20/07/2017 - 11:40

"La legge europea introduce  l'esenzione Iva sulle cessioni di quei beni - effettuate nei confronti dei soggetti della cooperazione allo sviluppo - destinati ad essere trasportati o spediti fuori dall'Unione europea in attuazione di finalità umanitarie, come previsto dalla direttiva Ue 2006/112. Tra tali soggetti vi sono le organizzazioni del commercio equo e solidale.
In linea con la legge europea e per un deciso impulso all'economia solidale che pone il nostre Paese all'avanguardia in Europa, in questa legislatura abbiamo approvato in prima lettura alla Camera la prima legge nazionale sul commercio equo e solidale. Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno, accolto dal Governo, affinché assuma iniziative di propria competenza per facilitare ed accelerare l'approvazione in via definitiva di tale legge, ora all'esame del Senato. Quindi al via la legge europea e ci auguriamo che venga approvata al più presto anche la legge quadro sul commercio equo e solidale". Lo dichiara la deputata del Pd, Chiara Scuvera, prima firmataria dell'odg alla legge europea e relatrice alla Camera della legge sul commercio equo e solidale.

20/07/2017 - 10:53

“No all’Unione Europea sulla proposta di riduzione degli stock ittici per il pesce spada. Lo ha detto la commissione Agricoltura questa mattina alla  Commissione europea che proponeva alcune modifiche al Regolamento (UE) 127/2017 sulla riduzione degli stock ittici per l’Italia, applicabili nelle acque dell'Unione, e per i pescherecci dell'Unione in determinate acque non dell'Unione europea.
Un atto forte della  commissione, i cui componenti hanno chiesto al Governo di attenersi alle indicazioni dell’Iccat, l’organizzazione intergovernativa istituita dalla Conferenza, che ha adottato la Convenzione internazionale per la conservazione dei tonnidi nell’Atlantico, firmata a Rio de Janeiro nel 1966.
Si tratta di una decisione attraverso cui la Commissione impegna l’Esecutivo a tutelare le marinerie italiane, nell’ambito della ripartizione delle quote a livello internazionale, poiché ci sentiamo in dovere di non essere subalterni nel processo decisionale della Pesca nell’Unione europea, ma di riaffermare la centralità dell’Italia e della sua economica ittica nel cuore del Mediterraneo”. Così la deputata dem Laura Venittelli, componente della commissione Agricoltura.

19/07/2017 - 20:40

“Il fatto che il deputato della Lega Pagano e la consigliera comunale forzista Sardone tirino in ballo il governo sull’odierna decisione del gip di Milano è segno che non hanno mai letto la Costituzione, in modo particolare nella parte riguardante l’indipendenza della magistratura”. Lo dichiara Emanuele Fiano, deputato del Partito democratico, in risposta alle dichiarazioni del centrodestra sugli sviluppi dell’episodio, risalente a due giorni fa, dell’accoltellamento di un agente di Polizia alla Stazione Centrale di Milano.

 “Noi – continua - non conosciamo le ragioni del decisione del Gip, e per questo non le commentiamo, per commentare c'è sempre tempo.  A noi interessa la soluzione del problema. E quello che sta succedendo, a conferma delle leggi approvate, e dello sforzo costante del governo e di tutti i corpi dello stato coinvolti, è che l'autore dell'accoltellamento è trattenuto in questura a Milano, domani verrà richiesto il suo riconoscimento al console del suo paese e in serata sarà rimpatriato nel suo paese in aereo”.

“A noi interessa che questa persona, che non doveva rimanere nel nostro paese, che qui ha compiuto un atto gravissimo, venga portato fuori dal nostro Paese, come dettano le nostre leggi, lasciamo ad altri l'interesse per le polemiche”, conclude.

