“Claudio Martelli ha riproposto nella sua audizione i momenti salienti dell’azione del PSI durante i cinquantacinque giorni ma ha anche confermato quanto gli riferirono uomini dell’intelligence cechi e sovietici sul ruolo dell’ex primula rossa delle Br, Mario Moretti. Le sue fonti, cioè, gli dissero che la decapitazione della vecchia guardia brigatista, con gli arresti di Alberto Franceschini e Renato Curcio, fu attuata per favorire un ricambio ‘controllato’, potremo dire, con l’ingresso al vertice brigatista di Moretti, uomo legato ai servizi del Patto di Varsavia. Mi pare che anche questo aspetto della vicenda Moro, non nuovo ma assai importante, debba essere sviscerato dalla Commissione d’inchiesta”.
Così Marco Carra, deputato del Pd, componente della Commissione d’inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro, dopo l’audizione di oggi dell’ex vice segretario socialista Claudio Martelli.
“Siamo contenti che i lavoratori agricoli siano stati inseriti nelle clausole di salvaguardia, come ha annunciato oggi il ministro Poletti alla Camera; è un buon risultato ma noi insistiamo: la questione degli esodati ha bisogno di una soluzione strutturale”.
Lo ha detto la democratica Maria Luisa Gnecchi, capogruppo in commissione Lavoro durante il question time di oggi a Montecitorio.
Gnecchi ricorda anche che: “Occorre concludere rapidamente il monitoraggio avviato dal Governo insieme all’Inps per quanto riguarda l’Opzione Donna, cioè la possibilità per le donne di andare in pensione con calcolo contributivo a 57 anni di età e 35 di contributi: soprattutto, occorre finire prima che intervenga la giustizia amministrativa. Abbiamo invitato il ministro Poletti in commissione Lavoro per discutere ed approfondire tutte le situazioni rimaste irrisolte dopo la legge Fornero, così da trovare opportune soluzioni in tempi certi, e per ragionare sulle modifiche strutturali al sistema pensionistico così da garantire il naturale turn over e permettere l’ingresso ai giovani nel mondo del lavoro”, conclude Gnecchi.
“A giudicare dal numero di accessi già registrati nel primo giorno, l’esordio del 730 precompilato è molto incoraggiante”. Lo dichiara Marco Di Maio, dell’ufficio di presidenza del gruppo dei deputati Pd, e componente della Commissione Finanze alla Camera.
“Se nella sola giornata di apertura – spiega Di Maio – almeno 81mila persone si sono collegati al sito dell’Agenzia delle Entrate per accedere al loro 730 precompilato, ciò rafforza la speranza che l’innovazione introdotta dal governo si riveli successo”.
“Anche a prescindere dal numero di persone che ne faranno uso – continua il deputato democratico – il 730 precompilato è importante perché rappresenta il primo tassello di quella svolta culturale che il governo intende imprimere al rapporto tra i cittadini e il fisco”.
“Avvicinare queste due dimensioni, favorendo quanto più possibile la trasparenza, può infatti porre le basi per modificare la percezione che i contribuenti hanno dello Stato e, in questo modo, aumentare la fedeltà fiscale nei suoi confronti”, conclude Marco Di Maio.
Secondo l’ex delfino di Craxi fu un errore non convocare il parlamento
“L’audizione dell’ex delfino di Bettino Craxi, Claudio Martelli, ci consegna un’altra novità del caso Moro, con buona pace per chi ritiene superfluo il lavoro dell’organismo parlamentare. Infatti, Martelli ci ha raccontato oggi che in un incontro con l’allora capo del Sisde, Giuseppe Grassini, apprese che aerei Nato sorvolarono la zona del litorale laziale, tra Roma e Latina, dove secondo indiscrezioni poteva essere localizzata una base brigatista: la ricognizione, di cui si è poi saputo ma attribuita a mezzi dell’aeronautica italiana, aveva lo scopo di fotografare l’area. Tuttavia, Grassini rivelò a Martelli che sugli aerei non furono installate le opportune apparecchiature, cioè non furono scattate foto. La notizia mi pare davvero importante: ovviamente non conosciamo la catena di comando che portò alla decisione dell’intervento di aerei dell’Alleanza Atlantica e che scelse di non raccogliere immagini, di fatto boicottando la missione”. E’ quanto riferisce il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, componente della Commissione parlamentare ‘inchiesta sul caso Moro, dopo l’audizione di Claudio Martelli il quale “ha ricostruito – aggiunge Grassi - i contatti di quelle ore, riaffermando la posizione ‘umanitaria’ del suo partito di trattare con le Br, posizione che personalmente giudico invece a pieno titolo politica. Il quadro che emerge è desolante, ancora una volta: la politica non fece un passo per salvare Moro. Come è noto non fu ritenuta opportuna neanche la convocazione del Parlamento, una decisione che Martelli definisce ora un ‘grave errore’”.
