Domani, venerdì 16 gennaio, alle ore 21, presso la Sala Civica Municipale di Pegognaga (Mn), si terrà “L'agroalimentare di qualità protagonista dello sviluppo economico”, incontro organizzato dal gruppo dei deputati Pd nell’ambito di una serie di iniziative sul territorio finalizzate ad ascoltare le esigenze di chi opera nei settori vitali e dei cittadini, sempre più attenti a temi come l’agroalimentare.
Preceduta da numerosi incontri dedicati al confronto con le parti sociali e di categoria, datoriali, lavoratori e imprenditori, all’iniziativa prenderanno parte, tra gli altri, i deputati Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Massimo Florio e Marco Carra, componenti della stessa Commissione Agricoltura, Marina Berlinghieri, componente della commissione Politiche dell’Unione Europea e Sabrina Capozzolo, responsabile Politiche Agricole della segreteria nazionale del Partito Democratico.
Ecco cosa stiamo facendo per l’edilizia scolastica
"E’ davvero triste che qualcuno abbia pensato di strumentalizzare l’episodio della scuola materna Vittorino da Feltre di Sesto San Giovanni per attaccare il governo Renzi. In quella scuola nei giorni scorsi calcinacci caduti dal soffitto di un'aula hanno colpito alcuni bambini, fortunatamente senza gravi conseguenze. Triste perchè, aprendo bene gli occhi, scopriremmo che il Comune di Sesto San Giovanni rappresenta una di quelle amministrazioni che funzionano bene, avendo in pochi anni realizzato interventi di ristrutturazione in ben 35 edifici scolastici (27 plessi a cui vanno sommati 8 nidi); lì sono state realizzate operazioni di messa in sicurezza per un totale di circa 20 milioni di euro di spesa di cui 14 per interventi già effettuati. E non solo: il 63% delle scuole è stato coinvolto in interventi di ristrutturazione e adeguamento di impianti, tetti e facciate, pavimentazioni e palestre, spazi esterni, seminterrati e refettori. Insomma, quel Comune, e da anni, si è speso per la messa in sicurezza degli edifici scolastici mettendo in campo una visione di lungo periodo che ribadiva l'importanza politica e culturale di scuole sicure. Ora, il varo di un grande piano di edilizia scolastica è stato uno dei primi punti programmatici del governo attuale. I tre principali filoni del suo piano (#Scuolenuove, #Scuolesicure e #Scuolebelle) coinvolgono complessivamente 21.230 interventi in edifici scolastici per investimenti pari a oltre un miliardo di euro. Quattro milioni di studenti e una scuola italiana su due sono protagonisti di questo primo progetto, che porta nell’arco del biennio 2014-2015 a demolire gli istituti fatiscenti e a costruirne di nuovi, fare interventi di manutenzione ordinaria (dalla tinteggiatura all'efficientamento energetico) e realizzare ristrutturazioni più importanti, compresa la rimozione dell'amianto. Se qualcuno vuole costruire le proprie fortune politiche con del disfattismo peloso dovrà ricredersi. Gli investimenti sono stati varati e gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione sono già in atto . Il governo Renzi le scuole le sta davvero rimettendo al centro dell'agenda politica, tutto il resto sono solo chiacchiere". E' quanto dichiara in una nota Simona Malpezzi, componente della commissione Cultura.
Europa non può solo chiedere, deve cominciare a dare
“Non possiamo che valutare favorevolmente l’apprezzamento del vicepresidente Katanein in merito alle riforme compiute dall’Italia – lo dichiara Silvia Fregolent, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati, commentando le parole di Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione europea, durante l’audizione davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato”.
“Il semestre europeo è stato per l’Italia l’occasione per perseguire un rinnovamento della politica europea, con l’adozione di misure concrete per rilanciare la crescita e l’occupazione e – spiega la deputata Pd - per alleviare l’impatto sociale della crisi. Apprezziamo, dunque, le aperture e il contributo attivo proveniente dalla Commissione europea, ma il nostro compito sarà quello di continuare a incalzare l’Europa, affinché vengano sanate le numerose criticità ancora presenti”.
