“Nel corso della mia attività di parlamentare ho a lungo seguito e seguo l’attività della Commissione d’inchiesta sulle perfierie urbane e metropolitane. Prima come relatore e vice presidente e ora come capogruppo del Pd. Ho potuto apprezzare nei vari sopralluoghi svolti a Napoli la grande autorevolezza di Gaetano Manfredi come Sindaco di Napoli, come esponente della classe dirigente e amministrativa del Mezzogiorno e il rispetto di cui gode tra i cittadini napoletani e del Sud e tra ampi strati intellettuali della città, non solo del Pd o del centrosinistra ma ben oltre il nostro perimetro consolidato”. Lo scrive in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Sono certo - continua Morassut - che se egli ricoprisse il ruolo di presidente ANCI trasferirebbe questa autorevolezza nel contesto della rete dei Comuni italiani di tutto il Paese senza distinzioni. Il fatto che non sia iscritto al Pd mi sembra una cosa che rafforza il Partito, capace di avere relazioni con forze più ampie. Dico questo senza avere alcuna diretta influenza sulle vicende interne dell’ANCI e con la piena stima anche di altri possibili candidati”.
“Ma credo - conclude il deputato dem - che sarebbe importante in questo momento, che vede l’unità nazionale messa in discussione da leggi scellerate, avere un punto forte di tenuta e di rilancio che parta dal Sud, l’area più penalizzata dal progetto di autonomia differenziata, ma che sappia avere una dimensione pienamente nazionale”.
“Un episodio grave e ancor più preoccupante poiché sembra essere stato programmato da tempo, senza che il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura abbia ritenuto necessario informare gli altri membri di un incontro tanto irrituale. È ora compito di Pinelli chiarire questa scelta” così la responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani commenta l'incontro di ieri a Palazzo Chigi tra il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Non può inoltre passare inosservata - prosegue Serracchiani - la condotta della Presidente del Consiglio, che ha scelto di prendere parte a un incontro inopportuno, perseguendo una linea di conflitto continuo con la magistratura, con l’evidente intento di comprometterne l’indipendenza. Un simile atteggiamento non solo minaccia l’equilibrio tra i poteri dello Stato, ma mette anche a rischio la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche”.
“A partire dal Covid il Sud Italia ha registrato tassi di crescita sensibilmente superiori al resto d’Italia. Un risultato che è frutto di una serie di importanti politiche pubbliche per favorire occupazione e investimenti, tra cui, su tutte, ‘decontribuzione Sud’ e il credito di imposta per i beni strumentali. Oggi il problema non è tanto che queste misure non ci sono più, ma soprattutto che non sono state affatto sostituite da interventi di analoga rilevanza. A fronte di 12,4 miliardi di risparmi nel prossimo triennio soltanto per la cessazione di ‘decontribuzione Sud’, il Governo ne rimette soltanto 6,9 a disposizione delle politiche per il Mezzogiorno. Uno scandalo vero, certificato anche dall’audizione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio. L’ennesimo freno messo da Meloni, Fitto e la destra di Governo per arginare quella parte di Paese che più di altre ha trainato l’economia nazionale negli ultimi quattro anni”.
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio alla Camera.
“Salvini sta ovunque tranne nel suo ufficio al ministero”
Le audizioni di oggi in commissione Trasporti degli ad di Trenitalia e di Italo confermano l'incapacità del Mit di incidere sulle problematiche che ogni giorno attanagliano migliaia di viaggiatori. C'è un vuoto preoccupante nell'attività di monitoraggio e di controllo sui ritardi nelle manutenzioni, sugli investimenti e sul continuo ricorso ai subappalti.
I ritardi colossali e gli enormi disagi vissuti in questi mesi sono dovuti all'inadeguatezza del ministero dei Trasporti che non esercita le attività di controllo, di monitoraggio e di programmazione. Salvini è sempre in tour per le piazze d’Italia e sta in tutti i posti tranne nel suo ufficio al ministero.
Lo dichiara il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti.
