“È un vero e proprio atto di ribellione contro il governo. E a renderlo ancora più forte è che arriva dalla conferenza delle regioni che prende le distanze dalla linea di Palazzo Chigi e mette nell’angolo il ministro Schillaci che viene, di fatto, sfiduciato” così in una nota il deputato democratico, Gian Antonio Girelli, componente della commissione Affari sociali della Camera, che sottolinea come: “il decreto liste d’attesa non è la risposta ai problemi della sanità italiana. Lo abbiamo detto con forza in queste settimane, ma la maggioranza non ha voluto darci ascolto e anzi ha bocciato la legge Schlein che chiedeva più investimenti e maggiore occupazione nel settore. Una considerazione politica però va fatta, mentre la maggioranza approva l’autonomia le regioni bocciano la linea del governo perché non prevede finanziamenti: Meloni, Tajani e Salvini dovrebbero trarne le conclusioni”.
“Il parere negativo della conferenza delle Regioni al decreto Liste d’attesa è una bocciatura senza precedenti. Ed è la conferma che l’intervento del governo è parziale, lacunoso e non risolve i reali problemi del sistema sanitario nazionale” così in una nota la deputata democratica, Ilenia Malavasi, componente della commissione affari sociali della camera, che sottolinea come: “quel provvedimento è nato solo ed esclusivamente per motivi elettorali. Hanno approvato in fretta e furia un testo del tutto incoerente che serviva alla maggioranza a cercare di oscurare la legge Schlein che prevedeva un reale intervento di investimento sul sistema sanitario sia da un punto di vista economico che da un punto di vista occupazionale. Hanno affossato in parlamento quella legge perché ne erano spaventati ma oggi ad essere bocciata è la linea del governo Meloni e l’azione del ministro Schillaci che, di fatto, è stato sfiduciato da molti Presidenti di regione della sua maggioranza”.
“L'inerzia e l'incapacità del Governo e della maggioranza hanno messo il comparto balneare, colonna del turismo italiano, in una situazione mai vissuta da operatori e comuni italiani e dall'intero paese: il non affrontare la direttiva Bolkestein sulle concessioni ha creato ormai il caos totale dal punto di vista giuridico e lasciato senza alcuna certezza e prospettiva il futuro delle spiagge e delle coste italiane. Decidere di non decidere non risolve nessun problema, si ripercuote in negativo sui comuni che lasciati soli non possono che provare ad interpretare autonomamente il caos normativo. Da un lato non si possono programmare piani dì riqualificazione; dall'altro senza una disciplina quadro che definisca i criteri per le procedure di evidenza pubblica il rischio è che persino gli investimenti fatti dalle imprese per poter garantire servizi e funzioni non vengano considerati, come dimostra l'ultima sentenza della Corte di giustizia. Il governo intervenga subito considerando i molteplici aspetti che riguardano le coste, i comuni e le imprese. Lo stiamo chiedendo da tempo. Ci vuole serietà”. Lo scrivono in una nota, Piero De Luca, Capogruppo Pd Commissione Politiche UE Andrea Gnassi Commissione attività produttive ex sindaco di Rimini
“Il Governo -proseguono- deve intervenire per emanare immediatamente i necessari decreti legislativi, che consentano agli enti concedenti di procedere alle procedure di evidenza pubblica per l'assegnazione delle concessioni demaniali marittime, sulla base di criteri di ragionevolezza e trasparenza che considerino professionalità e investimenti delle attività in essere, dei livelli occupazionali da assicurare, degli impegni ambientali assunti, il riconoscimento di un equo indennizzo per gli investimenti realizzati dai concessionari uscenti, anche per le opere inamovibili. È finito il tempo della propaganda e demagogia”. Così concludono Piero De Luca e Andrea Gnassi.
“Chiarire quale procedura sia stata seguita per l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi e quali siano le motivazioni per cui non sia stata rispettata la procedura prevista dalla legge 1188/1927, che richiede un periodo di 10 anni dalla morte della persona prima di intitolare un luogo pubblico”.
