12/12/2024 - 13:47

Giuli spieghi modalità di utilizzo fondi raccolti attraverso aumento biglietti dei musei

Il gruppo parlamentare del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per fare luce sulla modalità con cui sono stati utilizzati i fondi per i territori alluvionati dell’Emilia Romagna raccolti dal Mic aumentando di 1 euro il costo del biglietto dei musei statali. Da quanto si apprende – sottolineano i firmatari dell’interrogazione Andrea Gnassi, Irene Manzi e Ouidad Bakkali – l’intero ammontare dell’importo raccolto tra il 15 giugno e il 15 settembre del 2023, che è pari a circa 10 milioni di euro, è stato destinato a un unico intervento che riguarda la riqualificazione dell’ex Caserma Monti – Convento di Santa Maria della Ripa nel comune di Forlì, che è stato destinatario anche di altri 3 milioni di euro provenienti da un altro capitolo di bilancio per la tutela del patrimonio culturale. Stupisce che, davanti a tante realtà che hanno subito danni al patrimonio, il Ministero della Cultura abbia deciso di finanziarne solo una, che guarda caso, incide in uno dei pochi comuni guidati dal centrodestra nella regione Emilia Romagna. Se fosse confermata questa ricostruzione, saremmo veramente ad un uso disinvolto dei fondi del ministero usato come bancomat per foraggiare l’amichettismo istituzionale. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare che chiede al Ministro Giuli di rendere noto “quanti ingressi siano stati effettuati con la maggiorazione di 1 euro di cui al DL 62/2023, quale sia l’ammontare complessivo raccolto ai fini di cui al medesimo decreto e con quale modalità di calcolo siano state assegnate le risorse. E poi, di fornire indicazioni sui prossimi progetti che il Ministro intende finanziare sul patrimonio culturale dei territori colpiti dall’alluvione di maggio 2023, a partire da quelli della città di Faenza, dove gli istituti culturali hanno subito ingenti danni e per i quali non risulta alcun contributo per interventi di riqualificazione.

12/12/2024 - 13:30

“Ieri è stata una giornata importante per il Parlamento. Il voto - anche dei colleghi del centrodestra - all’ordine del giorno di Simona Bonafé, passato in maniera sorprendente al vaglio dell’Aula, ha prodotto un’indicazione chiara al governo: occorre una soluzione strutturale sugli ammortizzatori sociali nel settore della moda per l’intero 2025. Ora si tratta di essere conseguenti nella legge di bilancio. Bisogna dare respiro a un settore che vede oltre 130mila addetti a rischio lavoro e migliaia di imprese esposte al rischio di chiusura. Quando il Parlamento decide, il governo non può girarsi dall’altra parte e ignorarlo”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

12/12/2024 - 13:15

I capigruppo di opposizione nella Commissione Parlamentare di vigilanza Rai, Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Angelo Bonelli (Avs), Maria Elena Boschi (IV) hanno inviato una lettera ai Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, per denunciare “l’insostenibile impasse” che blocca da mesi l’elezione della presidenza Rai e chiedere un intervento tempestivo per ripristinare al più presto una condizione di normalità per i lavori della Commissione. Nonostante l’obbligo di legge – scrivono i capigruppo di opposizione – ben cinque votazioni sono andate deserte a causa dell’atteggiamento dei gruppi di maggioranza, che legano l’attività della commissione al voto della candidata alla presidenza. E’ surreale che i gruppi parlamentari che sostengono la maggioranza di governo facciano sistematicamente mancare il numero facendo andare deserte le votazioni bloccando l’iter di completamento della nomina del presidente del CDA creando uno stallo senza precedenti che si ripercuote negativamente sia sul buon funzionamento dell’organo parlamentare, che ormai – a causa dell’atteggiamento della maggioranza e nonostante il richiamo alla responsabilità da parte della presidente della commissione - non si convoca più neppure per lo svolgimento della sua attività ordinaria, e sia sulla già critica situazione della Rai.
Ci appelliamo – scrivono i capigruppo di opposizioni - alla Vostra funzione di garanti delle regole per porre fine a questo atteggiamento irresponsabile e a questa mortificazione delle istituzioni richiamando le forze politico parlamentari che si stanno rendendo protagoniste di questa imbarazzante condizione a confrontarsi apertamente sul futuro della Rai nell’interesse generale dei cittadini e di una azienda pubblica strategica per il Paese”.

