"L'approvazione in commissione Agricoltura del Testo unico del vino è un ottimo segnale a sostegno di produttori, tracciabilità e qualità italiana, anche alla vigilia dell'apertura del Vinitaly. Un risultato frutto del buon lavoro del relatore e dei commissari. Si tratta di una buona riforma, che semplifica dal punto di vista burocratico la vita alle aziende e accoglie le tante istanze condivise da anni con il mondo del vino. Sono soddisfatta infine per l’accoglimento di alcuni emendamenti a mia firma, come quello che aggiunge il termine ambiente tra principi ispiratori per la produzione e le pratiche enologiche, anche per sottolineare il grande lavoro che si sta facendo sulle realtà italiane di viticoltura sostenibile. Aggiunto anche tra i compiti dei consorzi la promozione del turismo del vino, assieme a tanti soggetti che da anni si impegnano in questa direzione".
Lo afferma Susanna Cenni, deputata del Pd.
“Il Testo unico sul vino, approvato oggi in Commissione Agricoltura alla Camera, è un normativa organica, importantissima, storica per il settore. La semplificazione dei molti adempimenti permetterà di mettere le ali al comparto, facendogli conquistare ulteriori fette del mercato mondiale”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera.
“Le novità introdotte – spiega – capaci di far compiere un ulteriore balzo in avanti al settore sono diverse. ll patrimonio vitivinicolo, innanzitutto, diventa, come in Francia e Spagna, un patrimonio nazionale. Si tratta di una misura fondamentale. Ancora più decisivo, tuttavia, sarà l’abbattimento della maggioranza delle pratiche burocratiche, che fino a oggi hanno assorbito una parte troppo grande delle energie dei nostri viticoltori. Mi riferisco alla revisione del sistema di certificazione e di controllo dei vini a denominazione di origine e indicazione geografica, alle semplificazioni sulla normativa accise, alle norme che assicurano la trasparenza delle importazioni dall'estero, a quelle a sostegno delle esportazioni del vino Made in Italy. E tutto questo senza abbassare la guardia sulla lotta alla contraffazione e sulla valorizzazione del nostro vino, vero ambasciatore del nostro Paese nel mondo”.
“Con il Testo unico per il vino si sono create le condizioni per una filiera vitivinicola italiana 2.0”, conclude.
“Favorire il pensionamento anticipato di lavoratori agricoli e forestali che abbiano svolto lavori pesanti”. È l’obiettivo che si propone un disegno di legge presentato dal deputato del Pd Franco Ribaudo, sottoscritto poi da una ventina di colleghi del gruppo.
“La proposta – spiega - mira a salvaguardare lavoratori penalizzati dalla riforma Fornero, nella quale erano comprese norme di salvaguardia per i lavori usuranti a eccezione tuttavia degli impiegati nel settore agricolo. Si prevede una maggiorazione dell’anzianità contributiva di due mesi per ogni anno di iscrizione negli elenchi nominativi a tempo indeterminato e di 1,2 per i lavoratori a tempo determinato per un massimo di tre anni, per aver diritto alla pensione di vecchiaia anticipata. Si tratta di rimediare a una discriminazione operata dalla legge Fornero, approvata in tempi in cui l’esigenza prioritaria era di tagliare costi. Nell’ambito di una rivisitazione di quelle norme in occasione della prossima legge di Stabilità, è giusto che si provveda a sanare un’ingiustizia. Quelli coinvolti, sono infatti lavoratori con 35-40 anni di anzianità contributiva, che hanno cominciato a lavorare quando questo mestiere era davvero duro, quando non erano state ancora introdotte le nuove tecnologie”.
“Favorire la fuoriuscita dei lavoratori più anziani serve, infine, anche a determinare un ricambio generazionale per sfruttare al meglio le nuove possibilità offerte dalle tecnologie”, conclude.
Permangono tuttavia preoccupazioni
“Anche se le preoccupazioni permangono, le affermazioni dell'ad di Eni Descalzi sulle strategie del Gruppo per il settore della chimica consentono di avere qualche elemento di chiarezza in più”. Lo dichiara Andrea Martella, vice-presidente del Gruppo Pd alla Camera.
