“Giusta e condivisibile la proposta di legge per legalizzare la cannabis promossa dall'intergruppo parlamentare presieduto da Benedetto Della Vedova e presentata oggi in conferenza stampa dallo stesso sottosegretario agli Esteri Della Vedova. Un testo che ho sottoscritto convintamente, che affronta il fallimento del proibizionismo e segue l’esempio che arriva a livello internazionale da paesi importanti come gli Stai Uniti, dove già oggi in più di 20 Stati federali la marijuana è depenalizzata. Una legge che ha in parlamento un consenso ampio, visti i 218 sottoscrittori, e va nella stessa direzione della mia proposta di legge (AC 76) per la cannabis terapeutica. Proprio per garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute e alla libera scelta della terapia, tanto più in casi di gravi patologie, da tempo ho depositato tale proposta che mira a facilitare e disciplinare l'utilizzo di farmaci contenenti derivati, naturali e sintetici, della cannabis
“Mesi di impegno da parte del governo e le riforme messe in campo iniziano a dare i primi, tangibili frutti rispetto alle difficoltà concrete delle persone”. Lo dichiara Marco Di Maio, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, per commentare i dati diffusi oggi dall’Istat sulla povertà.
“Ormai da due anni – spiega Di Maio – il numero di famiglie che si trovavano a dover fronteggiare condizioni di povertà assoluta non faceva che aumentare. Era uno dei segnali che la crisi era entrata nella fase più acuta. Ora, una tendenza che tempo fa pareva quasi irreversibile si è arrestata”.
“Nel fatto che – continua il deputato democratico - la caduta libera dei redditi in alcune fasce sociali si sia fermata si possono intravedere i primi effetti dell’impegno del governo e delle riforme messe in campo. Significa che le politiche di sostegno ai redditi, le misure contro la disoccupazione e, più in generale, la ripresa si sta irrobustendo”.
“Non possiamo nasconderci – aggiunge Di Maio - che rimane da fare moltissimo. Il numero degli indigenti in Italia raggiunge ancora la cifra enorme e intollerabile di oltre 4 milioni di persone. Noi faremo di tutto per far sì che inizi a scendere, confidando innanzitutto negli effetti positivi della riforma del lavoro”.
“Di certo, nei numeri di oggi può essere rintracciata l’ennesima conferma che l’Italia riparte”, conclude Marco Di Maio.
"A dicembre dello scorso anno avevamo posto dubbi e timori sul progetto della nuova discarica Taglietto 1 di Villadose, in provincia di Rovigo e avevamo chiesto maggior condivisione e partecipazione per la cittadinanza. Oggi anche la Corte dei Conti pone la sua lente di ingrandimento sulla discarica, rafforzando gli interrogativi e le previsioni che io ed il Partito Democratico di Villadose, in splendida solitudine, avevamo posto all’attenzione di istituzioni e territorio". Lo dichiara il deputato del Pd, Diego Crivellari, dopo le ultime dichiarazioni apparse sulla stampa in merito ad un fascicolo di inchiesta da parte della Corte dei Conti sul progetto di realizzazione di una discarica a Villadose denominata Taglietto 1.
"Noto che anche il neo eletto sindaco di Rovigo ha scelto di congelare il progetto di ampliamento della discarica – continua Crivellari – convenendo sulla necessità della massima trasparenza da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Con il Pd di Villadose avevamo denunciato il fatto: i cittadini avevano subito decisioni prese da altri e scarsamente condivise; si trattava di un progetto altamente impattante che si insediava in una zona che in tema di rifiuti aveva già dato; e da ultimo alternative diverse non erano mai state prese in considerazione".
"Le mie considerazioni rimangono ferme e le ultime prese di posizione che il mondo politico si appresta oggi a sostenere confermano quanto detto da tempo. C'è bisogno di chiarezza, trasparenza e molto più spazio alla partecipazione dei cittadini", conclude il deputato dem.
