“Dopo più di un anno di lavoro, oggi la commissione Affari sociali della Camera ha licenziato il testo unificato della Pdl in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità prive di sostegno familiare, nota come legge sul ‘Dopo di noi’, che ora passerà all’esame delle commissioni competenti per il parere. È stato un lavoro intenso e atteso da più legislature dalle famiglie delle persone con disabilità e dal mondo associativo”. Lo dice Elena Carnevali, deputata Pd e componente della commissione Affari sociali della Camera, relatrice del provvedimento.
“Con questa legge si fa riferimento anche all’art. 19 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità - prosegue Carnevali – Vogliamo finalmente invertire quel dato italiano che vede quasi l’80 per cento dei disabili adulti in istituti dedicati. Con questa legge vogliamo, con il concorso di Regioni, Enti Locali e terzo settore favorire percorsi di deistituzionalizzazione, la creazione di progetti ed interventi innovativi di residenzialità che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare, di supporto alla domiciliarità e sviluppare i programmi per l’acquisizione di competenze per la gestione della vita quotidiana. Viene quindi istituito presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali un Fondo specifico pari a 190 milioni per il triennio 2016-2018 e circa 116 milioni per la copertura relativa alle polizze assicurative e agevolazioni per il trust. Altra particolarità della legge, oltre la detraibilità delle spese sostenute per le polizze assicurative finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è quella di facilitare attraverso agevolazioni tributarie la costituzione di trust con il quale i genitori trasferiscono beni mobili o immobili ad un soggetto di fiducia il quale ne dispone esclusivamente per il mantenimento, le cure ed il sostegno della persona con disabilità grave, secondo le finalità indicate nell’atto istitutivo del trust dagli stessi genitori. Sono ancora possibili interventi migliorativi alla legge ma pensiamo di aver corrisposto ad un’attesa durata fin troppo. Garantire maggior qualità ed inclusione in tutti gli ambiti della vita degli adulti disabili e corrispondere alle loro ambizioni ed aspettative deve essere per noi il vero ed unico obbiettivo”.
“Si tratta dell’ennesima sceneggiata del partito delle ‘ruspe’, il partito di chi è disposto a tutto pur di fare notizia”. Lo dichiarano Silvia Fregolent e Chiara Gribaudo, vicepresidenti del gruppo Pd alla Camera, per commentare la rimozione, da parte di alcuni consiglieri comunali della Lega Nord, dei tappeti presenti in una sala del Municipio di Torino e utilizzati temporaneamente da alcuni ospiti di religione musulmana.
“La Procura di Torino – continuano Fregolent e Gribaudo - ha aperto un fascicolo su eventuali risvolti penali della vicenda: ci auguriamo che questo atto incivile possa essere sanzionato duramente. Non è con atti provocatori, violenti e squadristi che si manifesta il dissenso rispetto ad alcune scelte dell’amministrazione”.
“I consiglieri della Lega potevano interrogare formalmente la giunta attraverso gli strumenti previsti dalla legge, ma evidentemente le regole della democrazia non sono adatte al partito del Carroccio”, concludono Silvia Fregolent e Chiara Gribaudo.
“La riforma della rappresentanza sindacale è un passo non più rinviabile: serve che la politica abbia fiducia anche nelle capacità di autoriforma da parte di organizzazioni che rappresentano milioni di lavoratori. Ma serve altrettanto una prova di responsabilità dei sindacati, senza più rimandi o tentennamenti”.
Così la deputata Chiara Gribaudo, Vice Capogruppo del Pd alla Camera e membro della commissione Lavoro. “Credo che ci sia lo spazio per un confronto positivo e nel merito. Sapendo che in Parlamento c’è già una buona proposta di legge del Pd, incardinata e pronta a partire. Di certo - prosegue Gribaudo - quello della partecipazione e dell’effettiva rappresentatività sindacale è un nodo di democrazia da sciogliere, per la tutela dei diritti sia dei lavoratori che dei cittadini. Un tassello fondamentale per la buona crescita del Paese, ancor più nella prospettiva di ripresa dell’economia e dell’occupazione”, ha concluso la Vice Presidente dei deputati PD.
