“Oggi il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva sui servizi di pagamento, conosciuta come PSD2" " Lo afferma Sergio Boccadutri, coordinatore dell'area innovazione e deputato del PD, che prosegue: "Ci sono molte novità, tutte a vantaggio degli utenti, a partire da maggiore sicurezza e modalità di rimborso più semplici, efficaci e veloci. Inoltre si potranno utilizzare software per i pagamenti sviluppati da terze parti, mantenendo però il diritto ad essere rimborsati direttamente dalle proprie banche in caso di transazioni non autorizzate, aprendo ancora di più il mercato dei servizi di pagamento, con enormi vantaggi per i consumatori. Adesso l’Italia non deve perdere tempo: siamo il fanalino di coda in Europa nell’utilizzo di strumenti alternativi al contante, ma garantiamo più sicurezza antifrode di altri paesi e abbiamo decine di startup che hanno realizzato software che si stanno già affermando all’estero. Proprio per ridurre quello che potremmo definire un vero e proprio epayment-divide rispetto al resto d’Europa, dobbiamo recepire, dopo il passaggio finale del Consiglio UE, quanto prima la direttiva. Il sistema Paese, dall’erogazione di servizi alla logistica, avrà enorme vantaggi”.
Oggi audizione alla Camera, non bastano incentivi a occupazione
“L' Istat, in audizione alla Camera, ha nuovamente confermato che la maternità troppo spesso è causa di interruzione del lavoro femminile. Il governo rifletta su questi dati e comprenda che l'unica soluzione non sono gli incentivi alle assunzioni ma il sostegno alle famiglie e alle donne, attraverso maggiori detrazioni o l’assegno per il nucleo familiare, fornendo soprattutto una rete adeguata di servizi sociali per l'infanzia. Solo questo favorirebbe l'aumento delle nascite di cui abbiamo tanto bisogno nel nostro paese, permetterebbe l'uguaglianza di genere nel mercato del lavoro ed eviterebbe la disuguaglianza pensionistica che c'è oggi”.
Così Gessica Rostellato, deputata del Pd.
Sulla revoca delle nomine del vice presidente e dei componenti del comitato esecutivo del Parco delle Madonie, deliberate dal Consiglio dell'ente il 14 agosto scorso e dichiarate illegittime dall'assessorato Territorio e Ambiente, interviene il sindaco di Pollina e deputata del Pd, Magda Culotta: "La nostra proposta di rinvio durante il Consiglio di Parco - spiega il sindaco Culotta - era legata alla volontà di discutere meglio gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere per il futuro dell'ente e per individuare i soggetti che meglio potessero interpretarli. Il presidente, però, decise di andare avanti producendo: da un lato, la spaccatura del territorio, dall'altro, l'illegittimità delle scelte adottate. Oggi, a poco meno di due mesi da quella prova di forza, i fatti ci hanno dato ragione. Spiace però dover registrare che il presidente Pizzuto, piuttosto che puntare a soluzioni di ampia convergenza ignori il parere dell'Assessorato. Questo atteggiamento non giova al dialogo e non aiuta a superare l'impasse". "La revoca immediata delle nomine del 14 agosto, disposta dall'Assessorato regionale Territorio e Ambiente - aggiunge Magda Culotta - impone adesso una presa di coscienza e un'assunzione di responsabilità verso un Ente che può essere un volano per lo sviluppo del territorio. Il Parco non può più permettersi di essere visto dai cittadini un mero impositore di vincoli. Bisognerà rivederne la mission e ritrovare il senso per cui sono nati i Parchi e le Aree protette nella nostra regione".
Presentata oggi al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali un’interrogazione in materia di Commissioni Uniche Nazionali di filiera, in particolare per i settori suinicolo e cunicolo. Primo firmatario Mino Taricco con i colleghi Giorgio Zanin e Francesco Prina.
Il settore suinicolo ha cercato di affrontare la crisi istituendo un tavolo tecnico di filiera dei suini che ha sottoscritto un Protocollo d'intesa per identificare un mercato unico nazionale «per la determinazione anticipata delle quotazioni dei suini e loro derivati, con regole più trasparenti e condivise di rilevazione». Nel settore cunicolo, si è proposto un programma di interventi per sostenerne la competitività sui mercati interno e internazionale e, nel 2012, è nata la "Commissione unica nazionale dei conigli vivi da carne da allevamento nazionale", detta CUN, per definire anticipatamente la tendenza di mercato e il prezzo medio all'ingrosso, nel rispetto di un regolamento approvato dalle parti.