“Noi – continua - abbiamo sempre chiesto, a partire dall'atto di indirizzo approvato all'unanimità lo scorso mese di dicembre, che la soluzione per Versalis debba essere di natura industriale, e che garantisca il prosieguo dell'attività di tutti gli impianti presenti sul territorio nazionale. In questo contesto, l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti evocato durate il dibattito in Commissione, rappresenta un elemento su cui ragionare nelle prossime settimane”.
“Noi continueremo a vigilare sulla vertenza, sapendo che la priorità è quella di salvaguardare un patrimonio importantissimo dell'industria del nostro Paese rappresentato da Versalis e dalle sue maestranze”, conclude.
“Gli articoli e i servizi di Emiliano Liuzzi erano un appuntamento obbligato, perché sempre interessanti, espressione di autentico giornalismo e passione civile. Così come le sue argomentazioni, anche in occasioni nelle quali mi è capitato di confrontarmi con lui. Sono vicino anch'io alla famiglia di Liuzzi e alla redazione del Fatto Quotidiano, colpiti da una perdita così improvvisa e dolorosa”.
Così il capogruppo Pd nella commissione Giustizia, Walter Verini
“Una bellissima opportunità per i ragazzi e per un settore in crescita”. Lo afferma Francesca Bonomo, deputata e responsabile Pd per il servizio civile, commentando il protocollo d’intesa firmato oggi dal ministro Maurizio Martina e dal sottosegretario al lavoro Luigi Bobba per realizzare progetti di servizio civile nazionale sui temi sociali e ambientali legati all'agricoltura.
“In tutta Italia – prosegue Bonomo - abbiamo esempi di progetti integrati per la formazione e la salvaguardia del territorio e della biodiversità, con l’interazione tra privati, terzo settore e università. Oggi si dà a mille volontari l’occasione di contribuire alle nuove sfide dell’agricoltura sociale, con conseguenti sbocchi occupazionali e valorizzazione delle competenze. Un passo ancora più importante se pensiamo che, in base all'ultimo Rapporto Arci servizio civile, i progetti approvati in materia ambientale sono soltanto il 7% circa del totale. Sono certa che il lavoro coordinato tra i due ministeri competenti - nonché la programmazione pluriennale, le opportunità di innovazione e la stabilità dei posti a bando a partire dal 2017 grazie alla riforma del servizio civile universale - favoriranno lo sviluppo di nuove progettualità in questo importante settore”.
Alla vigilia della Giornata mondiale della salute, quest’anno dedicata al diabete, è stata presentata alla Camera una mozione su questa patologia che investe oltre tre milioni di persone in Italia, assume proporzioni preoccupanti nei bambini e che, se non affrontata in maniera tempestiva, promette numeri da capogiro in termini di costi e di salute. Il documento, a firma del deputato Pd Lorenzo Becattini, impegna il governo a “valutare e promuovere ogni iniziativa utile a una appropriata gestione del diabete a scuola, garantendo la continuità terapeutica in orario scolastico e la somministrazione dei farmaci; a procedere quanto prima all'assunzione dell'atto definitivo delle linee guida per la somministrazione dei farmaci a scuola stilate dal Comitato paritetico nazionale per le malattie croniche e la somministrazione dei farmaci, in modo che possano essere attuate da tutte le Regioni”.
“C’è un serio problema di formazione e informazione sul tema della prevenzione”, afferma Becattini, che presiede l'Intergruppo parlamentare ‘Qualità della vita e diabete’. “In Italia il diabete è la quarta causa di morte, la prima causa di cecità legale, la causa principale di insufficienza renale terminale e di amputazione degli arti inferiori. A ciò deve aggiungersi come il diabete aumenti il rischio di problemi cardiovascolari e come sia legato all’obesità, soprattutto infantile. Inoltre, si stima che nel nostro Paese circa un milione di persone non sanno ancora di esserne affetti. La diagnosi precoce in questi soggetti consentirebbe l’intervento in tempo utile su stile di vita e farmaci più adeguati, contenendo lo sviluppo delle complicanze e producendo vantaggi enormi sia sul piano della salute che della sostenibilità. I costi sociali di questa patologia sono sempre più alti, così come i costi economici per il trattamento, stimati lo scorso anno in 9,11 miliardi di euro, vale a dire l’8% dell’intero budget sanitario nazionale. Pochi ancora sanno che è possibile prevenire la maggior parte dei nuovi casi di diabete di tipo 2 e la ricerca dimostra che gli interventi in materia di prevenzione sono anche economicamente efficienti”.