“L’uscita di Atene dall’euro avrebbe prodotto effetti economici negativi e conseguenze politiche molto pesanti. Sarebbe stata l’anticamera della fine dell’Europa e con essa di un progetto straordinario, fondato su valori e obiettivi ancora strategici e attuali. Non c’erano alternative all’accordo, come il nostro Paese ha sempre sostenuto. Grazie al. inistro Padoan per quanto ha fatto, insieme al presidente Renzi e al governo italiano, per impedire che la Grecia uscisse dalla moneta unica”. Lo ha detto, intervenendo in Aula dopo l’informativa del ministro dell’Economia, il Presidente della Commissione Politiche Ue della Camera, Michele Bordo del Pd.
“L’Ue – ha aggiunto – ha dato risposte inadeguate alla crisi economica, ha mostrato limiti nella gestione di tutte le maggiori emergenze, non ha avuto una visione comune in politica estera e sull’immigrazione. Ma non c’è un’alternativa all’Europa. La strada, allora, non è l’uscita dall’euro, ma semmai dalle classi dirigenti, essenzialmente di destra, che hanno determinato in Europa questo quadro così drammatico. Noi siamo convinti che ci voglia più Europa. C’è bisogno di un nuovo inizio, come sostiene il governo italiano, e di tornare al progetto europeo di Spinelli, De Gasperi, ma anche di Kohl. Ora bisogna fare in modo che non si ripresenti mai più una crisi come quella ellenica".
"Occorrerà - ha proseguito Bordo - chiedere agli Stati membri di varare misure di stimolo immediato della ripresa economica, ribadire che il Fondo europeo per gli investimenti deve essere destinato a progetti in settori ad alto potenziale di crescita, chiedere con più forza all’Europa di scomputare dai vincoli del patto di stabilità le spese per gli interventi finanziati con i fondi comunitari e, infine, lavorare perché l’Ue giunga all’introduzione di meccanismi di mutualizzazione del debito pubblico e all’emissione di titoli per sostenere programmi di modernizzazione del sistema produttivo".
"L’Europa deve tornare ad essere protagonista del suo futuro e l’Italia può svolgere una funzione fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo. Oggi, dopo aver fatto riforme importanti, il nostro Paese non è più il malato d’Europa da tenere sotto osservazione, è di nuovo protagonista a livello internazionale. Dobbiamo continuare così. L’Italia ha bisogno di più Europa, l’Europa ha bisogno della forza e dell’autorevolezza del nostro Paese. Solo insieme – ha concluso Bordo – possiamo lavorare per costruire una prospettiva migliore per tutti i cittadini” ha concluso Bordo.
“Le nuove norme sul giudizio abbreviato sono state ampiamente discusse dalla Commissione Giustizia che ha escluso la loro applicabilità ai delitti più gravi - stragi, omicidi per motivi futili o commessi con sevizie o con crudeltà, delitti sessuali, la tratta di persone. Contrariamente a quanto sostengono alcuni, questo provvedimento non è incompatibile con le altre norme approvate dal PD in relazione alla sovrappopolazione carceraria, perchè l’ammissione del rito abbreviato implica solo che, in caso di condanna, la pena che il giudice intende applicare in concreto è diminuita di un terzo”. Lo rende noto Sofia Amoddio, deputata del Pd della commissione Giustizia, la quale sottolinea che “il Partito democratico sostiene una legge coraggiosa che consentono il giusto adeguamento della pena che deve tendere a recuperare chi sbaglia e garantire, al contempo, la tutela dei cittadini e un sistema di giustizia che abbia forza deterrente nei confronti dei reati socialmente più pericolosi ed eticamente intollerabili”.
Risposta al questione time rende giustizia all’operato del governo
“Siamo soddisfatti per le parole chiare del ministro Lorenzin che sgombrano il campo dalle notizie infondate circolate in questi giorni in merito a presunti tagli alla sanità. Le decisioni prese dal governo nel decreto Enti locali sono state condivise con le Regioni lo scorso 2 luglio e niente hanno a che fare con i titoli che abbiamo letto e che hanno creato molta preoccupazione tra i cittadini”. Lo dicono Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, e Federico Gelli, responsabile Pd della Sanità, durante il question time alla Camera.
“Sul tema dell’appropriatezza delle prescrizioni – proseguono i deputati dem - vogliamo sottolineare l’importanza di un coinvolgimento attivo e non meramente punitivo dei medici e ci impegniamo per accelerare l’approvazione della legge sul rischio clinico. Vogliamo anche lavorare per migliorare e rendere più efficiente il Servizio sanitario nazionale che è uno dei migliori al mondo; per farlo, dobbiamo diminuire la corruzione e aumentare il livello dei servizi ai cittadini. L’aumento della età e l’arrivo di farmaci molto costosi mettono a dura prova la tenuta del Ssn nei prossimi decenni; ma niente di questo giustificherebbe un taglio indiscriminato di risorse. Anche la sanità parteciperà al miglioramento dei conti pubblici ma mai a discapito dei servizi per i cittadini”.
“I ministeri Interno e Difesa stanno collaborando per arrivare a individuare alcune caserme da utilizzare per ospitare temporaneamente i profughi.
Nella pratica significa che tecnici e funzionari stanno assumendo decisioni che incideranno sul territorio e avranno inequivocabilmente un valore politico e sociale” . Lo afferma il deputato Pd Vincenzo D'Arienzo che aggiunge, "Pur comprendendo l'emergenza e la necessità di tempestività, ritengo sia assolutamente utile un confronto con i rappresentanti istituzionali e le associazioni del settore dei luoghi interessati, al fine di valutare e affrontare le perplessità e le valutazioni che possono emergere e attivarsi per una loro soluzione. Serve, dunque, un lavoro condiviso nell'interesse delle comunità coinvolte per rispondere all'emergenza umanitaria in condizioni di sicurezza sociale e ambientale a tutela di tutti."
“Le decisioni insomma - conclude il deputato Pd - non possono essere esclusivamente di carattere tecnico invito perciò i Ministeri competenti ad avviare al più presto il confronto con le comunità interessate”.
Floriana Casellato, deputata trevigiana del Partito Democratico, ha prontamente raccolto l’appello di Romolo Guernieri, padre di Bruna che, con il marito Paolo Durante e le figlie Emma e Sofia, tutti residenti a Ponzano Veneto nel trevigiano, erano precipitati al largo delle Isole di Los Roques in Venezuela il 4 Gennaio del 2008.
La deputata di Treviso ha presentato un’interrogazione urgente al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, sottoscritta anche dai colleghi veneziani Michele Mognato e Andrea Martella, dove si chiede al Ministro se non intenda incontrare personalmente i famigliari di Guernieri e Durante, interessando ulteriormente l’ambasciata venezuelana in Italia per un approfondimento sullo stato delle ricerche e sui risultati ottenuti in passato, considerando che le vittime risultano tuttora disperse.
“Ho letto l’appello di Romolo Guernieri sulla stampa locale, dove chiedeva ai parlamentari veneti di ascoltare l’angoscia e la frustrazione delle famiglie coinvolte nel drammatico evento del 2008 a Los Roques. Questa mattina l’ho subito contattato telefonicamente per fargli sentire la mia vicinanza e per garantire l’impegno ad un interessamento ulteriore sullo stato delle ricerche dei loro cari – dichiara Floriana Casellato – Insieme ai colleghi Mognato e Martella ho depositato un’interrogazione urgente al Ministro Gentiloni con l’invito ad incontrare i famigliari dei dispersi, residenti a Ponzano nel trevigiano e a Noale nel veneziano, insieme alle altre famiglie italiane. Un incontro che ha un valore anzitutto umano, come gesto di considerazione nei loro confronti e, in secondo luogo ma non meno importante, occasione per un ulteriore approfondimento sullo stato delle ricerche e dei risultati ottenuti.”
“Come infatti è stato ritrovato il corpo di Vittorio Missoni e degli altri passeggeri inabissati sempre nelle acque di Los Roques nel 2013, riteniamo si possa aprire una nuova fase di ricerche anche per le vittime dell’incidente del 2008, nella speranza di fare qualche passo in avanti. – affermano i tre parlamentari del PD Casellato, Mognato e Martella - In ogni caso è nostra intenzione continuare a sollecitare un incontro con il Ministro, soprattutto per dare una risposta al dolore e al dramma che queste famiglie vivono da più di 7 anni.”
