“L’ultima puntata della propaganda sovranista si è concentrata su una proposta di Matteo Salvini all’apparenza geniale: prendiamo solo gli 82 miliardi di euro di risorse a fondo perduto del Next Generation EU e lasciamo a Bruxelles 127 miliardi di euro di prestiti. Le risorse di cui abbiamo bisogno possiamo reperirle direttamente sul mercato a tassi più convenienti di quelli praticati dall’Unione”. Cosi il deputato dem Piero De Luca capogruppo Pd in commissione Politiche europee della Camera.
"Secondo l’economista Salvini - spiega il deputato dem - sul mercato le condizioni sarebbero migliori rispetto a quelle del Next Generation Eu. Ma purtroppo non è così e basterebbe leggere i dati delle ultime aste di Btp. I tassi di interesse dei titoli di Stato italiani decennali e ventennali sono di gran lunga più alti e onerosi di quelli applicati dall'Unione, i quali sui dieci anni sono addirittura negativi, come dimostrato dalle risorse ricevute nell'ambito del programma Sure. Quindi, se seguissimo la proposta di Salvini rischieremmo di bruciare al vento oltre venti miliardi di euro di interessi a carico dei nostri cittadini. A meno che il leader della Lega non immagini di non investire nulla dei 127 miliardi di euro per interventi e riforme strategiche necessarie a costruire un Paese più moderno, equo e competitivo, sprecando un'occasione storica per l'Italia”.
“La posizione del ‘niente prestiti dal Recovery Fund’ - conclude De Luca - è quindi l'ennesima uscita propagandistica dei nostri sovranisti, una sortita palesemente sbagliata e dannosa per gli italiani. Il nostro Paese ha bisogno di liquidità e di investimenti straordinari per disegnare l’Italia del futuro, quella che consegneremo alle prossime generazioni. Non avremo mai più un’opportunità del genere e non possiamo lasciarcela sfuggire”.
“Superati gli ultimi scogli, finalmente abbiamo ottenuto l'attuazione della legge sui piccoli Comuni. È stato un nostro cavallo di battaglia della scorsa legislatura e ora, con l’approvazione da parte della Conferenza Unificata dell'elenco dei Comuni con meno di 5mila abitanti che potranno beneficiare dei finanziamenti e delle misure normative, parte un’operazione da 160 milioni di euro a disposizione di 5.518 comuni italiani. Si tratta di risorse e disposizioni importanti che vanno ad intrecciarsi con il Recovery Fund e che rivestono un ruolo straordinario anche per il rilancio delle zone interne, Abruzzo compreso, visti i suoi 251 comuni sotto i 5mila abitanti. Di tutto ciò siamo orgogliosi, perché abbiamo lavorato per un vero cambiamento. Voglio pubblicamente ringraziare per il prezioso lavoro il deputato dem, Enrico Borghi, che nella scorsa legislatura era stato relatore alla Camera di un provvedimento che poi la maggioranza giallo-verde aveva seppellito. Adesso occorre fare presto. Il Presidente del Consiglio adotti il Dpcm per il via libera al 'Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni'. Anche per questo occorre chiudere in fretta questo triste capitolo della crisi di governo”.
Così la capogruppo della commissione Ambiente alla Camera, Stefania Pezzopane.
"Con lo stop and go della produzione di vaccini dobbiamo potenziare la strategia integrata contro il virus.
Accanto al piano vaccinale, bisogna puntare sulle terapie con anticorpi monoclonali, investire in ricerca e sperimentazione clinica, testare la strada per far ottenere licenze a terzisti per il potenziamento della produzione in Italia, senza incidere sulla proprietà intellettuale dei brevetti e questioni contrattuali di difficile gestione e accelerare la realizzazione dell’impianto italiano per garantire una maggiore autonomia produttiva alla bisogna e sviluppare start up , così come supportare la ricerca.
Accanto a questo bisogna lavorare sul monitoraggio della malattia con il neonato Consorzio per l’osservazione delle mutazioni genetiche del virus e ovviamente tenere il più possibile piatta la curva delle infezioni senza allentare la presa sui test di diagnostica precoce mettendoci così nella condizione di riprendere il tracciamento in modo efficace"
Cosi' la deputata dem Beatrice Lorenzin, responsabile Salute del Partito Democratico ed ex ministro della Salute commenta la dichiarazione del commissario Domenico Arcuri sulla necessità di un aumento dei produttori di Vaccino.
