La norma transitoria che impone l’applicazione della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) a tutti i progetti per ogni singolo caso è stata necessaria per adeguare la legislazione italiana alla europea, a seguito delle procedure di infrazioni contestate dalla Ue al nostro Paese. Tuttavia, amministrazioni e privati hanno a disposizione la Guida della Commissione europea che fornisce indirizzi operativi e facilita la valutazione delle opere e dà l’opportunità di decidere, nella legittimità, di non sottoporre alla Via progetti con scarso o nessun impatto sull’ambiente. È questo il contenuto della risposta del ministro Galletti all’interrogazione della deputata Pd Raffaella Mariani (commissione Ambiente), dello scorso settembre, seguita alla richiesta di molti soggetti istituzionali (Province e Regioni) e produttivi di avere chiarimenti sull’applicazione della procedura di Via ai progetti varati dalle pubbliche amministrazioni e dalle realtà private. “Il ministro – ha dichiarato Mariani - ha inoltre rassicurato che a breve sarà emanato il decreto per fissare i nuovi criteri d’esenzione. Attualmente, però, per i progetti dove sussista il dubbio di un reale impatto ambientale sarà sufficiente un esame preliminare, con questionari o checklist e sul risultato si potrà decidere di sottoporre o meno i progetti alla Via. Sarà così possibile evitare il paventato abbandono di progetti da parte di quegli imprenditori scoraggiati dal rischio di doversi sottoporre a lunghe e onerose procedure ambientali per qualsiasi iniziativa. E si darà così nuovo respiro a chi vuole mandare avanti la nostra economia e aiutare il paese ad uscire dalla crisi”.
“La sospensione del decreto ministeriale sull’IMU agricola nei Comuni montani è una vittoria del buon senso e dell’ascolto dei territori svantaggiati e delle imprese che vi operano”. Lo affermano i deputati del Partito Democratico Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera, Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE di Montecitorio, e Dario Ginefra, componente della Commissione Attività produttive, commentando l’intervento in Aula del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che ha annunciato, a nome del Governo, “la sospensione dell’atto e una più approfondita riflessione sul meccanismo di regolamentazione dell’imposta”. “Abbiamo messo in campo un’azione politica focalizzata sulle specificità di un’ampia porzione del nostro territorio in cui l’attività agricola è la principale voce economica ed un presidio di sicurezza del territorio. Per queste ragioni abbiamo fatto rilevare al Governo la contraddizione tra le previsioni del decreto, più restrittive e onerose delle attuali, e le politiche di coesione territoriale e sociale fin qui perseguite. La persistenza della crisi economica e le devastanti calamità naturali succedutesi in questi mesi hanno effetti ben più gravi sulle aree montane e nelle zone geograficamente svantaggiate. Il necessario intervento di regolazione dell’IMU ne deve tenere conto per evitare di produrre un danno irreversibile su aziende strutturalmente più deboli e con fatturati sensibilmente inferiori a quelle che operano in zone meglio infrastrutturate e più prossime ai mercati. La sospensione del decreto interministeriale offre al Governo, con la opportuna collaborazione del Parlamento, di elaborare una soluzione equa e rispettosa dei principi della Costituzione e della legislazione nazionale ed europea - concludono i deputati del PD – incentrata proprio sul recupero della competitività economica e della vivibilità di territori densi di bellezza e ricchi di vita”.
Rispondendo ad un'interrogazione presentata dal gruppo PD in Commissione Finanze della Camera dei Deputati a mia prima firma, il sottosegretario Baretta ha informato che "il Governo sta provvedendo ad una modifica delle modalità relative all'applicazione del decreto legge 66/2014 relative all'IMU agricola, con l'obiettivo di rinviarne il pagamento stabilito per il 16 dicembre 2014, anche al fine di rivedere i criteri applicativi. La soluzione tecnica sarà predisposta a breve e verrà adottata dal Consiglio dei Ministri con le modalità più opportune"
Lo dichiara il capogruppo PD in commissione Finanze Marco Causi.
“I dati presentati dall’indagine ‘Ricercarsi’ sono drammatici ma non stupiscono certo chi si occupa di politiche universitarie, e saranno utili per infrangere i tanti luoghi comuni. Primo fra tutti quello secondo cui in Italia ci sono troppi ricercatori. La verità è opposta: il nostro Paese ne ha invece fame”. Lo dichiara Manuela Ghizzoni, deputata del Partito Democratico e componente della Commissione Cultura della Camera, per commentare i dati di Ricercarsi, l’indagine sui percorsi di vita e lavoro nel precariato universitario presentata da Flc-Cgil.
“Secondo i ultimi dati Eurostat del 2011 – spiega Ghizzoni - a fronte di 520mila ricercatori in Germania, di 429mila nel Regno Unito, di 338mila in Francia, l’Italia ne aveva solo 151mila. E la situazione, già allora desolante, dal 2011 a oggi è peggiorata”.
“I giovani ricercatori dell’università – prosegue la deputata democratica – giocano un ruolo fondamentale nel sistema della conoscenza e se non li mettiamo nelle condizioni di lavorare con certezza e serenità ma, al contrario, li costringiamo a sopravvivere nel limbo della precarietà, condanniamo il nostro Paese a non progredire”.
“I punti da affrontare al più presto per porre rimedio a questa situazione sono due. Creare le condizioni per bandire con regolarità, e in numero significativo, posti da ricercatori in tenure-track, così da permettere ai giovani di talento una futura immissione in ruolo accademico. In secondo luogo, rimuovere i vincoli imposti dal blocco del turn over che, con il suo limite del 50%, determina nell’università un insopportabile depauperamento di talenti. A questo scopo, si potrebbero utilizzare le risorse, o parte di esse, che Legge di stabilità ha destinato alla quota premiale del fondo di Finanziamento ordinario”.
“La Legge di stabilità, appunto, attualmente all’esame del Senato, rappresenta un’occasione importante per cominciare a imprimere la svolta di cui il sistema universitario ha un bisogno vitale. Per questo, non possiamo permetterci di sprecarla”, conclude Manuela Ghizzoni.
“Con l’approvazione di questa riforma della custodia cautelare aggiungiamo un tassello fondamentale alla più complessa riforma della giustizia che sta prendendo forma in questi mesi. È la prima volta in 20 anni che il sistema giudiziario italiano viene riformato; e lo stiamo facendo senza slogan o approcci a macchia di leopardo ma con un sistema organico di riorganizzazione”. Lo ha detto Danilo Leva, deputato del Pd componente della commissione Giustizia, durante l’intervento in aula per la dichiarazione di voto sul provvedimento della riforma della custodia cautelare.
“È anche la prima volta - prosegue Leva - che parliamo di giustizia senza parlare di casi specifici, di vicende personali. Il dibattito è stato su un piano più alto che può entrare nel merito delle questioni e dei problemi. Stiamo bonificando i danni di questi anni durante i quali il diritto penale è stato usato come scontro ideologico. Siamo secondo in Europa per l’uso della custodia cautelare che la lunghezza dei processi l’ha fatta diventare, di fatto, una pena preventiva. Questa è una buona legge equilibrata, rigorosa e che restituisce alla custodia cautelare la sua funzione originaria senza trascurare l’esigenza di sicurezza dei cittadini. È un passo in avanti significativo che il Pd rivendica così come rivendichiamo la nostra diversità rispetto ad altre forze politiche che vogliono speculare e basta. Un buon legislatore tra consenso e costituzione sceglie sempre la Costituzione”.
“Gli italiani liberi dagli Ogm”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Nicodemo Oliverio, capogruppo in commissione Agricoltura che aggiunge : “E’questo in sintesi il risultato del negoziato Ue conclusosi a Bruxelles dove l’Italia è stata rappresentata dal ministro Galletti che ha annunciato l'avvicinarsi dell' accordo europeo di principio Consiglio-Commissione-Parlamento per la liberta' di scelta degli Stati membri sugli Ogm”.
“L’intesa di Bruxelles – spiega Oliverio - oltre ad essere un importante riconoscimento della sovranità degli stati membri Ue e la riconferma del principio di democrazia che deve rimanere vivo nella nostra Europa, è innanzitutto una vittoria dei cittadini italiani che sono in grandissima parte contrari agli Ogm e sempre più convinti della necessità di salvaguardare il cibo di qualità del nostro paese da qualsiasi contaminazione. I settore agricolo e alimentare non rappresentano soltanto prodotti da consumare ma sono la nostra storia, la nostra identità, oltre al nostro passaporto di qualità nel resto del mondo”.
“Per l’Italia - conclude Oliverio - i cibi biotech sarebbero un grave pericolo per l’ambiente e per il rischio di omologazione alimentare che ci inquinerebbe una delle nostre più preziose ricchezze, anche in termini economici , che è il Made in Italy”.