"I dati ambientali contenuti nell'annuario ISPRA 2015 presentato oggi al Ministero dell’Ambiente confermano l’urgenza di un approccio serio e fattivo ai temi della sostenibilità, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e del consumo di suolo.
Confermano antiche criticità per il nostro Paese, come ad esempio: la salute dei fiumi e dei laghi e il consumo di suolo, che in Italia procede inesorabile al ritmo di 7 metri quadri al secondo. Da ultimo e non per importanza il cambiamento climatico, che nel 2014 ha fatto registrare una forte anomalia della temperatura media nazionale (+1,57 °C) superiore a quella globale sulla terraferma (+0,89 °C) . Per l'Italia infatti il 2014 è stato il ventitreesimo valore annuale positivo consecutivo e si colloca al primo posto nel periodo che va dal 1961 al 2014.
Proprio ieri sera con l’approvazione alla Camera della mozione presentata dal Partito Democratico e da altri Gruppi politici sulle iniziative di contrasto ai cambiamenti climatici il Parlamento dà una prima risposta per arrivare ad azioni concrete sulla questione clima, anche rispetto anche agli impegni internazionali assunti dall'Italia e giusto nell'anno della Conferenza ONU sul clima (COP21) di Parigi. Anche per queste ragioni, oltre alla necessità di licenziare al più presto il DDL sul consumo di suolo e il provvedimento relativo alle agenzie ambientali, temi come clima, strategia di adattamento, economia circolare, azioni contro il dissesto idrogeologico sono stati tra gli argomenti al centro dei dibattiti, anche con membri del Governo, della Festa nazionale Ambiente del Partito Democratico, di Botticino ”. Lo afferma Chiara Braga, deputata Pd e responsabile nazionale Ambiente del Partito Democratico.
“Un plauso alla Guardia di Finanza, è l’ennesima conferma di una mole enorme rappresentata da una economia illegale e sotterranea, di risorse sottratte alla nostra economia e al fisco". E’ questo il commento della deputata Pd Susanna Cenni, capogruppo in commissione sulla contraffazione e relatrice dell’indagine sul tessile del distretto di Prato, al blitz della Guardia finanza svolto ieri a Roma, che ha portato alla luce un imponente movimento di prodotti, falso made in italy, confezionati prevalentemente a Prato.
“E’ anche la conferma- aggiunge - di quanto l’indagine che la commissione sta svolgendo su Prato rappresenti tutt’altro che un focus “locale”, ma aggredisca uno snodo nazionale ed internazionale dal quale far scaturire un salto di qualità capace di rimuovere ogni ostacolo ad una azione di contrasto veloce, coordinata ed efficace".
L’interrogazione al Ministero degli Esteri del Presidente del Comitato degli italiani nel mondo della Camera Fabio Porta per chiedere l’avvio dei negoziati incomprensibilmente bloccati
Sono quasi 130.000 i peruviani residenti in Italia e oltre 30.000 gli italiani residenti in Perù (senza contare i naturalizzati i quali hanno perso la cittadinanza italiana). Due collettività importanti che lavorano, pagano le tasse e versano i contributi agli Enti previdenziali dei due Paesi. Eppure, nonostante ciò, tra Italia e Perù non esiste ancora un accordo bilaterale di sicurezza sociale che tuteli adeguatamente i diritti previdenziali dei cittadini che sono emigrati da un Paese all’altro, spesso con le loro famiglie (come gli italiani in Perù). L’assenza dell’accordo con il Perù è una delle storiche ”dimenticanze” dello Stato italiano che per negligenza, mancanza di visione geopolitica e per apparenti più che reali ragioni economiche continua ad ignorare le pressanti richieste del Governo del Perù (molto interessato all’accordo) e della comunità italiana residente nel Paese latino-americano. Certamente l’Italia deve ancora e soprattutto onorare gli impegni formalmente presi con Cile, Filippine e Marocco con i quali già è stato firmato un accordo ma sinora mai ratificato. Ma queste inadempienze – che ledono la credibilità negoziale del nostro Paese – non giustificano l’inattività con il Perù. Basterebbe infatti avviare i negoziati con la controparte per verificare la disponibilità del Governo peruviano, l’utilità di un accordo, gli aventi diritto ad eventuale prestazione e i relativi costi. Sulla scorta quindi di tutte queste considerazioni l’Italia potrebbe valutare più serenamente e realisticamente l’opportunità di stipulare una convenzione di sicurezza sociale con il Perù, senza escluderla aprioristicamente come invece sta avvenendo adesso. Perché è importante e indifferibile che l’Italia stipuli un accordo di sicurezza sociale con il Perù? Sappiamo tutti che la finalità degli accordi di sicurezza sociale è quella di garantire la parità di trattamento di lavoratori e pensionati che si spostano, spesso permanentemente, dall'uno all'altro Paese contraente e l'esportabilità delle prestazioni previdenziali di cui sono o saranno eventualmente titolari. La stipula degli accordi bilaterali di sicurezza sociale consente, inoltre, ai lavoratori italiani emigrati e ai lavoratori stranieri immigrati in Italia, i quali, per varie ragioni, al compimento dell'età pensionabile non sono in grado di maturare un diritto previdenziale autonomo nel loro Paese d'origine per insufficienza contributiva, di attivare il meccanismo della totalizzazione dei contributi versati nei Paesi contraenti, ai fini del perfezionamento del diritto a un pro-rata (quota parte di pensione) e quindi di utilizzare proficuamente contributi che altrimenti rimarrebbero inutilizzati. Con il Perù (e come ho ribadito più volte non solo il Perù perché anche Cile, Ecuador e Messico sono nelle stesse condizioni) se non si stipula un accordo si rischia proprio questo: cioè la perdita dei contributi che i lavoratori italiani in Perù e i lavoratori peruviani in Italia hanno versato alle casse degli enti di previdenza; contributi che invece di servire a pagare le loro pensioni, servono a pagare le pensioni di altri. La consistenza della presenza di cittadini italiani in Perù e di cittadini peruviani in Italia, privi di tutela previdenziale in convenzione, impone all’Italia, se lo si ritiene un dovere di un Paese civile, la stipula di una convenzione bilaterale che tuteli adeguatamente questi lavoratori nell'ambito socio-previdenziale, anche per evitare che i lavoratori immigrati in Italia rappresentino un onere per il nostro Stato, richiedendo all'Inps, al compimento dell'età prevista, l'erogazione dell'assegno sociale che dovrà essere concesso in mancanza di una prestazione erogata dal Paese di provenienza. Inoltre, come rilevato dagli stessi ministeri competenti, i benefici che deriverebbero dalla vigenza dell’accordo di sicurezza sociale con il Perù sarebbero fruiti non solo dai lavoratori interessati ma anche dalle imprese italiane che sono interessate ad evitare la doppia contribuzione (in Italia e all'estero) al fine di migliorare la propria competitività sul piano internazionale rispetto alle imprese di altri Paesi che invece beneficiano di analoghe convenzioni. Dalla vigenza di un accordo con il Perù deriverebbero quindi benefici, in termini di reciprocità, calcolabili sotto il profilo della tutela previdenziale dei lavoratori, nonché di aumento dei redditi e della competitività delle imprese. Ecco perché ho presentato una nuova interrogazione al Ministero degli Affari esteri chiedendo di avviare trattative e negoziati con il Governo e le competenti istituzioni peruviane per verificare la disponibilità del Governo peruviano alla stipula dell’accordo, per individuare il numero dei potenziali beneficiari e stabilire i benefici da concedere, e soprattutto per quantificare i costi che, siamo certi, saranno compensati dalle tutele garantite.
Occorre che le istituzioni e le autorità competenti facciano piena luce sulle cause che hanno provocato una mattanza come quella delle 200 tonnellate di pesce morto nella laguna di Orbetello. Si accerti se il fattore scatenante sia stato realmente il fattore climatico e il luglio torrido di quest’anno, tra i più caldi di sempre, oppure se ci siano anche delle concause che possano far emergere profili di responsabilità”. Lo chiede la deputata Pd Laura Venittelli, responsabile nazionale per la Pesca e l’Acquacoltura, al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Martina, in una sua interrogazione condivisa anche dai colleghi Luca Sani, Nicodemo Oliverio, Marco Donati e Sabrina Capozzolo, in elazione al disastro che ha colpito la laguna di Orbetello.
“Quanto accaduto a Orbetello – dice la parlamentare dem Venittelli - non è un fenomeno da sottovalutare e andranno prese tutte le misure, anche di ristoro rispetto al danno subito dalla locale economia ittica in un periodo di alta stagione. Il Partito democratico è vicino alla comunità della Laguna e oltre a impegnarsi a favore di un’azione indennizzante, promuove la costituzione di un laboratorio di ricerca che monitori permanentemente la situazione e l’eco-sistema marino locale”.
“Oggi Cgil, Cisl e Uil sono nuovamente in piazza, davanti a palazzo Vidoni, per chiedere al governo l'avvio immediato di un tavolo di trattativa sulla riapertura del contratto del pubblico impiego. È' una richiesta giusta, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego e il conseguente blocco degli stipendi negli ultimi sei anni. Chiediamo al governo di riaprire la partita dei contratti che riguarda oltre 3 milioni e 300mila lavoratori, così come abbiamo fatto anche durante la discussione sulla riforma della pubblica amministrazione”.
Lo dichiarano Roberta Agostini, deputata pd, comm. affari Costituzionali, Marco Miccoli, deputato pd comm. Lavoro.
“Stiamo lavorando con celerità per arrivare alla pubblicazione delle “Carte delle aree potenzialmente idonee (CNAPI) ad ospitare i rifiuti radioattivi. Dopo inizierà la consultazione pubblica con i soggetti coinvolti per osservazioni e proposte” Lo ha detto la sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo , rispondendo in aula all’interrogazione della deputata Liliana Ventricelli sul deposito di scorie nucleari che dovrà sorgere sul territorio italiano. Velo ha anche sottolineato che “soltanto lo scorso 20 luglio è stato consegnato l'aggiornamento richiesto, per l'esame del quale le competenti strutture ministeriali si sono immediatamente messe al lavoro” e che “ a fine agosto è previsto il rilascio del nulla-osta alla pubblicazione della CNAPI e non , come dice la stampa, la scelta del sito definitivo. Data che sarà solo l’avvio e non la conclusione della lunga procedura, caratterizzata da consultazione pubblica con regioni ed enti locali, cittadini e comunità scientifica”.
“Chiediamo oggi al Ministero – ha replicato Ventricelli - di assicurare la partecipazione attraverso la Conferenza nazionale che è stata annunciata, e la massima trasparenza ed è per solidarietà fra le regioni che abbiamo presentato questa interrogazione. Fare dunque chiarezza su quali saranno le procedure per l’individuazione del Sito unico nazionale e testimoniare la nostra contrarietà che si è già ben delineata da parte delle associazioni e dei comitati di cittadini e delle amministrazioni locali”.
“Voglio inoltre ricordare – ha concluso - che la mia terra la Murgia, quindi la Puglia tutta, ha già pagato in termini di sfruttamento del territorio negli scorsi anni ospitando grandi infrastrutture di impatto ambientale e che a pochi mesi dalla proclamazione di Matera «Capitale europea della cultura» per il 2019, la realizzazione del deposito costituirebbe un biglietto da visita poco opportuno”.
Ora massimo impegno su percorso parlamentare
“Bene l’adesione della Cgil, Cisl e Uil alla legge d’iniziativa popolare contro le false cooperative, che anch’io con diversi colleghi abbiamo sottoscritto”. Così la vicecapogruppo Pd alla Camera Chiara Gribaudo, commenta la firma odierna da parte dei segretari delle organizzazioni confederali.
“Sono convinta – continua Gribaudo – che sia fondamentale il massimo sostegno da parte di tutti, perché possa essere rafforzato non solo il percorso parlamentare ma soprattutto la consapevolezza diffusa sull’opportunità di combattere disonestà e ingiustizie”.
“Mi pare – continua la vicepresidente del gruppo Pd - che anche l’accordo raggiunto da sindacati e cooperative sul Testo unico sulla rappresentanza, aggiunga un ulteriore tassello”.
“L’obiettivo comune deve restare quello di far sì che il mondo della cooperazione si scrolli di dosso le opacità che danneggiano chi è onesto, per tornare invece a essere riconosciuto come uno dei motori più importanti della nostra economia”, conclude Chiara Gribaudo.