“Lo sviluppo corretto della geotermia porta con se non solo benefici ambientali, contribuendo in maniera importante alla lotta contro i cambiamenti climatici, ma offre anche importanti occasioni per la creazione di nuovi posti di lavoro. L’Italia infatti, per le sue caratteristiche morfologiche, ha risorse geotermiche importanti e poco sfruttate. Proprio per queste ragioni le Commissioni riunite VIII Ambiente e X Attività Produttive della Camera hanno approvato oggi all’unanimità una risoluzione unitaria di cui sono prima firmataria, frutto della composizione delle proposte iniziali presentate dai vari gruppi e quindi sottoscritta e votata da tutti gli schieramenti politici, che impegna, tra l’altro, il Governo ad avviare le procedure di zonizzazione del territorio italiano per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili in coerenza anche con le previsioni degli orientamenti europei relativamente all'utilizzo della risorsa geotermica. Si prevede poi che vengano emanate entro sei mesi «linee guida» da parte del ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell'Ambiente che individuino nell’ambito delle aree idonee anche i criteri generali di valutazione finalizzati allo sfruttamento in sicurezza della risorsa anche a tutela dall’inquinamento delle falde acquifere, dell’aria e rispetto alle implicazioni di induzione della microsismicità. La risoluzione prevede infine che nella fase prerealizzativa ci sia un pieno coinvolgimento delle amministrazioni e delle popolazione locali nel processo decisionale favorendo l'eventuale applicazione del principio di precauzione”. Lo afferma Chiara Braga, deputata e Responsabile Nazionale Ambiente del Partito Democratico.
“E' stata approvata oggi dalla Camera la proposta di legge che istituisce il 3 ottobre come Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, per preservare nella memoria collettiva del Paese il ricordo della tragedia avvenuta il 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, dove 366 migranti persero la vita nel naufragio del barcone con cui cercavano di approdare in Italia.
Una iniziativa importante, perché non si può restare indifferenti di fronte al dramma di uomini donne e bambini in fuga da guerre e persecuzioni, violenza e miseria, che da noi cercano rifugio e la possibilità di una vita dignitosa. Ed è particolarmente significativo che questa legge sia nata dal basso, da una petizione sottoscritta da migliaia di cittadini comuni.
Di fronte all'intensificarsi della pressione migratoria verso le nostre coste, serve uno straordinario impegno comune di tutta l'Unione Europea, per salvare chi rischia la vita in mare, offrire adeguata accoglienza e canali umanitari di ingresso, e questo chiama in causa le scelte politiche delle istituzioni in materia di immigrazione e asilo. Ma c'è una responsabilità che può esercitare anche ciascun cittadino, quella della solidarietà umana. Per questo il 3 ottobre deve essere il giorno della memoria e anche dell'impegno: per ricordare, per il rispetto che dobbiamo a quelle vittime, ma anche per ascoltare, capire, confrontarci, riflettere sul valore della dignità umana e sul dovere dell'accoglienza.” Lo dichiara Paolo Beni, deputato del Partito Democratico e primo firmatario della proposta di legge.