“Le mafie stanno avanzando a 360 gradi e speculano sul virus, dobbiamo intensificare una collaborazione istituzionale per la protezione di famiglie e imprese”, così Paolo Lattanzio, deputato del Pd e coordinatore del “Comitato per la prevenzione e la repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria”, istituito presso la Commissione antimafia, che aggiunge: “in questi giorni abbiamo fatto audizioni con sia con l’avvocato Matonti, direttore area affari legislativi di Confindustria che con il direttore dell’Uif, Unità d’informazione finanziaria della Banca d’Italia, Claudio Clemente.
Il direttore Clemente ha fatto una relazione estremamente analitica della quale, come comitato, siamo grati e contenti perché ci dà lo spunto per tanti approfondimenti e tante informazioni aggiuntive su quello che al momento è il principale strumento di analisi finanziaria, cioè le Sos, le informazioni di attività sospette che sono aumentate tantissimo nel periodo pandemico. E’ evidente che molti soggetti si stanno muovendo con il rischio di passare da una serie di allarmi su potenzialità di reato che finora il mio comitato antimafia ha tracciato, ad azioni concrete e documentate. Secondo i dati della Uif i movimenti di denaro che potrebbero nascondere dei reati attraverso le cosiddette segnalazioni di operazioni sospette (Sos) sono aumentate nell’anno del covid-19. Tra il 1° marzo e il 15 ottobre l’Uif ha ricevuto 67.382 segnalazioni di operazioni sospette (Sos), +8% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il 99,2% è riferibile al solo riciclaggio (+9,2%). Di queste, una parte significativa risale alla prima fase della pandemia ed è legata a sospetti di truffe e illeciti nella fornitura di strumenti e dispositivi sanitari. Nella fase successiva emergono sospetti di infiltrazioni della criminalità nelle imprese e di utilizzo illecito di fondi pubblici destinati al sostegno economico. Sappiamo quindi che nessun ambito economico o geografico può considerarsi esente. Questo tipo di audizioni estremamente approfondite sono per noi preziose e ringraziamo Uif e Banca d'Italia per la collaborazione interistituzionale e perché ci ha dato uno spaccato per poter elaborare policy e suggerimenti per il futuro governo.
Esprimo invece stupore davanti alla mancata disponibilità di numeri anche parziali da Confindustria. Come commissione antimafia avevamo chiesto cose molto semplici, per esempio il numero di cambi di codice ateco o di assetti societari. Secondo i ricercatori della Banca d’Italia, le misure di sostegno previste dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria hanno aiutato 42mila imprese 100mila rimangono a rischio liquidità, per un fabbisogno di circa 33 miliardi di euro. Secondo una ricerca in corso di Transcrime, da aprile a settembre 43.688 aziende hanno cambiato titolare effettivo. Nelle nuove società compaiono ora soggetti provenienti da Paesi inseriti nelle black list antiriciclaggio in misura quattro volte superiore. Nell’emergenza sono state scoperte società, del tutto estranee al settore sanitario, che si sono improvvisate intermediarie per fornire mascherine o altro materiale a strutture pubbliche o ad aziende private. Che fanno le aziende che non hanno ricevuto fondi? Chiudono? Vendono? Vanno dagli usurai? Un'associazione di categoria deve sapere cosa sta succedendo ai suoi associati.
Come commissione, comunque, inizieremo a scrivere presto la relazione intermedia con delle linee di azioni per l'attività politica del nuovo governo”.
Così in una nota il deputato del Pd Paolo Lattanzio, coordinatore del “Comitato per la prevenzione e la repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria”, istituito presso la Commissione antimafia.
E' intelaiatura giuridica per il Recovery.
Dopo tre anni di stallo, finalmente si sblocca l'attuazione della legge 158/2017 sui piccoli Comuni. Nella giornata di giovedi 28 gennaio, infatti, la Conferenza Unificata ha approvato l'elenco dei Comuni con meno di 5.000 abitanti che potranno beneficiare sia dei finanziamenti previsti dalla legge (160 milioni di euro) sia delle misure normative previste dal testo.
