“Nessun atteggiamento demagogico, solo atteggiamenti molto efficaci, perché rispetto al passato abbiamo non solo annunciato delle misure ma le abbiamo attuate”. Lo ha dichiarato a Sky Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera.
“Lo dimostra – spiega Rosato - l’8% in più di gettito nel 2014 grazie alla lotta all’evasione fiscale. Lo dimostrano, solo per fare degli esempi, le misure di contrasto all’auto-riciclaggio, la reintroduzione del falso in bilancio, cancellata dalla destra, gli accordi contro l’evasione portati a termine con la Svizzera e il Vaticano”.
“Tutte misure che contrastano la vera evasione, quella grande”, conclude Ettore Rosato.
“La Camera dei Deputati ha trasmesso al Senato, circa un anno fa, il disegno di legge delega al Governo per il riordino del Codice della Strada. Un testo licenziato al termine di un’indagine conoscitiva, condotta dalla commissione Trasporti, frutto del coinvolgimento partecipato ed attivo di tutti i soggetti istituzionali che si occupano del settore nonché delle Associazioni dei familiari delle Vittime della strada e degli operatori. Auspicavo che al Senato il provvedimento sarebbe stato esaminato con celerità, come i colleghi Senatori hanno affrontato il tema dell’omicidio stradale, per licenziare il testo prima dell’estate”. Lo afferma il deputato Pd e Presidente della Commissione Trasporti della Camera, Michele Meta.
"Apprezzo e sostengo le parole del ministro Orlando in occasione della sua visita al carcere di Rebibbia: la riforma dei colloqui tra i genitori detenuti e i figli minori è fondamentale per tutelare il diritto all'affettività genitoriale che purtroppo è assente in moltissime situazioni detentive". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e segretario della commissione Giustizia della Camera, Vanna Iori. "Circa 100mila bambini accedono ogni anno al carcere per incontrare un genitore detenuto, il 74% di loro non ha uno spazio idoneo e dedicato all’incontro: è una situazione inaccettabile, che dà vita a un esercito di orfani forzati, costretti a colloqui spesso brevi dopo viaggi di ore per arrivare alla struttura penitenziaria, in stanzoni rumorosi e poco accoglienti, dove il turpiloquio e le urla sono la norma", spiega Iori. "In una situazione del genere è difficile parlare di rapporti educativi e di affettività: spesso un genitore detenuto si vergogna di dire la verità, molti si inventano lavori, altri fantomatici viaggi all’estero, ma per tutti gli altri mantenere il rapporto genitoriale resta molto difficile con un colloquio generalmente mensile e una telefonata a settimana", aggiunge. "Ho ritenuto per questo importante e doveroso presentare due proposte di legge sui temi del diritto alla genitorialità e sull'affettività in carcere: non possiamo negare ai minori un diritto prioritario e fondamentale per il loro sviluppo", conclude la deputata del Pd.
“Ringrazio i colleghi della VIII commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici che oggi, con il loro voto, mi hanno rieletto alla carica di vicepresidente di commissione. Confermo di rinunciare alla relativa indennità d’ufficio, pari a circa 6 mila euro annui, come del resto avevo già fatto in occasione della mia elezione alla stessa carica all’inizio della legislatura il 7 maggio 2013. Continueremo a lavorare con il massimo impegno sulle tante e fondamentali materie di competenza della commissione, sempre con uno spirito di confronto approfondito e serio sulle questioni di merito per ricercare soluzioni normative e proposte utili al Paese”.
Lo afferma Tino Iannuzzi, deputato del Pd.
“Quanto accaduto in commissione Finanze racconta più di ogni altro possibile esempio quanto siano lontane la propaganda e le urla di alcuni esponenti del M5S dalla realtà dei fatti. Si sbagliano a votare, probabilmente per la poca dimestichezza con le procedure democratiche della Camera; a causa di questo errore perdono la possibilità di avere un loro rappresentante nel ruolo di vice presidente e poi se la prendono con inesistenti complotti ai loro danni. La realtà è che in questo caso si son fatti fuori da soli, in altri sono stati gli accordi fra le altre opposizioni a escluderli da ruoli istituzionali. Il Pd, come è del tutto evidente, non c’entra nulla”.
Lo dichiara il deputato democratico Emanuele Lodolini.
"La sentenza della Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia per la violazione dell'articolo 8 della Convenzione non può sorprenderci ma richiama il Governo ed il Parlamento a proseguire velocemente e con decisione sulla strada del riconoscimento delle unioni civili.”
Così la deputata PD e membro della Commissione Giustizia, Fabrizia Giuliani, ha commentato la sentenza della CEDU che condanna l’Italia per il mancato riconoscimento delle coppie omosessuali nella propria legislazione interna.
“In questi mesi si è lavorato intensamente per cercare il più ampio consenso su un provvedimento necessario per gli equilibri civili e politici del nostro paese. Per questo motivo ritengo che una sentenza chiara ed rilevante come quella della CEDU non debba essere utilizzata per aprire l'ennesima polemica politica, ma per dare la spinta decisiva al riconoscimento delle unioni civili, come ha ribadito lo stesso Presidente del Consiglio. Questa legislatura e questo governo sono nelle condizioni di superare il bipolarismo etico che ha tenuto il nostro paese fermo troppo a lungo, e' tempo di mettersi al lavoro e far cadere ogni alibi.
“La mancata elezione di vice presidenti di commissione del M5S è semplicemente dovuto ad accordi fra le opposizioni rispetto ai quali non c’è stato alcun ruolo del Pd. E’ inutile quindi che alcuni esponenti di quel movimento sbraitino contro il Pd. Come anche altri deputati 5 stelle riconoscono, a differenza della volta scorsa, il movimento non si è confrontato con nessuno e le opposizioni hanno fatto una scelta diversa. Non vogliamo dare lezioni a nessuno, ma almeno non si facciano affermazioni del tutto false e strumentali per nascondere i propri insuccessi e si dica la verità”. Lo dichiara il deputato Marco Di Maio, della presidenza del Gruppo
“Dare diritti certi in tutto il Paese alle coppie omosessuali, introducendo il loro riconoscimento legale come impone la sentenza della Corte di Strasburgo, sancisce quello che il Pd, con i colleghi Scalfarotto e Cirinnà in prima fila, sostiene da tempo: che trattasi di una battaglia di civiltà. Una sentenza che fa tornare l’Ue ai suoi principi ispiratori ribadendo che nell’Europa dei diritti umani e civili non c'e' spazio per discriminazioni di sorta. Mi auguro che ora l’Italia recuperi terreno su questo fronte e che, come indicato anche dal premier Renzi nel cronoprogramma delle riforme, il Parlamento approvi la legge sulle unioni civili entro l’anno. Tanto più che si tratta di una battaglia ormai matura e che riguarda tutti per un paese con più diritti e meno diseguaglianze. Per un’Italia migliore” Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la condanna dell’Italia per la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare di tre coppie omosessuali da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo.
La condanna della Corte di Strasburgo “spazza via qualunque resistenza e tattica ostruzionistica al riconoscimento pieno delle unioni civili tra persone dello stesso sesso”. E’ quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, sollecitando la “rapida approvazione al Senato del testo Cirinnà per eliminare ogni discriminazione nei confronti delle coppie omosessuali”. A giudizio dell’esponente del Pd, “è indispensabile che sulle unioni civili il nostro paese si metta al più presto al passo con gli ordinamenti degli altri Stati europei. Certo, la pronuncia della Corte europea dei diritti umani – osserva – brucia, ma come è già stato per le carceri, per le quali alla fine siamo stati segnalati come esempio da seguire, così anche in materia di diritti delle coppie gay possiamo e soprattutto dobbiamo dimostrare la nostra sensibilità riformatrice”.
“Le critiche avanzate dalla Cgil ai nostri emendamenti al ddl concorrenza contengono diverse imprecisioni e rischiano di sortire l’effetto di una ingiustificata drammatizzazione”. Lo dichiarano Andrea Martella e Silvia Fregolent, vicepresidenti del gruppo Pd alla Camera e relatori del provvedimento.
“Affermare – spiegano Martella e Fregolent – come fa Antonio Filippi che, rispetto alla formulazione iniziale, gli emendamenti all’art.19 sull’energia non cambiano nulla, è del tutto inesatto. Le modifiche da noi proposte fanno sì che il passaggio al mercato libero non sia brusco, non scatti, come fa intendere la Cgil, in modo automatico dal 1 gennaio del 2018, ma preveda una gradualità”.
“Non solo: per rispettare i rilievi avanzati durante le audizioni dall’Autorità per l’elettricità e il gas –continuano i due vicepresidenti del gruppo Pd – tale gradualità sarà anche scandita da una serie di paletti. Perché la transizione al mercato libero possa essere completata, si dovranno cioè soddisfare una serie di condizioni, poste a tutela dei consumatori, e suggerite dall’Autorità stessa”.
“Il via libera definitivo al passaggio verso il libero mercato – aggiungono Martella e Fregolent - potrà avvenire solo con un decreto ministeriale dopo il vaglio del Parlamento, che dovrà esprimersi con un parere”.
“Alla luce di tutto questo, riteniamo che i rilievi fatti dalla Cgil rischino di far percepire ai consumatori come negativo un provvedimento che presenta in realtà molti cambiamenti vantaggiosi”, concludono Martella e Fregolent.
"Ringrazio i colleghi per la fiducia riposta nei miei confronti". Lo ha dichiarato l'onorevole Michele Bordo, del Pd, dopo la sua rielezione a presidente della Commissione Politiche dell'Unione Europea della Camera dei deputati. "In questi primi due anni - ha aggiunto Bordo - ho cercato di esercitare la mia funzione con senso di responsabilità istituzionale e politica. Penso che il sostegno datomi oggi dai colleghi sia anche il riconoscimento di un importante lavoro fatto insieme. La Commissione, fino ad oggi, è riuscita a raggiungere importanti obiettivi, razionalizzando e accelerando leggi rimaste per troppo tempo bloccate e mettendo a punto misure per far ripartire la crescita, anche riducendo squilibri regionali e territoriali. Tanta strada è stata fatta, le tre Leggi Ue approvate ne sono un esempio, tanta resta da percorrere nell'ottica di adeguare ed integrare sempre meglio l'ordinamento europeo e nazionale”.
"La richiesta inoltrata oggi dal ministro Gentiloni, affinchè resti in Italia il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre e rientri dall'India Salvatore Girone, segna un passaggio importante dell’iniziativa per riportare in Patria i due marò. L’azione diplomatica del nostro governo è seria e porterà i suoi frutti”.
Così il neo presidente della Commissione Difesa di Montecitorio, Francesco Garofani.
Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano risponderà domani durante il question time alla interrogazione dei deputati del Pd che gli chiedono come intenda rispondere agli episodi che hanno visto alcune forze politiche e alcuni sindaci contrastare, e talvolta boicottare, gli interventi e le decisioni assunte dal governo per affrontare la situazione dei flussi migratori, anche alimentando un pericolosissimo clima di odio e ostilità verso i profughi stessi. I Deputati democratici chiedono inoltre interventi concreti per assicurare una gestione equilibrata ed efficace dell’accoglienza dei richiedenti asilo.
La richiesta inoltrata oggi dalla Farnesina al Tribunale internazionale del Diritto del mare di Amburgo per la permanenza in Italia del fuciliere di Marina Massimiliano Latorre e per il rientro dall’India di Salvatore Girone è un atto importante che tutela i marò e il nostro Paese. Grazie al ministro Gentiloni e con l’impegno di tutte le forze politiche, l’Italia affronterà forte e unita la fase decisiva dell’arbitrato internazionale, con la convinzione che la giustizia li porterà a casa questa volta definitivamente.
Lo afferma Andrea Manciulli, vicepresidente della commissione Difesa della Camera.
" Finalmente abbiamo potuto ridare dignità all'ufficio di Presidenza della commissione Cultura. Una persona che non ha avuto il buonsenso di dimettersi nonostante tutto quello che è accaduto non poteva continuare ad avere quella carica”. Lo afferma la deputata Gessica Rostellato, commentando la sostituzione di Giancarlo Galan alla presidenza della Commissione Cultura di Montecitorio, “un atto di giustizia dovuto a tutti i cittadini”, aggiunge. “Colgo l’occasione per fare i migliori auguri alla collega Flavia Piccoli Nardelli, nuova presidente della commissione Cultura della Camera," conclude.