“Rimuovere gli ostacoli burocratici che limitano la fruizione di musica e cultura e anche l'indotto economico di un settore con grandi potenzialità e con le carte in regola per essere volano di sviluppo per il Paese”. Lo chiede la deputata Pd Veronica Tentori in una mozione parlamentare dove spiega: “Lo spettacolo dal vivo in Italia, in particolare gli eventi di piccola e media dimensione, è ostacolato da procedure burocratiche complesse che intrecciano numerosi livelli di competenza all'interno della Pubblica Amministrazione. Un operatore del settore oggi deve rivolgersi a più interlocutori per i diversi permessi o autorizzazioni, con scarsa chiarezza di tempi, procedure e costi, che sono sempre più elevati. Tutto questo spesso scoraggia la realizzazione di eventi di spettacolo dal vivo: non attività marginali, ma che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla crescita economica e sociale delle nostre comunità.
"Con questo atto di indirizzo – prosegue - vogliamo sollecitare l'attenzione su questo tema e offrire proposte concrete come, ad esempio, la valorizzazione e diffusione delle buone pratiche già attuate da comuni virtuosi, l'adeguamento e l'armonizzazione della normativa relativa allo Sportello Unico Attività Produttive includendo i procedimenti sullo spettacolo dal vivo o la previsione di una specifica modulistica uniforme su tutto il territorio nazionale, privilegiando le procedure telematiche. Proposte in linea con la semplificazione burocratica e amministrativa che si sta mettendo in campo in questa fase politica."
“Alcune città – conclude Tentori - hanno già avviato sperimentazioni con risultati positivi. Per esempio il comune di Milano, in occasione di Expo, ha avviato un percorso articolato con procedure semplificate e meno onerose che interesseranno tutte le arti creative, anche attraverso l'apertura dello «Sportello Manifestazioni Expo in città», e il comune di Firenze ha già avviato una procedura informatizzata per agevolare il rilascio delle autorizzazioni.
“ L'idea di introdurre un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico si fa sempre più strada: oltre a Poletti e Boeri abbiamo oggi le dichiarazioni di Gutgeld, consigliere economico di Renzi, e dell'ex ministro Fornero, che hanno sostenuto che si può " ..rendere l'età pensionabile più flessibile, a condizione che chi si ritira prima prenda di meno...". Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
“ Sul merito – prosegue - possiamo avere delle differenze, ma non c'è dubbio che l'idea della flessibilità è quella giusta. In Commissione lavoro della Camera riprende oggi la discussione sulle correzioni al sistema pensionistico e decideremo di avere in audizione, accanto alle parti sociali, anche il ministro del Lavoro ed il Presidente dell'INPS”.
“ Sul tavolo c'è la proposta del PD: poter scegliere di andare in pensione a partire dai 62 anni con 35 anni di contributi e con una penalizzazione massima dell8%. Il Governo si confronti e non si fermi di fronte a due prevedibili ostacoli: il primo, è quello delle risorse che, a nostro avviso, possono essere stornate dalla montagna di risparmi miliardari che registriamo dal 2012, ben oltre le previsioni della stessa Ragioneria. Il secondo, è l'ostilità della Unione Europea che pretende sempre di dettare legge quando si tratta di pensioni (da tagliare) e di licenziamenti (da rendere più facili), alla quale va detto con chiarezza che le correzioni che noi proponiamo non mettono in discussione l'impianto della "riforma". Si tratta, invece, di un intervento di giustizia sociale che può aprire, con l'incremento del turnover, l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro” conclude il deputato PD.
“Le preoccupazioni espresse dai lavoratori del gruppo Sacci Spa, in merito alle già avviate procedure di mobilità per 135 unità, in organico presso le sedi di Roma, Castelraimondo (MC), Livorno, Pescara, Monte Roberto (AN), Bagno a Ripoli (FI), S. Martino sulla Marrucina (CH), Mondolfo (PU), Roseto degli Abruzzi (TE), Tavernola Bergamasca(BG), SanGiovanni Teatino, Collecorvino (PE), Notaresco (TE), Roma Portuense, sono state accolte. Infatti abbiamo interpellato il ministro dello Sviluppo economico per conoscere le intenzioni e le iniziative intraprese fino ad ora dal Governo per verificare il contenuto e gli obiettivi del piano industriale del gruppo Buzzi, al fine di tutelare la piena occupazione dei siti produttivi, scongiurando la chiusura di stabilimenti in grado di dare, anche ai nuovi acquirenti, solidi elementi di continuità produttiva se non addirittura di espansione”. Lo dichiara la deputata del Pd Irene Manzi.