Il comma 5 dell’art.6-bis del decreto legge 5 maggio 2015, in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, disponeva, in presenza di commissioni uniche nazionali previste dal comma 1 del suddetto articolo 6-bis, la sospensione dell’autonoma rilevazione da parte delle borse merci locali, riguardante le categorie merceologiche per cui sono state istituite le Commissioni Uniche Nazionali (CUN). Ma specifica Taricco: «Ad oggi non è stata attuata "l'intesa di filiera per il settore suinicolo", firmata a Mantova l'8 luglio 2013 dalle Regioni italiane maggiormente rappresentative, e risultano costituite solo la CUN sui conigli e quella sui suini. Per di più, risulta mancante la norma ministeriale, prevista dal comma 1 dell’articolo 6-bis, che deve definire le modalità di funzionamento delle CUN. Pare che la Camera di Commercio di Cuneo sia stata diffidata dal continuare l’attività della Commissione per la rilevazione prezzi dei conigli, con richiesta di sospensione immediata. Il ruolo di rilevamento svolto dalle Camere di Commercio attraverso le commissioni locali non è mai stato lesivo della concorrenza e ha rivestito una funzione che è stata di aiuto alla trasparenza del settore».
L’interrogazione chiede quindi che il Ministero emani il Decreto e trovi le modalità per non disperdere le esperienze delle Commissioni presso le Camere di Commercio. Si richiede di definire criteri in base ai quali, nella composizione delle Commissioni nazionali, venga assicurata rappresentanza e partecipazione gli imprenditori provenienti dai territori nei quali i settori di riferimento siano più significativi, per una più corretta rilevazione dei prezzi per le specifiche categorie.
Presentata risoluzione alla Camera
“Il Concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina, basato sui titoli e su domande a risposta multipla, si è rivelata una importante risorsa per garantire una selezione oggettiva e trasparente. Il Ministero dell'Istruzione ha messo a punto il sistema d’accesso alle Scuole di Specializzazione con l'esperienza acquisita nelle due prove passate, confermando che la strada del concorso nazionale è quella giusta. Non si può dire altrettanto per l’accesso ai Corsi di formazione in Medicina generale, dove la gestione e l'organizzazione degli esami presentano ancora numerose criticità. Abbiamo presentato una risoluzione per chiedere al Governo di migliorare il metodo di selezione attraverso l'istituzione di una graduatoria di merito unica nazionale, sia per quanto riguarda le scuole di specializzazione che per i corsi triennali di formazione specifica in medicina generale. Abbiamo anche chiesto di concentrare le prove di selezione in poche sedi idonee, funzionali e di grandi dimensioni e che i test siano improntati maggiormente sul ragionamento clinico, omogeneizzando anche i titoli curricolari a livello nazionale per non creare disparità. Con la risoluzione abbiamo richiesto altresì che si preveda l'aumento del numero dei contratti di formazione per tutte le specialità mediche e che l'abilitazione alla professione sia contemporanea alla laurea in medicina e chirurgia, così che i giovani medici italiani possano accedere al mondo del lavoro ad un’età pari a quella dei colleghi del resto d'Europa”. Lo hanno dichiarato i deputati del Partito Democratico Filippo Crimì, componente della commissione Cultura, Donata Lenzi, capogruppo dem nella commissione Affari sociali, e Maria Coscia capogruppo dem in commissione Cultura che hanno sottoscritto una risoluzione su questo depositata in commissione Cultura e Affari sociali della Camera.
