“Siamo di fronte all’ennesima operazione di propaganda del Governo sulla sanità per nascondere i fallimenti del drammatico ‘duo’ Meloni-Schillaci”. Così la capogruppo del Pd in Commissione Affari Sociali della Camera, Ilenia Malavasi, commenta il provvedimento varato dal Cdm. “Un disegno di legge delega – sottolinea la democratica – che, ancora una volta, svuota il Parlamento e rinvia le scelte reali a decreti legislativi promessi entro la fine del 2026: una scadenza che appare del tutto irrealistica. Al netto di alcuni aspetti puntuali condivisibili, come il richiamo all’umanizzazione delle cure, il provvedimento si presenta come una revisione fumosa di indirizzi e scelte già approvate e solo parzialmente attuate. Rimettere mano a impianti legislativi esistenti senza averli prima realizzati rischia di produrre ulteriore confusione e rallentare le risposte di cui il Servizio sanitario nazionale ha urgente bisogno. Anche la tanto evocata valorizzazione dei medici di medicina generale e dei pediatri resta priva di contenuti concreti: un titolo, poco più, senza indicazioni operative chiare. Particolarmente sconcertante è il capitolo sulla salute mentale: dopo l’approvazione del Piano nazionale, migliorato grazie al contributo delle Regioni e delle professioni, il Governo sembra voler riscrivere tutto da capo. Una scelta incomprensibile che rasenta il ridicolo”, conclude Malavasi, sottolineando che "come sempre non si individuano nuove risorse per realizzare questa ‘mirabolante’ riforma, continuando così a ingannare i cittadini”.
Luigi Nicolais è stato uomo di scienza, ma anche uomo delle istituzioni, ha messo a disposizione della collettività le sue conoscenze e le sue capacità di dialogo e mediazione. Un impegno che abbiamo apprezzato nella sua attività di deputato e ministro. Ho chiesto alla Presidenza della Camera di poter ricordare presto in modo solenne il suo prezioso contributo. Invio, anche a nome del Gruppo del Partito democratico, un pensiero di vicinanza alla famiglia.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
"Siamo in contatto con il movimento iraniano in Italia "Donna, vita, libertà" a cui negli ultimi anni non è mai mancato il nostro sostegno in manifestazioni, dibattiti, atti parlamentari, eventi pubblici.
Pensiamo che il regime degli ayatollah debba cadere per mano del popolo iraniano che da quindici giorni è tornato in piazza, non per le bombe di altri paesi. La storia ci insegna che le rivoluzioni democratiche funzionano se nascono e maturano dall'interno. La democrazia non si esporta con le armi come dimostrano le vicende di Iraq, Afghanistan, Libia e Siria. A noi, alla comunità internazionale, spetta il compito di sostenere questa protesta con i mezzi della diplomazia e anche con le mobilitazioni.
Siamo pronti a tornare nelle piazze, come abbiamo già fatto per l'Iran, oltre che per la Palestina e per la pace in Ucraina, e a manifestare il nostro appoggio al popolo iraniano e alla sua battaglia per la libertà e la democrazia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“E' in corso una grande protesta contro la feroce dittatura teocratica in Iran continua con centinaia, forse migliaia di morti. I manifestanti chiedono libertà, democrazia, condizioni di vita migliori. Così come il popolo ucraino chiede sostegno contro l’aggressione e la ferocia vigliacca di Putin. La sinistra tutta dovrebbe essere capace di stare al fianco dei popoli oppressi e per la democrazia, e reagire al fatto che non ci sono grandi manifestazioni in Italia, a sostegno di iniziative europee contro le dittature di qualsiasi colore siano. Non basta manifestare per la pace, ma per una pace giusta bisogna manifestare contro la dittatura dei pasdaran in Iran e contro l’aggressione russa in Ucraina. Come peraltro si è riusciti a manifestare per la popolazione palestinese di Gaza” così il deputato democratico Virginio Merola.