Roma, 19 luglio 2017

19/07/2017 - 20:22

"La legge sulla legalizzazione della cannabis presentata da un significativo numero di parlamentari ha degli obiettivi certo condivisibili, come quelli di combatter far emergere l'inadeguatezza di politiche meramente proibizionistiche. Per me però ha anche il limite di non prevedere adeguate misure per prevenire e contrastare quella "cultura dello sballo" (non solo da droghe ma anche da alcool) che rappresenta un fenomeno assai preoccupante. Su questa legge si è discusso con posizioni molto diversificate, se non divisive. Quando approderà nelle Commissioni Congiunte la prossima settimana e poi in Aula, queste divisioni si accentueranno e aggraveranno. Per non parlare poi delle difficoltà ancora più evidenti che si presenteranno nel passaggio al Senato. C'è però la possibilità concreta di dare un segnale serio e responsabile da parte di tutti i gruppi. Mi riferisco al fatto che sul tema dell'uso della cannabis a fini terapeutici si è registrata una larghissima condivisione. Per questo oggi, a titolo personale e in attesa delle decisioni che prenderà il mio gruppo, ho auspicato in sede di Comitato Ristretto che si possa lavorare tutti insieme su questa parte, approvarla nelle commissioni congiunte e poi in aula con un voto prevedibilmente di amplissima maggioranza. Che potrebbe rapidamente ripetersi anche in Senato. Non è quello che vorrebbero i promotori della legge. Non è quello che vorrebbero i contrari anche all'uso terapeutico. Ma sarebbe un passo in avanti serio, un modo civile di affrontare un problema reale e presente nella società. Di farlo senza urla, lasciando alla prossima legislatura il compito - se ci saranno volontà e condizioni - di intervenire nuovamente sulla questione".    

Così Walter Verini, Capogruppo Pd in Commissione Giustizia, intervenuto oggi in sede di Comitato Ristretto delle Commissioni Affari Sociali e Giustizia sulla legge. 

19/07/2017 - 20:21

“Emanare i decreti attuativi necessari a rendere effettiva l’erogazione dell’indennità prevista dalla Legge di Bilancio 2017 per i lavoratori del settore della pesca in modo da garantire un sostegno al reddito durante il fermo stagionale“. Lo chiede Gessica Rostellato, deputata del Partito democratico, con un’interrogazione parlamentare sul tema.

"La legge di Bilancio 2017 prevede – spiega - che per l'anno in corso venga riconosciuta a ogni lavoratore dipendente da imprese del settore della pesca marittima, compresi  i  soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, un'indennita' giornaliera pari a 30 euro per garantire un sostegno al reddito  nel  periodo  di  sospensione dell'attivita' lavorativa, derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio. Nonostante si sia già a luglio, non risulta emanati né i decreti attuativi né le circolari esplicative necessarie a rendere effettiva l’erogazione”.

"Nonostante le sollecitazioni delle parti sociali nulla si è mosso e a fine luglio è previsto il fermo pesca!- incalza - ho chiesto al Ministero dell'agricoltura se intende agire al più presto affinchè venga resa operativa la disposizione contenuta nella legge di bilancio visto, soprattutto, l'imminente periodo di fermo pesca previsto" - conclude. 

Roma, 19 luglio 2017

19/07/2017 - 20:20

“Il Sindaco della Città metropolitana di Roma, Virginia Raggi, ancora una volta dimostra di preoccuparsi solo di nuove nomine. Il 14 luglio ha emanato un avviso che invita a presentare candidature per ricoprire l’incarico di Amministratore di Capitale Lavoro, la società in house dell’Ente”.

- lo denuncia Ileana Piazzoni, deputata romana del Partito Democratico –

“Un atto che, come segnalato dal Gruppo consiliare "Le Città della Metropoli", desta forti perplessità già nella forma, data la finalità di riorganizzazione della governance della società, che passerebbe dalla guida di un amministratore unico alla definizione di un Consiglio di amministrazione, con conseguente moltiplicazione delle figure di vertice. Ma – sottolinea la deputata Dem - analizzando i requisiti richiesti per partecipare alla selezione i dubbi divengono certezze. Perché, se non bastasse l’aumento delle posizioni apicali e, potenzialmente, dei costi di gestione della società, la partecipazione all'avviso è riservata alle persone in possesso dei requisiti per la nomina a Consigliere Metropolitano, dunque – spiega - solo a Consiglieri comunali e Sindaci, essendo le città metropolitane enti di secondo livello. E ancora, viene precisata l’esclusione dalla procedura dei Consiglieri comunali e municipali di Roma Capitale: un atto dunque ritagliato ad hoc per Sindaci e Consiglieri dei Comuni esterni alla capitale”.