L’interpellanza è firmata dai deputati Pd Agostini, Carescia, Lodolini, Marchetti, Morani, Petrini, Carella, Albini, Ermini, Taricco, Castricone, Manfredi, Arlotti, Rotta, Cova, Giuseppe Guerini, Gribaudo, Zappulla, Porta, Gnecchi, Carnevali, Beccattini, Tidei, Rocchi, Miccoli, Mauri, Cominelli, Richetti, Malpezzi, Magorno, a seguito dell'avvio della procedura di acquisizione della Sacci Spa da parte della multinazionale piemontese Buzzi Unicem.
“D i fronte ad un così complesso ed importante piano di acquisizione – conclude la deputata democratica - è opportuno conoscere concretamente il contenuto e gli indirizzi del piano industriale del gruppo Buzzi che, potendo vantare una grande solidità finanziaria, potrebbe investire nella nuova proprietà e rilanciare l’attività produttiva degli stabilimenti Sacci”.
"Abbiamo presentato al ministro Delrio le nostre istanze. Oltre alle preoccupazioni e alle problematiche legate alla chiusura dell’autostrada, siamo riusciti a rendicontare (per difetto) i disagi legati a questa emergenza. Siamo sicuramente soddisfatti dell'incontro e della disponibilità del ministro e del Governo. Adesso aspettiamo i fatti". E’ quanto afferma Magda Culotta, sindaco di Pollina e deputato del Pd, facendosi portavoce della delegazione dei primi cittadini dei 14 comuni interessati dai disagi della frana.
“Questa mattina – prosegue Culotta - durante un lungo confronto in aeroporto alla presenza del prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, il ministro Delrio ha illustrato le soluzioni a cui si lavorerà per il territorio. In particolare, la realizzazione, in tre mesi, di un by pass, una bretella che consentirà di reimmettersi in autostrada, seguita dalla rilevazione della frana (che inizierà subito) e dalla demolizione dei piloni. E infine il rifacimento della tratta danneggiata entro due anni”.
“Purtroppo – conclude il deputato del Pd – la mobilità alternativa è nel caos, bisogna intervenire sulle strade statali e soprattutto sulle provinciali, ormai completamente abbandonate. Per questo definisco la visita del ministro un’occasione per fare il punto e per capire cosa possiamo fare noi per aiutare il Governo nazionale. L’impegno, da parte nostra, non manca. La presenza di Delrio oggi ci fa sentire meno abbandonati”.
"Di fronte all'emergenza profughi facciamo insieme le battaglie a Bruxelles per una distribuzione equa tra tutti i Paesi europei dei richiedenti asilo, invece di limitarvi a fare della inutile propaganda.". Questo l'appello lanciato stamane da Khalid Chaouki, deputato PD, alla Lega Nord durante la trasmissione Uno Mattina.
"Di fronte a chi sta scappando da morte certa come in Kenya, Nigeria e Siria - ha proseguito Chaouki- è davvero disumano descrivere queste persone come clandestini. Sono donne, bambini e uomini che abbiamo il dovere di assistere temporaneamente come Unione Europea perché in fuga da vere e proprie operazioni di pulizia etnica e religiosa".
"Tuttavia l'Italia - conclude Chaouki- deve sentirsi vicina e solidale ai comuni della Sicilia, oggi in prima fila sul fronte dell'emergenza".
“Le sfide dell’Italia” è il convegno organizzato dal Gruppo del Partito Democratico della Camera dei deputati che si svolgerà a Civitavecchia, il prossimo venerdì, 17 aprile.
Tre i temi centrali che verranno affrontati : lavoro, politiche industriali e sviluppo sostenibile. Realtà oramai assolutamente interdipendenti tra di loro, come il nostro paese ha sperimentato ad esempio con la drammatica situazione dell’llva di Taranto.