Dopo 423 interminabili giorni possiamo finalmente gioire per la liberazione del cooperante Alberto Trentini; il primo pensiero va alla famiglia e all’avvocato Ballerini che dal primo giorno di questa assurda e ingiusta carcerazione non hanno mai smesso di sperare e di lottare per giungere a questo risultato.
Un pensiero riconoscente va anche rivolto ai tanti che a vario titolo si sono adoperati in questi mesi per la liberazione di Trentini e degli altri detenuti con cittadinanza italiana (24 dei quali sono ancora in carcere per motivi politici): Ong, giornalisti, diplomatici, membri del Parlamento e del governo e mediatori anonimi ma preziosi che hanno svolto un lavoro poco visibile ma sicuramente importante; ovviamente un riconoscimento va rivolto al nuovo governo in carica in Venezuela per un gesto che speriamo possa preludere all’avvio di una fase di transizione verso il ripristino dello Stato di diritto a partire dalla realizzazione di nuove elezioni libere e trasparenti.
Auspico che la grande gioia per questo momento (che segue a quella di qualche giorno fa per la liberazione di Biagio Pilieri e di qualche mese fa per la scarcerazione di Americo Di Grazia, due casi che ho personalmente seguito con particolare affetto e preoccupazione) possa finalmente riportare il Venezuela al centro dell’attenzione della politica e dell’opinione pubblica italiana, dopo anni di gravi dimenticanze e sottovalutazioni sul dramma politico e umanitario di quel Paese e della sua grandissima collettività di origine italiana.
“Piango la scomparsa di Gino Nicolais. Un intellettuale, un uomo di scienza, un politico appassionato e integerrimo. Mancherà molto la sua naturale simpatia che lo rendevano un uomo sempre vicino al popolo napoletano. Ciao Gino”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Governo certifica ritardo opere ma soluzione non è commissariare tutto ma cambiare Ministro
"L’indiscrezione riportata oggi da Repubblica sul cosiddetto 'super commissario' ai lavori pubblici mette in luce un problema politico e amministrativo evidente: i gravi ritardi delle opere pubbliche che la propaganda del Governo non può più nascondere. Dopo aver moltiplicato strutture straordinarie, il governo sceglie ora di cambiare rotta e concentrare tutto su un’unica figura, ammettendo di fatto il proprio fallimento fino a oggi. I cantieri restano fermi, le percentuali di avanzamento sono minime e i territori continuano a pagare il prezzo di decisioni prese lontano dai problemi reali": è quanto dichiara una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Andrea Casu.
"Questa scelta, inoltre, assume un significato politico chiaro: di fatto la presidente Meloni commissaria il ministro Salvini, centralizzando ulteriormente le leve decisionali invece di rafforzare una filiera amministrativa efficiente e responsabile. Non è commissariando tutto che si sbloccano le opere, ma con il sistema che funzioni, con ruoli chiari, responsabilità definite e un rapporto costante con i territori che il Ministro Salvini non è stato in grado di costure”. conclude la nota.
"Il Governo risponderà il prossimo 16 gennaio, in Aula alla Camera, alla mia interpellanza urgente sul mancato allontanamento dal Paese dell' assassino di Alessandro Ambrosio.
Ricordo che Marin Jelenic, arrestato per l'omicidio di Alessandro Ambrosio, era stato oggetto il 23 dicembre di un decreto di allontanamento dall'Italia.
Dalle notizie di stampa non risulta avesse fatto ricorso nei tempi prescritti ma evidentemente il decreto non era stato eseguito e Jelenic era libero di muoversi nelle stazioni del Paese.
Peraltro anche i fatti appena accaduti a Roma alla stazione Termini confermano l'importanza di una grande attenzione alla sicurezza delle aree delle stazioni". Così Andrea De Maria, deputato PD
“Profondo dolore per la scomparsa di Gino Nicolais. Un grande intellettuale, scienziato e appassionato uomo delle istituzioni. Una persona cara dalla forte umanità e amabilità che ha insegnato a tanti di noi il bene comune. Ci mancherà” così sui social il democratico Enzo Amendola.