La vice presidente della Camera: dati sulla povertà incoraggianti, impegno continui
“L'Istituto nazionale di statistica ci segnala novità positive: il numero di poveri in Italia ha smesso di crescere mentre tra le famiglie con figli comincia a diminuire. Al tempo stesso sono ancora troppi coloro che versano in condizioni di povertà assoluta, e le diseguaglianze tra aree geografiche e sociali restano grandi. Le regioni del Mezzogiorno continuano ad essere quelle che soffrono di più perché oltre una famiglia su quattro in Calabria, Basilicata e Sicilia vive in condizioni di indigenza”.
Così la vice presidente della Camera. Marina Sereni, commenta i dati dell’ISTAT.
“L'Italia - continua . sta uscendo dal momento più duro della crisi, l'economia ricomincia a crescere e le misure sociali e fiscali messe in campo dal Governo producono risultati. La vera lotta alla povertà si fa, infatti, rimettendo in moto l’economia, facendo ripartire il lavoro. Ma è un obbligo aiutare chi non ce la fa neanche a procurarsi il cibo ed evitare invece che questo venga distrutto, sprecato mettendo in campo un’educazione alimentare e norme anti-spreco che sono state già approvate in altri Paesi europei”.
“Bisogna dunque lavorare con ancora maggior determinazione e impegno per aiutare investimenti e occupazione e per sostenere – conclude - con provvedimenti specifici le fasce più deboli”.
"I dati resi noti dall'Istat attestano una battuta d'arresto per la crescita della povertà in Italia che incoraggia e dà fiducia, ma il numero dei minori che pagano più di tutti il peso di questa piaga sociale resta drammaticamente preoccupante: 1 milione e 45mila bambini e adolescenti, pari al 10% della popolazione, vivono in una condizione di povertà assoluta inaccettabile".
Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per
l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori. "E' necessario un investimento di risorse e di innovazione nel welfare minorile e, soprattutto, un riequilibrio della spesa sociale tra le generazioni: lo stesso rapporto Istat indica infatti la presenza di 590mila anziani, pari al 4,5% della popolazione, che vivono in condizione di povertà", aggiunge Iori.
"L'Italia si colloca al primo posto in Europa per interventi pubblici destinati agli anziani e soltanto al 18esimo per quelli relativi all'area famiglia-minori: basta pensare che alle famiglie con figli sotto i 18 anni è destinato appena l'1,1% del Pil, meno della metà rispetto a Francia, Austria e Inghilterra", sottolinea ladeputata del Pd.
"In base ai dati Istat occorre dunque rivedere il sistema del welfare minorile in Italia, superando leggi e norme vetuste, che devono essere rimpiazzate con interventi in grado di poggiare su due principi fondamentali: una maggiore integrazione tra i sistemi dei servizi e un'allocazione delle risorse sempre più equa e razionale", conclude la responsabile nazionale del Pd per l'infanzia e l'adolescenza.
“I dati dell’Istat sulla povertà sono confortanti e segnano un importante cambio di passo che ci auguriamo venga confermato nelle prossime rilevazioni. Sicuramente le riforme approvate dal governo e il trend economico positivo permetteranno di consolidare, se non di migliorare, questo dato tendenziale. I dati della povertà sono un segnale rilevante nella valutazione dello stato di salute di un paese; per questo ci auguriamo un cambio di tendenza maggiore che questo governo sta contribuendo a raggiungere”.
Lo dice Federico Gelli, responsabile sanità del Pd e componente della commissione Affari sociali della Camera.