Saranno presenti: i deputati Pd Michele Meta, presidente commissione Trasporti; Guglielmo Epifani, presidente commissioni Attività produttive, Marietta Tidei, componente commissione Attività produttive; il vicesindaco area metropolitana Roma Mauro Alessandri; l’ assessore Infrastrutture e Ambiente Regione Lazio Fabio Refrigeri; segretario Pd di Civitavecchia Enrico Leopardo; il direttore politiche industriali Confindustria Andrea Bianchi; il responsabile Affari istituzionali Enel Massimo Bruno; il segretario confederale Cisl Giuseppe Farina; il direttore divisione economia CNA Claudio Giovine.
Il convegno si svolgerà nella Sala consiliare del Palazzo comunale Pietro Guglielmotti, 7 Civitavecchia (ore 17.00 – 20.00)
“E’ necessario dotarci di una strategia nazionale che verifichi la possibilità di portare a compimento il progetto di realizzazione del collegamento Civitavecchia-Orte per dare impulso alla crescita di un porto ormai cruciale per lo sviluppo dell’Italia Centrale, e avviare interventi urgenti volti alla riqualificazione al potenziamento e alla messa in sicurezza della superstrada E45 e della strada statale 309 Romea, valutando la possibilità di trasformarla in un’arteria a percorrenza veloce a basso impatto ambientale”. Lo ha dichiarato Daniele Marantelli, dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera, durante l’intervento in Aula sulla mozione riguardante l’autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre.
“Come porto crocieristico, Civitavecchia – ha spiegato Marantelli - è il primo d’Italia e si batte con Barcellona per il primato a livello Mediterraneo. Il Mar Mediterraneo è il mare più trafficato del mondo ma l’Italia intercetta solo una parte trascurabile di tale traffico”.
“E’ ragionevole – ha proseguito il deputato democratico - che il porto di Civitavecchia vada all’attacco di quel 40% di merci al servizio del mercato metropolitano di Roma che arrivano da altri continenti e sbarcano a Rotterdam o ad Anversa. Bisogna agire su più fronti. Burocrazia, logistica, porto, infrastrutture. E in questa visione di insieme che collochiamo l’esigenza di completare la Orte-Civitavecchia”.
“L’intervento della magistratura è importante, anzi nel suo campo insostituibile, ma, da solo, non cambia il sistema. Noi, invece, abbiamo l’ambizione di bloccare il malaffare senza bloccare indispensabili per il rilancio della crescita”, ha concluso Daniele Marantelli.
“Oggi un altro steccato è caduto e lo sport ne è protagonista: i minori stranieri residenti in Italia potranno essere tesserati e giocare in nazionale”: questo è il commento di Filippo Fossati, Pd, a proposito dell’approvazione della proposta d legge sul cosiddetto 'ius soli sportivo', che permette il tesseramento di minori stranieri residenti in Italia presso società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva.
“Sono soddisfatto che il governo abbia accolto la mia sollecitazione di affiancare al riconoscimento del tesseramento sportivo societario anche quello di poter far parte delle selezioni nazionali di categoria, per le singole discipline sportive - prosegue Fossati - Si tratta di una esplicitazione niente affatto scontata che avrebbe potuto creare una fastidiosa discriminazione”.
Un primo passo per apertura della discussione su cittadinanza
“Oggi, con l’approvazione del provvedimento per favorire l'integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia tramite l'ammissione nelle società sportive, abbiamo compiuto un primo passo per recuperare l’assenza inspiegabile di una legge nazionale sullo ius soli sportivo”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Mara Carocci, componente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati -
“L’assenza di una legge è fonte di discriminazione per chi è nato e cresciuto in Italia. Per questo – spiega la deputata democratica – è necessario rimuovere le regole e le procedure che impediscono il tesseramento nel passaggio dall’attività sportiva di base all’attività agonistica, in modo da permettere ai minori stranieri di coltivare il talento e, nello stesso tempo, confermare il valore di integrazione sociale dell’attività sportiva”.
“Se lo sport si fonda su valori educativi sociali e culturali essenziali, se è un importante fattore di accettazione delle differenze e di rispetto delle regole, non si può che sperare che questa proposta veda la luce, dopo il passaggio al Senato, con una ampia maggioranza. Auspichiamo – conclude Carocci – che si tratti di un primo passo verso l’apertura della discussione sull’accesso alla cittadinanza italiana dei minori stranieri stabilmente residenti nel nostro Paese”.