“Una procedura mossa da una logica spartitoria, che diviene oggetto di accusa da parte del M5S nelle campagne elettorali salvo poi metterla in pratica in favore dei propri eletti. Una pratica che non stupisce, basti pensare che in un anno di governo della Capitale, due ordinanze su tre del Sindaco Raggi hanno riguardato nuove nomine, ma – conclude Piazzoni - sulla quale ritengo sia opportuna, specie riguardo a questo ultimo caso, una verifica puntuale da parte del Prefetto e dell’ANAC.”

 

Roma, 19 luglio 2017

19/07/2017 - 17:47

“Se la Raggi non perde occasione in pubblico per denunciare la vecchia politica e proclamare a voce alta la propria diversità, nel chiuso delle stanze capitoline firma un invito per la presentazione di candidature per la governance di Capitale e Lavoro. Una procedura che possiamo definire a dir poco anomala nel metodo e nel merito: tempi ristretti per la presentazione della candidatura e nessuna pubblicità. Se prima Capitale Lavoro aveva un solo Amministratore unico, dopo la  selezione delle candidature pervenute, avrà un CDA, quindi nuove poltrone e spese aggiuntive. Altro che tagli ai costi della politica. Sarebbe opportuno che il Sindaco Raggi invece di pensare ad elargire incarichi,  cominci seriamente ad affrontare i problemi che i cittadini di Roma sono chiamati ad affrontare ogni giorno: dai trasporti alla pulizia della città, dalle scuole alle strade di Roma”. Così il deputato Pd, Andrea Ferro.

19/07/2017 - 17:32

Approvata all’unanimità risoluzione in commissione Affari sociali

“La risoluzione che abbiamo approvato – spiega Daniela Sbrollini – è un passo fondamentale per l’avvio di politiche concrete a sostegno della salute dei cittadini; la maggioranza della popolazione vivrà sempre più nelle aree urbane ed è necessario ora avviare politiche mirate al sostegno della salute e a garantire spazi per uno stile di vita sano ed attivo. Questo documento sancisce finalmente le linee di una visione complessiva della questione per salute nelle città. Questo provvedimento, inoltre, è un altro tassello per la riforma del nostro sistema di welfare: stiamo sostituendo pian piano una forma assistenziale di welfare, con un welfare invece generativo e partecipativo che si pone alla base di un nuovo patto sociale. Voglio ringraziare la grande disponibilità del Governo e la collaborazione del Ministero della Salute, in particolare del Sottosegretario Davide Faraone, per il lavoro su questo testo e per questi temi. Voglio ringraziare inoltre tutti i colleghi della mia commissione, di tutti i gruppi parlamentari, per aver condiviso e sottoscritto il contenuto del provvedimento”.

3,5 milioni gli Italiani con diabete, un terzo risiede nei grandi insediamenti urbani; nelle città oltre 500mila abitanti, il 35,2 per cento dei residenti è sovrappeso e il 9,2 per cento obeso; 4 italiani su 10 hanno comportamenti sedentari. È di pochi giorni fa l’allarme lanciato dagli esperti sulla crescita del rischio di malattie croniche non trasmissibili, in particolare diabete e obesità, riscontrato negli abitanti delle città. A questo si accompagnava la “Lettera aperta ai Sindaci italiani per promuovere la salute nelle città come bene comune”, siglata da Health City Institute, Associazione nazionale comuni italiani (Anci), Federsanità Anci, Rete italiana città sane dell’Organizzazione mondiale della sanità, Coni, Istituto superiore di sanità, rivolta agli oltre 8mila sindaci italiani. Giunge ora un primo importante atto ufficiale da parte delle Istituzioni: la XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati ha approvato all'unanimità, con parere favorevole del Governo, la risoluzione, a prima firma dell’On. Daniela Sbrollini, in materia di salute nelle città. Il documento, articolato per punti, indirizza il Governo ad adottare diverse misure per sviluppo di politiche per la salute nelle aree urbane del nostro Paese.

La risoluzione è stata presentata oggi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Montecitorio, alla presenza dell’On. Daniela Sbrollini, Vicepresidente XII Commissione Affari Sociali e Sanità, di Roberto Pella, Vicepresidente ANCI, di Andrea Lenzi, Coordinatore HealthCity Institute, di Angelo Lino Del Favero, Presidente Federsanità ANCI, Federico Serra, Direttore Italia Cities Changing Diabetes project.

19/07/2017 - 17:16

Approvato parere in commissione

“È necessario che il Governo sostenga la DefenceTechnological and Industrial Base italiana nella sua interezza, prestando attenzione a che la concreta attuazione dell’ambizioso progetto delineato dal Piano d’azione non comporti un danno per l’industria nazionale e, segnatamente, per le piccole e medie imprese italiane altamente specializzate e per i centri di ricerca nazionali (il CNR, le università ed altri); occorre pertanto che il Governo si adoperi nelle sedi europee per aiutare l’industria e la ricerca nazionali a concorrere in condizioni di effettiva parità con quelle degli altri Paesi per l’accesso ai fondi del Piano d’azione e ad integrarsi virtuosamente nel futuro sistema europeo, evitando che le iniziative intraprese al livello europeo per la costruzione di una difesa comune finiscano nei fatti, al momento dell’attuazione, col favorire soltanto le imprese e i centri di ricerca di altri Paesi”. È una delle osservazioni contenute nel parere sul ‘Piano d’azione europeo in materia di difesa’ approvato dalla commissione Difesa della Camera nel quale si invita anche il governo “a cogliere l’occasione per rafforzare la collaborazione sistematica e non episodica tra il sistema produttivo e il mondo universitario e i centri di ricerca più autorevoli, anche sulla base delle esperienze più avanzate a livello internazionale, allo scopo di promuovere l’innovazione e l’aggiornamento tecnologico”.

“La costruzione di una difesa comune europea, unico progetto concretamente realizzabile sulla base dei trattati vigenti, si rende sempre più necessaria a causa delle minacce crescenti di tipo terroristico e cibernetico così come può propiziare l’ulteriore rafforzamento dell’Europa che costituisce il più importante presidio dei diritti umani nel mondo”. Lo dice Daniele Marantelli, deputato del Pd componente della commissione Difesa della Camera e dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd e relatore del parere sul ‘Piano d’azione europeo in materia di difesa’ approvato dalla commissione con la sola astensione dei deputati del M5S, che hanno comunque apprezzato il lavoro fatto, e del deputato Galli di Mdp.

“L’approccio globale alle crisi resta la via maestra, per cui la costruzione di una difesa europea più integrata deve continuare a procedere in parallelo con lo sforzo di affrontare le cause delle emergenze mondiali - prosegue Marantelli -. L’uscita dall’Unione europea del Regno unito da una parte crea condizioni più favorevoli alla nascita della difesa europea e dall’altra trasforma questa nascita in una priorità, dato che con la Brexit viene meno uno degli Stati più forti militarmente dell’Unione europea. L’obiettivo del complesso delle misure delineate dal Piano d’azione è di contribuire a rendere più efficiente la spesa degli Stati membri per la difesa, fermo restando che l’importo di questa resta deciso da ciascuno Stato in autonomia. La ripresa economica in corso in Europa può essere intercettata investendo innanzitutto, perché fungano da volano, nei settori con grande concentrazione di soluzioni ad alta tecnologia e soprattutto in quelli nei quali l’Italia vede operare aziende nazionali con riconosciuta competitività a livello mondiale. Pertanto, è necessario non disperdere questo patrimonio, che va invece valorizzato attraverso interventi mirati a evitare la penalizzazione delle aziende che, a seguito dei processi di integrazione e razionalizzazione del settore della difesa a livello europeo, dovessero essere marginalizzate con conseguente impatto negativo in termini di occupazione. È necessario pertanto che il Governo italiano continui non solo a sostenere le iniziative europee per la costruzione di forme di difesa comune e per l’integrazione degli Stati membri nel settore della difesa, ma anche, come ha fin qui fatto, a partecipare attivamente a questo processo”.
 