“Le tariffe più alte d’Italia a fronte di una qualità dell’acqua probabilmente appena entro i limiti. I cittadini della zona Nord dell’ennese sono così beffati due volte. Una situazione intollerabile a cui va posto rimedio. Adesso”. Così la deputata siciliana del Pd Stefania Marino, che annuncia un’interrogazione su tariffe e qualità dell’acqua erogata attraverso il bacino della diga Ancipa a cavallo tra le province di Enna e Messina.
“L’Ancipa - conclude Marino - è oramai uno stagno costellato da un cimitero di pesci che, in mancanza di acqua, muoiono e si decompongono nel bacino. Eppure da quel bacino sono costretti ad attingere numerosi comuni della zona Nord della provincia di Enna. Pagando tariffe abnormi per un servizio che si commenta da solo. Una beffa e una condizione indecente. Dal governo nazione e regionale adesso servono interventi e non chiacchiere".
“È allucinante che la nave Libra sia al largo, in acque internazionali ma a due passi dall’Italia, aspettando che venga riempita di migranti in attesa di essere portati in Albania o riportati in Italia. Questa divisione fatta in mezzo al mare per portare delle persone in un carcere fuori dall’Italia non è degna di uno Stato che si dica civile”. Lo ha detto Matteo Mauri deputato e responsabile sicurezza del PD.
"Il Governo ha mandato la nave militare italiana in mezzo al Mediterraneo a fare esattamente quello che prova a impedire in tutti i modi alle navi delle OnG. E cioè a fare recuperi in mare e in modalità multipla. Se non fosse drammatico sarebbe comico. In ogni caso questo mette ancora più in evidenza la natura propagandistica di tutta l'operazione", ha concluso Mauri.
“Brunetta conferma che i fondi per la sanità sono insufficienti anche in ragione dell'invecchiamento della popolazione e che una rimodulazione della manovra in parlamento per sostenere la sanità può essere considerata. Ancora una sconfessione della linea Meloni” così Maria Cecilia Guerra, responsabile economica e deputata del partito democratico commenta quanto dichiarato dal Presidente del CNEL, Renato Brunetta, nel corso delle audizioni sulla Manovra alla Camera. “Queste audizioni si stanno rivelando un vero e proprio fact checking della propaganda del governo, punto su punto gli auditi stanno smentendo il racconto edulcorato che abbiamo avuto sinora da parte del governo sui contenuti della manovra”.
Merola: destra mette in discussione crescita economica
“In commissione finanze la maggioranza e il governo hanno respinto un emendamento a firma Pd contro l’estensione della web tax alle piccole e medie imprese. In assenza di uno straccio di politica industriale la destra procede con misure contrarie alla crescita economica e alle imprese” così il capogruppo democratico in commissione finanze della Camera, Virginio Merola.
"Questa mattina abbiamo audito in commissione Bilancio il presidente dell'Inps. Fra le varie cose che ha detto ha sottolineato che i giovani sotto i 35 anni in Italia sono quelli che hanno le retribuzioni più basse. Noi abbiamo un mercato del lavoro malato, perché il segmento che dovrebbe essere più richiesto quello dei giovani che è anche più preparato tecnologicamente viene bastonato dal nostro mercato del lavoro. Il problema più serio che abbiamo in Italia è quello dei bassi salari. Aumenta l'occupazione ma solamente perché si spinge su un'occupazione mal pagata. Questo vuol dire che molte imprese rinunciano ad investire su innovazione tecnologica che permette di aumentare la produttività del lavoro e puntano invece sullo sfruttamento del lavoratore. Lo vediamo drammaticamente in tutte le filiere. Questo ha a che fare moltissimo con la questione delle pensioni. Noi sappiamo che nel nostro sistema i contributi prelevati oggi sui giovani sono quelli che oggi finanziano il diritto acquisito dagli anziani che sono in pensione. Quindi se si restringe la base perché i giovani lavorano in nero o perché hanno pochi salari e quindi versano pochi contributi, in futuro potremmo avere un problema di sostenibilità delle pensioni, di cui poi dovranno usufruire questi stessi giovani che nel frattempo saranno arrivati ad una età pensionabile.
