"Oggi ci aspettavamo risposte chiare su costi, tempi del programma nucleare e sull'annunciata joint venture tra Ansaldo, Leonardo e Enel, ma non abbiamo ricevuto alcuna delucidazione, neanche su quello che dovrebbe esserne il piano industriale” Così una nota dei deputati democratici Christian Di Sanzo, Vinicio Peluffo e Marco Simiani al termine dell'audizione del ministro Urso nelle Commissioni Attività Produttive e Ambiente della Camera. "Per l'ennesima volta, il ministro non ha fatto nessuna chiarezza sul programma nucleare, il disegno di legge del governo è vuoto, e oggi il ministro non ha detto niente sul programma nucleare perdendosi in riflessioni generali di una banalità sconvolgente - e ancora oggi non sappiamo quale sia davvero il piano del governo”.
“Una domanda a Stroppa: cosa si intende con ‘altro’?” Così il deputato democratico Alberto Pandolfo, firmatario degli emendamenti approvati in Commissione Attività Produttive alla Camera sulla legge spazio, replica al referente italiano di Elon Musk, Andrea Stroppa, che in un appello a FdI ha dichiarato: "Non ci chiamino più per convegni o altro". “È interessante sapere – chiede Pandolfo – a cosa si riferisca Stroppa con quel ‘altro’, perché, detta così, sembra quasi che ci siano state delle interlocuzioni o delle collaborazioni tra le aziende di Musk e il partito della presidente del Consiglio che noi non conosciamo. Le sorelle Meloni dovrebbero fare chiarezza su questo aspetto che getta una inquietante ombra sui rapporti tra FdI e le aziende di Musk.”
"Il presidente Rocca, ascolti il grido di dolore sul demansionamento scolastico lanciato dagli studenti medi che oggi hanno occupato simbolicamente la sede della regione Lazio. Convochi un tavolo di confronto permanente. Servono risposte politiche, non minacce di sgombero".
Così il capogruppo della commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il ministro Salvini non perde occasione di lodare il presidente degli Stati Uniti (messo oggi in contrapposizione a Von der Leyen sugli obiettivi climatici): nonostante i dazi americani che rischiamo di mettere in ginocchio le nostre imprese e l’utilizzo di fonti fossili, voluti proprio dagli Usa, che stanno facendo esplodere le bollette degli italiani. Se chiedesse asilo politico a Trump farebbe veramente un favore agli italiani”.
E' quanto scrive sui social il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.
“L’arroganza di Eni è incredibile, il tavolo sindacale in corso a Roma non è un passaggio meramente formale: in gioco c’è la chimica di base nel nostro paese” così una nota dei deputati democratici Antonella Forattini, Ubaldo Pagano e Claudio Stefanazzi che hanno partecipato alla manifestazione della Cgil a Roma davanti alla sede di Eni. “La decisione di chiudere gli stabilimenti di Brindisi e di Priolo è la certificazione della fine della chimica di base in Italia – hanno sostenuto i deputati democratici – un salto nel vuoto che renderà il nostro paese dipendente da filiere di approvvigionamento estere. Una decisione sbagliata, che risponde alla logica perversa di trasformare Eni in una realtà finanziaria senza alcuna prospettiva industriale. Il tutto nel silenzio del Governo che si umilia ad accettare che un tavolo cruciale per il destino dell’industria Italiana e di migliaia di lavoratori si svolga nella sede di Eni e non a Palazzo Chigi”.
Da Stroppa sproloqui per interferire su processi di formazione delle leggi
“Domani in commissione verificheremo se la maggioranza e cederà ai ricatti di Musk. Per noi l’autonomia del parlamento è sacrosanta così come è fondamentale che venga salvaguardata la sovranità digitale, la sicurezza nazionale e il ritorno industriale per il sistema paese”. Così il capogruppo del Pd nella commissione attività produttive della camera, Vinicio Peluffo, commenta le dichiarazioni del referente in Italia di Elon Musk, Andrea Stroppa, dopo l’approvazione degli emendamenti promossi dal Pd alla legge spazio in discussione alla Camera. “Non possiamo permettere che interessi esterni, per quanto potenti - aggiunge Peluffo - interferiscano nel processo di formazione delle leggi. O forse gli sproloqui del referente di SpaceX in Italia rappresentano l’amara conferma che le aziende di Musk hanno ricevuto carta bianca e promesse dal partito della presidente del consiglio, a cui ora chiedono conto?” conclude Peluffo
“Le parole della consigliera di Fratelli d’Italia Silvia Colombo sono inaccettabili e rappresentano una visione antiquata e discriminatoria della politica. Dire a una donna che, se è incinta o malata, deve dimettersi significa escludere di fatto dalla vita istituzionale chi vive momenti delicati della propria vita. Esprimo piena solidarietà alla consigliera Matilde Tura, che ha sollevato una questione di buon senso e civiltà: garantire la partecipazione da remoto a chi affronta una gravidanza a rischio o è neogenitore dovrebbe essere una misura naturale per un’istituzione che voglia davvero essere inclusiva” lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del PD.
