Quello che ha fatto il governo sulle pensioni è il più alto tradimento consumato a scapito degli elettori. Avevano promesso l’abolizione della Fornero e invece fanno crescere di anno in anno l’età per la pensione.
E al tempo stesso hanno eliminato tutte le altre possibilità che garantivano un minimo di flessibilità per alcune lavoratrici e lavoratori. Nel frattempo non è stato preso alcun provvedimento per la crescita né per migliorare le condizioni del lavoro, non vogliono il salario minimo e non hanno innalzato le pensioni minime come avevano promesso. Oggi un lavoratore povero guadagna meno che in qualsiasi altro paese europeo, ma se è un pensionato al minimo è ancora più povero.
La mozione, a prima firma Pd, che abbiamo presentato insieme a M5s e ad Avs chiede al governo di bloccare l’innalzamento dell'età pensionabile, garantire la gratuità dei riscatti della laurea, proteggere i giovani con una pensione minima garantita, combattere la precarietà e alzare i salari oggi per avere pensioni migliori domani.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Ci lascia innanzitutto un grande uomo delle Istituzioni. Vicesindaco di Napoli, è stato uno dei protagonisti di una straordinaria stagione di governo del centrosinistra che ha messo radici incancellabili. Tino Santangelo mancherà a tutti coloro che sognano un Mezzogiorno migliore”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
La riapertura del fronte di frana a Niscemi è una ferita per un’intera comunità, a cui va la nostra solidarietà e vicinanza. Centinaia di sfollati, rischio di isolamento del paese, la situazione è drammatica. Chiediamo al Governo di inserire la frana di Niscemi nella dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per le devastazioni causate dal ciclone Harry. Nei giorni scorsi, come parlamentari siciliani del Pd, avevamo presentato un’interrogazione per chiedere al Governo gli interventi urgenti e necessari per la protezione civile e la messa in sicurezza del paese colpito, non abbiamo ricevuto risposta. Ma oggi non è il momento delle polemiche. Abbiamo presentato due emendamenti al milleproroghe per sospendere i tributi delle popolazioni colpite dalla devastazione in Sicilia e restituire subito ai siciliani un miliardo impegnato sul Ponte di Salvini - che nel 2026 è inutilmente buttato perché comunque non sarà mai speso - per gli interventi di ricostruzione. Tutto questo va esteso anche a Niscemi” così il deputato democratico Peppe Provenzano.
Solidarietà ai giornalisti di In mezz’ora minacciati a Minneapolis mentre raccontavano la violenza degli agenti dell’Ice. L’offesa all’America democratica e multietnica che ha reso grande il paese. Arresti illegali, bambini fermati e un Presidente che mente e non si ferma di fronte a due morti in pochi giorni. Chiediamo al governo di tutelare i cronisti italiani nel loro lavoro per garantire trasparenza e verità.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Come mostrano le immagini dei giornalisti della trasmissione in Mezz’ora, che stanno circolando online, operatori della Rai impegnati negli Stati Uniti sono stati verbalmente minacciati da agenti della polizia ICE e impediti nello svolgimento del proprio lavoro. Esprimiamo piena solidarietà ai giornalisti coinvolti e condanniamo con forza questi episodi, che rappresentano un attacco gravissimo alla libertà di stampa.
Ci chiediamo se Rai abbia denunciato ufficialmente quanto accaduto e quali iniziative siano state adottate dal governo italiano per tutelare i propri cittadini all’estero. L’episodio rivela quanto il modello politico di Trump metta in discussione le basi del diritto e della libertà.
Chiediamo a Meloni e Tajani di prendere pubblicamente le distanze da questi comportamenti e di farsi garante della sicurezza e della libertà dei giornalisti italiani, anche nei rapporti con gli Stati Uniti” così i il capogruppo del Pd nella Commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano
“Il silenzio assordante di Giorgia Meloni e del governo sugli omicidi compiuti dagli agenti dell’ICE non è neutrale: è una chiara scelta politica”, così una nota di Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico, deputato PD.
“Questi silenzi sui fatti gravissimi che stanno accadendo allarmano anche perché in Italia sta per essere emanato un ennesimo decreto sicurezza, che dalle anticipazioni del ministro Piantedosi conterrà ancora numerose norme contro la liberta’ di manifestare il dissenso politico.
A Minneapolis un uomo di 37 anni, Alex Pretti, è stato colpito mortalmente da agenti federali dell’ICE durante un’operazione di contrasto all’immigrazione. Pretti era un infermiere, non un criminale, e le immagini diffuse dai media mostrano dinamiche agli antipodi rispetto alla versione ufficiale: le autorità federali affermano un confronto armato, mentre video e testimonianze raccontano di un uomo disarmato che stava cercando di aiutare altri manifestanti prima di essere ucciso barbaramente. Questa è una deriva inaccettabile della sicurezza, fuori dallo stato di diritto, da cui serve una presa di distanza netta da Trump e da chi considera la repressione la risposta al dissenso politico. E in questo contesto preoccupano ancora di più le notizie degli incontri del vicepremier Salvini con chi teorizza quelle modalità di azione e vede nella violenza uno strumento legittimo.
