito Democratico ha presentato un emendamento similare al Decreto Commissari attualmente in discussione e vedremo come andrà a finire. Se c'è un partito che in questi anni - con proposte di legge apposite, atti di indirizzo e emendamenti - ha chiesto le compensazioni e la permanenza di soli 3 anni, questo è proprio e soltanto il PD. Comprendiamo che con il governo allo sbando, i partiti di maggioranza siano nel panico, ridicolizzati dalla propria classe dirigente, ma almeno abbiano la dignità di dire le cose come realmente stanno". Lo dichiara in una nota il deputato e capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani.
“Il portavoce di CasaPound, Luca Marsella, ha già detto in maniera chiara e cristallina che per lui questa punizione è un passepartout naturale per poter fare finalmente quella conferenza stampa sulla remigrazione che gli era stata impedita. Ci troverà sempre lì, da uomini delle istituzioni, a difendere la Repubblica nata dalla Resistenza”.
Così Arturo Scotto, capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, intervistato da Fanpage.
Fare chiarezza sull’attivazione dei percorsi quadriennali “4+2” della filiera tecnologico-professionale e verificare il rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente. È questo l’obiettivo di un’interrogazione rivolta al ministro dell’Istruzione e del Merito dai deputati democratici Lai, Manzi, Iacono, Orfini, Casu, Vaccari e Prestipino, alla luce delle criticità segnalate in alcuni istituti, tra cui Sassari e Roma.
“Emergono - affermano le deputate e i deputati Dem - gravi criticità nel rispetto delle procedure democratiche interne alle scuole e, in diversi casi, il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (Ptof) sarebbe stato modificato senza una regolare deliberazione del collegio dei docenti e in altri i percorsi 4+2 sarebbero stati attivati nonostante il parere contrario degli insegnanti o addirittura in assenza di un progetto didattico completo. Il ministro - concludono - chiarisca immediatamente se sia legittimo autorizzare tali percorsi senza il coinvolgimento degli organi collegiali, se il decreto n. 221 del 2025 possa essere interpretato in modo da aggirarne il ruolo e se intenda intervenire con verifiche puntuali e un indirizzo nazionale vincolante per fermare possibili forzature e garantire legalità, trasparenza e qualità dell’offerta formativa”.
“Non bastano le voci filtrate da Palazzo Chigi né le uscite dei partiti di maggioranza: serve un chiarimento da parte del ministro Piantedosi, la cui trasparenza è parte integrante della sua funzione. Il suo ruolo di ministro dell’Interno richiede comportamenti specchiati, senza limitazioni legate a questioni personali o rischi di ricatto”.
Così la deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani.
“Non entriamo nelle questioni private, ma il ministro deve chiarire ogni elemento pubblico, a partire dagli incarichi legati a enti pubblici, aziende controllate dallo Stato e ruoli in Rai, che secondo quanto riportato dalla stampa sembrerebbero collegati alla relazione. Se confermato, sarebbe grave. Prima di ogni giudizio, serve trasparenza: non vorremmo che questa situazione comprometta l’autonomia e la serenità necessaria all’esercizio della sua funzione o, peggio ancora, renda il ministro ricattabile. Piantedosi non può trincerarsi nel silenzio: ne va della credibilità del suo ruolo e delle istituzioni”.