“La situazione economica mondiale dimostra che la ripresa è iniziata e tutti i Paesi sono in crescita, tranne quelli europei. Anche la Germania, considerata a buon titolo la locomotiva d’Europa, mostra una accelerazione, ma la sua economia non cresce quanto quella Usa. Ora è necessario rilanciare l’economia a livello globale, perché – conclude Fregolent - l’Europa non può solo chiedere, ma deve cominciare a dare”.
“Oggi abbiamo un’ulteriore conferma che il business della contraffazione alimentare è uno dei più floridi tra quelli organizzati dalle agromafie ai danni dell’economia legale e del Made in Italy; per questa ragione la Commissione parlamentare d’inchiesta se ne occuperà approfonditamente partendo dall’ascolto di Giancarlo Caselli e dei ricercatori dell’Eurispes”. Lo afferma la deputata Pd Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno della contraffazione, commentando i dati emersi dal III Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare.
“La gestione dei circuiti illegali di import/export di prodotti agroalimentari contraffatti o falsamente certificati e tracciati, come la macellazione e la panificazione clandestine e abusive – spiega - sono tra le attività più fiorenti di gruppi criminali capaci di muovere enormi quantità di capitali e di stabilire relazioni ‘pericolose’ con l’economia sana e le istituzioni. Con le audizioni di Giancarlo Caselli e dei magistrati in prima linea nella lotta alla contraffazione vogliamo comprendere se lo Stato possiede tutti gli strumenti legislativi necessari a prevenire e contrastare questo fenomeno, che sottrae all’agricoltura ed all’agroindustria sane decine di miliardi di fatturato l’anno.
Bene ha fatto il ministro della Giustizia Orlando – conclude Mongiello - ad annunciare la costituzione di un gruppo di lavoro specializzato per gli agroreati con il quale la Commissione è disponibile a collaborare per costruire una rete istituzionale più ampia e forte a tutela del Made in Italy in Italia e nel mondo”.
“Sulla questione della privatizzazione dell'ANAS S.p.A, oggetto dell'audizione odierna del presidente Pietro Ciucci in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, sollecito prudenza e grande attenzione”. Così il capogruppo Pd in commissione, il deputato Enrico Borghi che sottolinea come "il tema deve fare i conti con il fatto che la privatizzazione è stata immaginata all'inizio degli anni Duemila, quando i volumi di traffico erano superiori rispetto ad oggi, le politiche del tempo spingevano per privilegiare la gomma rispetto al ferro e i mercati finanziari supportavano lo strumento del project financing”.
“ Oggi – spiega - questo scenario è mutato: le politiche pubbliche spingono verso il trasferimento dalla gomma al ferro, i flussi di traffico sono calati a causa della crisi e la finanza di progetto mostra la corda. Il modello di business quindi è cambiato, e ANAS S.p.A. deve ripensarsi dentro questo scenario, anziché proseguire con inerzia su direttrici del passato. Inoltre, non è certo pensabile scaricare sull'utenza costi maggiori attraverso ipotesi di pedaggiamento di strade statali come si pensava in passato. Serve quindi un ripensamento strutturale del tema, anche perché il mercato su questi aspetti in Italia è ancora asfittico e chiuso e quindi come tale privo di quella concorrenza necessaria per garantire che non si scarichi sull'utenza il costo del processo".
"Vi è da considerare -continua Borghi- che da un lato la crisi in atto nel paese non permette l'aumento di costi a carico dell'utenza che utilizza le strade, e dall'altro la domanda che emerge dal paese è che ANAS torni ad occuparsi di quelle arterie oggetto in passato di riclassificazione e che oggi, a causa della crisi finanziaria degli enti locali, hanno manifestato evidenti problemi connessi alla manutenzione, alla messa in sicurezza e al completamento infrastrutturale".
Oggi a Montecitorio la presentazione
L’intergruppo parlamentare Giovani e l'Erasmus Student Network continuano la collaborazione e l'organizzazione di iniziative per la promozione della Campagna #GenerazioneSenzaVoto.
