“L’Europa nasce per la Pace e rappresenta l'unica vera garanzia di sicurezza, stabilità, crescita e benessere, difesa delle nostre democrazie e dei nostri diritti, in un momento storico così difficile e delicato". Lo ha dichiarato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee alla camera, che ha partecipato all’evento “La forza degli Stati Uniti d’Europa” alla Stazione Marittima di Napoli.
"Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono state un forte richiamo alla responsabilità e alla serietà. Oggi siamo dinanzi a un passaggio storico che impone uno sforzo collettivo di maturità. Bisogna rafforzare l'integrazione europea per difendere al meglio gli interessi dei nostri cittadini. L'opposto di quello che sta facendo la destra. Ed invito poi tutte le forze politiche ad abbassare i toni: alcune dichiarazioni ascoltate in queste ore da membri del Governo sono per noi inaccettabili. Il dibattito politico va riportato entro canali di confronto su valori, contenuti, programmi e idee, ma sempre nel merito".
Sul piano nazionale, De Luca non nasconde “profonda delusione per le politiche del governo Meloni”, giudicate insufficienti su lavoro, sanità e sviluppo. Il PNRR, ha ricordato, rappresenta una nuova Europa della solidarietà, costruita insieme. Con il governo Conte II e con il campo progressista abbiamo ottenuto risultati straordinari, come il Next Generation Europe e il PNRR destinato per il 40% delle risorse al Mezzogiorno. Questo deve essere il punto di partenza per il lavoro programmatico da portare avanti anche in Campania”.
Un richiamo, infine, alla necessità di accelerare sull’attuazione: “I dati sulla spesa del PNRR sono drammatici e segnalano un ritardo pericoloso, che rischia di penalizzare soprattutto il Sud. È una responsabilità che non possiamo eludere. Se fallisce il Piano fallisce anche la possibilità di renderlo strutturale in futuro”, conclude De Luca.
“Desidero ringraziare per la disponibilità le donne e gli uomini della Federazione provinciale di Pisa che fanno parte della lista del Pd: Matteo Trapani, Alessandra Nardini, Andrea Ferrante, Catia Sparapani, Antonio Mazzeo, Catia Taddei e Gabriele Toti. A tutti loro va il nostro pieno sostegno in questa campagna elettorale in cui sarà fondamentale far valere i risultati di cinque anni di buon governo, far conoscere il progetto e il programma della ricandidatura del Presidente Eugenio Giani, far sentire la voce e le proposte del Pd”. Così il una nota il deputato e commissario della federazione Pd di Pisa, Vinicio Peluffo con cui dà il via alla campagna elettorale per le elezioni regionali toscane del prossimo 12 e 13 Ottobre.
“Oltre 6000 insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo nell’anno scolastico 2025/26 stanno subendo gravi disagi economici a causa della mancanza di istruzioni operative sul calcolo dell’assegno ad personam. Le segreterie scolastiche non hanno ricevuto alcuna indicazione chiara dal Ministero e le Ragionerie stanno sollevando rilievi sui decreti, con la conseguenza che molti docenti non percepiranno lo stipendio prima di ottobre”. Così si legge nell'interrogazione presentata dalla deputata Pd Nadia Romeo al ministro Valditara per chiarire le modalità di calcolo dell’assegno ad personam per gli insegnanti di religione cattolica, di emanare una circolare esplicativa e di garantire il pagamento puntuale degli stipendi.
“Gli insegnanti di religione cattolica sono una categoria già particolare sul piano contrattuale, poiché a differenza degli altri docenti matura progressione economica anche da precaria. Non è accettabile che i docenti, già sottopagati rispetto ai colleghi europei, debbano subire anche ritardi per carenze organizzative del Ministero”, conclude Romeo.