Giorgia Meloni ha il dovere di chiarire da che parte sta il suo governo, se con lo Stato di diritto o con forme di repressione che comprimono gravemente le libertà costituzionali”.
“In Italia l’emergenza delle persone senza dimora non può più essere affrontata con interventi episodici e soluzioni tampone, soprattutto nei mesi invernali, quando il rischio per la vita è concreto. Per questi motivi abbiamo presentato una proposta di legge per istituire il Fondo nazionale per l’accoglienza abitativa delle persone senza dimora, uno strumento strutturale che consenta ai Comuni, in collaborazione con il Terzo Settore, di garantire soluzioni abitative dignitose, stabili e sicure.
Parliamo di oltre 96 mila persone senza dimora, secondo i dati Istat: un numero in costante crescita che nasconde situazioni di fragilità estrema, aggravate dall’aumento del costo della vita, dalla crisi abitativa e dalla mancanza di politiche pubbliche adeguate. Le 414 morti registrate nel 2025 tra chi vive in strada rappresentano una sconfitta collettiva che non può essere ignorata”. Lo dichiarano i deputati Pd Marco Simiani e Ilenia Malavasi.
“Questa proposta nasce anche dall’ascolto dei territori e da quanto sta accadendo in molte città italiane, dove l’assenza di una programmazione nazionale e i numerosi tagli al sociale del Governo Meloni rischiano di scaricare, sui comuni e sulle associazioni di volontariato responsabilità che sono invece pubbliche, a partire dalla gestione dei dormitori e dei servizi essenziali. Il volontariato svolge un ruolo straordinario e insostituibile, ma non può sostituirsi allo Stato e agli enti locali.
Con il Fondo nazionale vogliamo superare la logica dell’‘emergenza freddo’ e investire su modelli efficaci come l’Housing First, che riducono i costi sociali, migliorano la salute delle persone e favoriscono percorsi di autonomia. Garantire un tetto e un adeguato accompagnamento sociale non è solo una scelta di civiltà, ma un investimento giusto e necessario per la coesione sociale del paese: concludono Simiani e Malavasi.
Dieci anni di menzogne e depistaggi, dieci anni di dolore. Non smettiamo di chiedere giustizia per Giulio Regeni. Siamo vicini ai genitori Paola e Claudio in questa battaglia per la libertà e la democrazia. Il Governo ottenga collaborazione dall’Egitto perché si accerti la verità
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
“Matteo Salvini deve dare spiegazioni, e deve farlo subito. Prima di tutto sul perché abbia ricevuto al Ministero il leader nazista, Tommy Robinson, con gravi precedenti penali e una storia di attacchi ai principi democratici. Un fatto di per sé gravissimo, incompatibile con il ruolo di un ministro della Repubblica.
Ma oggi emerge un ulteriore elemento che rende la vicenda ancora più inquietante. Nel video dell’incontro compare chiaramente un’altra persona, accanto al leader nazista, con il volto oscurato. Un dettaglio tutt’altro che marginale, che apre nuove domande a cui Salvini continua a sottrarsi. Chi era quella persona? Perché il suo volto è stato nascosto? A che titolo era presente? Oscurare un volto dentro un palazzo istituzionale è un gesto inquietante. La trasparenza non è facoltativa” così il deputato democratico Matteo Orfini.
“La nostra Costituzione é fieramente antifascista: lo ricordo al ministro dei Trasporti Matteo Salvini che forse se n’è dimenticato quando ha invitato in un luogo istituzionale un personaggio neonazista inglese che va contro a tutti i principi democratici contenuti nella carta e che va ben oltre il razzismo anticostituzionale”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’incontro avvenuto al MIT tra Matteo Salvini e Tommy Robinson.
“Ospitare un esponente razzista e violento in una sede istituzionale significa legittimarne le idee e va contro i principi costituzionali su cui il ministro ha giurato - prosegue la deputata dem - Salvini ne sembra orgoglioso ma evidentemente non si rende conto della gravità della situazione, a maggior ragione di fronte alle atrocità che stanno avvenendo in tutto il mondo”.
“Invito il partito di Salvini ad annullare la conferenza stampa, prevista per la prossima settimana alla Camera, con la partecipazione di esponenti dalle idee illiberali e anticostituzionali. Sarebbe un grave affronto alla democrazia, con conseguenze pericolose non solo per la Lega” conclude Gribaudo.
