“Il dramma vissuto ci ha dato l’opportunità per scoprire valore, unicità e importanza, dei professionisti sanitari. Oggi qualcosa è già cambiato, anche grazie al superamento della cosiddetta camicia di forza, la famosa norma capestro contenuta nella legge 2004, che impediva l’assunzione di personale. Bene ha fatto il governo ha innestare oltre 5,4 miliardi di euro nel Servizio Sanitario Nazionale e inserire 37mila nuovi professionisti in più durante la pandemia. Ma queste donne e questi uomini adesso devono essere stabilizzati, non possono avere più solo contratti a tempo determinato. Da questo punto di vista, non diciamo di No ad alcune risorse che vengono dai fondi europei: sono risorse che ci possono consentire, pur se dedicate più complessivamente al contrasto della pandemia, questo percorso riformatore avviato. Ad esempio, dopo l’annuncio dei 500 milioni messi a disposizione per il rinnovo contratti, la contrattazione iniziamola subito. Cominciamola a discutere già adesso. Questa è una cosa che si può fare e governo e maggioranza sono disponibili”.
Così Elena Carnevali, capogruppo dem in commissione Affari sociali alla Camera, intervenendo alla manifestazione promossa dal Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, davanti Montecitorio.
“Ci sono alcune questioni sollevate - ha aggiunto la deputata dem - che sono giuste. Il comma 566, ad esempio, che riconosceva la norma per ampliare le competenze professionali all’interno dello Stato-Regioni va semplicemente applicata. Non c’è bisogno di nuove leggi. Diamo conseguenza a ciò che abbiamo già scritto. Il Dl Agosto, aggiungo, ha legittimato le attività di intramoenia. Se l’abbiamo legittimata, allora estendiamola anche oltre il periodo dell’emergenza. Facciamo in modo che i tanti passi positivi che abbiamo messo in campo adesso trovino la possibilità di diventare pilastri del nuovo Servizio Sanitario Nazionale. Il Ssn sta in piedi solo se esiste la spina dorsale e la spina dorsale sono le donne e gli uomini che ci lavorano. Nessuna promessa, dunque, del ‘tutto e subito’, ma nel Partito democratico troverete sempre un interlocutore utile per dare gambe e far marciare le vostre richieste. Grazie per quello che avete fatto - ha concluso Elena Carnevali - grazie per quello che farete, perché attraverseremo un momento difficile”.
SE E’ MESSAGGIO AL GOVERNO E’ LEGGE
Il rinvio della legge costituzionale sul voto ai diciottenni per il Senato è stato necessario perché altrimenti Italia Viva si sarebbe astenuta. Questa dei renziani è davvero una posizione incomprensibile, anche perché è anacronistico prevedere ancora una differenziazione tra l'elettorato attivo della Camera e quello del Senato, con il rischio concreto, tra l'altro, come è accaduto spesso in questi anni, di avere maggioranze diverse nei due rami del Parlamento. Italia Viva, con la posizione di oggi, vuole evidentemente mandare un altro messaggio al governo. Ma ha scelto la legge sbagliata. È davvero assurda la contrarietà al voto per i diciottenni, previsto anche nell'accordo di governo tra quelle correzioni di sistema chieste dal PD dopo la riduzione del numero dei parlamentari. È evidente che il rinvio di oggi apre dei problemi politici alla maggioranza. A questo punto serve un approfondimento e l'intervento del Presidente del Consiglio per confermare nella maggioranza l'accordo sulle riforme attualmente in discussione e rilanciare l'azione di governo.
"Addolora profondamente la notizia della scomparsa di Jole Santelli, presidente della Regione Calabria. A nome delle deputate e dei deputati democratici e mio personale le condoglianze ai suoi cari e alle colleghe e ai colleghi di Forza Italia".
Così il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio.
"Se ne è andata la presidente della Regione Calabria, Jole Santelli. Una donna che fino all’ultimo non si è mai tirata indietro, ha lottato contro la malattia portando avanti il suo impegno istituzionale. Mi stringo alla sua famiglia e rivolgo un pensiero di affetto alle colleghe e ai colleghi di Forza Italia".
Lo afferma in una nota la deputata del Pd ed ex presidente della Camera, Laura Boldrini.