Saranno complessivamente 5.518 i Comuni italiani su cui verranno applicati i disposti della legge, varata nella scorsa legislatura dopo oltre 15 anni di tentativi andati a vuoto, selezionati sulla base dei criteri di cui all'articolo 1.
Sulla base di quanto previsto, ora il Presidente del Consiglio dovrà adottare il Dpcm col quale si darà il via al "Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni" che assegnerà le risorse per lo sviluppo strutturale, economico e sociale di questi territori finanziando investimenti nel campo della tutela ambientale, dei beni culturali, della mitigazione del rischio idrogeologico, della salvaguardia e riqualificazione urbana dei centri storici, della messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonchè alla promozione dello sviluppo economico e sociale e all'insediamento delle nuove attività produttive.
Il Piano dovrà definire le modalità per la presentazione dei progetti da parte delle amministrazioni comunali, e le modalità di selezione degli stessi.
Soddisfazione in proposito viene espressa dall'onorevole Enrico Borghi (Pd), che nella scorsa legislatura era stato relatore alla Camera del provvedimento e in questi mesi -anche nella sua funzione di consigliere del governo per la montagna- ha operato per il conseguimento di questo risultato: "Finalmente -osserva Borghi- siamo riusciti a togliere dalle secche l'attuazione di questa legge, che con il governo gialloverde era stata messa nei cassetti per privilegiare il ritorno alle vecchie logiche dell'elemosina a pioggia. Questa legge è sistemica, e costituisce -al di là di una significativa opportunità finanziaria che viene messa a disposizione dei territori- una naturale intelaiatura giuridica per l'attuazione delle politiche del Recovery Plan, che necessitano inevitabilmente di reti istituzionali larghe ed efficienti. Il processo di riforma dl governo locale è indispensabile, e può nascere dalle politiche attive e concrete che la legge sui piccoli comuni innesca. Speriamo che la crisi di governo si chiuda in fretta, in modo da assicurare il completamento dell’impianto giuridico ed economico nel quale il tema della ricucitura dell'Italia è un perno essenziale, e per il quale questa legge è la naturale base giuridica da utilizzare per l'attuazione sui territori il programma "Next Generation UE" evitando sovrastrutture, burocrazie o rischi di esautoramento degli enti locali".
"La soluzione della crisi sta nel riposizionare al centro la politica. Lasciamo perdere le sfumature legate ai caratteri o alle personalità. La storia della Repubblica è piena di leader che non avevano tra loro affinità personali forti, ma che hanno collaborato sul piano politico per assicurare la nascita della Repubblica, la Costituzione, la ricostruzione, la lotta al terrorismo e lo sviluppo. Il punto quindi è questo: mettere al centro, come ha ricordato ieri il segretario Zingaretti, le prossime sfide che attendono il Paese (dal piano di vaccinazione all'impiego dei fondi europei per rimettere in moto la crescita) e su questo esprimere una capacità reciproca di ascolto e una attitudine alla sintesi in chi ha il compito di essere un punto di sintesi e di equilibrio. Noi Democratici abbiamo proposte molto precise in tal senso, nel solco di una agenda riformista che vuole agire su scuola, giustizia, pubblica amministrazione, Mezzogiorno, politica industriale e le mettiamo a disposizione della coalizione. Ognuno faccia il passo che gli compete, e potremo finalmente e rapidamente archiviare questa crisi per metterci al lavoro sull'agenda dei problemi come i cittadini richiedono".
Lo ha dichiarato stamattina l'on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, nel corso di una intervista televisiva in diretta alla trasmissione "Aria Pulita" su La7Gold.
“Servirà una grande alleanza per una buona e giusta transizione ecologica e sociale che tenga assieme, imprese agricole, lavoro, saperi e istituzioni. Abbiamo importanti risorse, senza precedenti e temi sfidanti che non ammettono ritardi. Chi ha aperto la crisi non aiuta certo a percorrere questa strada”. Lo ha dichiarato la deputata dem Susanna Cenni, vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera e responsabile Agricoltura del Partito Democratico, intervenendo alla tavola rotonda organizzata da Flai Cgil “uno sguardo europeo sull’agricoltura”.