Grazie al lavoro dei ragazzi dell'associazione ESN Italia con le associazioni giovanili e vari esponenti politici e amministratori locali, nella giornata di sabato 17 gennaio dalle ore 10 alle ore 18 si svolgerà in contemporanea, nelle piazze delle 30 principali città italiane, la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per assicurare il diritto di voto degli studenti Erasmus che si trovano temporaneamente all'estero.
La giornata di mobilitazione sarà presentata alla conferenza stampa di oggi, giovedì 15 gennaio alle ore 13 presso la sala stampa della Camera dei Deputati, e potrà essere seguita in diretta streaming sul sito della Camera. Interverranno le deputate del Pd Francesca Bonomo, commissione Politiche Ue, e Anna Ascani presidente Intergruppo parlamentare giovani, Fabrizio Bitetto presidente Erasmus Network Italia, il senatore del Pd Francesco Russo, Irma Melini, consigliere comunale di Bari esponente di Forza Italia, Francesco Daniele presidente della Circoscrizione 3 di Torino esponente del PD. Sarà presente anche Francesco Paolo Sisto, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati.
“La giornata nazionale di raccolta firme vuole essere una vetrina importante per dare visibilità a questa importante iniziativa a sostegno dell'esercizio del diritto di voto e della democrazia. Assume inoltre una particolare rilevanza proprio in questi giorni in cui l'aula del Senato sta discutendo il testo di riforma della legge elettorale. Auspichiamo che si prenda in considerazione la mobilitazione di migliaia di giovani intorno a un tema così importante e che il governo confermi l'impegno a trovare una soluzione per garantire la possibilità per tutti gli studenti e gli italiani, che si trovano temporaneamente all'estero o fuori sede, di votare per le elezioni italiane senza doversi spostare”.
Occasione per mettere in rete buone pratiche già esistenti
“Non possiamo che accogliere con favore la proposta di rendere obbligatorio l’insegnamento dell’educazione ambientale”. – così Simona Malpezzi, deputata Pd e componente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati, commenta la notizia del progetto dei Ministeri dell'Ambiente e dell'Istruzione -
“Nelle scuole l’educazione ambientale è già materia di insegnamento, sviluppata nell’ambito delle ore di lezione di scienze. Quindi – spiega la deputata Pd - è necessario che vengano ripensati i programmi per garantire un approccio continuativo all' educazione ambientale senza inserire una nuova disciplina curriculare ma privilegiando gli aspetti pluridisciplinari e considerando l' educazione ambientale come ricchezza trasversale a più materie.
“Auspico che l’applicazione del progetto sia l’occasione per potenziare i rapporti tra gli istituti scolastici e le associazioni ambientaliste e – conclude Malpezzi - per mettere in rete le buone pratiche che già si realizzano spesso grazie al contributo delle amministrazioni locali”.
“Abbiamo depositato il testo base della Riforma delle prescrizione, si tratta di un buon equilibrio tra le esigenze di punibilità e la garanzia del principio costituzionale della ragionevole durata del processo”.
Così la democratica Sofia Amoddio, relatrice della progetto di legge di Riforma della prescrizione, la quale sottolinea che “fino al 12 febbraio c’è tempo per la presentazione degli emendamenti. Noi relatori siamo ben disposti a ragionare su eventuali miglioramenti . L’Ufficio di presidenza della Commissione Giustizia ha deciso che continueremo a lavorare autonomamente rispetto al percorso del DDL del Governo nel quale la prescrizione è solo uno dei tanti interventi legislativi. Il testo base da noi avanzato prevede in sintesi l'aumento di un quarto dell'attuale prescrizione; quella per i reati commessi nei confronti dei minori inizierà a decorrere dal compimento del 14esimo anno di età del minorenne parte offesa, indipendentemente da quando il reato è stato commesso; la sospensione dei tempi di decorrenza tra il primo grado e l’appello per due anni; la sospensione di un anno dopo il deposito della sentenza di condanna in grado di appello, anche se pronunciata in sede di rinvio. Abbiamo ritenuto di eliminare dal testo base il raddoppio dei termini di prescrizione per il reato di corruzione perchè il governo nel suo disegno di legge ha aumentato la pena edittale per questo reato ed automaticamente aumenta il tempo necessario a prescriverlo”.