“Il contributo del Parlamento quindi —conclude Becattini— è fondamentale per porre il problema del diabete al centro dell’agenda politica del Paese, e dar vita così alle misure indispensabili per fornire a tutti i cittadini un’informazione più approfondita sul diabete, sulla sua gestione, sul suo trattamento e soprattutto sulle concrete possibilità di prevenirlo efficacemente”.
“Non è certo con l’installazione di telecamere negli asili nido, che fanno passare gli educatori come possibili delinquenti, che si possono affrontare i pur gravi episodi che ci sono stati. Dobbiamo lavorare per far in modo di avere personale ineccepibile. Come spesso accade, fanno notizia i brutti episodi isolati e non i tanti professionisti che ogni giorno lavoro con competenza. Non possiamo essere sereni nel lasciare i nostri figli nelle scuole dell’infanzia perché ci sono le telecamere ma possiamo essere tranquilli perché ci lavorano persone capaci e preparate. Noi crediamo nel percorso di studi che migliaia di giovani hanno fatto, e stanno facendo, nelle università. Se mettiamo le telecamere significa che non ci fidiamo di quanti lavorano nelle strutture pubbliche e private e neanche nei giovani che si stanno formando per fare gli educatori. Piuttosto concentriamoci a valutare l’idoneità dei lavoratori sapendo che sono professionisti di un settore delicato e facciamo in modo che tutte le strutture pubbliche e private garantiscano sempre uno standard di professionisti di qualità”.
Lo dice Simona Malpezzi deputata Pd in commissione Cultura.
“La follia al potere, questo è ormai De Magistris, un sindaco in perenne campagna elettorale, che non governa la città ma la strumentalizza per un suo interesse”. Così il deputato Pd Leonardo Impegno si esprime sulle ultime esternazioni del sindaco De Magistris. “Il suo è un vero e proprio teatrino delle contraddizioni. De Magistris, che dovrebbe essere ancora il rappresentante di tutti i cittadini napoletani, dovrebbe smettere di incarnare alternativamente le vesti di scena di guerriero e di vittima sfruttando il suo ruolo di protagonista pur di prendere un voto in più. Il sindaco dichiara di non volere lo scontro, ma solo il rispetto della Costituzione? Cominci allora a rispettare i ruoli che gli competono, a partire dal governo della città che gli è stata affidata dal consenso ottenuto. Non è sano lucrare un consenso accusando il Governo di mani non pulite in stanzette preconfezionate e chiedendo, oltretutto, incontri privati che, seppure istituzionali, non sono coerenti con le sue stesse accuse. De Magistris, rischia di rappresentare la follia al potere - conclude Impegno - una cosa che la nostra città non si merita”.
"La sanità è da sempre uno dei settori oggetto del malaffare e anche di gruppi affaristici legati alla criminalità organizzata. La lotta alla corruzione ed agli sprechi è ormai un tema prioritario anche per la Commissione Europea. Nel rapporto a cura di Ecorys & Ehfcn sulla corruzione e gli sprechi nella Sanità in Ue sono stati analizzati i fenomeni nel settore sanitario che si verificano in tutti gli Stati Membri della UE. In Italia il costo della corruzione ammonta a circa 5,6 miliardi di euro, una cifra pari al 5% della spesa sanitaria pubblica del nostro Paese". Così Federico Gelli, responsabile sanità Pd in occasione della prima giornata nazionale anticorruzione in sanità.