“Con i colleghi Susanna Cenni, Giuseppe Romanini e la senatrice Laura Cantini, abbiamo pensato di dare vita ad un inter-gruppo parlamentare sulla Via Francigena, al quale hanno aderito 37 colleghi appartenenti a diversi gruppi parlamentari”. Lo annuncia la deputata del Partito Democratico Alessandra Terrosi.
“L’intergruppo – spiega Terrosi – nasce con l'auspicio che esso possa diventare uno strumento fertile di attività e scambio di idee sul rinnovamento turistico-culturale che coinvolge gli itinerari storico-religiosi, considerato il crescente numero di ‘nuovi’ turisti italiani e stranieri che percorrono il nostro Paese, in particolare dell’itinerario francigeno. L’intergruppo può farsi strumento di scambio di informazioni sul tema e strumento di promozione, attraverso eventi e convegni che possano coinvolgere le istituzioni locali, nazionali ed europee”.
“È di fatto un modo affinché il settore non venga lasciato solo e trovi un supporto attivo in un gruppo nutrito di parlamentari a sostegno dei provvedimenti di legge e divulgazione”, conclude la deputata democratica.
“La riforma della prescrizione va fatta per riequilibrare il sistema giudiziario su due aspetti cruciali: necessità di sanzionare i reati e garantire tempi dei processi non infiniti, nell’interesse dell’imputato e della parte offesa. Alla Camera stiamo lavorando in questo senso e così sta facendo il governo attraverso il ministro Orlando che oggi ha incontrato l’Anm. E’ evidente che il confronto con i magistrati su questo tema è fondamentale, pensare che il ministro voglia ‘tranquillizzare’ questo o quello, come sostengono gli esponenti di Forza Italia, è una sciocchezza”.
Così Sofia Amoddio, relatrice della riforma della prescrizione
“Nella giornata mondiale della disabilità le istituzioni non possono ignorare un principio sacrosanto: che un essere umano deve essere trattato per quello che può e deve essere non per quello che è, altrimenti rimarrà tale. Un principio sancito anche dalla nostra Carta Costituzionale. Con la legge di stabilità sono state implementate le risorse per le politiche sociali, il fondo per la stabilizzazione del 5 per mille arriverà a 500 milioni, ed entro la sua approvazione finale arriveranno altre risorse per il servizio civile. Sono segnali importanti di attenzione verso l'abbattimento di quegli ostacoli che non consentono una piena cittadinanza a chi è condizionato da handicap. Con l'inizio del 2015 affronteremo anche la riforma del terzo settore per un welfare più attento e capace di rispondere alle esigenze dei più deboli. E' una sfida prioritaria per l'affermazione dei diritti.”
“L’accordo c’è, finalmente: questa è la prima bella notizia dal 17 Luglio scorso, quando venne presentato il piano di risanamento delle acciaierie ternane da parte di Thyssen Krupp. Da deputati umbri vogliamo ringraziare anzitutto gli operai per il coraggio e la determinazione con cui hanno portato avanti uno sciopero duro e faticoso, riuscendo a tenere alta l’attenzione sulla vertenza”. Lo dichiarano i deputati umbri del Partito Democratico Anna Ascani, Giampiero Giulietti e Walter Verini”.
“D’altra parte, però – proseguono i deputati democratici - non si può non riconoscere che l’impegno sinergico dei governi locale, regionale e nazionale, quello dei sindacati e del lavoro fatto come parlamentari a cominciare dalla mozione a prima firma Sereni, siano stati elementi indispensabili per il conseguimento di questo risultato, cosa che ci rende orgogliosi di rappresentare una comunità che sa dimostrarsi coesa nei momenti più difficili. Oggi l’Umbria tira un sospiro di sollievo, perché l’acciaieria ternana resterà a garantire lavoro e sviluppo al nostro territorio, perché c’è un piano di investimenti, perché non ci sono né i licenziamenti né la Cassa integrazione di cui si parlava soltanto qualche ora fa”.
“Ora inizia la fase complessa della gestione dell’accordo e nessuno di noi abbasserà la guardia, ma da rappresentanti di un territorio e di una comunità, non possiamo che esprimere sincera soddisfazione”, concludono Ascani, Giulietti e Verini.