"Il riconoscimento della cittadinanza italiana per i minori di origine straniera rappresenta un traguardo di civiltà imprescindibile: l'introduzione dell'obbligo di un percorso scolastico di 5 anni per chi è arrivato in Italia prima del compimento del 12esimo anno di età rappresenta un valido requisito che pone un netto distinguo tra un riconoscimento generalizzato e un conferimento legato, invece, a un criterio culturalmente adeguato e di buon senso". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori. "Il testo approdato nell'aula della Camera è puntuale su questo aspetto: quando si parla di ius soli si fa riferimento in modo esplicito alla previsione di un percorso scolastico che è identico a quello dei minori italiani: credo, tuttavia, che sia necessario non subordinare il riconoscimento della cittadinanza italiana alla promozione scolastica al termine del ciclo scolastico previsto", sottolinea la deputata del Pd. "La frequenza al percorso di studi, che deve essere ovviamente ultimato, è sufficiente: il vincolo della promozione può risultare, invece, 'punitivo', e quindi non necessario", prosegue. "A tal proposito ho sottoscritto un emendamento al testo del provvedimento per modificare la disposizione attuale: confido e auspico che su questo aspetto si possa registrare una convergenza politica più ampia possibile", conclude la responsabile nazionale del Pd per l'infanzia e l'adolescenza.
"Chiediamo al ministro competente di avviare le procedure necessarie per conferire alla città di Varzi, in provincia di Pavia, una ricompensa al valore civile, considerando che Varzi si è distinta durante la Resistenza, negli anni tra il 1943 e il 1945, per episodi di eroismo nella battaglia contro il nazifascismo, e la sua popolazione ha dato prova di straordinaria dignità e coraggio". Lo dichiara Chiara Scuvera che ha presentato una interrogazione al ministro dell'Interno.
"Le leggi 20 giugno 1956, n. 658, e 2 gennaio 1958, n. 13, hanno previsto l’istituzione di una ricompensa al merito civile per premiare persone o enti che si sono prodigati per salvare persone e alleviare sofferenze altrui", aggiunge la deputata democratica.
"Chiediamo dunque che ai sensi delle succitate leggi venga assegnata a Varzi una ricompensa al merito civile e alle persone di Fortunato Repetti, Costantino Pizzardi, Guido Versari, Mario Grazi, Salvatore Lai, Emilio Piana, Leopoldo Braghieri, Luigi Rebaschio, Lino Tarditi una medaglia d'oro", conclude Chiara Scuvera.
Dopo il ferimento di medico e infermiere a Torino presentata risoluzione alla Camera
“Dopo il ferimento di un medico e un infermiere ieri a Torino è necessario predisporre in sede di Conferenza Stato-Regioni linee guida nazionali volte ad adottare procedure e tecniche omogenee per la presa in carico di persone in grave stato di alterazione che, pur non richiedendo l’attivazione di procedure per il Trattamento Sanitario Obbligatorio, siano in condizioni tali da poter costituire pericolo immediato per sé o per altri”. Lo ha detto Paola Boldrini, deputata del Pd componente della commissione Affari sociali che ha presentato una risoluzione su questo tema all’indomani di quanto accaduto ieri in via Lagrange a Torino dove un paziente ha accoltellato un infermiere e un medico della equipe medica dell’Asl.
“È necessario anche predisporre - ha proseguito Boldrini -, in collaborazione con le Regioni, campagne d’informazione degli operatori per la divulgazione su tutto il territorio nazionale della convenzione del 25 luglio 2014 firmata dalle principali Autorità militari e civili di Ferrara per la gestione di interventi d’urgenza su soggetti con alterazioni. Organi di stampa nazionali e locali riportano sempre più frequentemente notizie di cronaca in cui si verificano situazioni che richiedono agli organi di Polizia ed ai Servizi di Emergenza preospedaliera di gestire, in strada, circostanze di non agevole soluzione determinate dalla condotta intemperante assunta da persone in grave ‘stato di alterazione’”.
“Esprimiamo cordoglio e profonda vicinanza alle famiglie dei giovani che oggi hanno perso la vita in seguito alla caduta di una mongolfiera durante il festival che si svolgeva nel materano.
Una tragedia che ha colpito nel vivo non soltanto i familiari ma tutti gli studenti dell’Istituto Olivetti, di cui facevano parte i due ragazzi, e tutta la comunità materana rimasta profondamente scossa. Partecipiamo sentitamente alla grave perdita”. Lo hanno dichiarato i deputati Pd della Basilicata Maria Antezza e Ludovico Vico.
