“Sono stati circa 19,3 milioni i rifugiati ambientali nel mondo nel 2014. Una cifra che si stima possa arrivare a 250 milioni per il 2050, secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Tutte vittime di degrado ambientale, impoverimento delle risorse naturali, inquinamento, disastri naturali che impediscono loro di continuare a vivere nei territori di residenza. E a pagare il prezzo maggiore sono purtroppo i più poveri. I più vulnerabili sono proprio coloro che vivono nei paesi meno sviluppati, colpiti nel diritto di ogni abitante del pianeta ad avere accesso alle risorse naturali senza avere alcuna responsabilità nelle emissioni di gas serra che causano il riscaldamento globale. E’ una questione stringente di giustizia climatica che dobbiamo affrontare per evitare violenze, guerre, migrazioni di massa, sofferenze a milioni di persone. Gli effetti sono già sotto i nostri occhi: uno studio pubblicato dalla statunitense National Academy of Sciences indica il cambiamento climatico responsabile di una siccità prolungata tra le cause che hanno portato all’esplosione della guerra in Siria. Le istanze dei rifugiati ambientali devono essere presenti nella COP21, nel vertice Onu sul clima che si svolgerà a Parigi in dicembre, con un impegno concreto dei paesi membri e di quelli più ricchi in particolare per attenuare l’impatto dei disastri ambientali, per arrivare al riconoscimento dello status di rifugiato ambientale, e soprattutto per raggiungere obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas serra in modo da contrastare efficacemente i cambiamenti climatici”.
Lo dichiara Stella Bianchi, deputata Pd, presidente dell'intergruppo bicamerale per il clima Globe Italia, intervenuta oggi all’incontro dal titolo “Managing Mediterranean Migration” tenutosi nell’Aula Volpi dell’Università degli Studi Roma Tre.
"Le mafie hanno capito molto bene quale sia il ruolo dei media e cercano di servirsene. Le concentrazioni mediatiche, non solo in Italia, possono venire facilmente abusate da gruppi di poteri, anche di natura mafiosa. Viceversa un sano pluralismo mediatico è una garanzia per evitare che da parte di organizzazioni mafiose si usino i mezzi di informazione a proprio uso e consumo. Anche il contrasto al precariato tra i giovani free lance può servire a rafforzare un buon giornalismo di inchiesta, strumento irrinunciabile per riuscire a sconfiggere le mafie."
Lo ha detto Laura Garavini, dell'Ufficio di presidenza del Pd alla Camera, intervenendo a Lipsia al convegno promosso dall'ECPMF dal titolo "Mafia e media. Il ruolo del giornalismo di inchiesta nel contrasto alla criminalità organizzata".
Così si rischia l’aumento dei contenziosi
“Lo scorporo fra le politiche sociali e le politiche sanitarie, previsto dall'emendamento di Russo approvato dal Senato, rischia di far aumentare i conflitti di competenza fra Stato e Regioni e stride con le attuali politiche regionali che, per tenere il passo con un sistema che cambia, vedono una sempre più una stretta e necessaria integrazione fra questi due settori. Un’integrazione indispensabile anche per porre un freno a tutte quelle differenze territoriali acuitesi nell'ultimo decennio a causa del federalismo. Dobbiamo tenere a mente che le politiche sociali hanno a che fare con la vita quotidiana delle persone più fragili. Il nostro compito deve essere quello di garantire loro gli stessi diritti, a prescindere dalla regione in cui risiedono”. E’ quanto dichiarato da Federico Gelli, deputato e responsabile sanità del Pd dopo l’approvazione dell’emendamento di Francesco Russo (Pd) all'articolo 30 del ddl Boschi che prevede la possibilità di devoluzione della potestà legislativa sulle disposizioni generali e comuni per le politiche sociali alle Regioni.
“L’obiettivo del Governo, con questa riforma, era quello di rafforzare i poteri dello Stato centrale per alcuni temi di rilevanza fondamentale come quello della tutela della salute, garantendo su tutto il territorio gli stessi diritti ai cittadini e riducendo nel contempo quei conflitti di competenze tra Stato e Regioni che avevano caratterizzato la precedente legislazione concorrente. Non a caso, nel nuovo articolo 31 che modifica l’articolo 117 della Costituzione, vengono attribuite allo Stato in via esclusiva le disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, restringendo così di molto lo spazio per la legislazione regionale. Ora però, con l’emendamento di Russo si rischia di vanificare il tutto. Auspico che, nel prossimo passaggio del ddl alla Camera, ci sia l'opportunità per porre rimedio a questo grave errore”, ha concluso Gelli.