“910 milioni aggiuntivi sulle annualità 2021 e 2022 - ha concluso Cenni - possibilità importanti sul PNRR che possiamo e dobbiamo integrare e migliorare, possono consentire al sistema alimentare del nostro Paese di accrescere valore aggiunto e competitività. Fermando tutto si perde tempo prezioso e si rischia di far perdere a imprese e lavoro una occasione storica. Il Partito Democratico,
con responsabilità, sta lavorando per ricostruire un governo solido che vinca queste sfide”.
“Al termine dell'udienza svoltasi a palazzo Chigi, il giudice per l'udienza preliminare del caso Gregoretti si è fermato a commentare e formulare valutazioni sull'esito dell'udienza con i giornalisti. Si tratta di un comportamento molto discutibile, perché un magistrato può e deve parlare di un caso sottoposto al suo esame solo ed esclusivamente con gli atti, non con le interviste. A maggior ragione quando il testimone escusso è un presidente del consiglio e l'imputato un ex ministro”.
Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera.
“Non ci stancheremo di pretendere da tutti i giudici, pubblici ministeri compresi, un maggior rigore e riserbo sulle loro attività, a tutela della loro imparzialità - conclude l'esponente dem - nonché della dignità e della serietà della funzione svolta”.
“Chiediamo al Governo di intervenire con urgenza a tutela della cooperante italiana Sabrina Prioli vittima di violenze e ingiustizie in Sud Sudan”. Lo scrivono le deputate del Pd, Stefania Pezzopane e Laura Boldrini, in una interrogazione al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri.
“La cooperante italiana - spiegano le deputate -lavorava presso l'agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale USAID, per un progetto in Sud Sudan, dove era già in atto una feroce guerra civile. La cooperante, durante un cruento conflitto a fuoco, rimase prigioniera in un compound dove subi’ violenze e stupri”.
“Sabrina Prioli è tornata più volte in Sud Sudan per testimoniare al processo contro i suoi aggressori e grazie alla sua tenacia ha ottenuto la condanna di alcuni di loro , ma ad oggi dallo Stato italiano Sabrina Prioli non ha ricevuto alcuna forma di aiuto. La procura della Repubblica ha archiviato il suo caso dopo tre mesi. Il tribunale del Sud Sudan ha riconosciuto appena 4 mila euro di risarcimento alle vittime di stupro e ben 2 milioni ai proprietari della struttura nella quale sono avvenute le violenze e che non le ha difese: tutto questo è inaccettabile. Avrebbe voluto ricorrere in appello, Sabrina Prioli, ma il faldone del suo caso e’ scomparso. Per tutto questo e data la gravità dei fatti chiediamo un intervento immediato ed urgente del governo” concludono le deputate dem “a tutela dei diritti e della dignità di Sabrina Prioli”.
“Sono vicina alle famiglie delle 4 persone che da domenica sono disperse sul Monte Velino nella mia terra d’Abruzzo. Sostengo il lavoro di tutti coloro che sono impegnati nell’operazione di salvataggio. Sono oltre 100 i soccorritori impegnati in questa operazione, provengono da tutta Italia e appartengono a tutti i corpi, dal soccorso alpino alla guardia di Finanza, esercito, polizia, ci sono tutti. Anche molti volontari. È eccezionale il dispiegamento di forze e l’impegno che stanno mettendo in questa delicata operazione. Tutta la popolazione abruzzese è in attesa, preoccupata ma fiduciosa nel lavoro dei soccorritori, nonostante la neve si sia cementificata e abbia cancellato le tracce. Un lavoro immane, in alcuni punti la neve è profonda oltre 9 metri e si sta cercando con le sonde in profondità e con mezzi meccanici. Siamo tutti vicini alle famiglie in questa dura attesa e condividiamo le loro preoccupazioni. Voglio ringraziare tutti coloro che si stanno adoperando per risolvere questa situazione e tutto il popolo abruzzese che in questi momenti di grande concitazione si unisce alle famiglie”. Lo dichiara la deputata abruzzese del Pd, Stefania Pezzopane.
“La posizione espressa da capogruppo di Fratelli d'Italia nel consiglio regionale delle Marche, che collega la legge 194 alle tesi razziste della ‘sostituzione etnica’ degli italiani con gli immigrati, è delirante. Intanto, viene messa sotto accusa una legge, come gli alleati della Meloni stanno già concretamente attuando in Polonia, che tutela le donne e garantisce il diritto a una maternità pienamente scelta e voluta. Inoltre, si tratta di un riferimento che fa carta straccia degli stessi valori della nostra Carta Costituzionale. Il consigliere Carlo Ciccioli, prima di prendere la parola su un tema così delicato, dovrebbe studiare di più. Si sarebbe accorto che la legge 194 ha salvato la vita a migliaia di donne, che negli anni ha via via ridotto il numero delle interruzioni di gravidanza e che i motivi del calo delle nascite riguardano l’enorme gap di genere economico e culturale di cui è purtroppo ancora intriso il nostro Paese. Un gap alimentato proprio da dichiarazioni come quella dell’esponente di Fratelli d’Italia”.
Così la capogruppo dem in commissione Affari sociali alla Camera, Elena Carnevali.
“Nella direzione nazionale di oggi ho espresso con il mio voto il pieno sostegno alla relazione del segretario Zingaretti per la costruzione di un governo solido, europeista e riformatore a partire dall’esperienza del prof. Conte.
Un governo che si formi non solo su numeri chiari (senza veti e con piena lealtà) ma anche con un programma d’azione di fine legislatura chiaro e con un rafforzamento della squadra.
Bene dunque la prospettiva delineata nell’ordine del giorno proposto da Nicola Zingaretti sapendo che attraverso questa crisi difficile possiamo contare sulla saggia e importante guida del Presidente della Repubblica”. Lo afferma Gianluca Benamati, capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, dopo l’intervento del segretario del Pd Zingaretti in Direzione.
“Pieno sostegno alla relazione di oggi di Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale del PD. E piena condivisione dell' Ordine del Giorno posto in votazione al termine dei lavori. Il Partito Democratico conferma la sua unità e la sua autorevolezza rispetto alla crisi di Governo in atto”. Lo ha dichiarato Andrea De Maria, deputato Pd e coordinatore nazionale dell’area Fianco a Fianco.
Ho manifestato al Presidente Bonaccini tutta la mia stima ed il mio sostegno. Rigore, serietà, senso delle istituzioni sono da sempre elementi fondamentali del suo impegno istituzionale. Lo sanno bene i cittadini dell'Emilia-Romagna.
Lo ha scritto su Twitter Andrea De Maria, deputato Pd e Segretario Aula alla Camera dei Deputati.
“Il Comitato dell’Antimafia per la tutela dei giornalisti minacciati ha audito oggi Paolo Berizzi e Lia Tagliacozzo. Ha partecipato anche il Presidente FNSI Giuseppe Giulietti. Lia Tagliacozzo, scrittrice ed esperta di cultura ebraica, ha illustrato le pesanti intimidazioni e minacce razziste e antisemite ricevute nelle scorse settimane attraverso il web, durante e dopo la presentazione del suo ultimo libro “La generazione del deserto” . Paolo Berizzi, inviato speciale di Repubblica e scrittore, che da due anni vive sotto scorta, ha documentato l’impressionante sequenza di minacce, intimidazioni, attacchi ricevute da gruppi della destra estremista, da gruppi neonazisti, collegati anche alla criminalità organizzata. È per questo che Berizzi (unico giornalista sotto scorta in Europa per minacce neofasciste e neonaziste) viene colpito e messo nel mirino: per il suo quotidiano a lavoro di indagine, per le sue inchieste che documentano la concreta pericolosità di ambienti e organizzazioni della destra estrema, che non praticano solo l’odio, la violenza verbale, l’istigazione razzista e antisemita, ma rappresentano un concreto, attuale e quotidiano pericolo per la vita civile e democratica.
Come Comitato raccoglieremo tutte le denunce fatte da Berizzi a diverse Procure, per capire lo stato di avanzamento delle stesse, i motivi di ritardi, così come raccoglieremo tutti gli esposti e le denunce presentate - come ha ricordato Giulietti - dalla FNSI e delle quali non si conosce l’esito. Abbiamo tenuto queste audizioni in occasione del Giorno della Memoria, perché - mentre ricordo e memoria dell’orrore della Shoa debbono restare vivi - dobbiamo essere consapevoli di quanto quei pericoli siano oggi incombenti e presenti”. Così il deputato PD
Walter Verini, Coordinatore del Comitato Antimafia per la tutela dei giornalisti minacciati.