12/12/2024 - 13:07

“Ancora una volta un colpo durissimo del governo per le donne e per le famiglie. La premier Meloni prima promette la riduzione della ‘tampon tax’, ovvero la tassa sui prodotti per l'igiene femminile e sui prodotti per l'infanzia e oggi il governo respinge un nostro emendamento che va in questa direzione. Da gennaio le famiglie pagheranno molto di più e ancora una volta la premier Meloni dimostra che non sa stare dalla parte delle donne”. Così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo dem alla Camera, intervistata per i social dei deputati Pd.

12/12/2024 - 12:59

“Piove sul bagnato per il Ministro Calderoli. Dopo la devastante sentenza della Corte Costituzionale con cui sono state abbattute le colonne portanti della legge, la Cassazione dà il via libera al referendum abrogativo sull’intero provvedimento. La legge sull’autonomia, come abbiamo sempre detto, è un esempio di iniquità ed egoismo secessionista, che non punta nemmeno a cristallizzare gli enormi divari esistenti nel Paese ma addirittura ad allargarli, in spregio all’unità della Repubblica e alla solidarietà tra territori. Calderoli e il Governo farebbero bene a ripensarci una volta per tutte, abrogando la legge e impegnandosi finalmente ad attuare la nostra Carta costituzionale. L’alternativa – concludono i dem – è incassare la più sonora delle bocciature, quella degli italiani in un voto referendario.”

Così Ubaldo Pagano, Claudio Stefanazzi e Marco Lacarra, deputati pugliesi del Partito Democratico.

12/12/2024 - 12:36

"Una bocciatura inspiegabile e irragionevole. La maggioranza e il governo, pur di non accogliere una proposta delle opposizioni, hanno affossato l’emendamento del Partito Democratico che mirava all’abolizione della Tampon Tax. Una misura sostenuta da tutte le forze di opposizione, che avrebbe ridotto l’IVA dal 10% al 5% sui prodotti per l’igiene femminile e su alcuni articoli per la prima infanzia. Parliamo di un costo pari a 180 milioni di euro, destinati a correggere l’innalzamento dell’IVA al 10% introdotto dal Governo Meloni. Un aumento che rappresenta un grave passo indietro rispetto ai diritti sociali, alla tutela della salute e all’equità di genere. La battaglia contro la Tampon Tax è molto più di una questione fiscale: è una battaglia per garantire alle donne e alle famiglie un accesso equo a beni essenziali, per promuovere la giustizia sociale ed economica e per riconoscere l’importanza di politiche che tutelino non solo la salute e l’igiene della donna e del bambino, ma anche la maternità e la famiglia. Questa decisione della maggioranza e del governo è profondamente sbagliata e penalizza milioni di donne. Noi continueremo a combattere per un’Italia più giusta, equa e solidale". Così la deputata democratica, componente della commissione affari sociali della camera, Ilenia Malavasi.

12/12/2024 - 12:34

"È vergognoso che la destra abbia respinto l'emendamento del Partito Democratico che proponeva di ridurre l'IVA dal 10% al 5% sui prodotti per l’igiene femminile e la prima l'infanzia. Una misura concreta e di buon senso bocciata da un Governo guidato da una donna che non pensa alle donne, che sceglie di portare avanti leggi disegnate dagli uomini per gli uomini. Ancora una volta, la destra dimostra di essere lontana dai bisogni reali delle delle donne”.  Così Silvia Roggiani, deputata Pd in Commissione bilancio, intervenendo nel corso dell'esame degli emendamenti alla legge di Bilancio, in particolare sull’emendamento a prima firma Furfaro che proponeva di ridurre l’Iva dal 10% al 5% sui prodotti per l’igiene femminile e la prima l'infanzia.