"Il Presidente del Consiglio ha fornito risposte precise e mirate su alcune situazioni aperte come le questioni riguardanti Ilva e Ast e ha dato una visione ampia e coerente della necessità di una nuova politica industriale per il paese, cosa che come parlamentari da tempo stiamo segnalando al governo". Lo ha detto il capogruppo Pd in Commissione Attività Produttive, Gianluca Benamati che ha aggiunto: "L'insieme delle politiche attive che il governo ha messo in atto per sostenere le imprese sono molteplici: fra le altre segnaliamo la riduzione del carico fiscale (Irap), facilitazioni di accesso al credito, azioni per ridurre il costo dell'energia ed in ultimo con la stabilità, in collaborazione fra parlamento e governo, il rifinanziamento della legge Sabatini, finanziamenti per politiche di sostegno dell'export ed un incremento delle dotazioni per le attività spaziali. A queste si sono aggiunte misure strutturali quali la riforma del mercato del lavoro, azioni per la sburocratizzazione, la promozione di attivita' di infrastrutturazione del Paese, tutte misure che contribuiscono ad una maggiore crescita e svilippo dell'impresa e occupazione, e rendono il paese più attrattivo ed attraente agli occhi degli investitori nazionali ed internazionali".
"Il Piano Juncker è una vera e propria scomessa per l'Italia e fondamentale per la ripresa. La politica degli investimenti a livello europeo è l'unica strada percorribile perché in tempi brevi si possa riattivare il circuito del lavoro e della crescita e occupazione", ha concluso Benamati.
“In occasione della giornata internazionale sulla disabilità ribadiamo il nostro impegna a portare avanti il sostegno al diritto a una vita indipendente e alla proposta di legge sul ‘dopo di noi’. All’interno della commissione Affari sociali il Pd è altrettanto impegnato, per gli ambiti di propria competenze, ad arrivare quanto prima all’aggiornamento del nomenclatore tariffario e alla revisione dei Livelli essenziali di assistenza”. Lo ha detto Elena Carnevali, deputata del Pd in commissione Affari sociali.
“Il rilancio della politica industriale nel nostro Paese esce finalmente dalle secche di un dibattito sterile e inconcludente, diventa una priorità e comincia a dare frutti concreti. L’annuncio dell’accordo per la Ast di Terni, l’avanzamento delle soluzioni per la Lucchini di Piombino e per l’Ilva, e prima ancora Elettrolux e Alitalia, ne sono i segni più tangibili, come emerso anche oggi nel corso del question time alla Camera con il presidente del consiglio Matteo Renzi. Ma guardando al complesso delle iniziative di governo e maggioranza, vediamo anche i robusti passi avanti fatti attraverso altri provvedimenti a cominciare dalla legge di stabilità. Tutti i passaggi sono stati segnati da una forte attenzione al tema della crescita, grazie alla riduzione del costo del lavoro, a una incisiva semplificazione, al sostegno alle imprese per una maggiore competitività a livello europeo ed internazionale”
“La manifestazione sindacale di questa mattina e le iniziative istituzionali delle scorse settimane hanno trovato una prima risposta”. Lo dichiara Anna Giacobbe, deputata del Pd e componente in Commissione Lavoro alla Camera, per commentare la convocazione per l’11 dicembre, da parte della presidenza del Consiglio dei ministri, dell’incontro su Tirreno Power. “Sono stati fitti – prosegue la deputata democratica - per tutta la mattinata, i contatti con la presidenza del consiglio e con i ministeri, da parte dei deputati del Pd”. “E’ importante che la Presidenza del Consiglio si occupi direttamente di questa vicenda, per la sua complessità e per la rilevanza nazionale della questione: le condizioni per produrre energia elettrica nel nostro Paese, rispettando l’ambiente, dando garanzie certe alle popolazioni, e regole chiare da rispettare agli operatori e a chi investe”, conclude Anna Giacobbe.
“Ho chiesto oggi al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ascoltata dalla Commissione Moro nell’ambito delle audizioni con i rappresentanti del Governo, di verificare dove sia conservato il documento del 2 marzo del 1978 nel quale venne chiesto al colonnello Stefano Giovannone, capo centro del Sismi a Beirut, di attivarsi per la liberazione di Aldo Moro che sarebbe stato rapito di lì a 14 giorni. Il documento è noto da tempo ed è di estremo interesse investigativo non solo in relazione al caso Moro ma anche rispetto alla struttura segreta di Gladio, cioè quella non denunciata ufficialmente da Giulio Andreotti nel 1990. Il fatto che non sia stato mai ritrovato in nessun archivio, naturalmente, non significa che non sia autentico. Il ministro Pinotti, che oggi ha dato un importante contributo consegnando alla Commissione 50 documenti tutti inerenti la vicenda Moro, conservati negli Archivi del Ministero e quasi tutti provenienti dall’Arma dei Carabinieri, si è impegnata a darci una risposta”. E’ quanto afferma Gero Grassi, vice presidente dei deputati del Pd, componente della Commissione Moro.