"Ma quando Giorgia Meloni dice che in politica estera ha rimesso l’Italia al posto che le spetta, a cosa si riferisce esattamente? Ai ripetuti silenzi, su ogni scenario di crisi, in attesa di capire gli umori di Trump? All’inerzia e all’ignavia sul Medio Oriente, dove non ha fatto nulla, nulla, per fermare il suo amico Netanyahu, il macellaio di Gaza? Altri paesi stanno prendendo il nostro posto nel dialogo con il mondo arabo. Meloni, forse per non sentire gli strali di Vannacci, non ha avuto nemmeno il coraggio in Parlamento di difendere la scelta grave e sbagliata di impegnarsi alla NATO per spendere il 5% in spese militari. Ma forse rivendica il 15 a zero sui dazi Usa? Quando voleva fare la pontiera con Trump e invece ha contribuito alla resa dell’Europa, tanto il prezzo della sua amicizia politica lo pagheranno le imprese e i lavoratori. La Premier confonde il protagonismo diplomatico dell’Italia con il suo personale. La diplomazia non sono le cene di gala, è strategia, autonomia, coraggio di compiere scelte nei momenti più difficili. L’Italia ne è stata maestra per un lungo periodo. Giorgia Meloni, schiacciata su Trump, ha dilapidato una lunga tradizione che aveva fatto del nostro paese un protagonista assoluto nella costruzione di pace nel Mediterraneo". Così in una nota Peppe Provenzano, deputato, responsabile Esteri del Partito democratico.
“La sentenza della Corte d’Assise di Chieti sull’omicidio di Alina Cozac a Spoltore rischia di tradursi in una insostenibile contorsione della Giustizia e della norma: pare quantomeno difficile comprendere come si possa derubricare un delitto da volontario a preterintenzionale valutando solo per quanto tempo le mani dell’uomo hanno stretto la gola della donna. Sarebbe come dire che il compagno voleva ucciderla, ma non troppo. Mi ritengo un garante del diritto alla difesa e del giusto processo, ma credo anche che il diritto non possa essere stiracchiato o sbrindellato come un elastico in virtù di valutazioni emozionali". Così in una nota il deputato abruzzese del Pd Luciano D'Alfonso sulla sentenza dell'omicidio di Alina Cozac.
Ma, al di là delle motivazioni - continua il parlamentare dem - quello che oggi suscita perplessità è l’impatto che l’esito delle investigazioni e degli interrogatori in aula ha generato: da una prima lettura della vicenda se ne deduce che la sera dell’omicidio l’uomo avrebbe voluto ferire la compagna, ma siccome le sue mani hanno indugiato sul collo della donna pochi minuti o secondi, vuol dire che dopotutto non voleva proprio ucciderla, e se poi è morta è stato un tragico incidente. Una tale lettura, che significa veramente fare un gioco di prestigio con il diritto penale, manderebbe in archivio anni di lotte sul femminicidio che pure hanno partorito la norma che disciplina i reati del Codice Rosso. E non credo che fossero queste le intenzioni dei magistrati giudicanti. Sicuramente la sentenza non ha determinato la chiusura di una vicenda tragica, drammatica, che ha segnato il nostro Abruzzo, una vicenda che a nostra volta non possiamo derubricare come l’ennesimo episodio da relegare a una fredda statistica di fine anno". "Spetterà agli ulteriori gradi della Magistratura, che è scontato verranno interpellati, decidere se eventualmente aggiustare, o meno, il tiro di una lettura della norma che effettivamente rischia di diventare un caso-scuola, apripista di sentenze difficili da accettare e da capire”, conclude D'Alfonso.
“Il Governo Meloni venga a fare chiarezza in Parlamento: presenteremo subito un’interrogazione sulle anticipazioni sulle rimodulazioni previste per il Piano Italia 1 Giga offerte oggi al Sole 24 ore dal Sottosegretario Butti”. Così in una nota il deputato Pd Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti Poste e Comunicazioni, in merito alle dichiarazioni del sottosegretario Butti che annuncia la riduzione del target di Open Fibra sul Piano Italia 1 Giga e lancia al ribasso due nuovi piani che aprono all’utilizzo satellitare di sistemi satellitari strizzando l’occhio al magnate Elon Musk.
“Non permetteremo che le risorse PNRR vengano utilizzate per comprare servizi satellitari chiavi in mano da Elon Musk invece che per garantire la crescita, la sovranità e l’indipendenza tecnologica e digitale dell’Italia e dell’Europa”, conclude Casu.
La deputata del Partito Democratico, Giovanna Iacono, interviene nel dibattito e, pur non potendo essere stata presente all’iniziativa odierna promossa dai comitati contro il rigassificatore, ribadisce con forza la sua posizione.