"Con l'approvazione della Nota di Aggiornamento del Def si confermano le linee fondamentali della politica economica del governo e della maggioranza che lo sostiene. Positivo l'impegno ribadito dal governo di agire per una maggiore flessibilità sulle pensioni, a rinnovare gli incentivi fiscali per le ristrutturazioni e le riqualificazioni energetiche, a utilizzare tutti i margini di flessibilità concessi dagli accordi europei, incluso quello dello 0,2% per le politiche migratorie. Attraverso l'impegno a prorogare gli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato e a proseguire sulla strada del taglio delle tasse, si riuscirà a consolidare il quadro di miglioramento della nostra economia che è ciò che più ci sta a cuore". Lo dichiara Marco Di Maio, componente della Commissione Finanze e dell'ufficio di presidente del Gruppo PD alla Camera.
“Approvato #Def 2016: abbasseremo tasse e useremo flessibilità per rilanciare crescita. Questa è la forza delle #riforme. #lavoltabuona”. Così Ettore Rosato, Capogruppo Pd alla Camera, commenta su twitter l’approvazione del Def 2016.
“L’approvazione della nota di aggiornamento al Def conferma una linea di intervento da parte del governo in grado di affrontare gli obiettivi di una ripresa forte e nello stesso tempo attenta alle questioni sociali ancora fortemente aperte nel nostro Paese” Lo dichiara Daniele Marantelli, della presidenza del Gruppo Pd della Camera.
“Siamo particolarmente soddisfatti – spiega Marantelli - perché le priorità indicate nei giorni scorsi sono state puntualmente raccolte e si potrà aprire una stagione di rilancio del nostro Paese affrontando temi fondamentali come la lotta alla povertà, l’introduzione di misure a sostegno del jobs act e alle imprese, una nuova politica industriale, interventi in favore del Mezzogiorno e della formazione dei nostri giovani. Bene anche l’impegno sul problema degli esodati e l’attenzione, che andrà perseguita con intelligente flessibilità anche nei prossimi anni, ai temi delle pensioni, in particolare per le donne”.
"Il fatto che l'Italia nel 2015 sia il primo produttore di vino al mondo, scavalcando la Francia, è motivo di soddisfazione e orgoglio. Un riconoscimento straordinario che premia gli sforzi dei produttori ma anche il governo – in particolare, il ministero delle Politiche agricole - che sul grande ritorno dell'agricoltura e delle eccellenze italiane, hanno scommesso sin dal primo momento. Puntando su Expo, valorizzando il settore vitivinicolo, approvando nuove leggi, mettendo in campo risorse e investimenti”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera.
“Ricordiamo inoltre – prosegue Oliverio - che giusto un anno fa l'Italia ha compiuto un primo sorpasso con la produzione del suo straordinario spumante nazionale, battendo il celebre champagne francese.
L'Italia quindi, torna protagonista sulla scena internazionale con la sua eccellente produzione eno-gastronomica. Secondo le prime stime, l'Italia avrebbe raccolto quest' anno, 48,8 millioni d'ettolitri di vino, la Francia 46,45 milioni. La produzione d'uva in Italia è cresciuta quest'anno del 13%”.
“Ma non si tratta solo di quantità. L'Italia si afferma sempre di più per la qualità dei suoi prodotti. Non è un caso, infatti, che vino e olio italiani, ottengono sempre di più riconoscimenti internazionali. Segno di quanto sia cresciuta negli ultimi anni, la capacità delle nostre imprese agroalimentari, che hanno saputo innovare nel rispetto della tradizione”, conclude Nicodemo Oliverio.