“Bisogna risolvere nel più breve tempo possibile la grave situazione del deposito di rifiuti radioattivi Cemerad, situato nel Comune di Statte (Taranto), a pochi kilometri dall’Ilva, poiché è estremamente pericoloso per l’ambiente e la salute delle persone. Si tratta di un sito ‘anomalo’ perché è completamente fuori dai requisiti minimi richiesti per l’idoneità a svolgere la sua funzione. Ci pare che la burocrazia stia fermando, ancora una volta, l’opera di messa in sicurezza dell’area. E’ necessario, quindi un intervento del Governo. Siamo tutti preoccupati per questa situazione, tanto che ho scritto anche al Presidente Renzi chiedendogli di occuparsi personalmente e con urgenza di questo caso”.
Lo ha detto il deputato democratico Alessandro Bratti, presidente della Commissione d’inchiesta sui rifiuti, durante il question time di Montecitorio.
"L’Agenzia europea dei farmaci (Ema) ha deliberato già da qualche tempo l’eliminazione della prescrizione medica per la pillola dei ‘5 giorni dopo', stabilendo così che si tratta di un prodotto sicuro ed efficace. Ora è necessario che l'Italia si muova per garantire anche alle donne italiane lo stesso trattamento previsto per tutte le donne europee. Voglio ricordare che nel nostro Paese per assumere questa pillola vige tutt’ora l’obbligo del test di gravidanza, incomprensibile poiché ‘EllaOne’, il farmaco in questione, è un contraccettivo di emergenza e non è un farmaco abortivo. Dunque, mi auguro che l'Aifa faccia con accuratezza ma in tempi rapidi le verifiche necessarie previste e che la ministra Lorenzin, nell'ambito delle sue competenze, si impegni per adeguare il nostro Paese ad una decisione assunta in sede europea”.
Lo afferma Roberta Agostini, deputata del Partito Democratico.
“Con il piano anti-tratta proteggiamo le vittime e togliamo mano d’opera all’economia illegale”. Così Giovanna Martelli, deputata Pd e Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri per le Pari opportunità, commenta le dichiarazioni del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, sul peso che l’economia illegale ha sul Pil.
“Il Dipartimento per le pari opportunità - prosegue Martelli - è impegnato sulla tratta dal 1999. Lo sfruttamento è sia sessuale che lavorativo. C’è una forma di tratta relativamente poco esplorata, che prevede il coinvolgimento di persone trafficate in attività illegali, soprattutto in quelle collegate allo spaccio, al borseggio, ai furti, alla prostituzione e all’uso di minori per accattonaggio”.
“Ora per migliorare il sistema – prosegue Martelli - siamo in fase d’adozione del nuovo piano nazionale anti tratta che prevede il miglioramento del sistema di protezione delle vittime dal racket dello sfruttamento”.
“Se il sistema funziona si diminuiscono i profitti della criminalità organizzata e il peso dell’economia illegale sul Pil”, conclude Giovanna Martelli.
“La decisione dell’Agenzia del farmaco europea (Ema) sia un punto di riferimento per l’Italia, affinchè la pillola dei 5 giorni dopo sia messa in commercio anche qui senza l’obbligo di ricetta e senza l’obbligo del test di gravidanza (quest’ultimo vigente solo in Italia). Questo farmaco contraccettivo potrebbe essere di grande aiuto per le donne che vedono riconosciuto il loro diritto a gestire il proprio corpo. Mi auguro che questa decisione sia presa senza lunghe attese anche da noi così da rendere l’Italia un Paese più moderno”.
Così Laura Garavini, dell´Ufficio di Presidenza del Gruppo PD alla Camera, commentando la decisione dell’Unione Europea di autorizzare la vendita della pillola dei cinque giorni dopo senza ricetta medica.