Ora ci viene proposto a più riprese da illustri esponenti della maggioranza che questo problema si risolve con le pensioni integrative ma è una follia pensare che un giovane con un salario bassissimo e spese altissime possa anche versare dei soldi in un altro fondo integrativo. La previdenza pubblica sarebbe più che sufficiente se le carriere fossero stabili e se i giovani avessero salari adeguati. Noi del Pd abbiamo proposto il salario minimo, 9 euro l'ora per il minimo tabellare, perché riteniamo che sotto i 9 euro non è lavoro, ma sfruttamento. Ma purtroppo continuiamo da parte del Governo a trovare un muro su questa proposta. Quindi si continua a portare avanti l'idea che si lavora senza essere pagati. E questo ha degli effetti macroeconomici devastanti perché le persone con poco salario non consumano e se non consumano l'economia non gira e non sostengono con la loro domanda la produzione del nostro paese. Ce lo stanno dicendo anche gli auditi delle imprese più piccole del commercio che lavorano nel nostro paese". Lo ha detto Cecilia Guerra, deputata PD della commissione Bilancio di Montecitorio e responsabile nazionale Lavoro della segreteria del Pd, intervistata alla Camera a margine delle audizioni in commissione Bilancio.
È un provvedimento senza futuro e che fa crescere le diseguaglianze del passato. In Commissione si sta consumando una vera e propria operazione verità.
Anche oggi continua la coda di critiche alla manovra. Insufficiente, inadeguata, ostile, limitata, iniqua e altri aggettivi usati dalle rappresentanze audite e che fotografano la legge di bilancio.
Preoccupano i tagli a sanità e scuola, l’assenza di risorse per l’industria e il lavoro, l’aumento risibile delle pensioni, la mano che dà qualcosa alle famiglie ma poi taglia servizi e fa crescere le spese. Soprattutto quelle per la salute, se come certifica Istat la spesa sanitaria direttamente a carico delle famiglie supera i 40 miliardi, pari a +1,7% in più rispetto al 2022.
Altro che aumento degli investimenti che neanche la calcolatrice della Meloni riesce a conteggiare.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"La mia solidarietà e il mio sostegno alla ragazza di Modena aggredita da alcune coetanee per aver scelto di non indossare il velo. Portare o non portare l'hijab o qualsiasi altra variante del velo deve essere una scelta personale libera e insindacabile. La violenza, il bullismo, la derisione non sono mai accettabili men che meno tra giovanissime e per questo condanno fermamente quanto accaduto. La convivenza tra culture e idee diverse passa da una seria e profonda educazione al rispetto delle scelte altrui, della loro libertà e della loro autodeterminazione". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“I tragici episodi degli ultimi giorni confermano che in provincia di Napoli siamo davanti ad un'emergenza nazionale che il governo sta sottovalutando”. Così il deputato dem Marco Sarracino intervenendo in Aula in replica al ministro dell'Interno alle due interrogazioni sui casi di criminalità a Torre Annunziata.
“Queste due interrogazioni risalgano al marzo 23 e al luglio 24 – dice il parlamentare - per denunciare e chiedere al Governo di intervenire rispetto ad un'escalation di violenza che ci preoccupa. Oltre ad un numero maggiore di forze dell'ordine sulle strade, oltre all’ottimo lavoro che quotidianamente svolge la Prefettura, sono necessari più presidi sociali per prosciugare quel bacino di disagio nel quale si alimenta la criminalità organizzata. È il qui il vulnus: vanno combattute in primis le disuguaglianze sociali e investimenti contro la povertà educativa”. “A questo serviva il Pnrr e invece rischia di essere una grande occasione mancata. Spente le luci sulla vostra propaganda 'Caivano', i problemi rimangono quotidianamente. Questa battaglia, visto che parliamo di Torre Annunziata, ha bisogno anche di interventi come il recupero di Palazzo Fienga, quel Fort Apache, simbolo della criminalità che Giancarlo Siani denunciava con le sue inchieste da cronista del Mattino. Per questo noi insisteremo affinché il Governo tratti con i giusti mezzi e i necessari strumenti questa vicenda”, conclude Sarracino.