19/07/2017 - 16:50

“Con questa la l’Italia si dota di una strategia per la prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione e di diffusione dell'estremismo jihadista, la cui necessità si era resa molto forte vista l'evoluzione del terrorismo e l'aumento negli ultimi anni in tutto l'Occidente, del numero di simpatizzanti sempre più giovani”.
Ne dà notizia Emanuele Lodolini, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Difesa della Camera, per commentare l’approvazione della legge per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista.
"Questa proposta di legge – continua - nasce da un lavoro che ha messo al centro un confronto tra esperti, rappresentanti di associazioni, comunità religiose e istituzioni, che hanno contribuito alla realizzazione di un provvedimento che prevede una serie di strumenti tra i quali l’Istituzione del Centro Nazionale sulla Radicalizzazione (CRAD) presso il ministero dell’Interno, incaricato di elaborare annualmente il Piano Strategico Nazionale di prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione. Il testo di legge, che ora passa al Senato, assegna anche fondi per la formazione universitaria e post-universitaria di figure professionali specializzate nelle relazioni interculturali. La legge ci consente di fare un passo avanti importante sul fronte della prevenzione rispetto a fenomeni pericolosi come la radicalizzazione, potenziando le misure repressive e di intelligence dando al contempo un impulso al lavoro sull'integrazione assegnando all'Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri, il compito di varare le linee guida sul dialogo interreligioso e interculturale finalizzate a diffondere la cultura del pluralismo ed a prevenire fenomeni di radicalizzazione anche in ambito scolastico”.
“Il porto di Ancona è considerato un punto di accesso ben presidiato grazie al lavoro sinergico di tutte le forze dell’ordine tuttavia questo importante strumento normativo ribadisce l’attenzione del Parlamento al tema della sicurezza e della prevenzione. Non abbassiamo la guardia”, conclude.

19/07/2017 - 16:34

“La  commissione Agricoltura della Camera, su proposta del relatore, ha dato all'unanimità parere favorevole al Piano di ricerca del  CREA  alle seguenti condizioni:  astenersi da progetti di ricerca che utilizzino tecniche che potrebbero portare all'ottenimento di materiale genetico con DNA esogeno, attenendosi al pronunciamento della Corte di giustizia sui confini delle nuove tecnologie di miglioramento genetico; inviare  al Parlamento le schede di ricerca con le relative ricadute economiche  e ambientali; incrementare il finanziamento per la filiera olivicola; promuovere  la biodiversità agroalimentare e valorizzare la ricerca nel biologico; definire le questioni brevettuali e assicurare il diritto di accesso degli agricoltori alle sementi e alle varietà tradizionali e locali; utilizzare le professionalità dei ricercatori  del CREA con  competenza specifica per la realizzazione del Piano di ricerca con l'impegno a reperire i mezzi finanziari per trasformare a tempo indeterminato il rapporto di lavoro"”. Lo dice Nicodemo Oliverio , capogruppo in commissione Agricoltura della Camera che aggiunge: “Il Crea  si pone  in primo piano per la  ricerca pubblica di grande respiro che si occupa del miglioramento genetico e che si apre ad altri soggetti pubblici, in una dimensione di inclusività dell’apporto del contributi di ricerca. Dal dopoguerra ad oggi questo piano di ricerca si distingue per la significatività delle risorse finanziarie e per la forte valorizzazione dei prodotti made in Italy. Il Crea infine con questo piano – conclude - valorizza il nostro patrimonio della biodiversità in coerenza con il lavoro che è stato fatto in Parlamento, così come supporta le coltivazioni con metodo biologico sottolineandone l’apporto del valore nutrizionale”.

19/07/2017 - 16:33

Sottosegretario Gozi risponde a interrogazione del deputato dem

“Apprezziamo l’impegno del governo per incrementare e valorizzare la presenza di funzionari italiani a livello apicale nelle istituzioni e negli organismi europei e chiediamo che questo impegno si rafforzi anche in conseguenza della Brexit che lascerà libere molte posizioni occupate attualmente dai funzionari britannici. Una forte rappresentanza degli interessi italiani contribuirebbe anche a rispondere alla disaffezione dei nostri concittadini nei confronti dell’Unione europea”. Lo ha detto Daniele Marantelli, deputato del Pd commentando la puntuale risposta del sottosegretario Sandro Gozi ad una sua interrogazione, discussa oggi in commissione Politiche dell’Unione europea.

“Tra le numerose conseguenze della Brexit - ha proseguito Marantelli - va segnalata anche quella relativa alle posizioni occupate dagli alti funzionari britannici che vedranno il venir meno, nei prossimi anni, il requisito per ricoprire tali ruoli, ossia ‘essere cittadino di uno degli stati membri’. Gli italiani risultano nelle tre massime cariche: Parlamento europeo, Banca centrale europea e Alto rappresentante per la politica estera. L’Italia è al terzo posto per numero di direttori generali dopo Francia e Germania e seconda, dopo la Germania, per quanto riguarda i capi gabinetti della Commissione. Questo dato è nettamente superiore a quello dei rappresentanti nei gabinetti comunitari del periodo 2009-2014; l’impulso dato dal governo Renzi in questo campo è stato efficace. È importante consolidare questi successi, più che sulla quantità, sulla qualità delle posizioni ricoperte per far sì che i funzionari italiani nelle posizioni apicali siano più presenti in quelle direzioni generali della Commissione maggiormente delicate per gli interessi nazionali (come la direzione generale home, che si occupa di affari interni o la Direzione generale per la concorrenza, che si occupa dell'Unione economica e monetaria). In questo contesto auspico che gli sforzi dell’Italia per ottenere l’assegnazione dell’Agenzie europea del farmaco abbiano successo”.

19/07/2017 - 14:28

“Altro che razionalizzazione di costi e abbattimento di poltrone: la Raggi vuole un CDA della società partecipata Capitale Lavoro. La volontà della Sindaca cozza, e non poco, con i buoni propositi largamente sciorinati dal Movimento Cinquestelle a testimonianza del fatto che i grillini predicano bene e razzolano male. La Raggi, infatti, lo scorso 14 luglio ha firmato un invito per la presentazione di candidature per la governance della società in house dell’ente al fine di nominare un nuovo CDA e, inevitabilmente, aumentare il numero delle poltrone e i costi della politica. Una scelta opinabile che diventa inaccettabile se consideriamo la forma velata con cui è stata concepita e presentata. Ci troviamo di fronte a un avviso pubblico che, malgrado la sua scarsa diffusione e visibilità, presenta delle anomalie che meritano le attenzione di tutte le Autorità competenti a partire dalla stessa Anac. Le candidature, valutate tra l’altro dalla stessa Raggi, devono rispettare alcuni paletti tra cui il requisito per la nomina a Consigliere Metropolitano che, considerando anche un altro comma dell’avviso, non può essere un consigliere eletto a Roma ma solo ed esclusivamente in provincia. Per queste stranezze burocratiche, per l’inesistente pubblicità e per i tempi ristretti di pubblicazione, l’avviso promosso da Virginia Raggi passerà alla storia come un’opportunità per pochi: magari solo per gli eletti che il direttorio grillino ha deciso di informare”. Lo ha detto il deputato Pd, Emiliano Minnucci, commentando l’invito per la presentazione di candidature in qualità di componente dell’organo amministrativo della società partecipata Capitale Lavoro SpA firmato il 14 luglio dalla Sindaca della Città Metropolitana di Roma Capitale, Virginia Raggi.

19/07/2017 - 14:27

10 milioni alle scuole e 5 alle università per specifici progetti di formazione a decorrere dal 2017

“Prevenzione e contrasto a radicalizzazione ed estremismo violento passano anche attraverso la formazione universitaria e post-universitaria di figure professionali specializzate nelle relazioni interculturali. La pdl ‘Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo jihadista’, approvata lo riconosce in maniera esplicita, destinando risorse immediate alle nostre scuole e università”. Così Luigi Dallai, deputato  Pd della commissione Cultura che spiega : “Questa legge  assegna stanziamenti a favore del ministero dell'istruzione, università e ricerca per specifici progetti di formazione. Il testo potenzia le misure repressive e di intelligence con una serie di norme finalizzate alla prevenzione. Tra i suoi cardini: istituire un Centro nazionale sulla radicalizzazione, con  funzioni di monitoraggio e audizione; prevedere un nuovo organo parlamentare; una serie di interventi nelle scuole, sul piano della formazione universitaria, della comunicazione istituzionale e della rieducazione dei detenuti”.
“Le fondamentali azioni di repressione e di intelligence - continua Dallai -  non sono sufficienti per un’integrazione culturale duratura e per indagare i canali in cui si sedimenta il radicalismo islamista. Scuola e università, nel promuovere il dialogo interculturale e interreligioso e con la formazione e ricerca scientifica, hanno un ruolo importante: ad esempio creando figure formate per contrastare la radicalizzazione e favorire il dialogo, le relazione interculturali ed economiche, lo sviluppo dei paesi di emigrazione, previsti da accordi di cooperazione fra università italiane e università dei paesi aderenti all'Organizzazione della cooperazione islamica”.

19/07/2017 - 14:26

Verità e giustizia per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Sono gli obiettivi dell’appello - firmato anche dall’onorevole piacentino Marco Bergonzi (Pd) - che punta a tener viva l’attenzione dell'opinione pubblica sulla vicenda, a fronte della nuova richiesta di archiviazione del caso venuta nei giorni scorsi dalla Procura di Roma.
L’appello, al quale hanno già aderito oltre 250 parlamentari (tra i quali anche Pierluigi Bersani, Matteo Richetti e i capigruppo PD di Camera e Senato, solo per citarne alcuni), ricorda che nelle motivazioni (rese note nel marzo scorso) della sentenza del processo di revisione per l’assassinio di Alpi e Hrovatin, avvenuto ventitré anni fa in Somalia, la Corte d'Appello di Perugia ha parlato tra l’altro, ed esplicitamente, di "attività di depistaggio di ampia portata".
Lo stesso appello ricorda inoltre che già dieci fa un Gip della Procura di Roma respinse la richiesta di archiviazione del procedimento principale sulla morte della valorosa giornalista e del suo operatore, entrambi del servizio pubblico televisivo, scrivendo che “la ricostruzione più probabile e ragionevole appare essere quella dell'omicidio su commissione posto in essere per impedire che le notizie raccolte dalla Alpi e da Hrovatin in ordine ai traffici di armi e di rifiuti tossici avvenuti tra l'Italia e la Somalia venissero portate a conoscenza dell'opinione pubblica italiana".
Senza voler interferire nelle autonome decisioni della magistratura, l’obiettivo dei parlamentari firmatari (il cui numero aumenta giorno per giorno) è “di non ‘archiviare’ comunque questa vicenda”, che mescola traffici di armi e di rifiuti tossici ma anche oscure trame per impedire l’accertamento della verità.
L’auspicio è di arrivare alla completa luce e alla piena giustizia sul caso: “Lo dobbiamo - commenta Marco Bergonzi - a Ilaria e Miran, al loro coraggio e al loro sacrificio. Lo dobbiamo al giornalismo d'inchiesta, spesso ancora oggi rischioso per chi ha la forza e la possibilità di praticarlo. Lo dobbiamo a Luciana Alpi, che non può e non deve essere sola a condurre questa battaglia per la verità e la giustizia. Ma lo dobbiamo anche all'Italia e alla democrazia del nostro Paese, ferita in quegli anni da misteri e vicende come queste. E da interrogativi che non possono, non debbono rimanere senza risposta”.

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