“Il Pd presenterà una risoluzione per migliorare ulteriormente la riforma del regime dei minimi introdotta dalla Legge di Stabilità approvata nel dicembre scorso”. Lo annunciano Marco Causi e Giovanni Sanga, componenti Pd in Commissione Finanze della Camera.
“La riforma prevista nella Legge di Stabilità – spiegano Causi e Sanga – rappresenta un deciso passo avanti nella regolazione del regime fiscale delle partite Iva, dal momento che introduce importanti elementi di razionalizzazione e semplificazione, e allarga la platea dei beneficiari. Stabilizza, infatti – continuano Causi e Sanga - il regime dei minimi, abolendo i limiti di età e la durata; esonera i titolari di partita Iva dagli obblighi di tenuta delle registrazioni contabili, con conseguenti forti risparmi per i contribuenti; introduce una significativa riduzione degli adeguamenti contabili e burocratici e l’azzeramento, per i primi tre anni, di un terzo dell’imponibile fiscale”
“E’ tuttavia possibile – proseguono i due componenti Pd in Commissione Finanze - migliorare ulteriormente gli effetti delle riforma, specie rispetto ad alcune categorie, come ad esempio i professionisti, lavorando sull’innalzamento delle soglie e la revisione delle aliquote contributive. Il Pd presenterà per questo una risoluzione, in modo per fornire al governo una base di discussione che permetta di mettere a punto quei miglioramenti necessari a far sì che tutte le categorie interessate possano beneficiare appieno della riforma”, concludono Causi e Sanga.
"Il grido d'allarme che oggi i sindaci hanno lanciato sull'emergenza sfratti non può rimanere inascoltato dal Parlamento, né si può pensare che questo cerino venga lasciato spegnersi nelle mani delle amministrazioni comunali creando tensioni sociali soprattutto in aree metropolitane e in fasce di persone già provate dalla crisi economica in atto.
Per questo come gruppo del PD in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici siamo disponibili a ragionare circa un inserimento della proroga degli sfratti all'interno del percorso di conversione in legge del decreto Milleproroghe". Così il deputato Pd Enrico Borghi, capogruppo in commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici.
"Che ne sarà di RaiExpo, la mega struttura messa in piedi dalla Rai per promuovere l’Expo, ora che la convenzione da 5 milioni di euro con Expo spa, in scadenza a fine aprile, non verrà rinnovata dalla società di gestione dell’evento? Considerato che conta 58 dipendenti e una doppia sede e non può essere smobilitata in quattro e quattr’otto, e visto anche che tra produzioni e suo mantenimento la Rai era già andata oltre budget, la tv pubblica ora ci rimetterà soldi?”. E’ quanto chiede il capogruppo del Pd in commissione Vigilanza Vinicio Peluffo dopo le dichiarazioni di ieri del commissario unico di Expo 2015 Giuseppe Sala, anticipando i contenuti di un’interrogazione al presidente Rai Anna Maria Tarantola e al direttore generale Luigi Gubitosi.
“Sala – continua Peluffo - ha raccontato ieri di stare ipotizzando con la tv pubblica una nuova forma di collaborazione: quali sono le ipotesi in campo? Quali gli eventuali risvolti economici per la tv pubblica? Dalla dirigenza Rai stavolta mi aspetto non la solita risposta reticente”. “Per ora – afferma Peluffo – le uniche certezze sono che il lavoro svolto finora da RaiExpo, senza nulla togliere alla professionalità di chi ci lavora, è stato deludente, se rapportato alle spese sostenute addirittura scandaloso. Che è stato sbagliato lavorare da Roma invece che da Milano, città dell’Expo. E che il servizio pubblico è in preoccupante ritardo non avendo ancora avanzato nessuna proposta per svolgere il ruolo di host broadcaster dell’Expo, cioè di televisione che fornirà le immagini dell’evento ai media del mondo. Mentre per avviare i contatti con le altre emittenti mediali internazionali, pubbliche e private, in rappresentanza di tutti i Paesi espositori, serve tempo”. “La dirigenza Rai – conclude Peluffo - sta accettando di correre il rischio che l’azienda non sia protagonista dell’evento”.