"D'accordo con il generale Patrone, Capo del Corpo Forestale: accorpare, per valorizzare non per liquidare. Altrimenti faremmo un grande regalo alle mafie. Ieri sera abbiamo ascoltato il generale Patrone in Commissione Antimafia, il quale ha detto che se proprio bisogna semplificare l'organizzazione dei corpi di polizia, allora l'approdo più coerente per il Corpo Forestale è l'Arma dei Carabinieri. Affermazioni sostenute da due argomenti: la sintonia tra le funzioni già attualmente svolte da Forestale e Arma, pensando al NOE, e la presenza capillare in tutto il territorio nazionale delle caserme dell'Arma. Condivido e apprezzo il ragionamento del generale Patrone. Ma, come ha sottolineato il generale Patrone, dobbiamo vigilare tutti affinché effettivamente questa strada sia una occasione per fare tesoro della straordinaria capacità di intervento della Forestale in uno dei settori maggiormente appetibile per le mafie e per le organizzazioni criminali internazionali, che va dal traffico illegale dei rifiuti, fino al traffico internazionale di prodotti alimentari falsificati, un business che vale miliardi di euro e per il quale si combatte una vera e propria guerra, senza esclusione di colpi. In questa prospettiva è di conforto che proprio in questi giorni a capo del NOE dell'Arma sia arrivato il generale Sergio Pascali, già direttore del Servizio Centrale di Protezione, dove ha dato ulteriore e chiara prova di sensibilità nel gestire un corpo interforze, sapendo valorizzare le caratteristiche di ciascuna componente"
"Fico dice che la riforma della Rai è pericolosissima. Delle due l'una: o il presidente della Commissione Vigilanza Rai è vittima di un improvviso attacco di amnesia oppure nel Movimento 5 Stelle è in corso una scissione, dal momento che i senatori di M5S hanno votato il mandato al relatore, insieme alle altre forze politiche". Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione Vigilanza Rai. "I parlamentari di Grillo si mettano d'accordo tra loro e facciano sapere agli italiani che cosa hanno deciso", conclude.
A partire da oggi, alla fine di ciascuna seduta dell’Aula della Camera dei Deputati, i parlamentari della Commissione Lavoro, di tutti i partiti, interverranno per sollecitare il Governo ad affrontare e risolvere il problema della cosiddetta “Opzione donna”.
“Con questa norma – spiegano il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano e la capogruppo PD Maria Luisa Gnecchi - è possibile, per le lavoratrici, andare in pensione a 57 anni con 35 di contributi, (58 anni per le lavoratrici autonome) purché optino per il calcolo contributivo dell’assegno pensionistico”.
“Purtroppo – spiegano i deputati - nel 2012, l’INPS ha diffuso due circolari attuative che restringono il periodo di sperimentazione sostituendo la maturazione del requisito con la decorrenza del trattamento pensionistico già al 31 dicembre 2015, escludendo quindi le lavoratrici che alla stessa data abbiano maturato i requisiti per il pensionamento e che avrebbero percepito la pensione 15 o 21 mesi dopo” .
“Noi chiediamo che l’INPS corregga queste circolari. Facciamo presente che le risorse stanziate nel 2004 – proseguono - ammontano complessivamente a 1 miliardo e 684 milioni di euro, dei quali soltanto 708 milioni sono stati spesi fino a tutto il 2014. Avanzano 976 milioni – spiegano Damiano e Gnecchi - vale a dire il 58% dello stanziamento totale: ci stupirebbe che qualcuno dovesse chiedere una copertura finanziaria per questa correzione. Ma, se questo avvenisse, avremmo risorse largamente sufficienti a disposizione. La nostra sollecitazione è finalizzata a risolvere un problema molto sentito dalle lavoratrici: a questo punto non ci sono alibi, né politici né contabili, per dire no a questa richiesta di giustizia sociale. Il governo si pronunci”, concludono gli esponenti del PD.
“Per il M5S chi sconfessa il voto è traditore come Tsipras? E perché non rispetta il sondaggio della base sui partiti fuori dalla Rai?” Lo scrive in un tweet Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, allegando un’agenzia sui risultati della consultazione pubblicati sul blog di Grillo, secondo cui il 99% dei partecipanti vuole la Rai indipendente dai partiti.
La vice presidente della Camera in vista dell’Assemblea nazionale di sabato: serve un Pd forte e vitale
“La settimana politica si è aperta con il difficilissimo accordo europeo sulla Grecia e si chiuderà con l'Assemblea Nazionale del Pd a Milano. In mezzo, l'ottima notizia della conclusione del negoziato sul nucleare iraniano e l'arrivo in Aula a Montecitorio, per l'approvazione definitiva, della riforma della Pubblica amministrazione. Perché metto insieme questi fatti apparentemente slegati tra loro? Perché credo che invece siano utili a fare il punto sui nostri compiti per il futuro”.
Così, la vice presidente della Camera, Marina Sereni nella sua newsletter settimanale.