Post su Fb Di Emanuele Fiano, deputato Pd
“Abbiamo frequentato per anni, insieme, la Commissione Affari Costituzionali della Camera, e dunque come sempre in questi casi e in tanti casi era nata una conoscenza ed una consuetudine a parlarci e a consultarci al di là delle rispettive opinioni politiche, senza mai uno scontro o uno sgarbo”. Cosi il deputato del Pd Emanuele Fiano in un post su Fb. “La notizia di oggi, della sua morte, mi colpisce tantissimo e mi addolora, e ci ricorda come sempre la nostra perpetua fragilità. Alla sua famiglia e a chi le ha voluto bene, le mie condoglianze, un caro abbraccio e sia lieve a Iole la terra.” Ha concluso Fiano.
“E' un giorno di dolore per la Calabria. Un sentimento di sincera amicizia mi legava a Jole Santelli: pur nella diversità politica e di appartenenza, ci siamo spese insieme per tante battaglie, prima fra tutte l'orgoglio di essere donne dentro alle istituzioni e nell'impegno politico. Jole con tenacia e coraggio ha affrontato tutte le sfide che la vita le ha posto lungo il suo cammino, con piglio energico e una straordinaria carica vitale. Con grande commozione ci stringiamo attorno ai familiari e ai suoi cari”.
Lo dichiara la deputata calabrese del Pd, Enza Bruno Bossio.
"Non riesco a immaginare la morte di Iole. Una combattente che ha lottato contro la malattia e le avversità più dolorose, mi sembrava invincibile. Una donna coraggiosa e piena di vita che ha vissuto sempre in prima linea, sempre in trincea. La ricordo bella e allegra, le nostre chiacchierate fino a notte tarda sulla vita, sulla politica e sui nostri sogni giovanili. Non riesco ancora a dirti addio, Iole. Ti voglio bene".
Così, in un post su Facebook, Beatrice Lorenzin, ex ministra della Salute e responsabile del Forum salute del Partito democratico, commenta la morte della presidente della Regione Calabria, Iole Santelli.
“Senza parole. Attonito per la morte improvvisa, inaspettata, dolorosa di Jole Santelli. Incapace di immaginare nella fredda immobilità della morte la sua gioiosa vitalità e il suo sorriso, sempre capace di trasformare l’agire politico in un incontro tra persone. E’ sempre stato così: in Parlamento, al ministero, al Comune e da ultimo in Regione. Pronta ad ascoltare e a ricercare soluzioni quanto più condivise possibili, attenta al merito delle persone e sempre ancorata ai valori solidi della democrazia liberale. Ora è il momento di stringersi al dolore della sua famiglia, alla quale esprimo il più sentito cordoglio”. Così Antonio Viscomi, deputato calabrese del Partito Democratico, appresa la notizia della morte di Jole Santelli, Presidente della Regione Calabria.
“Si può essere avversari politici, ma la scomparsa prematura di Jole Santelli è una notizia tremenda. Se ne va una donna forte e combattiva impegnata per la sua terra. Un abbraccio commosso alla sua famiglia”.
Lo scrive su Twitter Chiara Gribaudo, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.
"Quando un male feroce stronca la vita di una persona nel pieno della sua maturità, il dolore è atroce per un destino che appare ancor più crudele e ingiusto. È il sentimento che provo di fronte alla morte di Jole Santelli di cui, nella comune esperienza parlamentare, ho apprezzato la passione e la dedizione. Ai familiari, agli amici, al suo partito la mia vicinanza"
Con queste parole Piero Fassino ha espresso il suo cordoglio per la prematura scomparsa del a presidente della Regione Calabria Jole Santelli.
“Tredici anni fa nasceva il Partito Democratico, nasceva come casa comune delle diverse tradizioni riformiste che avevano caratterizzato, negli anni novanta e nel primo decennio del duemila, il centro sinistra italiano. Nasceva come partito della giustizia sociale, dell’equità, del merito e della modernizzazione politica, sociale ed economica del nostro Paese. Queste ragioni sono ancora valide, sono ancora vive, sono ancora attuali. Anzi lo sono di più in un periodo difficile come questo. Sta a noi non disperdere quel patrimonio immenso non tornando indietro e non rinnegando i sogni e le visioni che tredici anni fa hanno mosso questa grande esperienza”. Lo scrive su facebook il deputato del Pd, Gianluca Benamati.