“Il museo è un’istituzione che monumentalizza la memoria per costruire civiltà, un compito incompatibile con chi, nel suo ruolo di preside, ha commesso il grave errore di restare in silenzio davanti all’esecuzione di ‘Faccetta nera’ durante un’esperienza scolastica. Quella condotta ha rappresentato una forma di consenso statuale a un inno del ventennio che collide con la funzione di chi deve sovrintendere ai musei abruzzesi. Non mettiamo in dubbio la persona, ma la sua condotta pubblica: quell’errore va riconosciuto e distanziato dalle sedi in cui si tutela l’identità collettiva, evitando che le nomine diventino un veicolo di superficialità o nostalgismo.”
“Questa querelle nasce da una scelta del Presidente Marsilio che, per ragioni di contabilità elettorale, ha suggerito un nome che trascina il Ministero della Cultura in una zona d'ombra non meritata. È necessario un dibattito pubblico per evitare che gli interessi di parte prevalgano sul prestigio delle istituzioni. Arrivo a esprimere una sincera solidarietà al Ministro Giuli: non merita di essere tirato per la giacchetta da richieste territoriali così malamente motivate che tentano di aggiustare i conti del passato, intrappolando il Dicastero in dinamiche che non gli appartengono.”
Così il deputato del Pd Luciano D'Alfonso.
Il Partito democratico chiede al Governo di fare piena luce su indiscrezioni giornalistiche riguardanti la presenza in Italia di agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) durante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina. A renderlo noto è Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd e deputato della Camera in Commissione Affari costituzionali, annunciando il deposito di una interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno Piantedosi.
“La gestione della sicurezza di un grande evento internazionale deve avvenire nel rispetto delle competenze, delle regole e dei principi costituzionali – afferma Mauri –. Eventuali forme di cooperazione con apparati di sicurezza stranieri non possono essere apprese dalla stampa, né rimanere prive di un quadro normativo e operativo chiaro”.
“Alla luce dei gravissimi fatti che hanno coinvolto l’ICE negli Stati Uniti in questi ultimi tempi e le accuse che ne sono seguite – prosegue Mauri – è doveroso che il Governo sgombri immediatamente il campo da ogni dubbio".
Il tema, conclude Mauri, “sarà sollevato anche in Commissione Affari costituzionali, perché la sicurezza non può mai essere disgiunta dalla tutela rigorosa dei diritti e dall’immagine internazionale del nostro Paese”.
“È gravissimo che una sede istituzionale venga utilizzata per legittimare esponenti razzisti del neofascismo internazionale.
L’incontro di Matteo Salvini al MIT con Tommy Robinson – leader dell’estrema destra britannica, razzista e suprematista, con un lungo curriculum di violenze e condanne penali – rappresenta un ulteriore passo nell’involuzione della Lega.
Un episodio che non è isolato. A questo si aggiunge la conferenza stampa promossa dalla Lega alla Camera dei Deputati per la prossima settimana, con la partecipazione di esponenti riconducibili ad ambienti neofascisti e naziskin. Un filo rosso preoccupante che attraversa iniziative politiche sempre più incompatibili con i valori repubblicani.
Robinson non è un interlocutore politico: è un agitatore neofascista, sostenitore di Putin, protagonista delle rivolte anti-migranti e punto di riferimento di reti estremiste europee. Riceverlo in pompa magna al ministero significa avvalorarne le idee e oltraggiare lo spirito e la lettera della Costituzione antifascista.
Cosa sta accadendo al partito di Salvini? La competizione con Vannacci sta spingendo la Lega verso una deriva pericolosa, facendo ricadere sugli italiani il costo di una strategia che flirta apertamente con ambienti naziskin e neofascisti.
Chi governa dovrebbe difendere le istituzioni repubblicane, non usarle per costruire relazioni con chi le disprezza”.
Così Matteo Orfini
Deputato del Partito Democratico
Componente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati commenta il tweet del leader di estrema destra razzista Tommy Robinson.
Ecco i tweet dell’incontro:
https://x.com/trobinsonnewera/status/2014727408998293641?s=46&t=2SNSQf5o...
https://x.com/i/status/2014770421485187377
"L' iniziativa sulla "Remigrazione" alla Camera dei Deputati, che vede la presenza di un esponente di Casa Pound, rappresenta uno sfregio alle istituzioni democratiche ed ai valori costituzionali. Auspico che tutti i gruppi parlamentari, anche quelli di maggioranza, dicano su questo parole chiare. Nessuna prassi parlamentare può essere usata come scudo per non fare i conti con un fatto di così straordinaria gravità". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Meloni chiede a Trump di rivedere Board of Peace perché l’Italia ha ‘problematiche costituzionali’. Poi auspica che il Presidente Usa possa prendere premio Nobel per la pace. Infine, gli dà anche un po’ ragione sull’Artico. Dal sovranismo al servilismo il passo è davvero breve”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.