E’ quanto chiede il Partito democratico in una interrogazione rivolta al Ministro Salvini presentata oggi dalla deputata Silvia Roggiani e sottoscritta anche dai deputati Braga, Berruto, Boldrini, Casu, Cuperlo, Di Sanzo, Evi, Ferrari, Forattini, Fornaro, Furfaro, Ghio, Girelli, Gribaudo, Guerra, Iacono, Lai, Malavasi, Marino, Mauri, Peluffo, Quartapelle, Rossi, Sarracino, Scarpa, Scotto, Serracchiani, Simiani, Stumpo.
Gli interroganti, ricordando che la società Sea che gestisce lo scalo non ha ricevuto alcun avviso relativo alla procedura di intitolazione, chiedono inoltre “se il Ministro sia a conoscenza delle motivazioni che hanno portato alla richiesta di un parere al Segretario Generale di Palazzo Chigi, se corrisponde al vero che in tale parere si affermi che in assenza di una legge specifica la competenza per le intitolazioni degli aeroporti spetti a ENAC” e “se sia stato acquisito il parere dei Comuni di Milano, Ferno, Lonate Pozzolo e Somma Lombardo, territori su cui insiste l'Aeroporto di Malpensa, in relazione all'intitolazione”.
"Le parole del Ministro Giorgetti che auspica un rinvio delle scadenze e del cronoprogramma del Pnrr confermano quanto stiamo denunciando da mesi. Siamo in grave ritardo. Il Governo sta fallendo nella missione storica di attuare in modo puntuale e tempestivo il Piano. Tra rinvii e revisioni dei progetti di investimento, rischiamo un disastro nei prossimi 2 anni, in cui saremo chiamati a mettere a terra circa 60 miliardi di euro. Altro che entusiasmo della premier Meloni e del Ministro Fitto".
“Commissione convocata e poi sconvocata, alla presenza del Ministro Abodi (che non sapeva perché fosse lì) e di fronte ai soli rappresentanti delle opposizioni. Nel frattempo urla dagli uffici che si sentivano fin dai corridoi, forse per trovare una via d’uscita? Tutto ciò mentre l’Uefa fa sapere che, qualora passasse l’emendamento spaccacalcio a firma Mulè (su mandato dalla Lega Calcio) le squadre italiane sarebbero escluse delle competizioni UEFA e l’Italia perderebbe l’organizzazione del campionato europeo 2032. Sarà il caldo, sarà la sciatteria, ma se non fosse un agghiacciante realtà, sarebbe un buon film dell’orrore” così il deputato democratico, responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto.
“Siamo davanti all'ennesima fiducia, che non sarà l'ultima, su un provvedimento fondamentale per il Paese nel solco di un metodico svilimento della democrazia parlamentare. Votiamo in realtà su un decreto omnibus che non dà risposte strutturali al comparto agricolo che soffre da troppo tempo: l'emergenza climatica e la peste suina non sono arrivate adesso ma voi continuate a rincorrerle tardivamente. E solo adesso vi accorgete della siccità che attanaglia le regioni del sud dopo l'inefficacia dei 14 mesi di commissariamento che non hanno prodotto risultati apprezzabili”. Lo dichiara la deputata dem Antonella Forattini esprimendo il voto contrario del Pd alla fiducia posta dal governo sul Dl Agricoltura.
“Al provvedimento – continua Forattini - manca il coraggio di proteggere la redditività delle imprese e a mantenere alto il 'made in Italy' nel mondo. Tutti gli interventi si susseguono sull'onda della cronaca quotidiana e sulle leve del consenso e non affrontano strutturalmente gli stravolgimenti legati ai cambiamenti climatici. Manca inoltre dell'aspetto preventivo che da un lato acuisce i gravi ritardi per gli aiuti alle colture colpite da patogeni o calamità e dall'altro non combatte la concorrenza selvaggia che stravolge i meccanismi del giusto prezzo e non garantisce giusti salari. Non incide sulla lotta al caporalato che deve essere essere contrastato con la piena attuazione della legge Martina Orlando e il superamento della Bossi Fini che non permette una presenza regolare dei lavoratori emigrati nelle nostre campagne".
Il blitz è fallito. Il tentativo del governo di approvare prima della pausa estiva il provvedimento Valditara per modificare il voto in condotta è fallito sommerso dai decreti dello stesso governo. Le opposizioni hanno avuto ragione nel contestare il calendario proposto nella riunione dei capigruppo. La scuola va trattata con tutte le attenzioni che richiede, è inaccettabile un esame sbrigativo dei provvedimenti che la riguardano. Quindi Valditara si dia pace e nell’attesa di reintrodurre il calamaio per decreto, trovi risorse per la scuola, non un parcheggio ma il luogo dove crescono i cittadini di domani.
Così in una nota Irene Manzi, capogruppo Pd in Commissione Istruzione alla Camera dei Deputati
“Apprendiamo dalla stampa che la Ministra Calderone si appresta a varare la patente a crediti nell’edilizia, rimodulandola profondamente anche rispetto al voto parlamentare di appena tre mesi. Il comma 5, del nuovo articolo 27 del d.lgs, dispone: "La patente è dotata di un punteggio iniziale di trenta crediti e consente ai soggetti di cui al comma 1 di operare nei cantieri temporanei o mobili di cui all'articolo 89, comma 1, lettera a), con una dotazione pari o superiore a quindici crediti. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito l'Ispettorato nazionale del lavoro, sono individuati i criteri di attribuzione di crediti ulteriori rispetto al punteggio iniziale nonché le modalità di recupero dei crediti decurtati." Da qui a immaginare che rispetto alla previsione di legge, con decreto ministeriale il punteggio iniziale possa essere più che triplicato, appare assolutamente paradossale e contro la volontà del legislatore. E allora perché non mille, diecimila, centomila? La verità è che come sempre il Governo non vuole affrontare il tema della sicurezza sul lavoro con politiche serie e rigorose. Interviene sull’onda emotiva di grandi incidenti ma poi produce scelte a metà, inefficaci e spesso addirittura controproducenti. Senza rispettare il mandato del parlamento oltre che il confronto con le parti sociali” così il capogruppo democratico nella commissione lavoro della camera, Arturo Scotto.
Il Governo si occupi di tutele e contratto lavoratori da troppo senza risposte.
L’inserimento dei porti nelle 23 materie che potranno essere completamente regionalizzate a seguito della legge sull’autonomia differenziata approvata recentemente dal Parlamento è una scelta che furi dal tempo e che contrasta nettamente con le richieste del settore portuale.
Sono passati quasi due anni dall’avvio della discussione sulla portualità in commissione parlamentare Trasporti, ma dal Governo nessuna proposta di visione complessiva e zero atti concreti, solo azioni contrastanti con le richieste del mondo portuale.
Il settore ha chiesto meno burocrazia e più semplificazione e per tutta risposta si propone di sottoporre le attività portuali a un ulteriore parcellizzazione autorizzativa e decisionale che appesantirà le attività e renderà meno competitivi gli scali.
Siamo di fronte a un governo dei due pesi e due misure; da una lato la legge spacca Italia, che potremmo definire anche spacca porti, se applicata al settore, che ha preso velocemente forma, mentre dall’altro, si registra un silenzio assordante su sicurezza e miglioramento delle condizioni dei lavoratori, come lo sblocco del fondo per l’incentivo all’esodo e il riconoscimento del lavoro usurante, che come PD chiediamo da tempo. Cosi come non registriamo passi avanti sul rinnovo del contratto nazionale in stallo da molti mesi, uno stallo che colpisce tutele e sicurezze dei lavoratori e sul quale chiederemo al Governo di farsi parte attiva per lo sblocco con la stessa solerzia con cui ha portato avanti il percorso di autonomia differenziata.
In un mercato della logistica soggetto a interconnessioni globali, con la grande centralità delle reti transeuropee, la frammentazione delle politiche del governo rischia di compromettere competitività e tenuta del sistema economico oltre che, anche in assenza delle misure a tutela del lavoro richieste, di rendere più fragili i lavoratori e le lavoratrici del settore.
