“L’aggressione alla troupe del Tgr Lazio è un fatto grave e inaccettabile, che non può essere derubricato a episodio isolato o archiviato con l’indignazione di giornata. A pochi giorni da fatti analoghi, si ripete una dinamica che deve preoccupare e che va fermata con decisione”. Lo afferma il deputato Stefano Graziano, capogruppo del Partito democratico in commissione di Vigilanza Rai.
“Colpire chi fa informazione - prosegue l’esponente dem - intimidire una giornalista, ostacolare il lavoro di una troupe non rafforza alcuna protesta né rende più credibile una rivendicazione. Al contrario, la indebolisce e la isola, perché allontana l’attenzione e la comprensione dell’opinione pubblica. Non siamo di fronte solo a un problema di ordine pubblico o alla tutela dei singoli professionisti coinvolti. Qui è in gioco un principio fondamentale: il diritto dei cittadini a essere informati e la libertà di stampa, che è uno dei pilastri della nostra democrazia.
“Per questo - conclude Graziano - serve una condanna netta e senza ambiguità di ogni forma di violenza e intimidazione nei confronti dei giornalisti. Non può esserci alcuna tolleranza verso chi tenta di zittire l’informazione. Alla giornalista e alla redazione del Tgr Lazio va la mia piena solidarietà e vicinanza. Ma insieme alla solidarietà serve un impegno concreto perché episodi come questo non si ripetano. C’è un punto fermo che non dovrebbe mai essere messo in discussione: chi fa informazione non si tocca”.
"Solidarietà al patriarca di Gerusalemme Pizzaballa e al custode di Terra santa Ielpo per aver subito il divieto, imposto dalle autorità israeliane, di accedere al Santo Sepolcro, dove si doveva celebrare la tradizionale messa delle Palme. Un divieto del tutto arbitrario, nei confronti di due personalità religiose impegnate per la pace, che arriva per la prima volta da secoli, e che evidenzia, se ce ne fosse ancora bisogno, la deriva autoritaria del governo Netanyahu. Una deriva che colpisce anche la libertà e i luoghi di culto della Terra Santa. Non solo ai danni dei cristiani, ma anche dei musulmani ai quali, come accaduto recentemente, nel mese sacro del Ramadan è stato impedito di accedere alla moschea Al-Aqsa. Gerusalemme, città santa delle tre religione monoteiste, già sottoposta ad espropri e demolizioni di interi quartieri palestinesi, deve rimanere patrimonio comune, non può essere lasciata sola a subire la violenza di Benjamin Netanyahu”. Lo dice la deputata Pd Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Parole ambasciatore israeliano insufficienti”.
"Solidarietà piena al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e a tutti i fedeli a cui le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa delle Palme al Santo Sepolcro. La protervia senza limiti del governo Netanyahu ha raggiunto uno dei luoghi più sacri della cristianità, offendendo la dignità di milioni di cristiani nel mondo e calpestando la libertà di culto, ennesima violazione dei più elementari diritti umani compiuta nella sostanziale impunità". Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in commissione Difesa alla Camera.
"L'ambasciatore israeliano - conclude Graziano - dice che avrebbero preferito una risposta diversa dall'Italia e che 'comprendono la sensibilità del mondo cristiano': non è sufficiente. Non si tratta di sensibilità, si tratta di diritti. Il governo italiano esprima con forza la propria condanna e prenda una volta per tutte le distanze dal governo Netanyahu, promuovendo azioni concrete per fermare le sue sistematiche violazioni dei diritti umani e della libertà religiosa".
"Il divieto di accesso al Santo Sepolcro al Cardinale Pizzaballa non è che l’ultimo degli episodi di intolleranza religiosa da parte di Israele accaduti a Gerusalemme. Si prenda rapidamente atto della deriva autoritaria del governo Netanyahu, della sua natura genocida e lo si isoli dal resto della comunità internazionale. Nessuno può fare più finta di niente”. Lo scrive su X il deputato Pd Arturo Scotto.
'Scelta miope che colpisce investimenti, innovazione e competitività. PMI e filiere strategiche le più penalizzate'.
"Con il decreto fiscale il governo compie un errore grave e strategico: riduce il credito d'imposta legato a Transizione 5.0 proprio nel momento in cui le imprese italiane avrebbero più bisogno di certezze e di strumenti forti per investire in innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica". Lo dichiara Vinicio Peluffo, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Attività produttive.
