“150 milioni di dollari per la creazione di un centro di ricerca nell'ex area dell'Expo a Milano. Con l'obiettivo di rendere l'Italia leader europeo nel settore della sanità e con la possibilità di assumere almeno 400 giovani ricercatori, magari proprio tanti di quelli che hanno già raccolto esperienze di ricerca all'estero. E' l'ammontare dell'investimento che l'IBM Europa si è impegnata a stanziare a Milano, sottoscrivendo un contratto con il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in viaggio istituzionale negli Stati Uniti. Un investimento in un settore strategico, bistrattato sistematicamente dai governi degli ultimi anni. Un passo significativo per il nostro Paese. Tanto più che si tratta di risorse straniere, che vanno a qualificare un’area dismessa, come quella dell'Expo, contribuendo a fare di Milano la capitale della ricerca italiana nel campo delle scienze e delle tecnologie per la vita".
“Grazie a questi investimenti infatti, a cui se ne aggiungeranno altri, ingenti, di natura pubblica, verrà creato un polo di ricerca attraverso il quale l'Italia diventerà polo di eccellenza nel settore della sanità. Il centro infatti opererà sulla ricerca oncologica, sull'invecchiamento e sulla nutrizione e punterà a creare un hub di ricerca per tutta l'Europa, che faccia dell'Italia un punto di riferimento a livello internazionale in materia. Una grande occasione insomma, per il mondo della ricerca e per l'intero Paese" Lo dichiara Laura Garavini, dell’Ufficio di Presidenza del PD alla Camera commentando la firma del 'memorandum of understanding' con l'IBM da parte del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
“Quello che serve al Sud per uscire da tanta sofferenza socio economica è un’inversione culturale, per cui partendo dalle sue peculiarità, che sono agricoltura e turismo, da valorizzare sempre di più, riuscire al contempo ad andare oltre, a ragionare anche in termini di sviluppo industriale, che significa crescita economica e più benessere per il territorio" . Lo ha dichiarato la deputata Stefania Covello, responsabile nazionale del Mezzogiorno per il Pd, commentando i dati Istat che registrano come il Pil pro capite nel Mezzogiorno sia di 16.761 euro, quasi la meta' di quello del Nord Ovest (30.821 euro).
“ Ci sono due Italie – prosegue - quella del Nord, che si attesta addirittura leader nel mondo in alcuni importanti settori economici, e quella del Sud più povera, penalizzata dalle politiche dei governi precedenti che non hanno previsto una piattaforma socio-economica-finanziaria a lungo termine, né un progetto di sviluppo. Al Mezzogiorno serve in primis un cambiamento culturale: non più soltanto agricoltura e turismo, ma anche un’industria moderna, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Bene hanno fatto il governo Renzi e noi del Pd in Parlamento a prevedere tra le varie voci della legge di stabilità, per la prima volta, anche il credito d’imposta sui beni strumentali che mira a incentivare le imprese, quindi all’aumento della produttività”.
“Quello che serve al Sud per uscire da tanta sofferenza socio economica è un’inversione culturale, per cui partendo dalle sue peculiarità, che sono agricoltura e turismo, da valorizzare sempre di più, riuscire al contempo ad andare oltre, a ragionare anche in termini di sviluppo industriale, che significa crescita economica e più benessere per il territorio" . Lo ha dichiarato la deputata Stefania Covello, responsabile nazionale del Mezzogiorno per il Pd, commentando i dati Istat che registrano come il Pil pro capite nel Mezzogiorno sia di 16.761 euro, quasi la meta' di quello del Nord Ovest (30.821 euro).
“ Ci sono due Italie – prosegue - quella del Nord, che si attesta addirittura leader nel mondo in alcuni importanti settori economici, e quella del Sud più povera, penalizzata dalle politiche dei governi precedenti che non hanno previsto una piattaforma socio-economica-finanziaria a lungo termine, né un progetto di sviluppo. Al Mezzogiorno serve in primis un cambiamento culturale: non più soltanto agricoltura e turismo, ma anche un’industria moderna, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Bene hanno fatto il governo Renzi e noi del Pd in Parlamento a prevedere tra le varie voci della legge di stabilità, per la prima volta, anche il credito d’imposta sui beni strumentali che mira a incentivare le imprese, quindi all’aumento della produttività”.
Prossimo ufficio presidenza Vigilanza se ne occupi
“L’incomprensibile ritardo con cui ha deciso di convocare il direttore di Rai Uno Fabiano sulla partecipazione di Salvatore Riina a Porta a porta, dimostra una volta per tutta l’inadeguatezza di Fico nel presiedere la Commissione di Vigilanza Rai”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.
“Per quale motivo – continua – nonostante ieri gli fosse stato chiesto e sollecitato, Fico si sveglia solo ora su una questione così delicata per il servizio pubblico? Perché in questo caso non ha usato la stessa sollecitudine dimostrata in passato quando si è trattato di usare la sua carica per dar rilievo alle iniziative di parte dei 5 Stelle? Per le sue ingiustificabili titubanze, il presidente impedisce alla sua stessa commissione di ottemperare al suo dovere per un’intera settimana, dovendosi limitare ad ascoltare le audizioni in Antimafia”.
“Del danno che Fico ha inflitto alla Vigilanza, dovrà occuparsi il prossimo ufficio di presidenza della commissione stessa”, conclude.
“La pochezza della Lega, che camuffa attraverso l’utilizzo dei regolamenti urbanistici la sua avversione per la libertà di religione, si palesa ancora una volta in una legge vergogna”. Lo dichiarano i deputati del Pd Luigi Lacquaniti e Khalid Chaouki in merito al provvedimento approvato ieri sera dal Consiglio regionale del Veneto.
“Con i voti della sola maggioranza, - sottolineano i deputati - hanno approvato un provvedimento che, dietro alla facciata della regolamentazione del territorio e del paesaggio, in realtà ripropone la pessima legge anti moschee già presentata dai colleghi lombardi e clamorosamente bocciata dalla Corte Costituzionale. Questa ennesima crociata della Lega Nord contro la libertà e il buon senso ha, di fatto, unito tutte le confessioni religiose, compresa quella cattolica espressa dal patriarca di Venezia Francesco Moraglia, e della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) che hanno espresso con forza parere contrario a questo provvedimento.
I leghisti non s’illudano: possono promuovere dieci, cento nuove leggi anti-moschee, saranno tutte ugualmente bocciate dalla Corte costituzionale: la libertà religiosa e il diritto di esercitarla in luoghi appropriati di culto, è scritta nella nostra Costituzione.
Come poco più di un anno fa la legge lombarda era stata oggetto di una nostra interpellanza al governo così faremo anche questa volta: ci opporremo con forza a questo attacco alla libertà di culto, diritto costituzionalmente garantito, perché un’Italia più giusta e sicura passa anche dalla garanzia di questi diritti.”
“Dalla Casaleggio Associati partono gli ordini e i famosi figuranti di Quarto e dei silenzi su Bagheria, Pomezia attaccano il Pd #dachepulpito”.
Così in un tweet Alessia Morani, Vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.
Al via i lavori della commissione di inchiesta con audizione della madre
"La prima persona audita dalla commissione d'inchiesta sulla morte del militare Emanuele Scieri non poteva che essere la madre, Isabella Guarino. Quella della signora Scieri è stata una audizione molto importante perchè ha permesso a tutti i componenti della commissione di inquadrare questa terribile vicenda in un contesto umano e familiare. Stesso discorso vale per gli atri auditi della giornata: il dott. Carlo Garozzo, l'avv. Federica Gallitto e la proff.ssa. Daniela Leggio in rappresentanza dell'associazione ‘Verità e Giustizia per Emanuele’ che da 16 anni chiede a gran voce che sia fatta luce sul caso. Ho ritenuto fondamentale e simbolicamente rilevante aprire i lavori della commissione con la madre e gli amici per dare forte il segnale che lo Stato non ha dimenticato e che le istituzioni hanno il dovere di ricercare la verità". Lo dichiara Sofia Amoddio del Pd, presidente della commissione di inchiesta sulla morte del parà Emanuele Scieri.
Presentata mozione alla Camera
Alla vigilia della Giornata mondiale della salute, quest’anno dedicata al diabete, è stata presentata alla Camera una mozione su questa patologia che investe oltre tre milioni di persone in Italia, assume proporzioni preoccupanti nei bambini e che, se non affrontata in maniera tempestiva, promette numeri da capogiro in termini di costi e di salute. Il documento, a firma del deputato Pd Lorenzo Becattini, impegna il governo a “valutare e promuovere ogni iniziativa utile a una appropriata gestione del diabete a scuola, garantendo la continuità terapeutica in orario scolastico e la somministrazione dei farmaci; a procedere quanto prima all'assunzione dell'atto definitivo delle linee guida per la somministrazione dei farmaci a scuola stilate dal Comitato paritetico nazionale per le malattie croniche e la somministrazione dei farmaci, in modo che possano essere attuate da tutte le Regioni”.
“C’è un serio problema di formazione e informazione sul tema della prevenzione”, afferma Becattini, che presiede l'Intergruppo parlamentare ‘Qualità della vita e diabete’. “In Italia il diabete è la quarta causa di morte, la prima causa di cecità legale, la causa principale di insufficienza renale terminale e di amputazione degli arti inferiori. A ciò deve aggiungersi come il diabete aumenti il rischio di problemi cardiovascolari e come sia legato all’obesità, soprattutto infantile. Inoltre, si stima che nel nostro Paese circa un milione di persone non sanno ancora di esserne affetti. La diagnosi precoce in questi soggetti consentirebbe l’intervento in tempo utile su stile di vita e farmaci più adeguati, contenendo lo sviluppo delle complicanze e producendo vantaggi enormi sia sul piano della salute che della sostenibilità. I costi sociali di questa patologia sono sempre più alti, così come i costi economici per il trattamento, stimati lo scorso anno in 9,11 miliardi di euro, vale a dire l’8% dell’intero budget sanitario nazionale. Pochi ancora sanno che è possibile prevenire la maggior parte dei nuovi casi di diabete di tipo 2 e la ricerca dimostra che gli interventi in materia di prevenzione sono anche economicamente efficienti”.
“Il contributo del Parlamento quindi —conclude Becattini— è fondamentale per porre il problema del diabete al centro dell’agenda politica del Paese, e dar vita così alle misure indispensabili per fornire a tutti i cittadini un’informazione più approfondita sul diabete, sulla sua gestione, sul suo trattamento e soprattutto sulle concrete possibilità di prevenirlo efficacemente”.
Oggi, giovedì 7 aprile, alle ore 13, conferenza stampa del Pd presso la sala stampa della Camera, via della Missione 4.
Parteciperanno Vito De Filippo, sottosegretario al ministero della Salute, Daniela Sbrollini del Pd, vice presidente della commissione Affari Sociali della Camera, Prof. Roberto Mattina, Microbiologo Università di Milano e Antonio Lubrano, giornalista, storico conduttore di “Mi manda Lubrano”.
Le resistenze batteriche agli antibiotici rappresentano attualmente una grave minaccia per la salute pubblica che riguarda non solo il nostro Paese ma tutta l’Europa e anche gli Stati Uniti. Se non si corre ai ripari, la situazione potrebbe aggravarsi fino a un punto di non ritorno: lo mette per la prima volta nero su bianco anche l'OMS, l'Organizzazione mondiale della sanità, in un rapporto recentemente rilasciato. Mentre alcuni esperti affidano a Nature un appello: la necessità di istituire un organismo internazionale sul modello di quello che si occupa dei cambiamenti climatici, per tenere sotto controllo la situazione e trovare soluzioni. Negli ultimi quindici anni si è registrato, da una parte, un aumento continuo delle resistenze dei più comuni batteri patogeni e, dall’altra, la mancanza di nuovi farmaci antibatterici. La resistenza agli antibiotici è un problema urgente, che necessita di soluzioni rapide ed efficaci.
Oggi, giovedì 7 aprile alle 14.30, convegno alla Camera presso l’auletta dei Gruppi parlamentari in via di Campo Marzio, 78.
Interverranno, fra gli altri, Ettore Rosato, capogruppo dem alla Camera, Ezio Casati, deputato Pd primo firmatario della pdl 2233, Vito De Filippo, sottosegretario al ministero della Salute e Donata Lenzi, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali.
“L’Italia che cambia. Una nuova legge per la salute mentale più accogliente, più giusta”. E’ il convegno organizzato dal Gruppo Pd della Camera che si svolgerà giovedì 7 aprile, ore 14.30, nell’ Auletta dei Gruppi dei deputati alla Camera (Via Campo Marzio 78). Un momento di riflessione e confronto per affrontare il tema della salute mentale e presentare il nuovo provvedimento, la pdl 2233, di cui è primo firmatario il deputato Pd Ezio Casati, componente della commissione Affari sociali.
“Il convegno – spiega Casati – è l’occasione per parlare di salute mentale in continuità con i principi sanciti nel 1978 dalla legge 180, meglio conosciuta come Legge Basaglia. Sarà l’opportunità per un dibattito approfondito sulle nuove frontiere, per una grande alleanza tra le strutture sanitarie, la medicina di territorio, gli utenti e i familiari, per contrastare il disagio mentale e le sue ripercussione sul diritto a una vita piena da parte di chi ne soffre. Durante l’incontro verrà poi presentata la proposta di legge n.2233 pensata con l’obiettivo di affrontare questo tema importante nel segno di più giustizia e umanità”.
Questo il programma.
Saluti: Ettore Rosato presidente Gruppo Pd Camera. Relazione: Ezio Casati deputato PD, commissione Affari sociali e primo firmatario pdl 2233. Contributi: Vito De Filippo, sottosegretario di Stato alla Salute; Don Virginio Colmegna, presidente Casa della Carità; Franco Rotelli presidente commissione Sanità Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia. Interventi: Marco D’Alema, direttore dipartimento Salute Mentale (DSM) ASL RM VI; Lorenzo Toresini, presidente Club SPDC no restraint;Renzo De Stefani, referente nazionale del Movimento “Parole Ritrovate”. Testimonianze di Associazioni Familiari: Giovanni Fiori, presidente associazione ImmensaMente e Mario Crotti vicepresidente associazione Porte sempre Aperte; utenti: Maurizio Capitanio, UFE Trento e Alessio Spadaro, Presidente RUL Rete Utenti Lombardia. Conclude e modera Donata Lenzi, capogruppo PD commissione Affari Sociali.
Per partecipare è necessario accreditarsi inviando una mail a pd.relazioniesterne@camera.it
“Il referendum non è uno scontro tra chi è a favore del petrolio e chi è a favore delle rinnovabili e non ha alcun impatto immediato sull’obiettivo di una transizione energetica orientata alla sostenibilità ambientale”. Lo dichiara la deputata Pd Liliana Ventricelli che prosegue: “Nel 2012 partecipai a una manifestazione a Monopoli contro le trivellazioni in Adriatico, con associazioni ambientaliste e partiti di ogni schieramento, convinta che un Paese moderno debba avere il coraggio di investire su politiche green. Questo è il mio orientamento, ma sul referendum del 17 aprile manifesto tutte le mie perplessità. Sicuramente mi recherò alle urne perché ho sempre esercitato il mio diritto di voto. Voterò anche se ritengo che il referendum sia stato superato nei fatti dalle decisioni del Parlamento: erano sei i quesiti referendari e sono stati sostanzialmente recepiti con la Legge di Stabilità. Nuove concessioni di ricerca idrocarburi in mare entro le 12 miglia sono già vietate: lo ha deciso il Parlamento. Questo quesito riguarda esclusivamente la proroga di concessioni già esistenti alla loro scadenza. Sono piattaforme operative e si discute solo se queste concessioni debbano terminare alla loro scadenza o se possano proseguire per la vita del giacimento, cioè un'attività già in corso. Ha senso interrompere un giacimento operativo ed aprire i nostri mari all'arrivo di petroliere?
“La vittoria del ‘sì’ – spiega - incrementerebbe la nostra sudditanza dai Paesi macro-fornitori di petrolio e di gas. Ha dato frutto il lavoro fatto dal PD nell'ultima Legge di stabilità per portare il limite a dodici miglia e per il coinvolgimento degli enti territoriali per il rilascio dei permessi. E grazie al recepimento della direttiva europea sugli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, l'Italia ha la normativa più severa d'Europa. Da valutare anche il rischio occupazionale, la dispersione di capacità tecnologiche delle ditte che lavorano nell'indotto e per la realizzazione e manutenzione degli impianti, che non può essere agitato come “ricatto” ma è un punto qualificante della discussione. L’estrazione di petrolio è passata da quasi 2 milioni a 750 mila tonnellate in vent'anni, quella di gas da 13500 a 4800 miliardi di metri cubi, il quesito referendario sembra avere più un carattere politico che ambientalista. Dunque, il referendum mi vedrà partecipe ma non sposso l'entusiasmo del grande popolo del ‘sì’, con cui condivido l'amore per il nostro mare e una prospettiva energetica verde, basata sulle rinnovabili, ma anche senza dipendenza dai Paesi esteri”
“L’intervista di ieri sera di Bruno Vespa con il figlio di Totò Riina ha confermato il nostro giudizio sull’incompatibilità di quella scelta con il ruolo del servizio pubblico.
Giusta quindi la decisione della presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi di convocare i vertici Rai per oggi. Al contrario, ritengo del tutto inadatto l’atteggiamento del presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico che non ha ancora provveduto a chiamare in commissione il Direttore di Rai Uno, responsabile del palinsesto della rete ammiraglia, come ieriabbiamo ufficialmente richiesto”.
Lo dichiara il capogruppo Pd Commissione vigilanza Rai Venicio Peluffo.
"La puntata di "Porta a Porta" dedicata al figlio di Totò Riina è inaccettabile. Non importa come è stata strutturata e quali sono le finalità: non c'è nulla che possa giustificare che sulla tv pubblica vada in onda una trasmissione dedicata ad un condannato per mafia (Salvatore Riina, come il padre, è stato condannato per associazione mafiosa) che ha scritto un libro sulla vita del padre, boss mafioso tra i più sanguinari che la storia ricordi. E' un insulto alla memoria collettiva del nostro Paese. Ha fatto bene Pierluigi Bersani a rinunciare alla propria partecipazione e spero che il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, faccia altrettanto rinunciando alla propria partecipazione alla puntata 'riparatoria' che è stata annunciata. Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, dimostri per una volta di essere all'altezza del ruolo e si attivi immediatamente". Lo afferma il deputato Marco Di Maio, componente dell'ufficio di presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“E’ impossibile non riconoscere al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Governo il merito di aver prestato una grande attenzione alla Campania e alla sua comunità. La cabina di regia su Bagnoli e lo sblocco della bonifica mettono finalmente fine alla lunghissima fase di stand by in cui versava una delle più belle aree della città. Nei mesi precedenti abbiamo visto i risultati per Pompei e Caserta, sono state risolte importanti e difficili crisi industriali da Irisbus a Carinaro. Sulla "Terra dei Fuochi" e le ecoballe sono stati mantenuti impegni che mai erano stati assunti così come sulle infrastrutture c'è attenzione sul tema del trasporto pubblico locale e sulle grandi opere come la Napoli-Bari. Appaiono quindi del tutto strumentali le manifestazioni di protesta violente che hanno visto purtroppo diversi poliziotti feriti e ai quali va la solidarietà del Pd. Quella del sud è la più grande sfida che ha davanti a se il Governo e dopo anni finalmente siamo nelle condizioni di poter dare una svolta, ora tocca anche alla classe dirigente meridionale cogliere questa occasione e supportare e radicare questo processo riformatore”.
Lo dichiara Luigi Famiglietti, deputato del Pd.
“Ciò che sta accadendo nel settore dei call center desta particolare preoccupazione”. E’ il testo del messaggio che alcuni deputati del Partito democratico (Cesare Damiano, Luisella Albanella, Marco Miccoli, Maria Luisa Gnecchi, Ludovico Vico), leggeranno in Aula, alla fine di ogni seduta, per porre l’attenzione sulla situazione del settore mentre domani in Commissione Lavoro della Camera inizierà la discussione sulle proposte di legge sul tema.
“A fronte di un’occupazione complessiva di 80 mila persone – spiegano - c’è il rischio di avere 8 mila esuberi da oggi a fine anno. Almaviva, Gepin e Uptime hanno già avviato le procedure di licenziamento. Tra le cause che stanno determinando tale situazione vi sono, le delocalizzazioni all’estero, in particolare in Albania e Tunisia, il mancato rispetto integrale della clausola di salvaguardia occupazionale relativa al cambio di appalto, le gare al massimo ribasso”.
“Per eliminare le cause di tale situazione – proseguono - chiediamo al Governo alcuni interventi: far rispettare l’obbligo per l’operatore di comunicare, in apertura di telefonata, da quale Stato parta la conversazione e l’applicazione della clausola di salvaguardia occupazionale per le aziende che vincono gli appalti. E’ poi necessario che il governo intervenga nei confronti delle aziende pubbliche quotate in Borsa, per evitare forme di massimo ribasso mascherato che provocano disoccupazione e un peggioramento dei servizi; considerare i call center che occupano migliaia di lavoratori, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, alla stregua delle grandi industrie”.
“Bisogna estendere al settore la Cassa integrazione straordinaria, così come previsto nel comparto industria e nei settori della logistica e della grande distribuzione; lavorare per un unico contratto di settore, cancellare i contratti pirata, migliorare le strategie di sviluppo, per consolidare il settore e permettere l’avvio di investimenti in innovazione e ricerca”, concludono.