Dopo aver ricordato l’intesa, senza alternative, sulla Grecia Sereni avverte "se non vogliamo rassegnarci ad un'Unione di burocrati e contabili, dobbiamo accelerare il processo di cambiamento dell'agenda comunitaria"... "anche perché il mondo è cambiato e sta cambiando, nuovi protagonisti entrano nella scena globale, nuovi pericoli si accompagnano a nuove possibilità e l'Europa avrà un posto di primo piano - come dimostra il negoziato con l'Iran - solo se saprà avere una visione unitaria coraggiosa, un profilo politico e istituzionale all'altezza dei problemi da affrontare. Solo, insomma, se si muoverà verso gli Stati Uniti d'Europa. Può essere il Pse a prendere l'iniziativa?" Infine, dopo aver sottolineato l'importanza del ddl PA per modernizzare e rendere più efficiente il nostro Paese, la vice presidente Sereni si sofferma sul Partito Democratico.
Partendo dal ruolo che la Costituzione ai partiti quando recita ‘tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale’, Sereni sostiene “che dobbiamo molto innovare: negli strumenti, nelle forme di comunicazione, nelle modalità di aggregazione e di iniziativa”. “Se non ci pensiamo noi - domanda - chi potrà farlo? Ecco perché penso che il Pd debba darsi un'organizzazione e delle responsabilità chiare, a livello centrale e in periferia, superando vecchi schemi, investendo sulla voglia di partecipazione diffusa che abbiamo sperimentato in questi anni e che ora sembra rifluita. La chiave è lì: torniamo a guardare la società, le città, i mondi associativi che organizzano la solidarietà, le scuole, le Università per incontrare competenze e voglia di cambiamento”.
“Per questo qualche settimana fa avevo proposto di fare una "Leopolda" sul Pd. – conclude - Possiamo cominciare a parlarne all'assemblea di sabato prossimo? Lo spettacolo di un partito che litiga sui giornali ogni giorno e su tutto e che, soprattutto sul territorio, discute solo di incarichi non è molto appassionante... Ci siamo candidati a cambiare l'Italia, senza un Pd forte e vitale il filo delle riforme rischia di sfuggirci di mano”.
“Dopo il grave episodio ai danni del Gruppo Veronesi, il Ministro Alfano convochi un Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica sulle infiltrazioni mafiose a Verona. E' questa la risposta di cui abbiamo bisogno, sentire lo Stato accanto che combatte con noi per impedire le infiltrazioni. Nella notte tra sabato e domenica la sede padovana del Gruppo Veronesi mangimi, azienda veronese leader in questo segmento economico, è stata violata e ignoti hanno incendiato 15 camion - peraltro non di proprietà del Gruppo - già pronti per il trasporto di mangimi. All'inizio sembrava un'azione terroristica condotta da qualche gruppo antagonista anti OGM. Pare, invece, che le cose non stiano così. Quindi, e fino a prova contraria, può essere che il grave episodio sia l'ennesimo allarme e segnale della presenza della malavita organizzata in Veneto? Le analogie con le modalità di altri incendi dolosi avvenuti negli ultimi due anni mi lasciano il dubbio che difficilmente si tratta di fatti casuali. Non ci vuole un esperto per dire che il tipico atto intimidatorio della criminalità organizzata contro le imprese è proprio l'incendio di strutture e mezzi. Ricordo che tutte le relazioni delle Procure, delle Direzioni Distrettuali Antimafia, dei Carabinieri, univocamente, confermano la presenza della ndrangheta in Venero ed a Verona in particolare. Qui le "famiglie" hanno già coinvolto imprenditori e politici locali. Anche la visita a Verona e Venezia della Commissione Antimafia non è stata un caso. Poiché anche al Ministro Alfano la cosa non è sfuggita, così come egli ha scritto in risposta ad una interrogazione che ho presentato insieme al collega Naccarato, ritengo che dopo questo gravissimo episodio occorra accelerare: il Ministro convochi un Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica sulle infiltrazioni mafiose a Verona. E' questa la risposta di cui abbiamo bisogno, sentire lo Stato accanto che combatte con noi per impedire le infiltrazioni”.