12/12/2024 - 12:32

“La maggioranza ha bocciato il mio emendamento, sottoscritto da AVS, M5S e Azione, per abbattere la cosiddetta "tampon tax".
Una tassa odiosa che rende persino il ciclo mestruale un lusso e che le donne sono costrette a pagare per usufruire di beni di prima necessità come gli assorbenti.
Il mio emendamento alla legge di bilancio avrebbe ridotto l'Iva su questi prodotti dall'attuale 10% al 4%. A causa del voto contrario della destra, non è stato possibile.
E così, mentre gli italiani possono acquistare il tartufo fresco con un'Iva agevolata, le donne non possono fare altrettanto per gli assorbenti.
Prima lo smantellamento di Opzione Donna, poi i 114.000 posti tagliati agli asili nido dal PNRR, in seguito l'ok agli anti-abortisti nei consultori, adesso questo: quello della destra è un attacco sistematico ai diritti e al corpo delle donne.
Obbedienti, zitte, buone, meglio ancora se a casa e magari in cucina. È così che FdI, Lega e Forza Italia immaginano e vogliono ancora le donne. Non ve lo consentiremo”. Lo scrive sulle sue pagine social Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali di Montecitorio a proposito della bocciatura dell’emendamento PD alla manovra a sua prima firma che proponeva l’abolizione della tampon tax.

12/12/2024 - 12:14

Approvare emendamento Serracchiani- Scotto  per aumentare indennizzi e risarcimenti

La deputata democratica Debora Serracchiani ha partecipato oggi alla Camera alla giornata conclusiva dell’Asbestos International Forum, un evento di tre giorni dedicato all’analisi delle problematiche connesse all’amianto.  "È importante continuare a parlare di amianto perché sarebbe sbagliato pensare che tutto sia stato fatto e risolto” – han detto la democratica sottolineando come, al contrario, “secondo alcuni studi scientifici, non abbiamo neppure ancora raggiunto il picco delle malattie correlate. È quindi fondamentale agire per prevenire, curare e bonificare. Per questo l’appello al governo, e in particolare al ministero dell’ambiente, rappresentato al forum dalla viceministra, Vannia Gava, di approvare l’emendamento alla manovra a firma Serracchiani e Scotto che chiede di ampliare la platea dei beneficiari dei risarcimenti, aumentare la percentuale di indennizzo e l’una tantum attualmente prevista. Inoltre, l’emendamento chiede di eliminare il fondo introdotto nella scorsa manovra a favore delle società a partecipazione pubblica, destinando quelle risorse al Fondo Vittime Amianto originario. “Servono risposte concrete – ha concluso Serracchiani - a un tema che richiede un impegno serio e continuativo su cui non dobbiamo abbassare la guardia”.

 

12/12/2024 - 10:43

A Piazza Fontana fu strage fascista. Ci è voluta la forza di un paese democratico per arrivare alla verità. Ora va coltivata la memoria per difenderci dall’indifferenza e per scegliere sempre la libertà.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

11/12/2024 - 20:00

Bonafè, crisi è sotto gli occhi di tutti, ora governo deve intervenire

“Governo battuto sull’ordine del giorno a firma della deputata democratica Simona Bonafè che impegna il governo a introdurre nel primo provvedimento utile le opportune disposizioni in favore del comparto moda, finalizzate a riconoscere la cassa integrazione straordinaria per le imprese fino a 15 lavoratori anche per l'anno 2025, nonché ampliare la platea dei lavoratori cui riconoscere l'estensione della cassa integrazione straordinaria anche per i lavoratori delle imprese facenti parte degli altri Codici Ateco strettamente correlati con i settori già indicati, così come segnalato dalla XI Commissione della Conferenza delle regioni al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. “La crisi della moda è sotto gli occhi di tutti, solo il governo faceva finta di non vederla, adesso l’esecutivo deve prendere atto e intervenire immediatamente” ha detto la democratica Simona Bonafè.

11/12/2024 - 19:33

“La tragedia di Calenzano impone di interrogarci sui meccanismi di funzionamento delle nostre grandi aziende partecipate. Adesso è toccato a Eni, ma non dobbiamo dimenticare Brandizzo, Suviana, Casteldaccia, che hanno coinvolto Rfi, Enel, Amap. Nelle società partecipate c’è un problema e non bastano i pannicelli caldi. La politica è in ritardo e deve smetterla di girarsi dall’altra parte. Siamo dinnanzi a un decreto che non affronta i nodi del Paese. Anche sugli ammortizzatori non ci siamo. Abbiamo ottenuto noi la proroga di quattro settimane nel settore della moda, perché l’emendamento si era perso nel Porto delle nebbie della dinamica tra Mef, ministero del Lavoro e Ragioneria dello Stato. Non possiamo più limitarci ad una questua fuori la porta del ministro Giorgetti per un po’ di soldi, quando siamo davanti alla crisi di un comparto che merita un intervento strutturale. Ciò che è insopportabile è questa destra non trova i soldi per gli ammortizzatori, ma non si fa problemi a condonare 100 milioni di multe ai No Vax. Queste sono le loro priorità. Servirebbe uno strumento universale che garantisca la transizione senza perdere un posto di lavoro. Un nuovo Fondo Sure in grado di aiutare i lavoratori ad attraversare un 2025 pericolosissimo. Siamo già a oltre il più 23 per cento di Cig rispetto allo scorso anno. Nell’automotive i numeri sono impressionanti. Eppure in Stellantis negli ultimi tre anni si sono divisi 23 miliardi di dividenti e hanno caricato sulla collettività 700 milioni di Cig
Non è accettabile”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, in merito alla discussione sul Dl Pnrr.