"Sono da sempre al fianco del movimento per la sostenibilità, delle associazioni e delle cittadine e dei cittadini della provincia di Agrigento e continuerò a esserlo senza esitazioni. Questo progetto è dannoso e rappresenta un grave rischio per il nostro ambiente, per il nostro paesaggio e per il futuro sociale ed economico del territorio, a vocazione turistica e culturale. Non possiamo permettere che venga imposto dall’alto, senza ascoltare le comunità e senza una seria valutazione dei danni e dei rischi che comporterebbe", afferma Iacono.
La deputata annuncia di aver già presentato un’interrogazione parlamentare sul tema e un ordine del giorno al decreto "Energia e Territori", con il quale ha chiesto lo stop a ogni nuova concessione o proroga che consenta la realizzazione dell’opera.
"Continuerò a portare avanti questa battaglia con atti concreti in Parlamento e sul territorio, sostenendo le iniziative del movimento per la sostenibilità e delle associazioni. La mia posizione e quella del Partito Democratico sono chiare: il rigassificatore non serve alla Sicilia, non serve a Porto Empedocle, non serve alle cittadine e ai cittadini della provincia di Agrigento. Non possiamo più permettere che si speculi sui nostri territori. Avanti insieme, con determinazione, per difenderli", conclude l'esponente dem.
Ciriani delira. Confonde la dialettica democratica, pacifica, legittima, con azioni violente fatte da ignoti negli Stati Uniti. Chiama in causa i democratici italiani, le cui radici risalgono a chi quella violenza non solo l’ha contrastata, ma per questo ne è stata anche vittima. Mettiamola così: l’estate è stata calda e Ciriani deve aver preso sicuramente troppo sole.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo PD alla camera dei deputati.
“Ancora una volta i vertici del governo scelgono la via della fuga. Il ministro Nordio, che non perde occasione di rilasciare dichiarazioni sui giornali, in televisione e in ogni intervista, quando è chiamato a rispondere davanti alla Giunta per le autorizzazioni, di fronte al Parlamento, si sottrae. Non ha il coraggio di metterci la faccia. Non è un atto formale, è un atto politico: si tratta dell’ennesimo segnale di mancanza di rispetto verso il Parlamento e verso i cittadini. Di fronte a una vicenda grave come il caso Almasri, Nordio, Piantedosi e Mantovano scelgono di inviare una memoria scritta, evitando il confronto diretto, il dibattito, le domande” così la capogruppo democratica in giunta per le autorizzazioni a procedere Antonella Forattini.
“La scorsa notte un ordigno artigianale è stato fatto esplodere davanti all’ingresso dello storico centro sociale ‘La Strada’ nel quartiere Garbatella di Roma. È l’ennesimo atto intimidatorio contro un presidio di libertà che si verifica nella Capitale. Il centro sociale ‘La Strada’ è molto impegnato su questioni sociali e si sta battendo per la causa palestinese e per chiedere la fine del genocidio a Gaza. Serve una condanna unanime di tutte le forze politiche e un lavoro più puntuale del ministero dell’Interno che continua a prendere sottogamba l’aumento esponenziale della violenza politica”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
La reintroduzione della visita specialistica, abolita nel 2012 col decreto ‘semplificazioni’. Ma anche un controllo neurologico e una prova pratica di guida per il rinnovo della patente di guida agli over 80. Sono questi i punti salienti della proposta di legge, per apportare urgenti modifiche al Codice della strada voluto da Salvini, depositata dai deputati Pd in commissione trasporti. Anthony Barbagallo, primo firmatario, auspica un confronto parlamentare sano e costruttivo privo della retorica e della propaganda che contraddistingue il governo e la maggioranza di centrodestra.
Una iniziativa che prende spunto – non solo dalle osservazioni di buon senso avanzate dal Pd in fase di discussione del Codice nei mesi scorsi – ma anche e soprattutto dai diversi incidenti avvenuti nel corso dell’estate, alcuni dei quali con vittime, che hanno visto negli automobilisti over 80 la causa di scontri gravissimi e, in alcuni casi, mortali.
