“La direttiva del premier Matteo Renzi è un segnale di grande sensibilità sul tema dell’impunità delle stragi. La declassificazione è un lavoro molto complesso di cui vedremo presto gli esiti e di cui storici e studiosi potranno valutare la portata nell’opera di ricostruzione delle tante verità ancora mancanti. Nei documenti che verranno resi disponibili non si troveranno carte coperte dal segreto di Stato che non può riguardare informazioni relative ad atti terroristici, stragi ed eventi di mafia. Sulla materia della trasparenza degli atti c'è molto da lavorare e senz'altro non esaurisce il buco nero di ombre, reticenze, depistaggi che hanno impedito di ricostruire la verità sugli autori e le menti delle stragi. La norma più generale in merito alla copertura' degli atti della Pubblica Amministrazione è contenuta nel Codice dei Beni culturali e del paesaggio e prevede la loro declassificazione non prima di 40 anni se si tratta di provvedimenti di natura penale, di 50 per gli atti di politica estera o interna dello Stato e di ben 70 anni nel caso di documenti contenenti dati sensibili relativi alle persone. Su questa norma il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica sta lavorando perché in effetti rappresenta uno strumento poco agile per muoversi tra documenti spesso di grande importanza per l'intera collettività. Ricordo che il governo ha scelto di rendere pubblici non solo gli atti contenuti negli archivi dei servizi ma di tutte le amministrazioni ed è auspicabili che tutti i comparti facciano il massimo sforzo di apertura di ricerca e trasparenza''.
Lo afferma in una nota Rosa Calipari, vicepresidente della commissione Difesa della Camera e membro del Copasir in merito al versamento all'Archivio di Stato della documentazione dei servizi segreti relativa agli stragi.
Grillo non capisce che nostro impegno segna suo declino
“Rinnovamento della politica, lotta alla corruzione, riforma dei partiti, determinazione nel portare a termine le riforme all’esame del Parlamento. Questo è ciò di cui il Paese ha bisogno. Questo è il messaggio che con la consueta profondità e saggezza arriva dal Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano con la sua inesauribile energia ci incoraggia a andare avanti sugli obiettivi utili a restituire dignità e autorevolezza alla politica. Non pensavamo che Grillo fosse in grado di comprendere questo messaggio, ma forse può arrivare a capire il fallimento della sua politica da avanspettacolo. Proprio il nostro lavoro serio sulle riforme e sulla lotta alla corruzione è quello che i cittadini chiedono e che sta determinando il declino di Grillo”. Lo dichiara Andrea Martella, vice presidente del gruppo Pd alla Camera.
"Diamo il nostro pieno sostegno alla battaglia del ministro della Cultura, Dario Franceschini, per portare l’Iva degli Ebook al 4%. Lo scorso 25 novembre, durante il Consiglio formale dei ministri della Cultura UE, il ministro ha ottenuto l’impegno di molti colleghi europei a sostenere la lettura in tutte le sue forme come strumento di democrazia. Da parte nostra, abbiamo ottenuto l’approvazione, in sede di discussione della Legge di Stabilità, di un’ intesa trasversale che ha consentito l'equiparazione della tassazione dell'Iva del libro elettronico a quello cartaceo. Nonostante i rischi di una procedura di infrazione in Europa, noi portiamo avanti questa battaglia, condivisa da molti, nella convinzione che ‘un libro è un libro’ e che sia fondamentale dover promuovere la lettura come strumento di diffusione del sapere, della democrazia e della creatività”.
Così Maria Coscia e Flavia Piccoli Nardelli, deputate del Partito Democratico, che oggi hanno partecipato al question time della Camera.
“Il nostro grazie e il riconoscimento di tutti i cittadini onesti dell’Umbria per il grande lavoro compiuto dalle Forze dell'ordine, dai Ros dei Carabinieri, dalla Magistratura e dalla Procura regionale e nazionale antimafia che ha portato oggi a sgominare in Umbria un'autentica holding criminale intenta a proseguire la propria opera di infiltrazione mafiosa del tessuto economico e produttivo umbro.”.
Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Walter Verini, che ha aggiunto: “Ricordo un incontro pubblico che si tenne a Foligno nel 2011, quando l’allora procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, oggi presidente del Senato, lanciò i primi allarmi ricordando che la mafia sceglie zone dove può investire e che possano produrre redditività senza destare troppo sospetto e avere tanti controlli. Le infiltrazioni ora avvengono a livello economico, senza comportare necessariamente un controllo diretto di un territorio".
"Oggi l’attuale procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, - sottolinea il deputato PD - parla dell’Umbria come una regione dai forti di anticorpi che ci consentono di reagire ai tentativi di infiltrazione da parte di grandi organizzazioni criminali”.
“Questi fatti - prosegue Verini - ci devono interrogare profondamente e le istituzioni nazionali e locali per prime devono continuare a tenere alta la guardia. Per questo - conclude il deputato umbro - è molto importante che il consiglio dei Ministri approvi già venerdì prossimo il nuovo pacchetto anticorruzione, così da innalzare le pene per i corrotti e rendere più semplice la confisca dei beni, come annunciato dal presidente Renzi. L’opera del Governo e del Parlamento, che si è già intensificata in questi mesi con l’introduzione del reato di autoriciclaggio e la riforma del 416ter sul voto di scambio politico mafioso, deve proseguire perché occorre insistere nell’opera di pulizia e di lotta alla criminalità e alla corruzione. La tutela della legalità costituisce un pilastro imprescindibile per lo sviluppo economico, a protezione della libertà dei cittadini e per un corretto svolgimento delle dinamiche del mercato, tanto più nell’attuale fase di crisi economica, che può favorire l’insorgere e l’aggravarsi di tali fenomeni criminosi”.
“La commissione Difesa ha dato un parere positivo, votato alla unanimità, alla ratifica della Convenzione Onu del 20 dicembre 2006 per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate – cioè pratiche come: arresti, detenzioni, rapimenti ed ogni altra forma di privazione della libertà esercitata con segretezza ad opera di agenti dello Stato. L’obiettivo di questo trattato, firmato da 94 Stati e ratificato fino ad oggi da 43 Paesi tra cui otto appartenenti all’Unione europea, è anche quello di impedire le extraordinary renditions che l’articolo 5 della Convenzione configura, quando avvengono su larga scala, come un “crimine contro l’umanità”. In passato, come è noto, molti regimi hanno inflitto infinite sofferenze ai propri popoli, come ad esempio l’Argentina dei Generali che ha creato il fenomeno dei desaparesidos, e l’assenza di una normativa specifica costituiva una lacuna nel diritto internazionale. Tutto ciò costituisce un deterrente verso gli abusi del potere politico anche in Stati dotati di sistemi giuridici di protezione dei diritti umani”.
Così Carlo Galli, deputato del Pd e relatore del parere votato oggi dalla Commissione Difesa.
“Sono lieto che sia stata approvata all’unanimità in commissione Finanze la risoluzione che impegna il Governo ad estendere le norme sulla determinazione del reddito d’impresa e sulla tracciabilità dei pagamenti, contenute nella legge 147/2013, anche alle aziende di autotrasporto e cabotaggio”. Lo dichiara Emanuele Lodolini, deputato del Pd, primo firmatario della risoluzione che estende al settore dell’autotrasporto le norme contenute nella legge 147/2013 articolo 1 commi 177 e 178, in materia di transfer pricing per le società operanti nella raccolta di pubblicità online.
“Estendere tali norme alle aziende estere di autotrasporto e cabotaggio – prosegue Lodolini - significa tracciabilità delle attività, trasparenza delle operazioni e indicatori di profitto connessi ai ricavi realizzati, anche alla luce del fatto che sono in aumento gravi ed evidenti distorsioni del mercato, come il superamento palese dell’orario settimanale di lavoro, turni irregolari di cabotaggio internazionale, uso illegale di cabotaggio e distacco transnazionale di autisti ”.
“E’ auspicabile gestire il mercato del trasporto estero in Italia attraverso una stabile organizzazione delle imprese estere che operano nel nostro territorio. Già nello Sblocca Italia il Governo ha previsto la modifica delle sanzioni amministrative, fino al fermo amministrativo, in materia di cabotaggio stradale nel caso di veicoli immatricolati all’estero. Allo stesso tempo dobbiamo tutelare le aziende di autotrasporto italiane che devono sostenere maggiori costi per il carburante e per il lavoro, considerando che il settore dell’autotrasporto è fondamentale per la nostra economia”, conclude il deputato Pd.
“Il nostro ordinamento prevede il raddoppio dei termini della prescrizione per alcuni reati gravi, tra i quali: la violenza carnale, l’omicidio colposo plurimo, i delitti colposi di danno e quelli che agevolano le attività di associazione mafiosa. E’ certamente intollerabile che la corruzione non sia prevista in questo elenco, a mio avviso è un buco da colmare al più presto. Questo tema deve necessariamente essere discusso in commissione Giustizia dove entro il 16 dicembre contiamo di definire un testo unico che dovrà essere integrato con le proposte del governo”.
Così la relatrice della riforma della prescrizione, Sofia Amoddio, deputata del Pd.
La vice presidente della Camera nella sua newsletter: ho aderito alla proposta per un codice di condotta anticorruzione nel Parlamento. “Più passano i giorni e più la dimensione dell'inchiesta "Mafia Capitale" pone alla politica questioni non circoscrivibili alla cronaca giudiziaria”. Per questo, dice Sereni, servono “risposte non contingenti”. Così Marina Sereni, vice presidente della Camera nella sua newsletter settimanale nella quale si sofferma sulle preferenze, sul finanziamento alla politica, sul ruolo dei parlamentari.
“Molti commentatori – scrive - puntano l'indice sulle preferenze (e per quanto riguarda il Pd anche sulle primarie). Una riflessione va fatta, se non altro perché degli strumenti pensati per avvicinare i cittadini ai propri rappresentanti nelle istituzioni rischiano di trasformarsi nel loro contrario. Capisco il confronto che c'è stato tra i partiti e anche nel Pd su questo tema a proposito dell'Italicum, ma forse un supplemento di istruttoria non guasterebbe”.
“Il secondo nodo che va affrontato riguarda i finanziamenti per la politica”. Dopo aver ricordato come il PD abbia fatto la scelta di passare ad un sistema in cui sono soggetti privati a contribuire per il sostentamento della politica, ricevendo e in cambio dallo Stato una agevolazione fiscale”, aggiunge “Il dilemma reale dunque non è tanto se e in che termini reintrodurre una forma di finanziamento diretto pubblico, quanto come si porta a regime e si rende pienamente trasparente un sistema nuovo, come si introducono dei limiti più stringenti per i contributi dei privati, singoli e imprese”.
Infine, il ruolo di noi parlamentari. Mi sono domandata se potessimo fare qualcosa di più per rispondere al disorientamento e allo schifo che tanti cittadini provano di fronte a Mafia Capitale. Ho trovato la risposta aderendo alla proposta presentata dal collega Nicoletti per introdurre un codice di condotta anticorruzione anche nel Parlamento italiano. Mai momento fu più opportuno”.
“Stiamo tentando di colmare un vuoto ingiustificabile da parte dell’Italia, che non ha ancora inserito nel proprio codice penale lo specifico reato di tortura, portando avanti con rapidità in commissione Giustizia il confronto sulle nuove norme ma anche ascoltando il parere di tutti gli esperti di questa materia. Entro il 15 dicembre è stabilito il termine per la presentazione degli emendamenti e cercheremo entro gennaio di far approdare in Aula un testo per il voto finale. Il ritardo è stato causato anche dai forti contrasti da parte di coloro che sostengono l’inutilità di una norma specifica che si contrapponga ad altri reati. Per noi invece non è così: è evidente che l’Italia deve dare un segnale alla comunità internazionale e stiamo lavorando in questo senso”.
Così il relatore della proposta di legge che inserisce il reato di tortura nel nostro ordinamento, il democratico Franco Vazio.
“Le Autorità garanti stabiliscano se intervenire sulla Siae in merito alle comunicazioni inviate in questi giorni e i ministri valutino se sia opportuno comunicare alla Direzione Generale della società la necessità di porre immediatamente fine alla pratica commerciale”. Lo chiede Sergio Boccadutri, deputato del Pd, in un'interrogazione al Presidente del consiglio dei Ministri, al Ministro dei Beni e delle attività culturali, al Ministro dell’Economia e delle Finanze in merito alle numerose comunicazioni che ispettori, mandatari ed agenzie delle SIAE – Società italiana autori ed editori – starebbero inviando ai gestori di esercizi commerciali di tutta Italia -
“Da qualche giorno – spiega Boccadutri - sono giunte a gestori di un gran numero di esercizi commerciali comunicazioni in cui la SIAE ricorda 'che la legge 633/41 art. 171 prevede la denuncia penale alle autorità̀ di Polizia Giudiziaria in caso di mancata richiesta di autorizzazione alla Siae e dei relativi pagamenti in caso di diffusione o esecuzione musicale in qualsiasi forma. Si invita pertanto a regolarizzare la posizione nei tempi indicati onde evitare seguiti penalmente rilevanti'.
“Ricordo che la legge sul diritto d’autore – continua il deputato Pd - si limita a prevedere sanzioni, anche di carattere penale, per le sole ipotesi in cui si diffondano al pubblico opere musicali coperte da diritto d’autore senza l’autorizzazione del relativo titolare, ove necessaria. Tra l'altro tale autorizzazione può̀ essere data da soggetti diversi rispetto alla SIAE o non essere affatto necessaria. Mi sembra quindi il caso che le Autorità garanti valutino se intervenire: ci sono, a mio avviso, estremi di rilevanza penale e antitrust”.
“E' grave che un Ente pubblico come la Siae ricorra a metodi del genere ledendo, di fatto la libertà di impresa”, conclude Boccadutri.
“Apprezzo la sentenza della Corte costituzionale che impedisce l’ampliamento infinito della platea dei malati che possono accedere al metodo Vannoni. Il decreto Balduzzi prevedeva una eccezione che non poteva essere estesa senza che ci fossero basi scientifiche. La sentenza odierna andrà letta con attenzione anche perché potrebbe aiutare a chiarire meglio i rapporti tra i giudici e la scienza, tra la magistratura e le autorità sanitarie, problema che si presenta sempre più spesso”.
Lo dice Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.
Dichiarazioni di Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera ed Enzo Amendola, responsabile Esteri del Pd
Si è concluso oggi il viaggio di tre giorni in Terrasanta di una delegazione del Pd guidata dal capogruppo alla Camera Roberto Speranza, a cui hanno partecipato anche Lia Quartapelle, della commissione Esteri ed Enzo Amendola responsabile Esteri della segreteria nazionale.
“La visita – ha detto Enzo Amendola - ha permesso di incontrare i maggiori protagonisti sia in Israele che in Palestina sulla situazione politica dopo la tremenda guerra di Gaza e verso la necessaria ripresa di un negoziato fra le parti. Fra gli incontri salienti, gli appuntamenti con la leadership di Al Fatah, i sindaci di Ramallah e Betlemme e il primo ministro Rami Hambdallah. Numerosi anche gli incontri in Israele in un momento particolare della vita politica dovuto alla crisi di governo o e allo scioglimento della Knesset in vista delle prossime politiche di marzo. Ci sono stati anche incontri con esponenti di vari partiti, fra cui il segretario generale dei laburisti Hilik Bar. Al centro dei colloqui la ripresa dei negoziati anche in considerazione della nuova azione intrapresa da Federica Mogherini e dalle posizioni di molti attori regionali nel mondo arabo, a partire da Egitto e Giordania, preoccupati delle numerose sanguinose crisi che attraversano il Medio Oriente. Colloqui utili a rafforzare un dialogo fra il Partito democratico e le forze politiche palestinesi e israeliane e che hanno offerto spunti per affrontare il tema del riconoscimento della Palestina, dibattuto in queste settimane al parlamento europeo. La visita si è conclusa simbolicamente nell’unica scuola bilingue per arabi ed ebrei attaccata una settimana fa da estremisti e fanatici contrari alla pacifica convivenza”.
“C’è un grande spazio per l’Italia e per l’Europa – ha aggiunto Roberto Speranza - per ricostruire le ragioni della convivenza fra due popoli e due Stati. Siamo sicuri che la nuova Commissione europea e il governo italiano saranno protagonisti in questa fase”.
Cultura. Pd, al question time di Montecitorio Franceschini su Iva Ebook
“Cosa hanno deciso i Ministri UE della Cultura sul regime fiscale per gli Ebook? Lo scorso 25 novembre a Bruxelles, infatti, si è tenuto un incontro per discutere di questo tema e della promozione della lettura come strumento per diffondere la curiosità e la creatività. Il nostro parlamento ha scelto di sostenere il digitale approvando un emendamento alla Legge di Stabilità che riduce l’Iva per l’Ebook dal 22% al 4%. Cosa farà l’Europa?”.
Lo chiedono i deputati del Partito Democratico con un’interrogazione a risposta immediata alla quale risponderà domani il Ministro Dario Franceschini.
Martedì 9 dicembre – ore 13 – Sala Stampa Montecitorio
Conferenza stampa deputate Pd su proposta di legge per introduzione spin off universitario
Martedì 9 dicembre, alle ore 13, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, sarà presentata la Proposta di Legge, d’iniziativa delle deputate Bargero e Bruno Bossio, per la promozione dell’imprenditoria giovanile e della ricerca universitaria attraverso l’introduzione della figura dello spin-off universitario.
La proposta è stata elaborata da Cultura Democratica, il primo think tank interamente composto da giovani in Italia, come contributo delle nuove generazioni al percorso di riforme del Paese.
“Rilanciare l'economia nazionale e rendere maggiormente competitivo il sistema-Paese – spiega Bargero - sono alcuni dei principali obiettivi del nostro Paese. A tal fine è necessario favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e valorizzare le energie e le competenze di cui sono portatori”.
Interverranno: Cristina Bargero, deputata Pd della X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo); Federico Castorina Presidente di Cultura Democratica; Stefano Carrese, professore di Tecnica ed Economia dei Trasporti presso l’Università degli Studi di Roma Tre; Jessica Massini, responsabile di AIDILAB: spin-off dell’Università degli Studi di Siena, Paolo Messa, direttore di Formiche.
Le Istituzioni repubblicane possono consentire il superamento di una legge votata dal Parlamento? “Nella provincia di Verona – spiega il deputato pd Vincenzo D’Arienzo - almeno tre Comuni, Oppeano, Monteforte d’Alpone e Zevio, non hanno rispetto le quote previste della legge di aprile 2014 (’art. 1 comma 137, nr. 56) ovvero il minimo del 40% per ciascun genere nella nomina dei componenti della Giunta. Su questo punto ho interrogato il ministro dell’Interno che nella risposta fa riferimento a una sentenza del Consiglio di Stato (3938 del 24 luglio 2014) estranea nei contenuti e nella ratio al principio sancito dalla legge 56/2014 (il fatto è precedente alla legge) e si scopre che pochi giorni dopo l'approvazione della legge 56, Alfano, a firma del Direttore Centrale Carmen Perrotta, ha emanato una circolare nella quale si afferma che ‘occorre lo svolgimento da parte del sindaco di una preventiva e necessaria attività istruttoria preordinata ad acquisire la disponibilità allo svolgimento delle funzioni da parte di persone di entrambi i sessi. Laddove non sia possibile occorre un'adeguata motivazione sulle ragioni della mancata applicazione del principio di pari opportunità’ e, va oltre, manifestando incompetenza, suggerisce di far valere i vizi di legittimità nelle sedi giurisdizionali previste.
“In pratica, questa anomala disquisizione ha, di fatto, aperto la porta alla mancata applicazione della norma che il Ministero dovrebbe far rispettare. “Per questo – conclude D’Arienzo - ho denunciato i fatti al Presidente Renzi che ha la delega sulle pari opportunità chiedendo quali iniziative intenda assumere per eliminare qualsiasi ostacolo, interno all’Amministrazione pubblica e presso i Comuni, alla completa e piena affermazione della legge cd. Delrio e obbligare i Comuni interessati al rispetto incondizionato della volontà democraticamente e legittimamente espressa dal Parlamento”.