11/12/2024 - 19:11

Ancora una volta, il governo dimostra di agire con pressapochismo e mancanza di rispetto verso il Parlamento. Mentre la commissione bilancio sta lavorando sulla legge di bilancio, emergono notizie non ufficiali su emendamenti mai discussi, costringendo il sottosegretario Federico Freni a scusarsi per “notizie non autorizzate” circolate sui media. Questo modo di procedere è inaccettabile: il governo si sottrae ancora una volta al confronto nelle sedi competenti,” denuncia il capogruppo democratico in commissione bilancio della Camera, Ubaldo Pagano- “La pezza è peggio del buco – aggiunge - invece di garantire trasparenza e rispetto per il Parlamento, il governo si affida a scuse tardive che nulla tolgono alla gravità di un metodo di lavoro che mortifica le istituzioni e dimostra una grave chiusura a ogni forma di confronto democratico”.

11/12/2024 - 18:56

Calendario Dap 2025 non rispecchia Costituzione

“Ministro Nordio, ciò che oggi lei non ha citato è l’articolo 27, comma 3, della Costituzione italiana. Lei invece doveva partire da quello, che rappresenta il significato che la pena ha nel nostro Paese. Noi le chiediamo di ritirare immediatamente il calendario della Polizia penitenziaria 2025 e faccia anche un favore al Parlamento ritirando le deleghe al sottosegretario Delmastro Delle Vedove”.

Così la deputata democratica della commissione Giustizia, Michela Di Biase, replicando in Aula al ministro Carlo Nordio nel Question time sull’iniziativa ‘Il nuovo volto della Polizia penitenziaria 2025’.

“Mi chiedo - ha aggiunto - come lei non sia stremato. Sono due anni che viene in Parlamento a fare l’avvocato difensore del sottosegretario. Lei che è impegnato nella battaglia per la separazione delle carriere ha tramutato la sua figura nell’unicità delle carriere. E’ riuscito per 40 anni a svolgere la professione di magistrato e negli ultimi due, invece di svolgere la funzione di ministro, ha scelto di essere il difensore di Delmastro, addirittura paragonandolo a Churchill. Noi pensiamo che tutto questo sia gravissimo, perché è chiaro qual è lo sceneggiatore che sta dando questa immagine della polizia penitenziaria che non corrisponde al vero. L’immagine violenta che voi volete descrivere non è nelle corde di questi agenti, che invece si prendono cura dei detenuti. State dando questa immagine distorta anche non mettendo risorse adeguate per assumere il personale che serve all’interno degli istituti di pena. Lo fate mortificando ogni giorno quel corpo, anche respingendo ogni tentativo del Partito Democratico per maggiori risorse finanziarie e umane. La smetta di venire in Parlamento a difendere Delmastro - ha concluso - che abbiamo capito essere soltanto un provocatore e provate a compiere qualche scelta che serva all’interno delle carceri italiane: perché oggi il dato dei suicidi è allarmante”.

11/12/2024 - 18:53

“Salvini ormai non si limita solo a precettare tutte le settimane gli scioperi, adesso minaccia di rivedere la normativa e mettere in discussione un diritto sancito dalla Costituzione. Siamo davanti a un uso potenzialmente eversiva della funzione di governo. Che in una stagione difficile come quella che si apre sul terreno delle innumerevoli crisi industriali sparse per il Paese è molto pericoloso. Da un ministro si dovrebbe pretendere saggezza, non toni aggressivi e intimidatori nei confronti del sindacato. Meloni lo richiami alle sue responsabilità”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

Pagine