"Transizione 5.0 - sottolinea l’esponente dem - non è una misura qualsiasi: è il principale strumento per accompagnare le imprese nella doppia transizione, digitale ed energetica, rafforzando la competitività del nostro sistema industriale rispetto ai Paesi europei, che invece stanno investendo con maggiore decisione su politiche industriali attive. Tagliare queste risorse significa colpire soprattutto le PMI, che hanno meno capacità finanziaria per sostenere autonomamente gli investimenti, e indebolire le filiere strategiche rallentando gli obiettivi di decarbonizzazione”.
"Non siamo i soli a dirlo: Confindustria denuncia che questa scelta mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni, tradisce le rassicurazioni date a novembre dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sulle cosiddette imprese 'esodate' del 5.0, e chiede al governo di ripristinare gli impegni presi prima di procedere a qualsiasi nuova misura. Siamo della stessa opinione. Il governo faccia un passo indietro e ripristini integralmente il credito d'imposta Transizione 5.0: l'Italia non può permettersi di rallentare proprio adesso, quando in gioco c'è la nostra capacità di competere, innovare e creare lavoro di qualità", conclude Peluffo.
"Il governo ascolti il grido d’allarme della sindaca di Firenze Sara Funaro sul prossimo contratto del personale negli enti locali. Ai comuni vanno trasferiti fondi per mantenere gli impegni, evitando rischi sulla tenuta dei bilanci. Serve, come chiedono i Comuni, un fondo perequativo per assicurare qualità dei servizi e stipendi adeguati. Il governo non può scaricare sui sindaci responsabilità che si deve assumere direttamente". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro
“Il 28 marzo 1923 nasceva l’Aeronautica Militare, una forza armata che da 103 anni rappresenta un presidio fondamentale per la sicurezza del Paese e un punto di riferimento per professionalità, dedizione e spirito di servizio. Alle donne e agli uomini dell’Arma Azzurra va oggi il mio ringraziamento e il mio omaggio per il lavoro che svolgono ogni giorno, in Italia e nelle missioni internazionali, con competenza, coraggio e alto senso delle istituzioni”. Lo dichiara Nicola Carè deputato Pd, componente della commissione Difesa e vicepresidente della sottocommissione Difesa e sicurezza della Nato.
“La sospensiva della Corte d'Appello di Firenze non tocca la decisione sulla gestione futura, che spetta ai Comuni. Le amministrazioni hanno già deciso: gestione in house, attraverso Plures 100% pubblica, senza socio privato. La strada intrapresa è quella giusta e il percorso verso la ripubblicizzazione del servizio idrico va avanti. Per Prato questo significa una cosa sola: l'acqua resta un bene comune, gestito nell'interesse dei cittadini. Il contenzioso societario tra Acea e Plures si risolverà nelle sedi competenti, ma non cambia la volontà espressa dai territori. La cosa importante ora è che la transizione si compia nei tempi previsti, garantendo qualità del servizio e investimenti per le nostre comunità”.
Così Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente Pd Prato.
"Siamo solidali con la sindaca di Firenze Sara Funaro e con tutti i Comuni che rischiano di vedere i servizi ai cittadini ridotti per mancanza di risorse statali. È positivo che gli enti locali investano sul personale e tutelino salari e condizioni di lavoro, ma non è sufficiente se il governo firma i contratti senza fornire i fondi necessari. I Comuni non possono essere lasciati soli a coprire costi aggiuntivi che mettono a rischio i servizi essenziali. Serve subito un confronto serio con gli enti locali e stanziamenti adeguati per garantire stipendi dignitosi e servizi pubblici efficienti, senza scaricare sui bilanci comunali responsabilità che spettano allo Stato". Lo dichiara la vicepresidente vicaria dei deputati Pd Simona Bonafè, in merito all'allarme lanciato dal primo cittadino del capoluogo toscano.
“Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, insieme ai colleghi Carè, Di Sanzo e Toni Ricciardi, per chiedere chiarezza sulle gravi anomalie emerse in occasione dell’ultimo referendum nella Circoscrizione Estero, Ripartizione America Meridionale, e in particolare tra gli elettori residenti in Venezuela”. Lo dichiara il deputato Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione Sud America.
“Secondo i dati ufficiali – spiega l’esponente dem – la partecipazione degli italiani in Venezuela è balzata dal 23,6 per cento delle ultime elezioni politiche al 36,6 per cento dell’ultima consultazione referendaria, in un contesto in cui la crisi economica, la diaspora crescente e le difficoltà delle comunicazioni postali avrebbero dovuto semmai ostacolare il voto dei nostri connazionali. Le percentuali di consenso poi, superiori al 90 per cento in molte sezioni, accentuano ulteriormente il sospetto di anomalie statisticamente significative, così come avvenuto in precedenti consultazioni, dove percentuali analoghe sono state oggetto di perizie da parte della magistratura. Per questa ragione chiediamo al governo di chiarire le modalità con cui sono state trasmesse, custodite e distrutte le buste contenenti le schede, di riferire se siano pervenute segnalazioni di irregolarità, come l’irrituale invito agli elettori da parte del Consolato di contattare direttamente il corriere postale privato e di precisare quali controlli siano stati effettuati dalle nostre autorità diplomatiche per garantire la segretezza del voto”.
“È indispensabile – conclude Porta – disporre una verifica ispettiva presso le sedi consolari competenti, acquisendo tutta la documentazione relativa al voto e valutando un eventuale perfezionamento che renda omogenee e soprattutto sicure le procedure del voto per corrispondenza. Garantire trasparenza, sicurezza e libertà del voto all’estero è una condizione indispensabile per tutelare la credibilità della nostra democrazia e i diritti delle comunità italiane nel mondo”.
"Il Governo e' stato costretto a fare marcia indietro e rinviare al primo luglio 2026 l'entrata in vigore della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra UE introdotta nella legge di Bilancio. Una retromarcia che rappresenta una vittoria del Partito Democratico, che da subito gia' a dicembre, quando la tassa Meloni e' stata inserita in manovra ne ha denunciato l'assurdita' e gli effetti dannosi per imprese, logistica e consumatori. Un risultato che arriva grazie alla pressione costante che abbiamo esercitato in Parlamento, ma che non basta". Lo dichiarano i deputati Silvia Roggiani e Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
"Adesso il Governo risponda finalmente alla nostra interrogazione e chiarisca quanto e' costato al Paese questo clamoroso errore: quanti danni ha prodotto l'incertezza generata, quante risorse pubbliche e private si sarebbero potute risparmiare se avessero ascoltato subito le nostre richieste e le preoccupazioni delle filiere coinvolte. Ora serve un cambio di passo: l'Esecutivo abbandoni definitivamente questa scelta miope e apra un confronto serio con imprese e opposizioni per costruire politiche industriali e fiscali che sostengano davvero la crescita, invece di ostacolarla con misure punitive e improvvisate. Il Paese ha bisogno di stabilita', investimenti e visione strategica, non di norme affrettate che creano problemi e poi vengono smentite dagli stessi che le hanno volute", aggiungono i dem.
"Oggi l'Aeronautica Militare compie 103 anni. Rivolgo gli auguri più sinceri a tutte le donne e gli uomini e al Capo di Stato maggiore Antonio Conserva, che ogni giorno servono il nostro Paese con professionalità, dedizione e senso del dovere. Dalla sua fondazione, il 28 marzo 1923, l'Aeronautica Militare ha attraversato la storia d’Italia. Oggi è una forza moderna, proiettata nel futuro, capace di rispondere alle sfide più complesse della difesa aerea e spaziale, della sicurezza collettiva e delle missioni internazionali". Lo dichiara Stefano Graziano, deputato e capogruppo Pd in commissione Difesa.
"L'augurio - conclude Graziano - va a ogni militare in servizio, a chi opera nelle basi sul territorio nazionale e nei teatri esteri, a chi garantisce la sicurezza dei nostri cieli ogni ora del giorno e della notte. L'Italia è orgogliosa di voi. Buon compleanno, Aeronautica”.
"Solidarietà a nome di tutti i deputati e le deputate del Pd al collega Claudio Stefanazzi e alla sua famiglia per l’ennesimo e gravissimo atto intimidatorio subito: un gesto vile e inaccettabile che colpisce i principi stessi di convivenza civile e democrazia. Chi ricopre un ruolo pubblico deve poter svolgere il proprio impegno senza minacce né pressioni criminali. Rinnovo la richiesta di una risposta immediata, decisa e concreta da parte delle istituzioni, a partire dal ministro Piantedosi a cui pure Stefanazzi si è rivolto da tempo, affinché vengano rafforzati i presìdi di sicurezza e il controllo del territorio mettendo in campo risorse adeguate, potenziando gli organici e garantendo una presenza più incisiva dello Stato. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura perché si faccia piena luce sull’accaduto e sui fenomeni criminali denunciati da tempo dall’On. Stefanazzi".
“Il decreto bollette è intempestivo, senza risorse adeguate e soprattutto senza affrontare il vero problema di famiglie e imprese: il costo dell’energia. Parliamo di un provvedimento che è arrivato prima dell’escalation del conflitto in Medio Oriente ma che già allora risultava insufficiente e fuori tempo. Oggi appare ancora più inadeguato rispetto alla situazione reale”. Lo dichiara Alberto Pandolfo, deputato del Partito Democratico e capogruppo in commissione Attività produttive.
“Ci saremmo aspettati – prosegue l’esponente dem – un intervento strutturale capace di incidere davvero sulle bollette, con un investimento significativo sulle energie rinnovabili, che rappresentano la vera chiave per abbassare i costi e garantire sicurezza energetica. Al contrario, questo decreto non interviene su quel fronte e il governo continua a non agire, rischiando di alimentare nuove dipendenze dal gas invece di puntare sulla transizione”.
“Si tratta – conclude Pandolfo - di una scelta politica precisa: sulle rinnovabili il governo Meloni ha girato la testa dall’altra parte, evitando di assumere posizioni chiare anche sul piano internazionale e creando nuove dipendenze. L’Italia dovrebbe invece puntare con decisione su autonomia e indipendenza energetica, come hanno fatto altri Paesi europei. La Spagna, ad esempio, ha investito da tempo sulle rinnovabili e oggi raccoglie risultati concreti in termini di risparmio”.
Grave Mantovano che scrive a Fontana per impedire discussione interpellanza Pd.
“Che cosa sta nascondendo il governo? Perché si è trincerato dietro un’interpretazione forzata delle norme sul Copasir per non rispondere a un’interpellanza che chiede solo trasparenza?”. È quanto ha dichiarato in Aula alla Camera il deputato democratico Andrea Casu, promotore insieme al responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano dell’interpellanza parlamentare sottoscritta da 50 deputate e deputati del gruppo del Pd, non discussa a Montecitorio perché – come comunicato dal presidente della Camera Lorenzo Fontana – il sottosegretario Alfredo Mantovano ha riferito che il governo non può rispondere pubblicamente.
“Abbiamo chiesto di sapere – spiega Casu – se e quali rapporti esistano tra le amministrazioni pubbliche italiane e Palantir Technologies, la società fondata da Peter Thiel, specializzata nell’integrazione e nell’analisi di grandi quantità di dati, già utilizzata da agenzie di sicurezza e intelligence internazionali. Le notizie di stampa parlano di possibili interlocuzioni e perfino di procedure avviate, in particolare nell’ambito della difesa e della sicurezza, oltre a incontri avvenuti durante la recente visita in Italia di Thiel. Chiediamo di sapere se vi siano stati contatti con membri del governo, se esistano contratti, collaborazioni o sperimentazioni in corso, e se siano allo studio accordi in settori strategici come sicurezza nazionale, gestione dei dati pubblici, sanità, infrastrutture e intelligenza artificiale”.
“Non abbiamo chiesto informazioni classificate – sottolinea Casu – ma elementi essenziali di trasparenza: quanti e quali dati degli italiani, anche sensibili, possano essere coinvolti e con quali garanzie. Il fatto che il Copasir abbia giustamente attivato le proprie prerogative non esclude in alcun modo il diritto-dovere del Parlamento di occuparsi della questione, soprattutto quando si tratta di rendere conto di eventuali incontri e accordi con Thiel da parte della Presidente del Consiglio e dei membri del Governo.
In un contesto internazionale segnato dalla competizione su tecnologie e dati, questi temi riguardano direttamente la sicurezza nazionale e la sovranità tecnologica. È grave che il governo abbia scelto di non rispondere in Parlamento, indicando come unica sede il Copasir. Una decisione che aumenta le preoccupazioni e limita il controllo democratico”.
“Giorgia Meloni si assume una grave responsabilità nel negare al Parlamento informazioni rilevanti per la tutela dei dati dei cittadini e per le basi della nostra democrazia. Il governo deve rispondere subito e in modo completo”, conclude Casu.