È il momento di uscire dalla logica degli accordi di maggioranza per dare le risposte che il sistema e i lavoratori portuali attendono da troppo tempo”.
"Michele De Pascale è una candidatura di grande valore ed autorevolezza per la Presidenza della Regione Emilia-Romagna. Ha tutto il mio sostegno. Lo dirò nella Direzione regionale del PD. L' ottimo lavorò di Stefano Bonaccini, messo in campo con la Vicepresidente Irene Priolo e tutta la giunta, rappresenta un punto di forza fondamentale per le prossime elezioni regionali e per la nuova fase che ci aspetta. Il percorso molto ben impostato da Luigi Tosiani sta dando via via i suoi frutti".
Così Andrea De Maria, deputato PD
“Purtroppo avevamo ragione: in Toscana tra Province e Comuni il Governo Meloni taglierà nei prossimi 5 anni quasi 100 milioni di euro. Si tratta di risorse che una destra allo sbando sottrarrà agli enti territoriali solo per fare cassa e che costringerà le amministrazioni locali a ridurre la manutenzione degli immobili pubblici, i servizi alla collettività, i sussidi alle famiglie, la scuola, i trasporti e, soprattutto, i servizi socio-assistenziali”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
“Abbiamo lanciato l’allarme oltre un mese fa chiedendo al governo di fermarsi: non solo non siamo stati ascoltati dai colleghi di maggioranza ma addirittura accusati di produrre fake news in chiave elettorale. La verità è venuta però fuori ed è la prova provata che questa destra è incapace, ma soprattutto in malafede”: conclude Emiliano Fossi.
“La circolare del ministro Valditara che vieta l’utilizzo dei cellulari alle elementari e alle medie è una risposta piccola a un tema enorme su cui servirebbe ben più coraggio. Il governo non si faccia influenzare dalle bandierine dei partiti di maggioranza e favorisca la rapida approvazione della proposta di legge bipartisan che ho promosso insieme alle senatrici Mennuni e Malpezzi per regolare l'uso sicuro e consapevole dei social media e di Internet per bambini e ragazzi. Questo è un tema di estrema urgenza e rappresenta una priorità fondamentale per le famiglie”. Così la deputata democratica, Marianna Madia, prima firmataria alla Camera della proposta di legge bipartisan per arginare le dipendenze di bambini e e adolescenti e favorire un uso consapevole di internet e social.
“Quello dell’overtourism è un fenomeno che porta con sé tanti problemi, i più gravi: innalzamento incontrollato dei prezzi degli affitti e spopolamento dei centri storici. Serve una legge nazionale che regoli, e in alcuni casi vieti, gli affitti brevi nelle zone Unesco delle città. Il Governo non può continuare a girarsi dall’altra parte. In questa battaglia sono al fianco di Sara Funaro, Sindaca di Firenze, che dovrà approvare un’ulteriore variante per rendere operativa una delibera che blocca il numero delle locazioni brevi.” Dichiara Emiliano Fossi, deputato e Segretario del PD Toscana, “Inoltre credo sia necessario e doveroso che anche la Regione si muova in questo senso, per non lasciare soli i Sindaci e le Sindache, che da anni si battono contro l’ovetourism, e per creare una cornice legislativa a cui rifarsi ed entro cui essi possono muoversi.”
“Insieme a AVS e M5S, abbiamo presentato un elenco unitario di esperti e costituzionalisti del tutto ragionevole in termini numerici, considerando che stiamo parlando di una riforma costituzionale. Purtroppo, è stato deciso di ridurre il numero degli auditi: non vorremmo che questa riduzione sia la prima di una serie di forzature che impediranno, di fatto, alla Camera di entrare nel merito di un provvedimento che modifica radicalmente l'assetto istituzionale del Paese. Non è un buon inizio; non accetteremo ulteriori forzature e contrazioni dell'esame parlamentare di un provvedimento che al Senato è stato discusso per sei mesi” così la capogruppo democratica nella commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè.