“In merito al caso Volkswagen una delle possibili misure che potrebbero essere prese dalle autorità nazionali verso il gruppo tedesco è la sospensione delle vendite delle autovetture con motore diesel in Italia, con coinvolgimento anche di Seat e Audi. Come riportato ampiamente dalla stampa, lo scorso luglio Seat, attraverso la Consip, si è aggiudicata un bando di gara per la fornitura alle Forze dell’Ordine di 4000 auto con motore duemila turbodiesel da 150 cavalli del valore di circa 43mila euro l'una. Fra le auto oggetto dell’appalto risulterebbero esserci anche quelle omologate euro 5, ossia quelle che possono essere coinvolte nello scandalo del software truccato. Poiché la procura di Torino lo scorso 24 settembre ha aperto una inchiesta sul caso Volkswagen e gli accertamenti riguardano le vetture in circolazione in Italia, abbiamo chiesto con altri colleghi al ministro dello Sviluppo Economico e al ministro dell’Economia e delle Finanze un intervento per chiarire la situazione a garanzia di una corretta e adeguata fornitura alle Forze di sicurezza dello Stato anche considerando, ove si rendesse necessario, di sospendere gli effetti della gara d’appalto e rivederne le specifiche tecniche, considerando che tra i reati ipotizzati dalla magistratura ci sarebbero quelli della frode in commercio e del disastro ambientale”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Attività produttive, Gianluca Benamati, che ha presentato una interrogazione ai ministri competenti.
Chiedono abolizione finanziamento e non dicono che chiuderebbero oltre 200 testate locali
“Tutti gli interventi in Aula dei deputati del M5S in merito alla questione del finanziamento pubblico all’editoria si sono concentrati su un racconto privo di fondamento che esula completamente dalla concretezza della materia. Basta osservare quali sono i giornali che con la loro proposta di abrogazioni perderebbero il sostegno pubblico e verrebbero dunque chiusi: circa duecento piccole testate locali, peraltro sottoposte a verifiche puntuali e vincolate a dimostrare il numero di copie vendute e a rispettare regole ferree sulle assunzioni. Tutto quello che ha raccontato il Movimento in Aula sugli scandali, sui grandi quotidiani, sui giornali di partito non ha nulla a che vedere con questa legge.
Invece il Movimento avrebbe ottenuto il solo risultato di mettere a tacere tante voci libere e indipendenti diffuse nel territorio. Meno propaganda, più profondità e più preparazione da parte del Movimento gioverebbero all'Italia”. Lo dice Roberto Rampi, deputato Pd e relatore del provvedimento discusso oggi dalla Camera, il quale aggiunge: ““Il Movimento Cinquestelle ha mostrato ancora una volta la sua vera natura. Rifiuta ogni discussione e ogni dialogo. Pone aut aut. E di fronte a una proposta concreta di riforma del sistema, frutto di un lavoro condiviso e approfondito in commissione, non accetta il confronto o l'abbinamento dei testi ma pretende un voto prendere o lasciare. È la dimostrazione di un modo inutile ed inefficace di esercitare il proprio ruolo in Parlamento, con l'obiettivo di dimostrare sempre e solo di essere gli unici portatori della Verità. Al Movimento non interessa mai, purtroppo, il risultato, ma invece lo scontro e la propaganda”.
“L’Europa, non solo sulla crisi siriana ma su molti altri temi di politica estera, ha avuto notevoli difficoltà. Non è mai stata protagonista come un’unione di Paesi. La politica estera è stata sempre terreno di iniziativa dei singoli Stati membri per ragioni storiche, geografiche, geopolitiche. Ora serve una svolta perché se prima si giustificava la posizione del singolo Paese - perché si agiva sostanzialmente sotto il cappello degli Stati Uniti - adesso siamo di fronte a scenari notevolmente cambiati”. Così il presidente della Commissione per le Poltitiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, in un’intervista a ‘Eunews’ rispondendo a una domanda sulla crisi siriana.
“Gli Stati Uniti – prosegue Bordo - hanno scelto, con il presidente Obama, di avere una posizione più soft rispetto a situazioni difficili, soprattutto in Medio Oriente, e chiedono all’Ue, ai nostri Paesi, di gestire vertenze di questo genere. Ma fino a oggi l’Europa non ha avuto questa forza e questa capacità. Su questo il protagonismo dell’Alto rappresentante Federica Mogherini è importante. Ora, o si assume una posizione unitaria o altrimenti si fa fatica ad andare avanti. Ecco perché giudico positivamente la posizione che la Nato sta prendendo in Iraq nei confronti dell’Isis”.
Quanto a un eventuale intervento militare in Iraq, Bordo dice: “Io farei una distinzione: è possibile un intervento militare se c’è il consenso del Paese in cui si sta intervenendo. È il caso dell’Iraq, dove la Nato ha assunto l’iniziativa delle operazioni militari e, anche se al momento la nostra posizione è prudente, non escludiamo di cambiare le nostre regole di ingaggio se la coalizione, di cui facciamo parte, decidesse che è necessaria una presenza diversa anche dell’Italia per combattere l’Isis. Su questo sono chiare le posizioni espresse sia dal ministro della Difesa Roberta Pinotti che da quello degli Esteri Paolo Gentiloni. In Siria la situazione è diversa. Anche se c’è bisogno di un intervento della comunità internazionale, la Russia ha scelto di intervenire in assenza di una decisione della stessa”.
Nonostante la Russia sia intervenuta su richiesta del governo di Assad, Bordo spiega che Mosca “ha preso questa decisione anche per l'assenza di un orientamento della comunità internazionale. Sembra che oltre che colpire i terroristi dell'Isis stiano colpendo anche gli oppositori del regime. E questo non va bene. Sarebbe invece utile che continuasse il confronto tra Russia e Stati Uniti per colpire il terrorismo e, la stessa comunità internazionale, dovrebbe prendere una decisione sulla Siria. Decisione che dovrebbe contemplare tanto la lotta all'Isis quanto l'avvio di una forte iniziativa politica che consenta di accompagnare quel Paese verso il superamento del regime di Assad”.
Ovviamente senza lasciare un vuoto politico, come sostenuto in più occasioni dal premier Renzi: “È la ragione per la quale siamo sempre convinti che prima di lanciare un intervento bisogna avere le idee chiare delle conseguenze sul piano politico. Perché non ci possiamo permettere nel modo più assoluto di lasciare un altro Paese nell’instabilità, come è avvenuto in passato in Iraq e Libia”.
Quanto al rischio, con un’eventuale decisione presa a livello internazionale, di ledere il principio di autodeterminazione dei popoli Bordo conclude: “Il tema vero è evitare che continui, in alcuni Paesi, la tirannia di dittatori che impediscono la libertà, che perseguitano e che, con i loro atteggiamenti, possono determinare la fuga milioni di profughi. C’è chi sostiene che se rimanesse Assad, anche una volta sconfitto l’Isis, ci sarebbero milioni e milioni di profughi. Di fronte alla dittature spesso i popoli contano poco e credo che la comunità internazionale abbia il dovere di intervenire”.
“Trovo questa uscita, a dir poco infelice, di Giulia Di Vita, l'espressione di una malcelata omofobia interiorizzata”. Con questo tweet il deputato democratico Alessandro Zan commenta la deputata M5S Giulia Di Vita che aveva affermato: “Manca poco e Marino si dichiara gay per poter dire che questa bufera di critiche sono solo beceri attacchi omofobi. Tanto va di moda”.
“Bene ha fatto il Senato a confermare la scelta di garanzia operata dalla Camera prevedendo che il Presidente della Repubblica non possa essere eletto dalla sola maggioranza di governo che vince le elezioni. Il Presidente della Repubblica, anche in presenza di una legge elettorale che attribuisce un consistente premio di maggioranza alla lista che ottiene più voti, sarà sottratto alla logica maggioritaria e in tal modo potrà meglio svolgere la sua funzione di garanzia e di unità”. Lo dichiara il deputato Pd Andrea Giorgis, della Presidenza del Gruppo.
“Quali iniziative intende adottare il governo al fine di consentire l’iscrizione scolastica al bambino di 10 anni rifiutato da quattro istituti baresi perché figlio di un noto criminale?”. Lo chiede Alberto Losacco, deputato del Partito Democratico, con un’interrogazione al ministero dell’Istruzione.
“Come riportato dagli organi di informazione – spiega Losacco - il bambino è in attesa di iniziare la prima media e ora la pratica è nelle mani del Direttore scolastico regionale a seguito dei quattro dinieghi ricevuti ufficialmente, da parte di altrettanti istituti della città, a partire da maggio scorso.
Non è l’unico bambino della città vecchia a non trovare ospitalità nelle scuole di tutta la città il che evidenzia la criticità di una condizione. La famiglia del bambino è decisa a proseguire in questa battaglia affinché possa regolarmente frequentare un istituto scolastico”.
“L’Ufficio regionale ha fatto sapere di voler risolvere la questione invitando, per iscritto, le scuole, scritto, per sollecitare una immediata soluzione. Anche in considerazione del fatto che si tratta di scuola dell’obbligo e che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, auspichiamo un intervento del governo per risolvere la questione nonché per evitare che possano verificarsi casi simili, magari meno clamorosi, che rendono lo Stato meno forte e più fragile nel contrastare l’illegalità”, conclude Alberto Losacco.
Presentata interrogazione ai ministri Lorenzin e Padoan
“Porre fine ai giochi d’azzardo con vincite in regali destinati ai bambini che rappresentano una vera e propria iniziazione alla dipendenza da gioco patologico. Chiediamo al Ministero dell’Economia di rivede gli atti di concessione attualmente rilasciati chiedendo il severo rispetto del divieto previsto per i minori, di inserire una norma che escluda la possibilità di installare slot machine per minorenni e se queste attività di gioco siano oggetto ad autorizzazione e, in caso affermativo, chi siano i titolari”. Lo ha detto Margherita Miotto, deputata del Pd componente della commissione Affari sociali che ha presentato una interrogazione ai ministri della Sanità, Beatrice Lorenzin, e dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sottoscritta anche, fra gli altri, da Donata Lenzi, capogruppo dem in commissione Affari sociali, e Sandra Zampa, vicepresidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza.
“La realtà messa in luce dal servizio di Nadia Toffa andato in onda nell’ultima puntata de ‘Le Iene’ - prosegue Miotto - è molto grave e, oltre a rappresenta una violazione dello spirito del decreto Balduzzi che vieta il gioco ai minori, rappresenta un vero e proprio adescamento di minorenni. È anche necessario far rispettare l’obbligo della maggiore età per gli utenti dei giochi con vincite in soldi, cosa che non avviene come si vede bene nel servizio di Toffa”.
“Per la prima volta approviamo una legge annuale sulla concorrenza, volta a rimuovere quegli ostacoli regolatori, che l’OECD ritiene ostativi per la crescita economica . Favorire la concorrenza significa aprire il mercato consentendo tariffe e prezzi più bassi ai cittadini e maggiori possibilità di ingresso nel mercato per le imprese”. Lo dichiara la deputata del Pd, Cristina Bargero.
“In particolare - sottolinea Bargero – riteniamo positive le misure riguardanti gli sconti sulle tariffe RC auto e il superamento dei prezzi regolati nel settore elettrico a partire dal 2018, che porterà a una maggior trasparenza per i cittadini nel settore elettrico, alla possibilità di ingresso di società di capitali nella titolarità dell'esercizio della farmacia privata e per i contratti telefonici le modalità di recesso saranno semplici e analoghe a quelle di attivazione, ossia “non sarà più necessaria la raccomandata ma basterà la telefonata”, aggiunge la deputata democratica.
“Occorre ora - conclude Bargero- proseguire nel processo di liberalizzazione”.
“La proposta a cui sta lavorando il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, che prevede l’esclusione della pubblicità dalla rete Rai YoYo è molto positiva. Sosterrò questa iniziativa convintamente”. Lo ha detto Sandra Zampa, deputata del Pd e vice presidente della commissione sull’Infanzia e l’adolescenza.
“Sarebbe un segnale importante di attenzione all’infanzia - ha proseguito Zampa - e sono molto soddisfatta che sia il servizio pubblico ad avanzare una iniziativa del genere. Tra l’altro, nella passata legislatura la commissione Infanzia e adolescenza aveva svolto una indagine proprio sui media e avevamo valutato molto favorevolmente la possibilità di non accompagnare con la pubblicità le trasmissioni dedicate ai più piccoli”.
"Creare concorrenza porta a un miglioramento sensibile del sistema economico. Maggiore concorrenza significa offrire opportunità imprenditoriali, ridurre costi per i cittadini di beni e servizi, e si fa concorrenza positiva quando si apre il mercato agli investimenti per lo sviluppo e lo si allarga a soggetti che prima erano esclusi. La concorrenza è uno strumento di crescita economica. Non è solo l'adempimento di un obbligo formale che ci spinge ad approvare la prima legge annuale sulla concorrenza, seppur previsto dalle legge 99 del 2009 non attuata per sei anni da tre governi, ma è una parte fondamentale di quel processo di riforme anche economiche che stiamo mettendo in atto in questo Paese. Il ddl concorrenza è lo strumento nella cassetta degli attrezzi che noi utilizziamo per sostenere e rilanciare l’economia. Ritorniamo a parlare di politiche industriali, interveniamo sul sistema bancario per renderlo più trasparente, stiamo operando sulla fiscalità, abbiamo messo mano a grandi riforme strutturali, mercato del lavoro, pubblica amministrazione, giustizia civile, misure che stanno dando i loro frutti. Il Pil è in crescita, la produzione industriale aumenta, l’occupazione riprende, i consumi interni si espandono dopo anni di contrazione. Sta tornando la fiducia degli italiani, il motore primo della crescita economica. Le misure contenute nel ddl concorrenza sono un buon risultato: nelle assicurazioni, energia, telefonia, sui carburanti, i notai, la distribuzione cinematografica, il turismo. Non è vero che noi facciamo regali alle assicurazioni o alle aziende energetiche come hanno sostenuto colleghi di opposizione in aula. La nostra storia dice che in Italia noi abbiamo sempre fatto avanzare la concorrenza e con l’approvazione di questo ddl continueremo a farlo”. Lo dice in Aula il deputato e capogruppo Pd in commissione Attività produttive Gianluca Benamati, nel dichiarare voto favorevole del gruppo Pd al ddl concorrenza.
“Sembra del tutto incomprensibile e animato solo da volontà di speculazione politica l’attacco su un tema delicato e sensibile come quello del dissesto idrogeologico dell’on. Luigi Di Maio e dei colleghi M5s della commissione Ambiente. Stupisce infatti come durante l’esame in commissione di tutti i provvedimenti su questo tema non abbiamo assistito a barricate ma, anzi, a una responsabile collaborazione. Cercare di fare propaganda con accuse inaccettabili a governo e maggioranza ha oggi il solo obiettivo di alimentare lo scontro anziché fare i conti con la realtà e contribuire ad affrontare i problemi seri del nostro territorio”. Lo dichiara la deputata democratica Raffaella Mariani.
“Se non fosse mosso da questo spirito di sterile contrapposizione – continua la deputata democratica - , Luigi Di Maio si accorgerebbe che questo governo ha inaugurato un’azione incisiva per contrastare un fenomeno purtroppo annoso per l’Italia. I dati parlano chiaro: è stata istituita per la prima volta una struttura, ItaliaSicura, che ha nella difesa del territorio il suo obiettivo e sono stati attivati o sbloccati investimenti ingenti, aperti centinaia di cantieri e realizzati precisi piani di intervento”.
Laura Garavini a Göppingen, insieme al Sindaco di Nardò, Marcello Risi
"A sessant'anni dalla stipula degli accordi bilaterali italo tedeschi il bilancio delle nostre comunità in Germania è molto positivo. La maggior parte dei connazionali sono ben integrati, benvoluti, hanno raggiunto livelli di benessere e di successo lavorativo ragguardevoli. Contemporaneamente molti di loro continuano a intrattenere ottimi rapporti con le proprie terre d'origine, dove si recano periodicamente in vacanza o, a volte, anche per lavoro. E' un pezzo d'Europa. Una bella Europa! Costruita sulle gambe, con i cuori e con le teste della gente. E' l'Europa di cui essere fieri, l'Europa che va perseguita, perchè non può essere data ancora per scontata. E va perseguita con grande consapevolezza. Non più con toni di commiserazione o di autocompatimento, dei migranti di un tempo, partiti spesso con la valigia di cartone. Gli italiani in Germania, ma anche quelli in Europa (e nel mondo) sono cittadini di successo, europei a tutti gli effetti, che possono concorrere alla costruzione dell'Europa e di un'Italia più europea, più moderna, di maggiore benessere per tutti".
Lo ha detto Laura Garavini intervenendo a Göppingen ad una iniziativa promossa dall'Amministrazione di Nardò con i suoi concittadini residenti all'estero. Alla serata sono intervenuti il Sindaco della cittadina salentina, Marcello Risi, l'assessore responsabile gemellaggi della città, Antonio Cavallo, alcuni consiglieri comunali ed il funzionario Mino Zacà.
Il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio ha chiesto all’ufficio di presidenza della commissione l’audizione del ministro delle politiche agricole Martina e del commissario Silletti sui problemi connessi all’attuazione del piano contro la xylella.
Noi pronti a rilanciare
«Dopo ben due anni di lavoro con Governo, Ministeri e Commissioni competenti viene chiarita in via definitiva l'abrogazione di una legge razziale del 1939 che vietava ai professionisti di associarsi. Il divieto infatti era già stato abrogato dalla legge Bersani del 1997, dopo l'istituzione delle società di ingegneria con la legge Merloni del 1994. Tuttavia, due sentenze di segno opposto intervenute negli ultimi due anni hanno contribuito a far perdurare il clima d’incertezza: grazie alla svolta odierna, le cose sono finalmente chiare. Rinnovo il mio particolare ringraziamento ai relatori del provvedimento, nonché ai colleghi con i quali il confronto è stato costante e costruttivo, che hanno a tutti gli effetti accolto - ed in parte riformulato - la mediazione proposta dall'emendamento 31.450 a mia prima firma, ritirato alla luce degli sviluppi susseguitisi». Lo dichiara la deputata del Pd, Francesca Bonomo.
"Vorrei che mi si dicesse in quale ordinamento del mondo è previsto che si possa creare un soggetto giuridico che può agire solo nel pubblico e non nel settore privato. Può stare tranquillo il collega Crippa, che ieri in un comunicato ha parlato di rischio di mancanza di assunzione di responsabilità in caso di crollo di costruzioni mal realizzate: la responsabilità è sempre del professionista in ragione della sua iscrizione all'albo professionale; qualora fosse comprovata una corresponsabilità della società sarebbe anch'essa responsabile civilmente e penalmente dell'eventuale incidente occorso in cantiere o anche successivamente", prosegue Francesca Bonomo sottolineando come siano assolutamente infondate le accuse di "sanatoria" mosse in queste ore dai colleghi di M5S e SEL.
"Ricordo che nel settore pubblico le società di ingegneria, diversamente dalle STP, hanno l'obbligo di nominare un direttore tecnico con almeno 10 anni di esperienza, responsabile in solido con la società; ciò avviene anche nel settore privato dove il direttore tecnico della società viene usualmente indicato a garanzia del committente. Semmai è da segnalare il paradosso per cui le STP, nel settore pubblico, non siano tenute alle stesse garanzie previste per le società di ingegneria", aggiunge Bonomo.
"Vorrei inoltre chiedere ai colleghi Tofalo e Crippa, i quali hanno dichiarato ieri in aula - da ingegneri iscritti all'albo - di essere consapevoli dei limiti degli ordini professionali e di essere disposti ad abolirli, come possono ora sostenere che le società di ingegneria debbano iscriversi all'albo? Hanno ancora intenzione di abolire gli ordini o sono forse loro, oggi, ad essere portatori in Parlamento di interessi corporativi? Quando avranno le idee chiare e se mai decideranno di modificare questo retaggio che rende l'Italia un unicum nel panorama europeo, troveranno in me un alleato", conclude la deputata democratica.
La tragedia del Vajont non fu provocata per incuria, ma per colpa grave. Per questo il deputato Pd Giorgio Zanin ha inviato una nota alla Vicepresidente della Camera On. Marina Sereni che presiederà a Montecitorio le celebrazioni per la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo” sollecitando la riformulazione della dicitura della suddetta Giornata istituita nel 2011 per eliminare la parola "incuria".
“L’anno scorso - spiega in deputato pordenonese - in sede di approvazione alla Camera del Collegato Ambiente - Legge di Stabilità 2014, avevo presentato l'emendamento, sottoscritto da numerosi colleghi, finalizzato alla riformulazione della dicitura della suddetta Giornata istituita nel
2011 per eliminare la parola "incuria" Con questa nota, ho voluto sollecitare la Vicepresidente a farsi carico pubblicamente della volontà di numerosi parlamentari di emendare la vigente interpretazione. Infatti, in taluni casi di disastri ambientali e industriali sono stati messi in azione non comportamenti involontari ma attivi, in spregio del valore della vita.
“Tale proposta – spiega Zanin - trova ragione nel sentimento comune della gente che collega al termine “incuria” un inadempimento dovuto ad un comportamento scorretto ma non di particolare gravità. Poiché la giornata indetta dalla legge per la data del 9 ottobre fa di fatto un esplicito riferimento alla memoria della tragedia del Vajont, mi preme sottolineare che al Vajont non ci fu incuria, ma colpa grave, come dimostrato chiaramente dalla ricostruzione dei fatti. Non si tratta dell'unico caso, ed è quindi evidente la necessità di correggere la denominazione della legge, irriguardosa in particolare delle vittime”.