Il ministro conferma l’efficacia immediata delle misure. ROMA, 7 SET – I deputati campani del Pd, nel corso del question time alla Camera, hanno rivolto al ministro dell’Interno Angelino Alfano un’interrogazione, “quali siano i tempi e le modalità di realizzazione degli interventi già annunciati” per mettere in sicurezza il territorio napoletano (riattivazione degli impianti di videosorveglianza, utilizzo dei droni, rafforzamento della pianta organica delle forze dell’ordine, attività di intelligenze) e, insieme, “se non ritenga il Ministro di attivare un coordinamento tra queste azioni, raccordandole agli interventi con finalità sociale, sulla scorta delle informazioni acquisite grazie alle operazioni di polizia”. In aula, intervenendo a nome del gruppo dei parlamentari campani, i deputati Valeria Valente, dell’ufficio di Presidenza della Camera, e Massimiliano Manfredi, componente della commissione Antimafia, hanno spiegato: “Sin dall’inizio dell’anno a Napoli si registrano quotidiani atti di criminalità. Vittime sono i cittadini onesti, ma anche i giovanissimi componenti delle bande che si scontrano a colpi di arma da fuoco nelle strade della città, e che ambiscono a diventare boss della camorra, riuscendoci talvolta. Il ministero dell’Interno ha dato una prima e indispensabile risposta, per mettere in sicurezza queste aree, che, però, necessita insieme di interventi sul contesto sociale in cui vivono questi giovani malviventi, a partire dal supporto alle tante realtà sane che pure convivono in quei quartieri”. E hanno aggiunto: “L’attività di controllo del territorio e di prevenzione, svolta dalle forze dell’ordine, è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale fare emergere le istanze dei cittadini che vivono onestamente in quei rioni, impedendo che queste zone siano percepite come terra di nessuno”. Nella sua risposta, Alfano ha confermato che gli interventi avranno efficacia immediata, garantendo il ripristino delle apparecchiature di videosorveglianza entro novembre, e specificando che operatori dei servizi centrali anticrimine (Sco, Ros e Scico) saranno distaccati presso le locali strutture di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, che avranno anche l’apporto della Dia. Valente e Manfredi, a nome dei parlamentari campani del Pd, hanno accolto favorevolmente gli impegni del ministro dell’Interno e, augurando al sovrintendente di polizia Nicola Barbato (recentemente ferito in un agguato a Napoli) di tornare al più presto dai suoi cari, hanno sottolineato che monitoreranno l’attuazione delle misure nei tempi previsti.
"E’ in via di soluzione la questione delle pensioni irrisorie pagate negli ultimi tempi dall’Inps in Venezuela a causa di problematicità con i tassi di cambio". Lo comunica Fabio Porta, presidente del Comitato italiani nel mondo della Camera dei deputati, il quale proprio recentemente si era recato a Caracas e Maracay per incontrare esponenti della collettività italiana e rappresentanti di governi e istituzioni italiani e locali.
Il parlamentare, che da tempo si sta attivando in sede politica e legislativa per risolvere il problema, riferisce che ministero del Lavoro, ministero dell’Economia e Inps sono stati sensibilizzati e dunque conoscono il problema e stanno lavorando congiuntamente per una sua rapida e positiva definizione. Lo stesso Inps ha predisposto un dossier per i ministeri, nel quale si spiegano le ragioni delle drastiche riduzioni degli importi delle pensioni dell’istituto pagate in Venezuela e si propongono possibili soluzioni. L’orientamento di rivedere i tassi di cambio prendendo in considerazione quello più favorevole (il Simadi) per i nostri pensionati in quel Paese dovrà essere confermato dal ministero dell’Economia, che ovviamente ha la responsabilità ultima di decidere.
“Ci aspettiamo – sostiene Porta – una manifestazione di responsabilità e solidarietà da parte dei ministeri competenti, che non possono e non devono ignorare le istanze di aiuto e di giustizia che giungono dalla nostra comunità di pensionati in Venezuela (non dimentichiamo che le pensioni pagate in Venezuela sono diminuite da 6.096 nel 2010 a 4.713 nel 2014 per un risparmio da parte dell’Inps di circa 12 milioni di euro). Sono senz’altro presenti quindi i margini non solo umani, ma anche economici per venire incontro alle legittime richieste dei nostri connazionali residenti in quel Paese. Ricordiamo che se il problema non venisse risolto, migliaia di pensionati rischierebbero di ricevere importi pensionistici di poche decine di euro, e paradossalmente in alcuni casi anche la richiesta di restituzione di indebiti per migliaia di euro, con le drammatiche conseguenze che tutto ciò comporterebbe”.
Porta si è impegnato a seguire e vigilare con attenzione l’attività degli enti coinvolti, coordinandosi con gli enti di patronato e i rappresentanti della nostra collettività in Venezuela e attuando tutti gli interventi e le sollecitazioni necessari per chiudere positivamente e definitivamente la vicenda.