"Il ricollocamento dei migranti è una prima risposta corale dell'Ue ma non basta. Bisogna arrivare al riconoscimento del diritto di asilo europeo". Lo scrive, su Twitter, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo del Pd.
“La Legge di Stabilità 2016 dovrebbe contemplare azioni efficaci per imprese e lavoro, Mezzogiorno, fasce deboli ed Enti Locali. Ribadiamo il sostegno alle riforme portate avanti da governo e Parlamento. Giudichiamo positivamente la diminuzione del carico fiscale con un programma triennale che parte dalla tassazione sulla prima casa, passa per la riduzione dell'IRES e arriva alla diminuzione dell'IRPEF, provvedendo al contempo alla neutralizzazione delle clausole di salvaguardia. Occorre, di conseguenza, realizzare consistenti e significativi risparmi attraverso una efficace ed efficiente razionalizzazione della spesa pubblica, anche con l'introduzione dei costi standard”. Lo scrivono in un nota i deputati del Pd Bazoli, Benamati, Bergonzi, Borghi, Carrescia, Cova, Dell'Aringa, Nicoletti, Preziosi, Prina, Rossi, Senaldi, Taranto, Taricco, Zanin.
“Riteniamo efficaci per il sostegno a lavoro e imprese azioni quali: decontribuzione del contratto a tutele crescenti; facilitazioni fiscali ai contratti aziendali di produttività; maggiore flessibilità in uscita verso la pensione; sostegno, attraverso il credito d’imposta alle attività di ricerca; sostegno in sede europea dell'introduzione della digital tax. Occorre una strategia per il recupero del divario con il Mezzogiorno, rinnovando le politiche di sviluppo territoriale e una azione concreta per il sostegno alle fasce più deboli della società, specialmente minori”, spiegano i deputati.
“Dobbiamo infine adottare provvedimenti importanti per gli Enti locali: istituire la Local Tax; superare il Patto di Stabilità per le spese per investimenti e sicurezza; incentivare le associazioni fra Comuni; defiscalizzare le aree montane e di confine grazie ai fondi Eu Por-Fesr. E’ importante che le istanze dei Comuni siano parte integrante della nuova Legge di stabilità per completare la trasformazione economico-istituzionale del Paese”, concludono i deputati.
La vice presidente della Camera: scelte organizzazioni che hanno saputo sostenere transizione democratica in Tunisia
“Sindacato, Confindustria, ordine degli avvocati e lega per i diritti umani: questo il Quartetto per il Dialogo in Tunisia che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2015. Una scelta che ancora una volta smentisce tante ‘anticipazioni e consegna il massimo riconoscimento a quelle organizzazioni che dopo la Primavera dei gelsomini del 2011 hanno saputo sostenere la transizione democratica, dando voce e protagonismo alla società civile, favorendo l'incontro e il confronto tra forze islamiche e forze laiche”.
“Un bel segnale per chi guarda al Mediterraneo con occhi solidali - continua - e con la consapevolezza di dover lavorare affinché torni ad essere un mare di pace, di dialogo e di rispetto tra diverse culture e religioni, culla delle civiltà e non teatro di violenze e terrore.”
“Avevo proposto ad Oslo la candidatura di una splendida onlus italiana, Rondine cittadella della Pace, che ha concorso con serietà ed allegria alla competizione per il Nobel con lo spirito di chi sa che la pace ha bisogno di poca retorica e molto lavoro. Per questo – conclude - sono sicura che anche i ragazzi e le ragazze di Rondine oggi siano felici per la scelta compiuta dal Comitato per il Nobel, che incoraggia tutti coloro che in Italia e nel mondo ogni giorno cercano di abbattere muri e costruire ponti di dialogo”.
Il Nobel per la Pace assegnato al Quartetto per il dialogo, il gruppo che ha favorito la transizione politica in Tunisia dopo la rivoluzione, è un importante riconoscimento a tutta la società tunisina e alla sua battaglia contro il terrorismo e per la democrazia”. Lo afferma Khalid Chaouki, deputato Pd e membro della Cvommissione Esteri della Camera.
“La Tunisia ad oggi ha dimostrato, grazie alla saggezza dei suoi leader politici e alla fondamentale mediazione di settori importanti della società civile, di essere l’unico Paese in grado di superare in modo positivo le cosiddette primavere arabe”.
“Ora abbiamo il dovere – conclude Chaouki- soprattutto dopo l’importante segnale altamente simbolico del Nobel per la Pace, di intensificare ancor di più il nostro sostegno a un Paese vicino che sta vivendo una transizione politica, ma che fatica sotto l’aspetto economico, anche per colpa della minaccia del terrorismo collegato all’Isis.”
Il deputato Pd Mino Taricco, insieme a 25 colleghi, ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute per sollecitare un campagna di sensibilizzazione e di informazione per risolvere la grave situazione che si è verificata di una significativa e pericolosa diminuzione dei vaccini che vengono effettuati ai bambini contro le malattie.
Spiega Taricco: “Oggi in Italia c’è una copertura vaccinale al di sotto del 95%, soglia limite di sicurezza, come confermato da Walter Ricciardi, neopresidente dell'Istituto Superiore di Sanità. Si stima che oltre 22 milioni i bambini non siano coperti contro le più comuni, a volte mortali, malattie dell'infanzia. E’ improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale. Alcune Regioni italiane in questi anni hanno promulgato leggi regionali che aboliscono l'obbligo di vaccinazione e questo ha generato un crollo della cosiddetta “immunità di gregge”. La Società Italiana di Pediatria ha evidenziato che si assiste ad un ritorno di malattie che si credevano debellate, come la morte per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita.
“Non si può non agire – prosegue - per frenare questa deriva. Siamo fiduciosi nella convocazione del prossimo 12 ottobre della Commissione Salute delle Regioni, per valutare la proposta del nuovo Piano Nazionale per la prevenzione vaccinale e ci auguriamo che la sua approvazione proceda rapida. Nel frattempo, chiediamo al Governo di valutare un programma di campagne di informazione che spieghino il valore della protezione della salute e la prevenzione delle malattie infettive grazie ai vaccini. Servono campagne di sensibilizzazione mirate, che coinvolgano gli operatori del settore sanitario, in primis i medici di famiglia, anche per bilanciare la forte disinformazione diffusa da associazioni di vera controinformazione. Non possiamo regredire in nome di nozioni millantate. Va perseguita la strada dell’informazione per salvaguardare la salute e la vita. Chiediamo politiche di sanità pubblica che coinvolgano gli operatori del territorio, considerando che l’impatto è forte anche in termini economici, poiché i vaccini consentono immensi risparmi al sistema sanitario nazionale: un euro speso per un vaccino può farne risparmiare fino a 24 per curare chi si ammala”.
Incontro con autonomi e partite Iva domenica 11 ottobre alle ore 10 a S. Andrea delle Fratte
"Si avvicina la discussione in Parlamento della Legge di Stabilità. L'anno scorso, le misure per gli autonomi sono state una delusione, tanto da rendere necessaria una mezza retromarcia nel Milleproroghe. Da subito, però, abbiamo detto che non sarebbe bastato mettere una pezza: è giunto ora il momento di una riforma complessiva per il mondo degli autonomi. Ma perché sia davvero efficace, deve essere condivisa innanzitutto con loro. Per questo, stavolta, vogliamo parlarne prima: con il Pd di Roma ed il Gruppo Parlamentare dem della Camera abbiamo organizzato per domenica prossima alle ore 10 una giornata di lavoro dedicata alle proposte per i lavoratori autonomi e le partita IVA. L’incontro si terrà presso la sede nazionale del Pd in via sant’Andrea delle Fratte a Roma". Lo ha detto Chiara Gribaudo, vice capogruppo dem alla Camera.
"Abbiamo scelto una modalità aperta e partecipata perché anche il metodo è importante” ha detto Matteo Orfini, presidente del Pd. “Tre tavoli tematici al mattino su fisco, previdenza e diritti e, dopo una breve pausa, la raccolta dei contributi emersi e le conclusioni. L’obiettivo è individuare una tabella di marcia precisa e formalizzare, anche alla presenza del Governo, l’impegno del Pd sul lavoro autonomo per i prossimi mesi".
"Un pezzo rilevante del mondo del lavoro - ha spiegato Gribaudo -, cresciuto in questi anni anche al di fuori delle categorie tradizionali che ha visto aumentare le tasse senza che ciò significasse avere maggiori tutele e che anche ha pagato più di altri le conseguenze della crisi economica, attende risposte".
"Ci vuole coraggio per ammettere gli errori: Renzi, a febbraio lo ha avuto, assumendosi un impegno. Ce ne vuole ancora di più per porvi rimedio: siamo convinti che il Governo, ora, debba averlo. Serve il contributo di tutte e tutti: con l'appuntamento a Sant'Andrea delle Fratte, domenica dalle 10, vogliamo allora che il Pd sia ancor di più il partito del lavoro, di tutto il lavoro e che guidi questa battaglia per i diritti e per l'equità" concludono Gribaudo e Orfini.
Interrogazione a Martina su Commssioni uniche nazionali di filiera
Un’interrogazione al ministro delle Politiche agricole Martina in materia di Commissioni Uniche Nazionali di filiera, in particolare per i settori suinicolo e cunicolo. E’ stata presentata dai deputati Pd Mino Taricco, primo firmatario, Giorgio Zanin e Francesco Prina.
“Il settore suinicolo – spiega Taricco - ha affrontato la crisi istituendo un tavolo tecnico di filiera dei suini che ha sottoscritto un Protocollo d'intesa per identificare un mercato unico nazionale per la determinazione anticipata delle quotazioni dei suini e loro derivati, con regole più trasparenti. Nel settore cunicolo, sono stati proposti interventi per sostenerne la competitività sui mercati interno e internazionale ed è nata la "Commissione unica nazionale dei conigli vivi da carne da allevamento nazionale", detta CUN, per definire anticipatamente la tendenza di mercato e il prezzo medio all'ingrosso, nel rispetto di un regolamento approvato dalle parti”.
“Il Dl del 2015 – prosegue Taricco - disponeva, la sospensione dell’autonoma rilevazione da parte delle borse merci locali, riguardante le categorie merceologiche per cui sono state istituite le Commissioni Uniche Nazionali (CUN). ma - sottolinea - ad oggi non è stata attuata "l'intesa di filiera per il settore suinicolo", firmata nel 2013 dalle Regioni più rappresentative, e risultano costituite solo la CUN sui conigli e quella sui suini. Inoltre, manca la norma ministeriale che definisce il funzionamento delle CUN. Pare che la Camera di Commercio di Cuneo sia stata diffidata dal continuare l’attività della Commissione per la rilevazione prezzi dei conigli, con richiesta di sospensione immediata. Il ruolo di rilevamento svolto dalle Camere di Commercio attraverso le commissioni locali non è mai stato lesivo della concorrenza e ha rivestito una funzione che è stata di aiuto alla trasparenza del settore. Chiediamo dunque – conclude il deputato Pd - che il Ministero emani il Decreto e trovi le modalità per non disperdere le esperienze delle Commissioni presso le Camere di Commercio e si richiede di definire criteri ai quali, nella composizione delle Commissioni nazionali, venga assicurata rappresentanza e partecipazione degli imprenditori provenienti dai territori nei quali i settori di riferimento siano più significativi, per una più corretta rilevazione dei prezzi per le specifiche categorie”.
“In ambito civilistico, fermo restando la responsabilità extracontrattuale degli operatori, la struttura sanitaria, sia pubblica che privata, risponderà contrattualmente per tutti gli operatori dipendenti e non di cui la struttura stessa si dovesse avvalere”. Lo ha dichiarato Federico Gelli, deputato del Pd e relatore del ddl sulla responsabilità professionale in commissione Affari Sociali alla Camera, che spiega così le novità introdotte dai primi due emendamenti presentati questo pomeriggio al testo del ddl stesso.
“Tutto questo – spiega Gelli - si applicherà anche alle prestazioni svolte in regime intramurario. Inoltre, fra le novità quella di prevedere che le linee guida e le buone pratiche cui il medico deve attenersi saranno valide solo se emanate da società scientifiche iscritte in un apposito elenco presso il ministero della Salute. Oggi, invece, con il decreto Balduzzi ci si limita a parlare solo di linee guida e buone pratiche ‘accreditate dalla comunità scientifica’.
“Riguardo all’art.7 – continua il deputato democratico - si prevede anche l’introduzione dell’obbligo di tentativo di conciliazione per tutte le parti, comprese le compagnie assicuratrici della struttura sanitaria e del medico. Per quanto invece riguarda l’azione di rivalsa, la struttura sarà obbligata a comunicare al medico l’instaurazione del giudizio risarcitorio mediante notifica nell’atto di citazione. In caso di omissione o incompletezza della comunicazione dell'atto, l’azione di rivalsa sarà dichiarata inammissibile”.
“Se il Ddl non subirà profonde modifiche lungo l’iter parlamentare e il testo sarà approvato rapidamente, possiamo dire di trovarci di fronte ad una riforma storica per tutto il settore sanitario che si attendeva da anni”, conclude Federico Gelli.
“Questa settimana in piazza Montecitorio circa 200 studenti hanno promosso le tecniche di primo soccorso”. Lo affermano Roberto Rampi e Irene Manzi, deputati del Pd e firmatari dell’emendamento grazie al quale nelle scuole italiane verranno introdotte lezioni sulle tecniche primo soccorso, e che in questi giorni hanno preso parte ad alcune iniziative organizzate nel contesto di Viva, campagna per la rianimazione cardiovascolare cui ha aderito anche la presidenta della Camera Laura Boldrini.
“Sulle note di Staiyn' Alive – continuano Rampi e Manzi - i ragazzi hanno mostrato come con poche semplici operazioni di rianimazione cardiaca o anti ostruzione respiratoria si può salvare una vita. Siamo al lavoro con il Ministro, e tanti colleghi di Commissione, perché tale pratica possa essere presto estesa a tutte le scuole italiane. Bastano due ore l'anno di formazione per salvare, si calcola, fino a 7000 mila persone l'anno”, concludono Roberto Rampi e Irene Manzi.
“Il quadro tracciato dall'Istat in audizione alla Camera in merito alla condizione lavorativa e previdenziale delle donne italiane continua ad essere preoccupante. Le donne percepiscono un importo pensionistico notevolmente inferiore a quello degli uomini, hanno percorsi lavorativi atipici e frammentati in misura maggiore a quelli degli uomini. Il 30% circa delle donne lascia il lavoro dopo la gravidanza o per motivi legati alla gestione familiare, ed il numero è cresciuto dal 2005 al 2012 anche per effetto della crisi economica”. Lo dichiara deputata democratica, Roberta Agostini.
“L'Italia –prosegue Roberta Agostini - continua ad essere un Paese caratterizzato da un'elevata asimmetria dei ruoli di coppia, da una bassa offerta di servizi, da scarse politiche di conciliazione. Di fronte ad una situazione tanto grave servono risorse, investimenti, provvedimenti concreti ed una terapia d'urto efficace che cambi la vita delle donne italiane ed offra una risposta alla crisi economica del paese. Ci aspettiamo che, a partire dalla prossima legge di stabilità, il governo intervenga con misure coraggiose e all'altezza della gravità della situazione sul tema del lavoro femminile, della conciliazione, dei servizi, delle disparità salariali e pensionistiche, che possano finalmente determinare un'inversione di tendenza di un quadro peggiorato negli ultimi anni”.
La deputata PD a Giessen visita un centro profughi assieme ai colleghi europarlamentari Kyenge e Bullmann
“E’ un bene che nelle ultime settimane l’UE abbia deciso di segnare una svolta nell’accoglienza ai migranti. Pur con alcuni inevitabili distinguo, sbandierati da chi si ostina a non capire che i diritti umani vincono sulla paura, l’Europa sta finalmente smettendo di nascondere la testa sotto la sabbia di fronte al dramma di chi scappa da guerre e carestie. E' positivo anche il fatto che sia stata decisa la redistribuzione solidale dei profughi fra i diversi stati membri e che si siano previste multe per chi si rifiuterà di aiutare i paesi più esposti ai flussi di migranti. Fino a poco tempo fa tutto questo sembrava impossibile. Ora è importante mettere in pratica ciò che è stato deciso e mirare a risultati ancora più soddisfacenti, come quello di rendere la redistribuzione un meccanismo permanente e non solo di emergenza. Bisogna infatti arrivare a una modifica del Trattato di Dublino, secondo il quale oggi la gestione dei profughi è esclusiva responsabilità dei Paesi di primo arrivo, come l’Italia e la Grecia”.
“Soprattutto, è necessario costituire al più presto un sistema di asilo europeo, valido in tutti i Paesi e operativo anche nei Paesi di provenienza dei profughi. In questi Paesi la cooperazione internazionale ed europea deve essere ancora più efficace in modo da combattere alla radice le cause che costringono le popolazioni locali a lasciare le loro terre. Gli egoismi nazionali non devono avere più tolleranza all’interno dell’Unione Europea. Dobbiamo tenere fede fino in fondo ai valori che sono alla base della nostra comunità di stati democratici”. Lo dichiara Laura Garavini, componente dell’Ufficio di Presidenza del PD alla Camera, a margine di una visita al centro di accoglienza per rifugiati a Giessen. Assieme alla parlamentare eletta nella circoscrizione Estero-Europa erano presenti i colleghi del Parlamento europeo Udo Bullmann e Cécile Kjenge.