“Il sindaco dice che da tredici anni si lavora così. Ma il mondo è andato avanti e bisognerebbe ricordarsi che la tecnologia serve proprio a questo: rendere più accessibili le istituzioni e permettere a tutte e tutti di partecipare. Se vogliamo più donne in politica – prosegue Gribaudo – dobbiamo creare le condizioni affinché possano conciliare l’impegno istituzionale con la vita personale. Il diritto alla rappresentanza non può essere riservato solo a chi non ha difficoltà o responsabilità familiari.”“Ci auguriamo che Fratelli d’Italia prenda le distanze da queste parole e che il Comune di Treviglio faccia un passo avanti garantendo strumenti adeguati alla partecipazione di tutte e tutti” conclude la deputata dem.
“Il PD chiede trasparenza al governo sui progetti del PNRR, perché permangono diverse preoccupazioni sulla reale volontà di portare a termine integralmente gli investimenti per gli studentati, un aspetto cruciale per garantire il diritto allo studio”. Così la capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, in replica al ministro Foti durante il question time alla Camera. “ È fondamentale – aggiunge Manzi - aumentare il numero di posti letto nelle residenze universitarie, adeguandoci agli standard europei e riducendo i costi che pesano gravemente sui bilanci delle famiglie. Bene quindi le rassicurazioni del ministro Foti, ma il PD continuerà a vigilare affinché l'obiettivo dei 60.000 posti aggiuntivi previsti dal PNRR venga effettivamente raggiunto”.
"Se sei incinta, “dimettiti”. Se sei malato, pure. A Treviglio, una consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Silvia Colombo, lo ha detto chiaro e tondo: se nella tua vita capita qualcosa di “bello” come una gravidanza o di “brutto” come una malattia, devi farti da parte. E con questa motivazione, hanno bocciato la mozione del Pd che chiedeva di attivare strumenti da remoto per facilitare la partecipazione al consiglio comunale delle donne in gravidanza. Non sia mai che una donna possa avere sia un figlio che un ruolo politico. E Giorgia Meloni? Quella che blatera di natalità, di essere una donna, di aiuti alle famiglie? Silenzio totale. Dove sono ora le sue urla? I suoi discorsi sulla famiglia e sulla natalità? I suoi manifesti pieni di retorica? Non ha niente da dire su questa esponente del suo partito? Ma d’altronde è la stessa che ha bocciato il congedo di paternità obbligatorio, che ha spazzato via Opzione Donna e che taglia i fondi per le famiglie ogni volta che può. Questa è, ancora oggi, la visione che la destra ha delle donne: a casa, rigorosamente in cucina. E se zitte e buone, meglio ancora" così il deputato democratico, responsabile nazionale welfare del Pd, Marco Furfaro.
“Foti dovrebbe essere il ministro attuatore del piano Pnrr, non il suo commissario liquidatore: in gioco è il futuro dell'Italia” così il capogruppo democratico in commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca, nel corso del question time di oggi a Montecitorio. “Sul Pnrr i conti non tornano e per colpa del governo è diventato il Piano nazionale dei ritardi e dei rinvii. La spesa – ha sottolineato De Luca - è ferma al 50% delle risorse ottenute, al 30% di quelle complessive e restano ancora 130 miliardi di euro da mettere a terra. Serve un'operazione verità – ha aggiunto De Luca - perché il governo ha fatto disastri utilizzando la teoria Salvini: per eliminare i ritardi, si eliminano i progetti. L'esecutivo ha tagliato centomila posti negli asili nido, 500 case di comunità e miliardi di investimenti nelle periferie. E adesso dalla stampa apprendiamo che c'è la volontà di tagliare anche sui posti letto per gli alloggi universitari. Questi progetti – continua De Luca – sono fondamentali e non si possono tagliare: il caro affitti e la carenza degli alloggi sono un'emergenza. Non si tratta di piccoli interventi ma di investimenti strategici per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti in ogni area del Paese”, conclude De Luca.
“Eni chiude la chimica di base e il governo come sempre sui problemi concreti è latitante. L’azienda di Stato ha predisposto per i due siti di Brindisi e Priolo un destino già visto in altri siti come a Porto Torres 15 anni fa, senza neanche la decenza di dare un futuro coerente al sistema industriale. A Porto Torres un progetto di chimica verde, con un protocollo siglato a Palazzo Chigi che si è poi arenato con questo governo, a Brindisi e Priolo progetti improbabili e a lungo termine e senza nessuna sede istituzionale. Questo governo gira al largo dai problemi veri e concreti, si inventa nemici ma di fronte alle multinazionali si inchina senza dignità”.
Così il deputato democratico, Silvio Lai, a margine della manifestazione della Cgil a Roma davanti alla sede di Eni.