"La corruzione in sanità è qualcosa di gravissimo – prosegue Gelli –, è un attacco diretto alla vita delle persone. Il modo migliore per combatterla è la trasparenza dei dati e la pubblicità dei processi decisionali. Vogliamo un grande cambiamento culturale. Purtroppo, ad oggi, il 18% delle Asl non ha ancora adottato né pubblicato il Piano di prevenzione della Corruzione. Inoltre, l’applicazione delle misure di rotazione si registra soltanto nel 45% delle Aziende sanitarie locali. E’ necessario che tutte le Asl e presidi sanitari adottino senza ulteriori deroghe il piano anti corruzione firmato nei mesi scorsi dal ministro Lorenzin e dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone. Serve aumentare il livello di guardia per invertire una tendenza preoccupante per un settore che riguarda tutti noi. Inoltre voglio ricordare che il Governo ha in questi mesi varato delle norme per contrastare al meglio ogni fenomeno criminale. Mi riferisco alla riforma del Titolo V della Costituzione con l’eliminazione della legislazione concorrente e amplia le competenze statali. Questo nuovo criterio permette al governo di aiutare le Regioni in difficoltà, rispettando però l’autonomia di programmazione e organizzazione dei servizi di quelle amministrazioni che dimostrano di saper lavorare e gestire bene le proprie risorse. E ancora l’approvazione dei decreti delegati attuativi della Legge Madia di riforma della Pubblica Amministrazione, grazie ai quali potranno essere nominati ai vertici delle Asl, delle Ao e degli Enti del Ssn, solo soggetti che figurano all’interno di un Albo nazionale al quale si accede previa selezione pubblica. Infine - conclude Gelli - sempre in tema di Pubblica amministrazione, ricordiamo che ha preso il via da tempo il processo di centralizzazione degli acquisti grazie al quale viene superato il concetto di costo standard, arrivando ad avere livelli di spesa uniformi in tutta Italia”.
Pagheremo meno, pagheremo tutti
"Vista la grande mole di parole spesso imprecise quando non tendenziose che si sono spese in queste settimane sul pagamento del canone Rai, mi sembra arrivato il momento di fare un po' di chiarezza”. Lo scrive in un post su Fb la vice capogruppo del Pd alla Camera Alessia Morani.
“In Italia – spiega - abbiamo il canone più basso d'Europa con il più alto tasso di evasione (27%). Non è giusto che 3 persone su 10 non paghino il canone a discapito degli altri che fanno il proprio dovere di cittadini. Per questo abbiamo individuato un meccanismo che ci consentirà di fare pagare a tutti per pagare di meno. Quest'anno abbiamo ridotto il canone e come ha dettoieri il presidente Renzi vogliamo continuare ad abbassarlo. Il canone Rai è un tributo dovuto da tutti coloro che possiedono una o più televisioni, in grado di ricevere direttamente o per il tramite di un decoder il segnale del digitale terrestre. Sono esclusi dal pagamento: tablet, smartphone e computer anche se tramite lo streaming ricevono i programmi televisivi, tv che non ricevono il segnale del digitale terrestre (esempio tv analogiche non collegate al decoder), over 75 con reddito inferiore agli 8 mila euro annui (rispetto all'anno precedente abbiamo alzato la soglia di esenzione), chi dichiara sotto la propria responsabilità di non possedere la tv".
"L'autocertificazione – prosegue - è facile: basta andare sul sito dell'agenzia dell'entrate o su quello della Rai e riempire il modulo che poi va spedito via posta o telematicamente entro il 10 maggio, data che il governo sta pensando di posticipare. Si va in carcere se non si paga il Canone? Chi fa queste affermazioni fa del "terrorismo mediatico". Non è mai andato nessuno in carcere per una falsa autocertificazione. Inoltre, è bene chiarire che la sanzione penale non segue il mancato pagamento del canone ma la falsa autocertificazione come stabilito all'art 76 del DPR 445 del 2000. Succede lo stesso nel caso di falsa autocertificazione, ad esempio, per l'esenzione dal ticket sanitario. Nulla di nuovo, la norma è generale e precedente alla novità del canone in bolletta elettrica”.
"Mi fa piacere che oggi in aula in occasione della discussione sulle mozioni sul canone Rai, il sottosegretario Antonello Giacomelli abbia confermato quanto da me detto ieri sera nel programma di Giovanni Floris ‘Dimartedì’ e contestato da alcuni dei presenti in studio, circa il fatto che anche prima della novità del canone in bolletta chi voleva essere esentato dal pagamento del tributo dovesse fare una comunicazione all'agenzia delle entrate", conclude Morani.
“La riforma del canone è stata occasione per alcune campagne allarmistiche di disinformazione. Dobbiamo per questo sottolineare che, grazie alla mozione del Partito democratico, molte delle obiezioni mosse al provvedimento possono essere considerate superate”. Lo ha dichiarato Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai, durante la dichiarazione di voto in Aula sulla mozione riguardante il canone Rai presentata dal Partito democratico.