Così Vincenzo D’Arienzo, deputato del Partito democratico.
Più volte è emerso il tema della montagna, di come contrastarne lo spopolamento garantendo ai cittadini parità di accesso ai servizi universali. L’On. Caterina Bini, come annunciato anche in occasione di alcuni incontri pubblici, ha messo a punto e presentato una propria proposta di legge in tal senso.
Il testo va a modificare la legge 31 gennaio 1994, n. 97, con l’obiettivo di favorire l'erogazione dei servizi di pubblica utilità nei comuni montani.
Si individuano innanzi tutto delle priorità nell’utilizzo del Fondo nazionale e dei fondi regionali per la montagna, destinando una quota non inferiore al 50% di tali risorse a garantire livelli minimi essenziali di servizi ai residenti, con particolare riferimento a servizi sanitari, scuole per l'infanzia e di primo grado, servizi postali e telecomunicazioni, trasporti e viabilità.
In caso di carenza ditali servizi e fino alla loro concreta realizzazione, sono previste esenzioni rispetto all’applicazione dell’addizionale IRPEF. Inoltre, nei casi di accorpamento di uffici statali, sono previsti parametri minimi di riferimento, a garanzia proprio della vivibilità del territorio.
“Credo che la proposta di legge sia estremamente semplice ed efficace – ha dichiarato la deputata pistoiese – I fondi per la montagna devono servire, prima di tutto, a garantire i servizi essenziali ai cittadini. Finché tale condizione non si realizza, i residenti pagano meno tasse.”
“I territori montani sono già oggi scarsamente popolati e vivono tutte le difficoltà di oggi in modo amplificato. Se vogliamo far vivere le nostre montagne, dobbiamo invertire questa tendenza, garantendo alcuni servizi minimi ed incentivando la popolazione residente a restare in montagna.”
L’Italia, con la missione diplomatica del premier Matteo Renzi in Africa orientale, finalmente torna a sottolineare l’importanza strategica della cooperazione allo sviluppo come fattore determinante per la crescita di una regione del mondo con grandi potenzialità.
L’appuntamento di Addis Abeba può rappresentare il punto di svolta per lanciare un nuovo modello di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo; i quali sono chiamati a fare fronte comune con la società civile globale, per ridisegnare percorsi democratici capaci di costruire società più giuste e attente agli ultimi.
L’Italia, grazie alla nuova legge sulla cooperazione che attendevamo da oltre vent’anni, si ritaglia oggi un ruolo da protagonista in questo importante vertice, forte anche di un patrimonio di associazioni e ong da anni in prima linea sul terreno della cooperazione allo sviluppo.
Lo afferma Khalid Chaouki, membro della commissione Esteri e presidente commissione Cultura presso l’Unione per il Mediterraneo.
DICHIARAZIONE ON. ETTORE ROSATO, PRESIDENTE DEPUTATI PD
“Willer Bordon è stato un amico fraterno e un politico di razza . La sua è stata una parabola ascendete eccezionale: da sindaco di Muggia, piccola realtà giuliana, a ministro dei Lavori pubblici e dell’Ambiente. Un politico mai sazio di novità. Eretico nel Pci perché iscritto anche al partito radicale, a fianco di Mario Segni nei primi referendum e tra i promotori di Alleanza democratica. Poi al fianco di Antonio Di Pietro nella nascita dell’Idv e quindi nella Margherita di Francesco Rutelli. Non era un trasformista, semmai un innovatore. Willer ha sempre battuto strade nuove, cercando sintonia con i cittadini. Sapeva cogliere, come pochi altri, il nuovo che maturava nel paese. Sapeva intuire con fiuto raro e intelligenza accorta. Mai fermo sulle sue posizioni. Ai suoi amici e collaboratori amava ripetere che i solo “i paracarri non cambiano mai idea” . Mi piace ricordare di Willer Bordon questo suo dinamismo, questo sua disperata vitalità che in quasi quarant’anni di vita politica attiva lo avevano fatto diventare un leader nazionale . Con Bordon perdo e piango un amico carissimo.”