“Salvini ci ha raccontato che – spiega Barbagallo - il suo il codice della strada aumentava la sicurezza. Ma i gravissimi incidenti mortali avvenuti quest’estate provocati da persone particolarmente avanti con l'età dimostrano che c’è un vuoto evidente all'interno del suo Codice della strada. Una norma spot, utile solo alla propaganda, che non affronta in modo serio e strutturale i problemi reali della sicurezza stradale e questo degli over 80 nello specifico.”
Quello che sta accadendo in queste ore in Parlamento è vergognoso. In Commissione Affari Sociali, Fratelli d’Italia e Forza Italia stanno provando a scrivere nero su bianco una delle pagine più disumane di questa legislatura: escludere il Servizio Sanitario Nazionale dalle procedure sul fine vita. Vogliono che chi è costretto a scegliere il suicidio assistito per condizioni irreversibili, per dolori insopportabili, per dignità personale, non possa più contare sul sistema sanitario pubblico. Chi vorrà porre fine alla propria sofferenza dovrà pagare tutto di tasca propria: medici, farmaci, strutture. Vogliono trasformare anche la morte in un privilegio per pochi. Una visione violenta, classista, indegna, che umilia chi soffre e che punisce chi chiede solo di non essere costretto a vivere in condizioni disumane. Faremo di tutto per fermare quella che è una vera e propria vergogna sulla pelle delle persone più fragili. Un Paese civile accompagna chi soffre, non lo abbandona.
Così Marco Furfaro, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari Sociali della Camera e responsabile nazionale Welfare del PD.
"La situazione in cui versano i lavoratori e le lavoratrici della Liberty Magona di Piombino è molto preoccupante. Circa 500 famiglie, tra dipendenti diretti e interinali, senza stipendi in un'azienda che, oltre a non pagare gli stipendi, avrebbe dovuto presentare le procedure per la cessione dello stabilimento e, invece, non lo ha fatto lasciando nell'incertezza lavoratrici e lavoratori.
Una situazione che non riguarda solo chi lavora nello stabilimento, ma l'intera comunità di Piombino. Non avere lo stipendio significa mettere a rischio la tenuta delle famiglie, la possibilità di vivere dignitosamente giorno per giorno e di guardare al futuro con serenità.
Esprimo tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza a loro e ai sindacati. Saremo accanto ai lavoratori e alle lavoratrici di Magona in questa sacrosanta battaglia e auspico che il ministro Urso faccia di più per garantire la continuità occupazionale e la tutela di tutti i posti di lavoro". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata del Partito democratico.
“L’ipotesi di un addio di Sigfrido Ranucci alla Rai rappresenterebbe uno scempio e l’ennesima ferita al servizio pubblico. Se anche un professionista con il suo profilo, il suo rigore giornalistico e il suo radicamento nella tradizione di inchiesta di Report dovesse lasciare l’azienda, si sancirebbe in maniera definitiva la difficoltà del servizio pubblico a garantire autonomia, pluralismo e qualità dell’informazione.
Ci auguriamo che queste siano solo indiscrezioni di stampa e speriamo che non sia vero e che non accada una cosa del genere, altrimenti davvero sarebbe il segno più devastante che si vuole smontare completamente il servizio pubblico e di fatto si vuole privatizzare la Rai. Se così fosse sarebbe un disastro di ascolti e di share”. Così in una nota i componenti PD della Commissione di Vigilanza Rai.
“Il ministro Tajani smentito dal suo stesso partito in Europa”
Ieri in Parlamento abbiamo visto la solita storia: parole tardive e ancora troppo timide da parte del governo italiano nella condanna al macellaio di Gaza, Benjamin Netanyahu. Tajani non esprime soltanto le contraddizioni interne alla maggioranza di governo, ma è lui stesso in contraddizione. Forza Italia ieri ha votato al Parlamento Europeo una risoluzione che chiede il riconoscimento della Palestina e di appoggiare le sanzioni proposte da Ursula von der Leyen che, seppur in ritardo, comunque rappresentano un passo avanti importante. In Europa Forza Italia è d'accordo alle sanzioni e al riconoscimento della Palestina e il ministro degli Esteri di Forza Italia, nonché vice presidente del Consiglio del nostro Paese, è il protagonista di un'Italia che sta frenando misure e azioni conseguenti per fermare il massacro a Gaza.
Così il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Partito Democratico.