“Innanzitutto – ha spiegato - dobbiamo dire che abbiamo chiesto l’adozione con la massima sollecitudine del decreto interministeriale attuativo: a quanto sappiamo, è al Consiglio di Stato. Quanto al canone dovuto, è utile ricordare l'intervento del sottosegretario per chiarire che esso è dovuto soltanto per il possesso della televisione. Era già evidente a partire dalla nota del Mise del 2012 ma noi lo ribadiamo”.
“A proposito di autocertificazione, trattandosi di prima applicazione, noi chiediamo di differire – bene il parere positivo del Governo – i termini di presentazione della dichiarazione di non detenzione degli apparecchi televisivi, accorpando le scadenze per invio mediante raccomandata e quelle in via telematica”, ha concluso Peluffo.
Question time con ministro Galletti
"Esprimo soddisfazione per la risposta del ministro Galletti alla mia interrogazione in cui chiedo al governo un’ accelerazione sui decreti attuativi della legge n. 221 in materia ambientale, entrata in vigore il 2 febbraio del 2016 e ci rendiamo conto che, come ha ricordato lo stesso ministro, si tratta di ben 26 decreti attuativi. Non siamo dunque di fronte a qualcosa di semplice e la nostra iniziativa parlamentare vuole essere da stimolo per una accelerazione ulteriore dei decreti con l’obiettivo importante di raggiungere quell’azione riformatrice che ci deve condurre ad una nuova economia sostenibile.
Riscontro anche con piacere la volontà del governo di dare impulso al lavoro del Senato per arrivare al riordino delle agenzie ambientali, altro punto fondamentale per rispondere in pieno al tema che ci è così caro della tutela dell’ambiente”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Ambiente Enrico Borghi.
“Con l’approvazione della risoluzione che prevede la proroga alla presentazione del 730 del 2016, consolidiamo il processo di trasparenza e di funzionamento del meccanismo delle dichiarazioni da parte dei contribuenti, consentendo nel frattempo di rispettare i tempi di trasmissione dei dati e l’effettuazione dei rimborsi”. Lo dichiara Franco Ribaudo, deputato del Partito democratico, per commentare l’approvazione all’unanimità, da parte della Commissione Finanze della Camera, della risoluzione da lui presentata sull’argomento.
“I contribuenti avranno quindi tempo fino al 23 luglio, e non al 7 come in precedenza, per presentare la propria dichiarazione dei redditi. I Caf, invece, dovranno trasmettere l’80% dei dati entro il 7 luglio, e la rimanente parte entro la data del 23 luglio”, conclude.
“Il ministero del Lavoro negli ultimi giorni ha ribadito nelle faq del sito dedicato alle dimissioni on line che ‘La comunicazione obbligatoria di cessazione è inefficace se non è stata preceduta da una comunicazione del lavoratore resa con le modalità telematiche di cui al DM color:darkblue">15 dicembre 2015’. Il problema è che nonostante sia già stato più volte sottoposto il problema, anche attraverso una mia interrogazione parlamentare, il ministero non tiene conto dei rapporti che si concludono per abbandono del posto di lavoro. Si tratta di circa 70.000 casi l'anno secondo le stime dei Consulenti del lavoro”. Lo ha detto Gessica Rostellato deputata del Pd componente della commissione Lavoro.
“In quel caso ad oggi cosa dovrebbe fare un datore di lavoro? È questa la domanda - ha proseguito Rostellato - che voglio fare in maniera forte e chiara al ministero. È inaccettabile che un datore di lavoro debba procedere con un licenziamento per abbandono del posto di lavoro. Ciò comporta per l'azienda il pagamento di un ticket di licenziamento (circa 1500 a dipendente) e può comportare l'erogazione della Naspi se richiesta dal lavoratore stesso e che in teoria non sarebbe dovuta. Questo potrebbe costare allo Stato fino a 1,47 miliardi di euro in due anni. La soluzione più semplice sarebbe quella di rifarsi alla precedente normativa Fornero che permetteva al datore di lavoro, dopo aver inviato comunicazione al dipendente, di ritenere concluso il rapporto di lavoro per dimissioni volontarie anche senza comunicazione ufficiale del dipendente. È necessario un chiarimento al più presto da parte del ministero del Lavoro, Poletti”.