“In questo drammatico 2020 la Nota di aggiornamento al DEF assume un significato particolare e differente rispetto al solito. Esso diventa il presupposto di quel passaggio necessario da una fase di sostegno della nostra economia, di protezione del tessuto sociale e di tenuta del sistema sanitario, a una fase nuova, che ha come primo obiettivo il rilancio del Paese nell’ottica di una transizione ecologica e digitale del nostro modello di sviluppo.
In tal senso sarà fondamentale avviare un ampio programma di investimenti e di riforme strutturali, capace di sciogliere i grandi nodi che impediscono la crescita e frenano lo sviluppo”. Lo ha detto il deputato del Pd, Marco Lacarra, intervenendo in Aula sulla nota di aggiornamento al Def.
“Il governo ed il ministero delle Infrastrutture e Trasporti devono vigilare maggiormente affinché le leggi del Parlamento vengano correttamente applicate. Non è infatti ammissibile che a Genova, il più importante porto del Mediterraneo, gli armatori anche italiani svolgano come accaduto più volte nei giorni scorsi, operazioni in autoproduzione nelle navi senza essere preventivamente autorizzati e senza che le autorità preposte, in primo luogo le Capitanerie di porto, intervengano prontamente e con efficacia”.
Lo dichiara Davide Gariglio, capogruppo Pd intervenendo alla Camera dei Deputati durante il question time svolto oggi, mercoledì 14 ottobre, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli.
"Per assicurare la sicurezza dei lavoratori, la salvaguardia dei passeggeri e garantire le imprese del settore - conclude Gariglio - è necessario che i portuali facciano i portuali ed i marittimi facciano i marittimi".
“La scelta del presidente della commissione giustizia di nominare due relatori di maggioranza sul ddl di riforma del Csm e dell'ordinamento giudiziario è in linea con tutti i precedenti, non lede alcuna prerogativa delle minoranze, e non ha alcun particolare significato politico. Come ho avuto modo di spiegare in commissione, al contrario, non solo da parte della maggioranza non c'è alcuna preclusione al contributo dell'opposizione, ma anzi auspichiamo e faremo il possibile per condividere con la minoranza i passaggi e le scelte che porteranno all'approvazione della legge. Siamo infatti consapevoli che si tratta di materia che tocca delicati profili istituzionali da sottrarre per quanto possibile al conflitto politico. Ci auguriamo pertanto che, al di là degli aspetti puramente formali legati alla scelta dei relatori, vi sia da parte dell'opposizione un atteggiamento collaborativo e costruttivo, che da parte nostra offriamo limpidamente”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.
“Ringrazio il premier Conte per l’impegno preso oggi di fronte al Parlamento di utilizzare una parte importante delle risorse del Recovery Fund per appianare le disuguaglianze di genere. Come ho già ricordato ieri alla Camera, abbiamo bisogno di investimenti nell’economia della cura, dai nidi per l’infanzia ai servizi per la terza età, abbiamo bisogno del tempo pieno garantito in tutta Italia e di incentivi veri all’occupazione e all’autoimprenditorialità delle donne, sia fiscali che di welfare, attraverso il potenziamento dei congedi. E dobbiamo approvare e dare gambe alla legge per la parità salariale. Il gender gap non è stato causato dal covid, ma abbiamo il dovere di non perdere quest’occasione per affrontarlo”.
Lo dichiara la vice capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Gribaudo.
“Voglio ringraziare anche il Ministro Amendola - ha aggiunto la deputata dem - per la disponibilità a incontrare le donne de #ilgiustomezzo, che ci hanno accompagnato in questi giorni di dibattito importante con la loro manifestazione e i loro messaggi di incoraggiamento. Ho firmato con convinzione il loro appello al governo, perché ciò che chiedono è semplicemente ciò che la Costituzione ci assegna di diritto: un’uguaglianza fra uomo e donna che sia sostanziale, ‘di fatto’, come volle che fosse scritto la madre costituente Nilde Iotti”.