“È morto Gino Nicolais. Con lui mi legava un’amicizia personale e familiare. Io e la mia famiglia partecipiamo con profondo dispiacere a questo momento.
Gino è stato maestro di vita, prima ancora che di ricerca e di politica. Accademico di grande valore, riconosciuto nel mondo, e uomo delle istituzioni, ha interpretato ogni incarico con competenza e rigore, animato da un alto senso del dovere e da un rispetto costante per le persone.
Alla sua famiglia e a tutti i suoi cari rivolgo le mie più sentite condoglianze”. Lo scrive su Facebook Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, ricordando l’amico Nicolais.
“Alberto Trentini è finalmente libero. Questa è una notizia che ci riempie di gioia. Un pensiero va ai suoi famigliari e alle persone care che hanno vissuto per tutto questo tempo un’ingiustizia insieme a lui e che, dopo oltre 400 giorni, potranno tornare ad abbracciarsi. Bene anche la liberazione del torinese Mario Burlò, anche lui detenuto ingiustamente a Caracas. Grazie alle forze diplomatiche che hanno reso possibile fare giustizia”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla liberazione degli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò in Venezuela.
“Sosteniamo lo sciopero immediato convocato da Fim, Fiom e Uilm a seguito dell’incidente mortale che ha colpito un operaio all’ex Ilva di Taranto. Emergeranno nelle prossime ore le dinamiche di questa tragedia, ma in un momento così difficile della vita dello stabilimento è inconcepibile che la sicurezza di chi lavora non sia garantita”.
Così la deputata dem e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra, e tutti i componenti del Pd della commissione Lavoro della Camera
“Questa mattina un operaio è morto all’Ex Ilva di Taranto: il 2026 è appena iniziato e le morti sul lavoro non si arrestano, dopo un 2025 che è stato una strage”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.
“L’anno scorso si contano almeno 1450 morti sui luoghi di lavoro secondo l’Osservatorio di Bologna e il 2026 parte senza cambiare direzione - prosegue la deputata dem - Aspetto che per questo ennesimo decesso si svolgano le dovute indagini ed esprimo le mie condoglianze ai famigliari della vittima, appoggiando lo sciopero indetto dai sindacati, ma non basta”.
“Invito quindi il Governo ad accelerare i tempi per mettere in pratica, con i decreti, le poche e insufficienti novità del Decreto Sicurezza sul Lavoro e a discutere insieme, in Parlamento e nelle sedi opportune, per un vero cambio di passo su un tema che, come giustamente detto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, necessita di un superamento delle divisioni politiche e di un lavoro bipartisan. Solo così potremo invertire la tendenza e rendere il 2026 un anno più sicuro” conclude Gribaudo.
“Esprimiamo grande felicità e tiriamo un sospiro di sollievo per la notizia della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. Una notizia meravigliosa che tutto il Paese aspettava da tempo. Rivolgiamo un abbraccio alle loro famiglie e un ringraziamento alle autorità, alle istituzioni, ai servizi, alle agenzie, al governo, a tutti coloro i quali hanno lavorato per ottenere questo risultato. Per la liberazione di Alberto in Venezuela, durata oltre quattrocento giorni, come Partito Democratico, abbiamo rispettato l'invito alla discrezione e alla riservatezza, nei mesi scorsi, pur lavorando, sia con iniziative politiche che parlamentari per tenere alta l'attenzione e non abbassare la guardia rispetto alla detenzione grave ed illegittima che auspicavamo terminasse il prima possibile. Ovviamente l'augurio è che anche le altre decine di italiani ancora detenuti in Venezuela, possano essere liberati quanto prima." Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, ad Agorà su Rai3.
“La liberazione di Alberto Trentini e di Mario Burlò è una bellissima notizia, molto attesa, che ci riempe di gioia. Un grande risultato per tutta l’Italia che si è battuta per la scarcerazione di questi italiani detenuti ingiustamente in Venezuela. Un caloroso abbraccio alle famiglie e un ringraziamento alle istituzioni e alla nostra diplomazia che li ha fatti tornare a casa”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio.