"In queste ore ci giungono notizie drammatiche dal Myanmar. La macchina del colpo di stato che si è messa in moto il 1 febbraio, poche ore prima dell'insediamento del nuovo Parlamento nato dalle elezioni politiche dell’8 novembre scorso, sta opprimendo il popolo birmano e lo stato di diritto. Si registrano molti arresti, incarcerazioni di massa, ordine alle forze armate di sparare sui manifestanti, oscuramento di internet, interruzioni della telefonia. Se prima venivano confinati, adesso numerosi parlamentari vengono arrestati. Con i deputati del Partito Democratico Andrea De Maria, Antonella Incerti, Piero Fassino, Lia Quartapelle, Marina Berlinghieri, Laura Boldrini e Angela Schirò, abbiamo presentato una interrogazione al Ministero degli Esteri, per chiedere che il governo italiano prosegua una iniziativa, di concerto con l'Unione Europea e gli alleati internazionali dell'Italia, per richiedere il pieno ripristino delle libertà democratiche in Myammar e la liberazione di Aung San Suu Kyi e di tutti gli arrestati". Così in una nota il deputato dem Andrea De Maria, Segretario di Presidenza della Camera.
“Ci hai insegnato a non aver paura di combattere per le proprie idee; a rappresentare le istanze di chi non ha voce o ne ha pochissima; a non aver paura di negoziare e trovare accordi anche difficili. E ad alzare il gonfalone controvento. Grazie Franco, riposa in pace”. Così lo ricorda il deputato dem Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, sul suo profilo Twitter.
“Ci ha lasciato Franco Marini. Una triste notizia dopo la sua guarigione dal Covid che ci aveva fatto sperare. Se ne va un combattente leale ed appassionato. Un protagonista indiscusso del Sindacato e della Politica. La sua lungimiranza ed il suo coraggio mi restano come ricordi indelebili. Scompare un alpino legato alle sue radici ed alle sue montagne.” Così Fabio Melilli, presidente della commissione Bilancio alla Camera ricorda Franco Marini.
“Uomo delle tante battaglie per il lavoro e per i diritti dei lavoratori. Ministro e presidente del Senato è stato un uomo delle istituzioni e uno dei padri del centro sinistra italiano. Franco Marini uomo di fede è tornato alla casa del Padre”. Lo scrive su twitter Gianluca Benamati deputato Pd.
“Franco Marini è stato un solido punto di riferimento per tanti di noi che ci siamo avviati all’attività politica nel periodo più fulgido del suo impegno nel Partito Popolare. Uomo energico e pragmatico, formato ai grandi valori del cattolicesimo democratico, ha pervaso con la sua iniziativa la vita politica, sindacale e istituzionale del nostro Paese. Ricordo con dolore e nostalgia la sua esemplare presenza sul territorio e il suo grande affiancamento politico anche quando abbiamo avuto responsabilità amministrative”.
Così il deputato dem, Vito De Filippo.
“Era andato via giovanissimo dalla sua terra amatissima, da San Pio delle Camere in Provincia dell’Aquila per cercare lavoro e futuro nella capitale. La sua intelligenza e la sua tenacia lo hanno portato a successi e traguardi incredibili. Sindacalista ha lottato per i diritti dei lavoratori e da parlamentare, ministro del lavoro e Presidente del senato è sempre stato un promotore di modernità e di libertà. Non ha mai dimenticato la sua terra, a cui era legato da una forza antica. Vicino ai lavoratori e agli amministratori, orgoglioso alpino sempre in marcia per le strade d’Abruzzo. Lui guardava sempre oltre, giovane nei suoi 87 anni. Avevo gioito perché aveva superato anche il COVID ed ora piango invece la sua perdita. Addio, caro Franco, riposa in pace tra gli angeli. Qui noi tutti ti vogliamo un gran bene e serberemo un ricordo perenne dei tuoi insegnamenti”. Lo dichiara Stefania Pezzopane, deputata del Pd.
“Addolorata e dispiaciuta per la morte del Presidente #Marini.
Un uomo di grande valore, difensore dei lavoratori e un politico di visione. Perdiamo un punto di riferimento per chi crede nei valori della libertà e della democrazia”. Lo scrive su Twitter la deputata dem Beatrice Lorenzin
“Il riformismo si fa sui contenuti e non contro gli avversari. Sogno una sinistra che si affermi per la propria capacità ed identità, e non perché urla ogni volta all'uomo nero”.
Lo ha dichiarato Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio e membro del Copasir, in occasione di una intervista con Fabio Martini de “La Stampa” svoltasi nel pomeriggio sulla piattaforma social di Base Riformista.
“Il PD - ha proseguito l'esponente dem - non abbia paura, sia il motore trainante del nuovo atlantismo del governo Draghi e del nostro nuovo protagonismo europeo, Salvini dica se sta ancora con la Russia o se ci conferma coi fatti la sua conversione europeista delle ultime ore - continua Borghi - sogno e lavorerò affinché il Partito Democratico possa scrollarsi di dosso l’abitudine di immaginare la propria soggettività politica in contrasto a qualcuno e non a favore di qualcosa. Il PD nel nuovo governo Draghi parta dai rapporti con gli alleati atlantici e si faccia garante della collocazione internazionale del nostro paese, confermando la nuova centralità nell’Unione europea che dobbiamo ottenuto. Il PD agisca per un nuovo protagonismo del nostro paese sugli scenari internazionali, partendo dalla liberazione di Zaki e per il necessario intervento dell'Europa sulla vergognosa situazione in Bosnia e nella tratta Balcanica dei migranti. Quello è un primo banco di prova per essere davvero europeisti”.
“Non dobbiamo aver timore - ha concluso Borghi - ma come disse Moro nel 1976 dovremmo essere più bravi degli altri, più attenti alle ragioni della società degli altri per essere all'altezza dei nostri ideali”.
Oggi alle 17.00 intervista con Fabio Martini
Oggi, lunedì 8 febbraio alle ore 17.00, il deputato dem Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, nell’ambito dell’evento intitolato “Un’agenda riformista per l’Italia”, sarà intervistato in diretta sulla sua pagina Facebook, dal giornalista del quotidiano La Stampa, Fabio Martini.
"Ora concentriamoci sulla nascita del nuovo governo, sulla sicurezza sanitaria, sul piano vaccinale, sull'utilizzo delle risorse del Recovery Plan. Facciamolo con il massimo di unità nel Partito Democratico, che ci dà forza e credibilità. Poi ci dovrà essere, nelle forme che insieme decideremo, un confronto nel PD sulla nostra cultura politica e su come affrontare un quadro politico che certamente è cambiato in modo repentino e molto significativo".
Così Andrea De Maria, deputato e Coordinatore nazionale di Fianco a Fianco, l' area politica del PD.
“Come ha chiarito bene Nicola Zingaretti, la conversione europeista di Salvini conferma la bontà della posizione del Partito democratico. Le misure dell’Unione Europea sono state decisive in questa emergenza drammatica. L'Europa non è la causa, ma è l'unica soluzione alle problematiche del nostro tempo”.
Lo scrive su Twitter Piero De Luca capogruppo Pd in commissione Politiche europee della Camera.
“Nel corso delle consultazioni del Premier incaricato, seguendo le indicazioni della relazione in direzione nazionale del Segretario Zingaretti, il Pd ha espresso la piena disponibilità ad assicurare la fiducia ad un governo Draghi, auspicando senza veti specifici una maggioranza ampia e coesa, che condivida però una convinta ispirazione europeista”.
Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche europee della Camera.
“Oggi - prosegue l’esponente dem - sembra essersi materializzato un primo miracolo di Mario Draghi, cui è affidata ovviamente la sintesi delle consultazioni. Salvini folgorato sulla via di Bruxelles si dichiara pronto a sostenere un Governo pienamente europeista. Si tratta di una conversione repentina credibile della Lega o solo di strategia?”
“Il Pd sosterrà convintamente lo sforzo di Draghi di costruire un Esecutivo di alto profilo. Speriamo - conclude De Luca - che tutte le forze politiche ragionino davvero nell'interesse del Paese, con serietà, responsabilità e senso delle istituzioni, evitando eventuali tatticismi di sorta. È in gioco la credibilità e il futuro dell’Italia".
“È un bene se grazie a Mario Draghi, in meno di 24 ore Salvini sia passato dal più radicale antieuropeismo, all’europeismo che lavora per la svolta ambientale e per una gestione dei fenomeni migratori che non soffi sull’odio e sulla paura. La Lega abbandonerà le posizioni di Orban e sosterrà anche nel parlamento europeo la coalizione Ursula?”
Lo scrive su Twitter il deputato del Pd Alberto Losacco.
“La sfida contro la pandemia covid ha dato forza all’alleanza tra Pd, Movimento 5 stelle e Leu, decisiva per gli sviluppi politici dei prossimi anni. Il mantenimento di questa alleanza è fondamentale ma si accetti di misurarla e farla crescere affrontando la sfida del governo Draghi e delle riforme (ad esempi su giustizia, lavoro, PA, fisco) decisive per il successo del Recovery e del nostro Paese. Questa rappresenta anche un’occasione per darsi tutti insieme una vera anima europeista”.
Lo dichiara Serse Soverini, deputato del Partito democratico.
“Il Recovery fund - prosegue l’esponente dem - scaverà un solco nella storia dell’Italia e l’alleanza deve essere protagonista nel governo e nel Paese di una trasformazione sociale, economica e culturale attesa da decenni. Si tenga conto della posta in gioco e si superino, per il momento, steccati politici”.
“Il governo Draghi nascerà pienamente europeista e il Pd vi entrerà in coerenza con la propria storia in Europa. Ora i partiti faranno le proprie scelte in base al richiamo del Presidente Mattarella sapendo, però, che questa è la principale caratteristica dell’agenda Draghi”.
Coscrive su twitter Gianluca Benamati, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.