Raccogliamo forte allarme imprenditori e associazioni
"Se il governo e la destra non faranno un passo indietro sul divieto di coltivazione, lavorazione e commercializzazione della canapa industriale andranno a sbattere".
Lo hanno ribadito i deputati dem, Stefano Vaccari e Matteo Mauri, nel corso di un incontro che il Gruppo PD ha organizzato questa mattina alla Camera con le associazioni e le organizzazioni del settore.
"Senza alcuna evidenza scientifica e in netto contrasto con il diritto Europeo - aggiungono - la destra ha inteso piantare una bandiera ideologica coprendosi dietro una logica di garanzia della sicurezza che rappresenta un non senso rispetto alla coltivazione della canapa. Ci batteremo perché il Decreto sicurezza, ora all'attenzione del Senato, venga modificato ma se così non fosse proseguiremo questa battaglia di civiltà con i prossimi provvedimenti a cominciare dalla Legge di Bilancio e al Collegato agricolo. Non mancheranno i contenziosi e sosterremo anche le iniziative legali che saranno attivate, dalle Corti di appello italiane e alla Corte di Giustizia Europea, per rendere giustizia a ciò che governo e destre vogliono negare. Nel frattempo, e questo è la parte più grave, una filiera produttiva rischia di scomparire insieme ai trentamila occupati e ai 500 milioni di fatturato. Una filiera attiva grazie all'impegno di migliaia di imprenditori con un’età media di 30 anni che si svolge particolarmente nelle aree interne e marginali che altrimenti sarebbero abbandonate. E il paradosso - concludono - sarà che ciò che in Italia sarà vietato all'estero sarà permesso. E dalla Francia arriveranno i prodotti che i nostri giovani imprenditori non potranno più coltivare e trasformare".
"Se confermata, la notizia rappresenterebbe una gravissima responsabilità da parte del MEF. La mancata firma del pacchetto finale dell'accordo ITA-Lufthansa e la conseguente mancata consegna del piano alla Commissione Europea rischiano di produrre effetti fortemente negativi per il futuro di ITA Airways e per la competitività del settore aereo nazionale. Chiediamo al Ministro Giorgetti di riferire immediatamente in Parlamento su quanto sta accadendo, dato che, a quanto si apprende, l'accordo era stato già concordato e firmato da tutte le parti coinvolte, ma risultava mancante solo l’approvazione finale del MEF. Questo stop dell’ultimo minuto, se confermato come decisione del Ministero, richiede una spiegazione dettagliata e urgente delle motivazioni di tale scelta e delle sue ripercussioni” così in una nota il capogruppo democratico nella Commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
Con l’art.120 si coprono le spese dei cantieri avviati nel 2024 solo dal 2027, scaricati sulle Regioni costi e responsabilità
“I cantieri del programma “Verso un ospedale sicuro e sostenibile” avviati nel 2024, i cui finanziamenti sono stati spostati dal PNRR/PNC alle risorse nazionali dell’art.20 della legge 67/88, non sono coperti dall’attuale legge di bilancio per il biennio 2025/26. Ne consegue che i pagamenti dovranno essere affrontati dalle Regioni con risorse proprie: questo è quello che emerge dopo l’audizione dei rappresentanti delle Regioni in commissione bilancio sulla manovra di bilancio 2025.” Così il deputato dem della commissione Bilancio Silvio Lai.
“Il Governo aveva spostato i progetti di ospedale sicuro dal PNRR anche per il forte ritardo accumulato con il processo di revisione della governance con il Decreto Legge 19/2024 ma ora scarica sulle Regioni la copertura delle spese del 2025 e del 2026, senza che il limitato aumento previsto del Fondo Sanitario Nazionale possa minimamente coprire.
“Sono cantieri per 1 miliardo e 266 milioni che prevedono un pagamento delle opere in un arco di 5 anni dal 2024 al 2029 mentre il Governo ha un finanziamento in 10 anni di 126 milioni all’anno dal 2027 al 2036. Chi pagherà dunque questo ulteriore conto?” conclude il deputato dem.