“È in corso la COP16 a Roma eppure, da parte del governo e del Parlamento c’è un silenzio assordante e gravissimo. Forse si dimenticano che senza natura non c'è vita sul pianeta, non c'è sopravvivenza per l’essere umano e nemmeno per il nostro sistema economico. Tutto viene dato per scontato. Meloni con le sue dichiarazioni parla di difendere 'la natura con l’uomo dentro' che significa prima interessi economici e poi il resto. D’altronde un Ministro dell’Ambiente che per attuare la Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 istituisce tavolo e comitato dove a farla da padrona sono gli interessi agroindustriali, la dice lunga”. Così in una nota la deputata Pd, Eleonora Evi.
“Il governo snobbando la COP16 che si svolge proprio a Roma, ci conferma di voler ignorare la scienza e, soprattutto, le richieste dei ragazzi. Rinuncia ad avere un ruolo attivo e ambizioso nei negoziati, dimenticando, ancora una volta, che la nostra Costituzione tutela la biodiversità”, conclude Evi.
Con l’approvazione dell’articolo 19-bis del decreto milleproroghe il governo conferma, ancora una volta, il proprio disinteresse quando parliamo di persone con disabilità. La maggioranza ha infatti deciso che la riforma della disabilità, su tutto il territorio nazionale, entrerà in vigore non più il 1° gennaio 2026, ma il 1° gennaio 2027. Parliamo di una riforma attesa da tempo dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie e che tra le varie novità doveva apportare una nuova valutazione multidimensionale, personalizzata e partecipata diretta a realizzare gli obiettivi della persona con disabilità secondo i suoi desideri e le sue aspettative. L’obiettivo della riforma è sempre stato quello di rimuovere gli ostacoli e attivare i sostegni utili a esercitare le libertà e i diritti civili e sociali nei vari contesti di vita. Per questo riteniamo il rinvio incomprensibile dato anche che la ministra Locatelli si è ben guardata, durante i suoi proclami nelle scorse settimane, di fare minimo cenno. Oltre allo slittamento, lo stesso articolo del decreto Milleproroghe estende, dal 30 settembre 2025, a ulteriori 11 province, oltre alle 9 già attuali, la sperimentazione del nuovo sistema previsto dal decreto legislativo n. 62 del 2024 e non è indicato in nessun modo e da nessuna parte il criterio di scelta delle nuove province. La riforma della disabilità quindi è di fatto instradata su un binario morto. Quali siano le motivazioni che hanno portato la Ministra a differire in modo così significativo un provvedimento importante come questo non è dato saperle. Per questo abbiamo presentato un interrogazione parlamentare perché la ministra deve dare spiegazioni urgenti non solo a noi ma soprattutto alle persone con disabilità e alle loro famiglie che per l’ennesima volta sono state prese in giro. Lo affermano in una nota Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale del PD, che ha firmato con i deputati Gribaudo, Girelli, Malavasi e Ciani un’interrogazione urgente al governo.
“La vergogna dei centri per migranti in Albania si arricchisce giorno dopo giorno di altre perle. Non solo violano le leggi e le convenzioni internazionali; non solo sono uno sperpero ingente di risorse dei contribuenti; non solo restano sostanzialmente chiusi o tramutati in canili; oggi scopriamo, grazie ad una denuncia del sindacato Silp-Cgil, che i poliziotti italiani impegnati nella vigilanza non ricevono neanche il giusto compenso per la loro attività. Ritardi sui pagamenti degli straordinari, ma anche sulle altre voci della busta paga. Per il trattamento di missione all'estero, ad esempio, hanno ricevuto solo un acconto dall’agosto 2024 e nulla più. Si tratta di un trattamento inaccettabile per un personale che si è trovato senza colpa anche al centro di polemiche mediatiche proprio per la condizione di sostanziale inutilità della presenza in Albania. Il governo intervenga subito per mettere fine a questa doppia beffa e, soprattutto, faccia marcia indietro su un’operazione inutile, costosa e disumana”.
Così il deputato democratico, Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico.
“Migliaia di opere pubbliche rischiano di essere bloccate in tutta Italia a causa dei ritardi del governo nello stanziamento delle risorse necessarie a coprire gli ‘extracosti’, già ampiamente previsti dalla legge. Siamo sconcertati dall’inerzia della destra, che da mesi nega agli enti locali i fondi indispensabili per completare progetti fondamentali per il Paese”. Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente alla Camera.
"I cantieri fermi riguardano infrastrutture essenziali, dalla sanità alla viabilità, dai trasporti ai servizi pubblici, con conseguenti ritardi pesanti sui tempi di completamento. Il paradosso è che è lo stesso Ministero delle Infrastrutture, dalla seconda metà del 2024, a segnalare ufficialmente questa situazione, mentre il Ministero dell’Economia continua a ignorare il problema. È evidente un braccio di ferro interno alla Lega tra Salvini e Giorgetti, che sta paralizzando il paese e mettendo in difficoltà migliaia di imprese in attesa di pagamenti, con ripercussioni gravi sui bilanci comunali. Chiediamo al governo di sbloccare immediatamente le risorse necessarie per far ripartire i lavori e garantire ai cittadini servizi e infrastrutture essenziali. L’inerzia e i conflitti interni alla maggioranza non possono continuare a danneggiare l’Italia”: conclude.